Giovanni Arata

Giocano tutti, giocano di pių

Si confermano le tendenze positive per il mercato dei videogiochi: pių vendite, pių pubblico, pių differenziazione nei consumi. Mentre la televisione č insidiata nel prime time

Roma - Nielsen rilascia il suo report trimestrale sull'uso dei videogiochi negli USA. Regalando qualche sorpresa e diverse conferme. La tenuta a fronte della crisi economica, per esempio, che si mantiene sia per le vendite di console che di giochi. O la crescente popolarità presso il pubblico femminile ed i senior. E mentre i videogiochi si fanno sempre più mainstream, la tv mostra segni di cedimento.

Il documento, intitolato The State of The Video Gamer esamina tempi e modi di impiego delle maggiori console e dei giochi per PC. L'immagine complessiva che ne esce è quella di un settore in buona salute, che continua a realizzare score positivi a dispetto della crisi economica, e raggiunge una audience sempre più vasta. Un risultato confermato anche da Bradley Raczka, marketing manager di Nielsen: "Il consumo di videogiochi, limitato un tempo ai ragazzini ed a gruppi ristretti di fan, sta diventando sempre più un'attività di massa. E mano a mano che cresce il numero di piattaforme disponibili, ci possiamo aspettare un ulteriore allargamento della platea per questo tipo di divertimento. Inoltre - ha aggiunto subito dopo - la trasformazione delle console in sistemi multimediali ha cambiato le abitudini di consumo di media tradizionali come la tv, i film e gli stessi contenuti Internet".

I giocatori più affezionati sono quelli di PlayStation 3 e Xbox 360. "Queste due console - si legge nel report - presentano il più alto tasso di utenti attivi dell'intero campione", e presentano i numeri più significativi anche a livello di numero di sessioni di gioco e di tasso di impiego quotidiano. In questi due raggruppamenti, inoltre, è presente più che in altri la tendenza a sostituire il consumo di televisione con quello di videogiochi. I dati in possesso di Nielsen mostrano infatti che gli utenti di Xbox e PS3 guardano la tv soprattutto nei fine settimana e nella fascia oraria di seconda serata, riservando alla console il tempo di prime time.
A livello di numero complessivo di minuti di impiego la console regina resta ancora la PlayStation 2. Ma il suo predominio potrebbe finire presto. Perché, si legge ancora nel rapporto, il consumo di PS2 sta declinando rapidamente, al punto che probabilmente "entro la fine del 2009 non sarà più la console più impiegata negli Stati Uniti".



PlayStation 3, per converso, presenta una situazione quantomai contraddittoria. Da una parte, come accennato, i fan di PS3 sono tra quelli che mostrano l'attaccamento maggiore alla propria macchina. Se si guarda al quantitativo complessivo di minuti giocati, però, si scopre che l'ammiraglia di Sony si piazza dietro a tutte le concorrenti. Come a dire che l'appeal di PS3 è molto forte, ma riguarda un nucleo di persone relativamente limitato.

Un dato per certi versi sorprendente viene dal consumo di giochi per PC. Qui, il gruppo che esibisce i numeri più elevati è dato dalle donne over 25, che contano per il 46,2% dei giocatori e totalizzano (dato di dicembre) il 54,6% dei minuti di gaming complessivi. E in questa fascia si distinguono anche le donne senior (55 anni ed oltre), relativamente meno rilevanti in tutte le altre classifiche.

In termini di popolarità, i giochi più diffusi sono senza dubbio quelli di carte. Il solitario in dotazione a Microsoft Windows viene giocato da oltre 17 milioni di persone (dato di dicembre) e subito dietro si collocano altri titoli consimili come Freecell, Hearts, Minesweeper e il buon vecchio flipper. Solo settimo World of WarCraft.

Che i videogiochi siano diventati un fenomeno di massa, affiancandosi ed a volte sostituendosi ad altri media, è un dato ormai consolidato. Più sorprendenti invece, i risultati di una recente ricerca Microsoft sul consumo mediale degli europei. Elaborando una serie di dati sulla presenza e l'impiego della banda larga in Europa, i ricercatori di Redmond hanno stimato che già nel 2010 i cittadini del Vecchio Continente passeranno più tempo davanti al monitor del loro computer che davanti al teleschermo. E la tendenza, suggerisce il rapporto, è destinata ad acuirsi ulteriormente in futuro.

Giovanni Arata