Gaia Bottà

Pirateria, ritornelli stonati

Gli Stati Uniti promettono una nuova proposta di legge che sappia arginare lo scambio di contenuti su scala globale. La pirateria dilaga, ma i dati sono sempre gli stessi. Quelli sbagliati

Roma - "La pirateria internazionale si abbatte in maniera devastante sull'inventiva americana e sui posti di lavoro dei cittadini statunitensi": così ha sentenziato Howard Berman. Ora a capo della Commissione Affari Esteri della House of Representatives, in passato promotore di proposte di leggi volte a estirpare la condivisione illegale di file in rete, Berman ha dato ascolto ai rappresentanti dell'industria: i dati snocciolati dai colossi dell'intrattenimento, benché fuorvianti per stessa ammissione dell'industria, fungeranno da base sulla quale edificare una nuova proposta di legge.

L'attenzione dell'industria del copyright è puntata verso l'estero: i paesi canaglia dai quali si ramificherebbero loschi traffici di materiale pirata infliggerebbero danni per decine di miliardi di dollari all'anno ai detentori dei diritti. A inondare il palazzo di numeri sono gli stessi rappresentanti dell'industria. Software business e software dedicato all'intrattenimento, musica e cinema: in 43 paesi del mondo pirateria online e contraffazione hanno fatto involare 18,3 miliardi di dollari, a parere della International Intellectual Property Alliance. MPAA espone altresì le proprie cifre: la pirateria delle opere cinematografiche nel 2005 ha pesato sull'industria statunitense per 6,1 miliardi di dollari. La Camera di Commercio federale conferma: la pirateria esiste, è un fenomeno imponente, si ripercuote sull'industria e sui cittadini con un'onda d'urto in grado di mettere a rischio 750mila posti di lavoro all'anno.

Si tratta di dati presentati e ruminati in precedenza, informazioni analizzate e decostruite in numerose occasioni. Ma l'industria non esiterebbe a brandirle come una giustificazione alla necessità dell'intervento del legislatore. I dati mostrati e presentati come perdite, ricorda Ars Technica, sarebbero infatti mancate vendite: una copia contraffatta o scaricata dalla rete viene considerata come il corrispettivo di un originale. Poco importa che il cittadino, se messo di fonte alle sole condizioni di acquisto imposte mercato, potrebbe decidere di non fruire del prodotto; poco importa che una copia ottenuta non legalmente possa innescare catene di acquisti perfettamente legali.
Anche le perdite di 6,1 miliardi di dollari lamentate da MPAA non sembrano essere reali: lo studio da cui è stata distillata la cifra presentata al legislatore sarebbe parziale, fallato, inesatto. La stessa industria di Hollywood aveva ammesso l'errore negli scorsi anni e ridimensionato la validità delle cifre: nonostante ciò sono state presentate di fronte ai membri del Congresso, senza che si sia fatto accenno al fatto che il bilancio dell'industria per il 2008 si è chiuso in positivo, con un incremento degli incassi del 2,8 rispetto al 2007.

I dati relativi ai posti di lavoro? Sarebbero anche in questo caso numeri che rimbalzano da tempo nei documenti e nelle rivendicazioni dell'industria: cifre riciclate, basate su stime tracciate decenni fa. Ma Berman non discute: "La protezione della proprietà intellettuale stimola l'economia - ha annunciato - per aiutare a sospingere il mercato è imperativo che si mettano in atto delle misure che assicurino che l'innovazione prodotta negli Stati Uniti sia protetta anche all'estero e che la comunità artistica possa guadagnare un ritorno dell'investimento che ha infuso nelle espressioni della propria creatività".

Non solo accordi negoziati a livello internazionale, non solo strategie di lotta coordinate: Berman promette una nuova legge che sappia agire anche all'estero e che sappia contenere gli scambi di contenuti che non retribuiscono i detentori dei diritti. L'attuale presidente della Commissione Affari Esteri alla camera bassa statunitense si era già cimentato con delle proposte per arginare il P2P: meditava si debellarlo con con pene severe e con il cracking. Ora si schiude ai suggerimenti dell'industria.

Steven Soderbergh, che si è espresso in qualità di vicepresidente della Directors Guild of America, ha timidamente proposto di istituire un sistema di giustizia privata, che deleghi all'industria il compito "di risolvere da sé i propri problemi". Il riferimento del regista è corso alla dottrina Sarkozy, peraltro caldeggiata nei mesi scorsi anche da RIAA e MPAA e già implementata parzialmente con la collaborazione di certi provider statunitensi. Soderbergh non sembra essersi espresso con troppa convinzione, ha riconosciuto che potrebbe essere problematico instillare il sistema di avvertimenti e disconnessioni nel quadro legislativo statunitense. Ma la risolutezza sembra giungere dalle istituzioni. Guerresca, la parlamentare Dana Rohrabacher: "è arrivato il momento di far calare il martello".

