Puniamo i pirati, salviamo le Baie

di Guido Scorza - Ora Ŕ The Pirate Bay l'intermediario nel mirino, a cui si attribuisce la responsabilitÓ per i comportamenti dei propri utenti. Chi sarÓ la prossima Baia?

Roma - The Pirate Bay condannata per violazione del diritto d'autore. La notizia, in questi termini, fa meno effetto di quanto dovrebbe.

Proviamo, quindi, a fare un esercizio lessicale ed a riformulare il titolo della notizia: un motore di ricerca svedese condannato per violazione del diritto d'autore. L'occhiello potrebbe recitare: secondo i giudici, i gestori del motore sapevano che i contenuti indicizzati erano costituiti anche (o se preferite, prevalentemente) da materiale protetto da diritto d'autore ma hanno omesso di agire per impedire che ciò avvenisse.

Ora ci siamo. È questa la notizia ed è questo il fatto dirompente nascosto - ma non troppo - tra le righe della decisione del Tribunale di Stoccolma. Letta così la notizia, la sentenza con la quale i giudici svedesi hanno condannato Fredrik Neij, 30 anni, Gottfrid Svartholm, 24 anni, Peter Sunde, 30 anni, il fondatore di Pirate Bay, e Carl Lundstr÷m, 48 anni ad un anno di reclusione ed al pagamento alle major dell'audiovisivo di un risarcimento di oltre 2 milioni di euro acquisisce un significato ed una portata completamente diversi.
Due, a mio avviso, le possibili chiavi di lettura, e nessuna delle due è confortante: o si ╦ pervenuti alla decisione attraverso un processo emotivo e politico guidato dalla volontà di perseguire i "pirati" - se si fosse trattato della baia degli angeli sarebbe, forse, finita diversamente - e di far giustizia secondo la filosofia delle major o, piuttosto, si è coscientemente deciso di travolgere il principio della non responsabilità degli intermediari della comunicazione sul quale è invece fondata la vigente disciplina europea sul commercio elettronico e, più in generale, la dinamica della circolazione dei contenuti nello spazio telematico.

Mettiamo da parte, per un attimo, la prima delle due ipotesi perché se fosse questa la chiave di lettura corretta ci sarebbe solo da augurarsi che i prossimi giudici - con ogni probabilità quelli italiani - che saranno chiamati a pronunciarsi su analoga fattispecie, si lascino guidare meno da emotività e politica e più dal diritto e dalla logica giuridica.

Veniamo alla seconda.
The Pirate Bay è un motore di ricerca ed un motore di ricerca è un mero intermediario della comunicazione che procede automaticamente alla indicizzazione di milioni e milioni di informazioni diffuse nello spazio telematico ed ospitate su computer appartenenti a milioni di utenti.

L'art.15 della Direttiva n. 31 dell'8 giugno 2000 relativa a taluni aspetti giuridici del commercio elettronico sotto la rubrica "assenza dell'obbligo generale di sorveglianza" stabilisce che gli Stati membri non devono imporre agli intermediari della comunicazione "un obbligo generale di sorveglianza sulle informazioni che trasmettono o memorizzano né un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attività illecite" ed aggiunge che i singoli Stati possono, invece "stabilire che i prestatori di servizi della società dell'informazione siano tenuti ad informare senza indugio la pubblica autorità competente di presunte attività o informazioni illecite dei destinatari dei loro servizi o a comunicare alle autorità competenti, a loro richiesta, informazioni che consentano l'identificazione dei destinatari dei loro servizi con cui hanno accordi di memorizzazione dei dati".

The Pirate Bay è un intermediario della comunicazione, gli intermediari della comunicazione sono tenuti, a tutto voler concedere - ove previsto nella disciplina nazionale di riferimento - ad informare le autorità competenti di eventuali attività illecite poste in essere dai propri utenti. Dunque The Pirate Bay non può ritenersi obbligato addirittura ad astenersi dal procedere all'indicizzazione di milioni di file torrent come, invece, sembrano aver ritenuto i Giudici svedesi che, nel pervenire ad un giudizio di colpevolezza dei gestori della Baia, hanno evidentemente loro attribuito un ruolo almeno di compartecipi nella commissione dell'illecito consistente nell'aver posto a disposizione del pubblico contenuti protetti da diritto d'autore. È questa, d'altra parte, l'ipotesi di reato contestata a alla Baia dei pirati anche dalla Procura della Repubblica di Bergamo.

È, dunque, un semplice sillogismo quello che solleva almeno qualche perplessità sulla decisione del Tribunale di Stoccolma.

La circostanza che i gestori di Pirate Bay - ammesso anche che ciò sia stato dimostrato - abbiano tratto un profitto dalla propria attività non consente - almeno a guardare alla vicenda con occhi scevri da preconcetti ideologici - di interrompere la serie di nessi logici sui quali riposa tale sillogismo. La disciplina europea, infatti, non subordina l'applicabilità delle disposizioni in materia di "non responsabilità" degli intermediari della comunicazione alla circostanza che questi ultimi non perseguano obiettivi di profitto ma, al contrario, tali obiettivi devono darsi per certi trattandosi, generalmente, di imprenditori che operano nel mercato.

