Bollini SIAE, un vero ritorno?

di A. Sirotti Gaudenzi - Il decreto che reintroduce il contrassegno potrebbe essere inapplicabile. L'Europa sta ancora aspettando il testo delle norme italiane. Il commento dell'avvocato che ha seguito il caso Schwibbert

Roma - Non amo parlare delle questioni che tratto nell'ambito della mia attività professionale. Per questo motivo, nonostante il garbato invito di varie testate, ho sempre evitato di rilasciare dichiarazioni sulla sentenza con cui la Corte di Giustizia ha definito l'oramai celebre caso Schwibbert. Ora, però, ritengodi dover sfruttare l'ospitalità resa da questa testata per fare qualche riflessione. E tutto avviene esclusivamente per amore di verità.

Come noto, la sentenza emessa dai Giudici del Lussemburgo in data 8 novembre 2007 ha espresso il principio in virtù del quale l'adozione di una misura come quella avente ad oggetto i contrassegni SIAE doveva intendersi quale adozione di regola tecnica e, in quanto tale, era sottoposta agli obblighi di notifica alla Commissione in virtù della direttiva del Consiglio 28 marzo 1983, 83/189/CEE, poi sostituita dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 giugno 1998, 98/34/CE, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell'informazione. Le conseguenze della mancata adozione da parte dello Stato italiano di tale iter, secondo la Corte di Giustizia, comporta l'impossibilità di far valere nei confronti di qualsiasi privato la norma nazionale adottata in maniera illegittima. La Corte di Giustizia ha affermato che "conformemente all'art. 8 della direttiva 98/34, gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione ogni progetto di regola tecnica. Se tale obbligo non è stato rispettato, la regola tecnica non può essere opposta ai singoli".

Sulla base di questa decisione, tutti i giudici nazionali (che, come noto, sono tenuti a dare applicazione ai principi espressi dalla Corte di Giustizia) hanno disapplicato le norme illegittime, giungendo (correttamente) ad affermare che le norme nazionali che prevedono sanzioni penali in ordine alla mancata apposizione del contrassegno SIAE sono illegittime (sul punto, mi sia consentito rinviare al primo volume del mio Trattato breve in proprietà intellettuale e concorrenza, Utet, Torino, 2008 e alla quinta edizione della mia monografia Il nuovo diritto d'autore, Maggioli, Rimini, 2009). La stessa Cassazione si è spinta ad affermare che "viene vanificata la rilevanza penale di tutte le fattispecie di reato che includono come elemento costitutivo della condotta tipica il contrassegno SIAE".
Eppure, e lo dico ad un pubblico di produttori e di utenti delle tecnologie informatiche in larga parte contrario al contrassegno, al nostro Paese era data una nuova chance. Se la misura fosse stata adottata in linea con i principi espressi dalle norme comunitarie, nonostante la bocciatura dei Giudici del Lussemburgo, sarebbe così stato possibile adottare norme che avessero previsto l'obbligatorietà del "bollino" su una serie di supporti. Infatti, la Corte di Giustizia è entrata solo incidentalmente nel merito della questione, da me sollevata, sul conflitto di una misura quale il contrassegno rispetto ai principi comunitari in tema di libera circolazione dei prodotti.

E lo Stato italiano, in effetti, si è mosso. Tant'è che sulla Gazzetta Ufficiale n. 80 del 6 aprile 2009 è stato pubblicato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 febbraio 2009, n. 31, recante il regolamento relativo all'uso del contrassegno SIAE da apporre sui supporti fono-videografici, multimediali e su quelli contenenti programmi per elaboratore, come previsto dall'articolo 181 bis della legge n.633/41 (legge sul diritto d'autore).

Ebbene, il testo del regolamento sembrerebbe essere stato adottato a seguito dell'avvio della procedura di notifica prevista dalle norme comunitarie. Eppure, il decreto, come si è anticipato, contiene il regolamento e fa riferimento a norme, quale l'art. 181 bis della legge n. 633/41, che non sono state affatto oggetto di notifica alla Commissione. In buona sostanza, la semplice notifica del regolamento (ovvero della "norma secondaria") e non anche della norma primaria che prevede l'apposizione del bollino (in particolare, l'art. 181 bis della legge. n. 633/1941) non può essere ritenuta sufficiente.

Cosa significa tutto questo? Semplice: la mancata o errata notifica del testo normativo principale dovrebbe comportare la ulteriore inapplicabilità del nuovo decreto.