Gaia Bottà
13 Commenti alla Notizia Pirateria, ritornelli stonati
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  • Aprite un dizionario, ogni tanto... -_-
    Funz
    13021
  • "La pirateria internazionale si abbatte in maniera devastante sull'ingenuità americana..."

    Mi ricorda un articolo (non su PI) in cui "atmospheric pollution" NON era stato tradotto come "inquinamento atmosferico"...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marcello Clarizia
    > "La pirateria internazionale si abbatte in
    > maniera devastante sull'ingenuità
    > americana..."

    Lol abbiamo scritto la stessa cosa nello stesso minutoA bocca aperta

    > Mi ricorda un articolo (non su PI) in cui
    > "atmospheric pollution" NON era stato tradotto
    > come "inquinamento
    > atmosferico"...

    O_o questo mi piacerebbe vederloA bocca aperta
    Funz
    13021
  • Beh, guglando "polluzione atmosferica" vengono fuori ben 398 siti, con perle tipo l'universita' col "Docente di Chimica della Polluzione atmosferica e delle acque".

    Ci sono anche 70 immagini, la piu' oscena delle quali rappresenta una tavoletta di cioccolato Sorride
    non+autenticato
  • Chiedo venia, lapsus corretto.
  • Poco importa che il cittadino, se messo di fonte alle sole condizioni di acquisto imposte mercato, potrebbe decidere di non fruire del prodotto; poco importa che una copia ottenuta non legalmente possa innescare catene di acquisti perfettamente legali.

    Poco importa se a causa dei loro drm del cazzo gli smanettono sono costretti a scaricare copie pirata DOPO aver comprato l'originale per poterselo gustare in santa pace, poco importa se uno non ha la conoscenza/tecnologia necessaria per riversarsi un film/cd audio/gioco su hard disk in modo da poterselo usufruire senza ogni volta stare a cercarsi il cd/dvd in mezzo alla pila alta 5 metri di supporti originali, poco importa che quando ti si rompe il supporto devi comprare un nuovo supporto perchè non te lo cambiano in barba al fatto che l'utente acquista la licenza per usufruire del contenuto e non il supporto...
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Wolf01
    > Poco importa che il cittadino, se messo di
    > fonte alle sole condizioni di acquisto imposte
    > mercato, potrebbe decidere di non fruire del
    > prodotto; poco importa che una copia ottenuta non
    > legalmente possa innescare catene di acquisti
    > perfettamente
    > legali.

    >
    > Poco importa se a causa dei loro drm del cazzo
    > gli smanettono sono costretti a scaricare copie
    > pirata DOPO aver comprato l'originale per
    > poterselo gustare in santa pace, poco importa se
    > uno non ha la conoscenza/tecnologia necessaria
    > per riversarsi un film/cd audio/gioco su hard
    > disk in modo da poterselo usufruire senza ogni
    > volta stare a cercarsi il cd/dvd in mezzo alla
    > pila alta 5 metri di supporti originali, poco
    > importa che quando ti si rompe il supporto devi
    > comprare un nuovo supporto perchè non te lo
    > cambiano in barba al fatto che l'utente acquista
    > la licenza per usufruire del contenuto e non il
    > supporto...

    Quoto alla grande: praticamente le vivo tutte queste situazioni....
    non+autenticato
  • E meno male che doveva cambiare tutto!
    E meno male che doveva porre fine otto anni di lobbycrazia bushista!

    Ma se nemmeno davanti a certe affermazioni deliranti (giustizia privata? licenza di spiare ai privati? O sono matti o sono sovversivi!) è capace di prendere il più naturale dei provvedimenti, cioè spedire questa gente in quegli alberghetti con quelle belle stanzine con le pareti imbottite che se ci sbatti contro rimbalzi, dove possono farsi il loro parlamento privato, seduti a semicerchio tutti vestiti di bianco, a fare le loro proposte di legge in quelle riunioni presiedute... da uno psichiatra!
    non+autenticato
  • > Ma se nemmeno davanti a certe affermazioni
    > deliranti (giustizia privata? licenza di spiare
    > ai privati? O sono matti o sono sovversivi!) è
    > capace di prendere il più naturale dei
    > provvedimenti, cioè spedire questa gente in
    > quegli alberghetti

    A prescindere dal fatto che gli "alberghetti" in questione non sono la soluzione per nessun problema, semmai in questo caso la galera, Obama è un presidente, non un dittatore: il parlamento di Washington deve servire pure a qualcosa. Ho già scritto altrove che per un rappresentante della legalità non può approvare la pirateria, al massimo può non prendere gli utenti P2P come dei criminali.

