Luca Annunziata

Time Warner ci ripensa, niente banda a consumo

Almeno per il momento, il piano delle tariffe a peso per i dati va in soffitta. Politici e organizzazioni dei consumatori gridano alla vittoria. Ma nel suo comunicato, l'operatore lascia intendere che ci riproverÓ

Roma - Niente più limiti alla banda texana e nello stato di New York e nel North Carolina: Time Warner Cable, tra i principali fornitori di connettività a banda larga d'oltreoceano, ha fatto sapere di aver accettato di cancellare le sperimentazioni annunciate negli scorsi giorni per testare nuovi profili di abbonamento al suo servizio. Plaudono alla decisione i politici che si erano spesi per affiancare i consumatori nella protesta, lo stesso fanno le organizzazioni che avevano persino indetto raduni e manifestazioni: la faccenda, tuttavia, è tutt'altro che chiusa visto che sul campo restano le problematiche di una domanda che cresce e le intenzioni di un player importante del settore.

"A giudicare dalla reazione del pubblico durante le due settimane appena trascorse - spiega il CEO di Time Warner Cable Glenn Britt in un comunicato - è evidente il grosso malinteso sui nostri piani per l'introduzione e il test di nuove forme di tariffazione a consumo. Di conseguenza non procederemo ulteriormente con l'avvio di questi test fino a quando non avremo consultato ulteriormente i nostri clienti e le altre parti interessate, assicurandoci che i bisogni di tutti vengano soddisfatti".

Niente sperimentazioni nuove, quindi, mentre restano attive quelle da lungo tempo avviate in Texas. TWC si ripromette di riprovarci in futuro, quando avrà "educato" i suoi clienti e gli avrà mostrato effettivamente quanto utilizzano la loro connessione e dunque quanto potrebbero risparmiare con i nuovi listini. L'ipotesi è quella di istituire un contatore simile a quello già impiegato da molti consumatori per rilevare e valutare le bollette di elettricità e gas: due servizi ben conosciuti e utilizzati dalla quasi totalità dei cittadini USA, e che da sempre offrono tariffe a consumo come quelle ipotizzate ora anche per la connettività.
Entusiasti, come detto, i rappresentati eletti del popolo che dal Congresso e dal Senato avevano fatto pressione sull'operatore attraverso proposte di legge e ventilando di impugnare i nuovi listini di TWC davanti all'authority statunitense FCC. Eric Massa, latore di una proposta di legge al Congresso che avrebbe limitato la possibilità di creare un prezzario come quello proposto da Time Warner, si dice "deliziato dal fatto che il buonsenso abbia prevalso", mentre il senatore Chuck Schumer ribadisce che terrà d'occhio l'evolversi della vicenda per assicurarsi che "qualsiasi futuro cambiamento sia in linea con i bisogni e i desideri della comunità".

Free Press, l'organizzazione che con altre da giorni si batteva con molto rumore per far cessare le nuove sperimentazioni, dichiara senza mezzi termini che la decisione di Time Warner dovrebbe essere "una lezione per gli altri Internet Service Provider che tentino di percorrere la stessa strada". Secondo il portavoce Tim Karr, "I consumatori non staranno fermi di fronte alle aziende che tentano di spremere il loro utilizzo d Internet: questa è una vittoria importante, ma la lotta per una Internet veloce, aperta ed economica è ben lungi dall'essersi conclusa".

Messi da parte i comunicati e le dichiarazioni, tuttavia, come sottolineano gli addetti ai lavori e gli osservatori restano sul campo molte questioni insolute: se da un lato i calcoli sembrano dare ragione ai consumatori, che avevano contestato il tariffario proposto da TWC per il proprio servizio, dall'altro ci sono gli operatori che sono alla ricerca di strumenti per aumentare i loro introiti e contenere le spese necessarie a fare fronte a una domanda in costante aumento.

Trovare il giusto equilibrio tra le esigenze industriali di chi fa affari con la connettività e le aspirazioni di chi usufruisce di questi servizi non sarà facile, anche alla luce di eventuali evoluzioni e investimenti in questo settore. Sullo sfondo resta un'altra questione, quella relativa alla neutralità della rete sollevata dalla stessa FCC: per usufruire del pacchetto di stimoli economici messo in piedi dalla amministrazione Obama, l'authority potrebbe richiedere agli ISP di sottoscrivere impegni precisi su questo argomento. Ma proprio Time Warner Cable, qualche giorno fa, aveva fatto sapere di non gradire questo tipo di pressione in questa fase: risolvere il problema di come far transitare tanti megabyte da e verso gli utenti richiederà probabilmente lunghe trattative e qualche compromesso da una parte e dall'altra.

Luca Annunziata