In effetti, non molti sanno che la Commissione sta ancora aspettando il testo delle norme in tema di contrassegno SIAE e lo Stato italiano, con un provvedimento abnorme, ha adottato un regolamento che, addirittura, si propone addirittura di introdurre nel nostro ordinamento alcune norme dichiaratamente retroattive, forse proprio per cancellare gli effetti della sentenza Schwibbert.

Spiace constatare questa situazione. E, da amante del mio Paese spero sinceramente di essere sconfessato da qualcuno. Ma, allo stato, mi sembra che la situazione sia quella di un legislatore nazionale decisamente poco attento al rispetto delle norme comunitarie e ai dicta dei Giudici comunitari.

Andrea Sirotti Gaudenzi
Studio legale Sirotti Gaudenzi
31 Commenti alla Notizia Bollini SIAE, un vero ritorno?
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  • Noto in Edicola che Edizioni Master ( credo abbia vinto una causa di risarcimento dei contrassegni con SIAE ) non appone più contrassegno sui dvd Sotware e Film distribuiti allegati alle loro edizioni tipo WinMagazine e loro non sono priva ti
  • Registrando spesso distribuzioni Linux su cd e dvd mi chiedo se esiste la possibilità di recuperare la tassa SIAE che grava su questi supporti? A chi bisogna scrivere per recuperare questo obolo che non spetta alla SIAE? I moduli per recuperare questi soldi dove sono?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luigi De Rubertis
    > Registrando spesso distribuzioni Linux su cd e
    > dvd mi chiedo se esiste la possibilità di
    > recuperare la tassa SIAE che grava su questi
    > supporti? A chi bisogna scrivere per recuperare
    > questo obolo che non spetta alla SIAE? I moduli
    > per recuperare questi soldi dove
    > sono?

    Si, ma se non sbaglio dei essere iscritto alla SIAE, fare domanda, ......

    In altre parole fai prima a sposare qualcuno di influente.
    Basta che ti chiedano una marca da bollo e sei gia fregato.
  • A questo punto se si deve pagare pure la marca da bollo è meglio pagare l'obolo.

    Anche perchè l'obolo è una tassa che serve a pagare il barcaiolo Caronte come pedaggio per traghettare il morto sopra il fiume Acheronte...Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo75
    > - Scritto da: Luigi De Rubertis
    > > Registrando spesso distribuzioni Linux su cd e
    > > dvd mi chiedo se esiste la possibilità di
    > > recuperare la tassa SIAE che grava su questi
    > > supporti? A chi bisogna scrivere per recuperare
    > > questo obolo che non spetta alla SIAE? I moduli
    > > per recuperare questi soldi dove
    > > sono?
    >
    > Si, ma se non sbaglio dei essere iscritto alla
    > SIAE, fare domanda,
    > ......
    >
    > In altre parole fai prima a sposare qualcuno di
    > influente.
    > Basta che ti chiedano una marca da bollo e sei
    > gia
    > fregato.

    Precisazione: per essere iscritti alla SIAE, bisogna sborsare qualcosa come 200+€ l'anno...

    Altro che marca da bollo!
    non+autenticato
  • I soldi dovrebbero essere richiesti direttamente allo Stato italiano e non alla SIAE.
    non+autenticato
  • Internet, condanna per Pirate Bay

    Quattro responsabili di Pirate Bay, uno dei maggiori siti di scambio di file via internet al mondo, sono stati condannati stamani a un anno di prigione per complicità nella violazione di diritti d'autore. Lo ha reso noto un tribunale di Stoccolma.

    «Il tribunale di Stoccolma ha oggi condannato le quattro persone che erano processate per complicità in violazione della legge sul diritto d'autore. Il tribunale ha deciso di condannare ciascuno di loro ad un anno di carcere», precisa la corte in un comunicato. Il tribunale ha condannato Fredrik Neij, 30 anni, Gottfrid Svartholm, 24 anni e Peter Sunde, 30 anni, fondatori di Pirate Bay, e Carl Lundstrm, 48 anni, accusato di avere investito nel sito. I quattro dovranno anche versare 30 milioni di corone (2,7 milioni di euro) di danni e interessi all'industria discografica, cinematografica e dei videogiochi, che reclamavano 117 milioni di corone a titolo di mancati guadagni.

    La condanna è conforme alle richieste del procuratore che aveva pronunciato la sua requisitoria il 2 marzo. Il processo, durato tre settimane, è considerato come uno dei più importanti contro la pirateria informatica.

    La difesa dei quattro imputati aveva puntato la sua linea sul fatto che The Pirate Bay non ospitava fattivamente alcun materiale protetto da copyright, ma che era un forum sul quale gli utenti potevano trovare informazioni su come e dove scaricare questi contenuti (attraverso i cosiddetti file Torrent).

