Giovanni Arata

Google alleato dei giornali

Il CEO Eric Schmidt propone agli editori un patto per costruire insieme i giornali di domani. Mountain View ribadisce che i link non sono nocivi

Roma - Il suo era l'ultimo - e il più atteso - degli speech in programma al meeting annuale degli editori americani. Ed Eric Schmidt lo ha gestito con grande equilibrio. Ha lodato il ruolo dei giornali, li ha invitati a raccogliere le sfide poste dall'innovazione ma, soprattutto, ha confermato l'intenzione di Mountain View di cooperare con loro per rinnovare il giornalismo.

Nel corso del discorso, tenutosi nella mattinata di martedì, Schmidt ha toccato diversi temi. Ha parlato di innovazione tecnologica - dilungandosi in particolare sul cloud computing e sui contenuti generati dagli utenti - ma si è soffermato anche sull'esigenza di ripensare i modelli di business della carta stampata per fare i conti con la rete. "Il punto vero - ha detto senza mezzi termini - è capire cosa i vostri lettori vogliano realmente. Perché se li fate arrabbiare, li perderete tutti in un batter d'occhio".

Secondo Schmidt i giornali avrebbero bisogno di mettere a punto dei prodotti editoriali di tipo nuovo. Che coinvolgano maggiormente i lettori e li spingano ad andare oltre la lettura delle poche righe di uno snippet. E Google, ha affermato subito dopo intende porsi come alleato dei giornali in questa partita: "Pensiamo - ha spiegato - di poter lavorare insieme con voi per costruire un nuovo modello di giornalismo. Questa è l'unica soluzione che vedo come praticabile".
A livello pratico il CEO di BigG ha preconizzato un modello di business "stratificato", che si sostenga attraverso una combinazione di contenuti gratuiti, sottoscrizioni e micro-pagamenti. Anche se, ha aggiunto Schmidt subito dopo, la chiave per raggiungere i grandi numeri è e resta la raccolta pubblicitaria.

Questa è stata la prima apparizione di Schmidt al meeting annuale della Newspaper Association of America, la potente associazione degli editori statunitensi. E il momento non era dei più semplici. Solo il giorno prima, infatti, Associated Press aveva ufficialmente e pesantemente attaccato Google e gli altri aggregatori Internet, accusandoli di rubare traffico ai giornali.

E anche su questo punto, l'uomo venuto da Mountain View non si è sottratto al confronto. Rispondendo ad una delle domande provenienti dal pubblico ha chiarito che BigG si ritiene un alleato (e non un avversario) dei giornali: "Abbiamo un accordo da molti milioni di dollari con AP. Un accordo che non riguarda soltanto la distribuzione ma anche l'hosting delle notizie. Ragion per cui le notizie delle ultime 24 ore mi hanno lasciato un po' confuso".

La posizione ufficiale di Google in proposito è stata ulteriormente chiarita in un post comparso sul blog aziendale di Mountain View. Il Consigliere Generale per i Prodotti e la Proprietà intellettuale Alexander Macgillivray, conferma che "Google e gli altri siti del nostro gruppo portano gli utenti sui siti dei giornali con numeri che superano il miliardo di click mensili. E questi click arrivano a tutti i tipi di giornali - grandi come piccoli, nazionali come internazionali - ed arrivano ventiquattr'ore al giorno".

Giovanni Arata
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