    Non sapevo comunque di contribuire alla cifra come "mancato introito": il mio sdegno verso questi provvedimenti mi ha portato a comprare CD o DVD in occasioni rarissime - per il resto ci sono alternative oneste, come la radio o acquisti mirati, ma legali, in rete, i Creative Commons, i streaming web...
    Insomma toglietemi da quella statistica: non sono io a ricorrere alla pirateria, sono loro a fare schifo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Eugenio Odorifero
    > Insomma toglietemi da quella statistica: non sono
    > io a ricorrere alla pirateria, sono loro a fare
    > schifo.
    Quotazzo
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Eugenio Odorifero
    > Ho
    > già scritto altrove che per un rappresentante
    > della legalità non può approvare la pirateria,
    Ho già scritto altrove che per un rappresentante
    della onestà non può approvare il copyright attuale.
    Infatti approva il libero scambio.

    La "pirateria" si fa al largo del golfo di Aden.
    Qui stiamo parlando di "scambio" di oggetti, spesso regolarmente pagati, non autorizzato da "monopolisti legalizzati".

    Es. Ho un DVD "Originale"->Non posso "legalmente" farmene una copia->Si rompe il DVD Orginale->Non ho più niente, pur avendolo pagato
    Es. Ho un disco di vinile->l'ho riversato su un MP3->Si rompe il disco di vinile->Passano 70 anni->Ho una canzone regolarmente pagata ma comunque "illegale" perché dopo 70 anni il Copyright è ancora li, ma il mio disco di vinile non più.
    Es. Ho _comprato_ degli MP3 su Amazon. Non posso RIVENDERLI perché la Exaustion Of Rights/First Sale Doctrine è stata resa ILLEGALE per le opere "non fissate ad un supporto". I miei figli erediteranno la mia collezione di CD, ma non quella di MP3.
    Es. Ho _comprato_ degli MP3 su Amazon, una azienda fondata nel 1994. Li ho comprati direttamente a nome dei miei figli. Sono passati 70 anni, Amazon falli nel lontano 2021, siamo nel 2079: i miei figli sono accusati di aver "scaricato illegalmente" centinaia di MP3. Amazon non c'è più, il Copyright per quei titoli invece è ancora li.
    Es. Ho inviato degli amici a vedere Frankestein Junior. Avevo la videocassetta e poi ho comprato anche il DVD. Il film è del 1974. Poi ho comprato anche il blu-ray. Oggi sono 50 anni dall'uscita. Ho disdetto tutto: il Blu-Ray dice che posso solo vederlo con i miei familiari: per 8 amici non sono autorizzato.
    Es. Vabbé, opto per prestare il Blu-Ray ad ognuno degli amici uno per volta. Il prestito, figuriamoci il noleggio, non è consentito. Invece prestare, ed anche noleggiare, la mia auto si.

    Basta o vado avanti? Ne ho centinaia di "ABUSI" del Copyright attuale. A cominciare da quello temporale: impedire ai figli di attingere dalle esperienze dei propri genitori. Un Copyright "morale", non solo "legale" non deve superare una generazione. I figli devono poter costruire il futuro sulle fondamenta, ma anche sullo sterco, lasciato dai loro padri.

    Siamo arrivati a pretendere (ed ottenere) il "pizzo" sui libri dati in prestito dalle biblioteche pubbliche (http:www.nopago.org).

    Ho già scritto altrove che per un rappresentante
    della onestà non può approvare il copyright attuale.

    Lo modifichiamo? Si, dai, io e te: raccogliamo le firme per un democratico referendum abrogativo!
    Ops, il Copyright dipende da un trattato internazionale in sede ad un organismo non democraticamente eletto chiamato WTO.
    Ops, l'Art.75 della Costituzione italiana dice che "Non è ammesso il referendum per le leggi [...] di autorizzazione a ratificare trattati internazionali."
    Il Copyright non può essere materia di Referendum.... Ma vaffanbagno!


    « ...gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare... »
    (Gino Bartali)

    (E' morto nel 2000, non è che devo pagare il Copyright agli eredi?)
    non+autenticato
  • QUOTONE
    non+autenticato
  • Ma infatti hai ragionissima, d'altro canto quando compri una cosa loro alimenti queste industrie, quindi io personalmente non compro niente, i film difficilmente li compro e le canzoni tanto meno, esistono centinaia di radio con musica tematica, sono una valida alternativa.

    Dare soldi alle major cinema/disco/grafiche significa alimentare il mercato con cui si limitano le libertà dei cittadini, hanno voluto eleggersi a paladini del copyright?

    Bene che lo siano pure, voglio vedere senza soldi cosa fanno anche loro!!!
    non+autenticato