    17 aprile 2009

    Ecco...come vedete le lobby sono ancora vive e vegete...
    non+autenticato
  • Era ora che questi delinquenti che diffondono opere non coperte dalla Licenza GNU/GPL venissero assicurati alla giustizia.
    non+autenticato
  • trolloncio', questi non diffondono alcunché Sorride

    sui loro server ci sono solo file torrent Sorride

    vorrei dirti "informati" ma appunto fatica sprecata
    non+autenticato
  • ah no aspetta - eri ironico vero? A bocca aperta
    non+autenticato
  • Io il decreto di febbraio l'ho letto e riprone per il software le norme già esistenti, ovvero se non si vuole mettere il bollino si fa una semplice dichiarazione sostitutiva GRATUITA da inviare alla SIAE. Fine degli obblighi.
    Il bollino è invece obbligatorio per musica e video.
    non+autenticato
  • ah quindi dovremmo pure spendere i soldi per una raccomandata o un fax

    e come la si mette con i DVD che vengono già venduti comprensivi di tassa SIAE?

    comunque il bollino è l'ennesima cazzata all'italiana, tipico di un Paese arretrato e sottosviluppato, legato a posizioni quesite, caste e boiardi di Stato....

    una volta si pensava che solo FIAT facesse parte del circolo, invece sono parecchi i soggetti che ne fanno parte a quanto pare
    non+autenticato
  • - Scritto da: pabloski

    >
    > comunque il bollino è l'ennesima cazzata
    > all'italiana, tipico di un Paese arretrato e
    > sottosviluppato, legato a posizioni quesite,
    > caste e boiardi di
    > Stato....

    Questo sarebbe vero se l'Italia fosse veramente un paese europeo, in realtà l'Italia è un paese africano, l'appartenenza all'Europa è una singolare illusione ottica prodotta dalla strana forma a stivale dell'Italia. E per essere un paese africano, mi sembra un paese, tutto sommato, all'avanguardia.
    non+autenticato
  • > ... come la si mette con i DVD che vengono già venduti
    > comprensivi di tassa SIAE?

    Così chi sviluppa Software Libero in Italia lavora per la SIAE.

    Il balilla Bondi ne ha combinata un'altra delle sue.
    non+autenticato
  • Balilla? Bondi?

    Comunista, vorrai dire!A bocca aperta
    Se ci riferiamo alla sua gioventù, intendo...A bocca aperta
  • Pensi che i paesi africani siano peggio dell'Italia? Per quale motivo? In molti paesi africani c'è povertà e fame, in Italia c'è ignoranza e arrivismo, cose diverse.
  • Più che all'Africa guarderei in Sud America: ci sono molte più analogie.
    Non raggiungiamo ancora il livello di sottosviluppo e povertà dell'Argentina, ma (escluse per le bistecche di capibara, che potremmo sostituire con il filetto di nutria) credo che a livello di rapporto cittadino/legge/servizi non ci discostiamo tanto...
  • - Scritto da: pabloski
    > ah quindi dovremmo pure spendere i soldi per una
    > raccomandata o un
    > fax

    "Pure", no: semmai "solo".

    Se nel software non sono inclusi filmati o brani musicali è esente dal bollino: è sufficiente la sola autocertificazione via fax, spedita un'unica volta per un'unica fattispecie di prodotto, ed il gioco è chiuso. Di fatto significa spedire un "solo" fax (max. 2 €) una sola volta per un solo prodotto e distribuire poi tutte le copie che si vuole su supporto di quel prodotto autocertificato.

    Non stiamo parlando quindi dei fatidici 0,063€ per ogni supporto distribuito: a me sembra, nell'assurdità della questione in generale, un gran bel risparmio.

    Si dovrebbe valutare di fatto l'affermazione della SIAE che questi bollini aiutino la lotta alla pirateria informatica, perché all'estero non mi pare proprio che venga apposto niente di simile e qualche risultato in più rispetto all'Italia in tal senso lo vantano...
  • Questo è un grave ostacolo per la diffusione e l'utilizzo di software con Licenza GNU/GPL.

    E in qualità di ente pubblico la SIAE sarebbe il caso che adotti standard e Sotware Libero in quanto finanziata anche con soldi dei contribuenti.
    non+autenticato
  • I responsabili delle Free Software Foundation italiana sarebbe il caso che si muovessero contro questa iniziativa e contro la SIAE in quanto finalizzata a limitare lo sviluppo e la diffusione del Sotware Libero. Stallman, in base al danno subito, potrebbe chiedere 5 miliardi di euro di risarcimento.
    non+autenticato
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