Non sono in grado di giudicare - non avendola, tra l'altro, letta integralmente - se la decisione del tribunale di Stoccolma sia corretta o meno alla stregua del diritto svedese e, a ben vedere, non credo neppure che l'attività posta in essere dagli utenti che popolano la Baia vada esente da ogni genere di censura. Ma mi sembra importante estrarre dalla Sentenza - la prima, a mia memoria, nella quale si ritiene responsabile un motore di ricerca per l'illiceità del contenuto indicizzato - il principio di diritto che essa contiene: se un motore di ricerca trae profitto dall'attività di indicizzazione di contenuti degli utenti avendo conoscenza del carattere non autorizzato della circolazione di tali contenuti i gestori ne rispondono sia in sede civile che penale.

È un principio che non riesco a condividere per due ragioni: la prima è che la sua puntuale applicazione condurrebbe ad una progressiva - ma rapida - integrale implosione dell'infrastruttura della Rete e delle dinamiche della circolazione dei contenuti in Rete e la seconda è che l'esigenza di imputare una responsabilit? di tipo para-oggettivo al motore di ricerca nasce esclusivamente dalla difficolt? operativa (ma non giuridica) e dall'onerosità di seguire la strada maestra della tutela dei diritti d'autore perseguendo i responsabili delle violazioni. È una scorciatoia che non mi piace e che finisce con il riaddebitare sulla collettività il costo e la responsabilità della condotta illecita di taluni suoi membri. È un dato incontrovertibile che il torrent tracker della Baia costituisca uno strumento tecnico utilizzato anche per la commissione di un reato ma non più e non meno di quanto l'infrastruttura di comunicazione o piuttosto le macchine attraverso le quali quei contenuti vengono ospitati e fatti circolare.

Dove conduce, dunque, la deriva partita dalla Baia dei Pirati?

A trasformare gli ISP in sceriffi come vorrebbero in Francia e qualcuno anche nel nostro Paese? A criminalizzare il ruolo degli intermediari della comunicazione in un contesto quale quello telematico in cui non c'è condotta che non sia posta in essere attraverso l'intermediazione di uno o più soggetti diversi dal suo autore? Credo ci si debba porre queste domande prima che sia troppo tardi.

La Rete è già passata per soluzioni che apparivano giustificate in relazione a fenomeni che destavano grande allarme sociale: basti pensare alle black list antipedopornografia o alle inibitorie all'accesso ad interi siti in materia di repressione del gioco d'azzardo online.
All'epoca dell'adozione di queste misure straordinarie nessuno ritenne di sollevare eccezioni perché a tutti era chiaro chi fossero i buoni e chi i cattivi e tutti eravamo convinti - come credo lo siamo - che i cattivi andassero emarginati e fermati ai confini della Rete.

Tali misure hanno, probabilmente, contribuito a rendere la "nostra Rete" più sicura ma, ad un tempo, hanno persuaso qualcuno che sia legittimo generalizzarne l'applicazione a decine e decine di altre condotte poste in essere online come, ad esempio, i reati di opinione contro i quali il Senatore D'Alia ha di recente proposto di adottare analoghe misure di filtraggio.

Credo valga la stessa regola per la responsabilità che il tribunale di Stoccolma ha ritenuto di attribuire in capo ai gestori della Baia e che i giudici italiani minacciano di volerle attribuire. Ritenere responsabile The Pirate Bay per aver contribuito a gravi e reiterate violazioni del diritto d'autore può suscitare approvazione o disapprovazione a seconda dei punti di vista ma il rischio è che, domani, si provi a configurare analoga responsabilità in capo ad un motore di ricerca che indicizzi prevalentemente contenuti contrari a questo o quel regime politico magari sotto la più romantica bandiera di "The Freedom Bay".

Si può - e probabilmente al punto cui si è giunti - si deve discutere dell'esigenza di individuare un nuovo quadro normativo in grado di tracciare nuove linee di equilibrio tra le libere utilizzazioni dei diritti patrimoniali d'autore ed il rispetto dei diritti medesimi. Ma sin tanto che a tale operazione non si sarà proceduto non credo sia lecito né auspicabile che giudici e governi si sovrappongano al legislatore nell'adottare - sulla base di logiche di emergenza o in occasione di fattispecie che rappresentano la patologia del fenomeno telematico ma non certo la regola - provvedimenti la cui diffusa applicazione rischierebbe di scrivere il futuro di Internet in maniera assai diversa da quanto appare lecito sperare.

Che i pirati, se colpevoli, paghino. Ma viva le Baie, quale che sia la bandiera che su di esse sventola!

Guido Scorza
www.guidoscorza.it
146 Commenti alla Notizia Puniamo i pirati, salviamo le Baie
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  • Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno.
    Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.

    George Bernard Shaw
    non+autenticato
  • quoto

    "The Pirate Bay è un motore di ricerca ed un motore di ricerca è un mero intermediario della comunicazione che procede automaticamente alla indicizzazione di milioni e milioni di informazioni diffuse nello spazio telematico ed ospitate su computer appartenenti a milioni di utenti."


    Contesto.
    Pirate bay è
    1) un database di informazioni (i file torrent),
    2) un tracker bit torrent
    3) non indicizza le informazioni sparse su milioni di computer, ma le informazioni vengono inserite appositamente dagli utenti.

    per fare il famoso esempio di google.. Google indicizza il contenuto di pagine web, che possono contenere riferimenti a materiale piratato, è quindi un motore di ricerca.

    Pirate bay è composto da un database, che viene alimentato da utenti (se non ricordo male registrati) che contiene indicazioni per poter scaricare materiale (sostanzialmente) piratato. (99.9%??), e fornisce una infrastruttura tecnica per poter scambiare i file indicizzati (una buona parte).

    Se i vari trackers, non esistessero Google, non indicizzerebbe niente.

    non sono un legale, ma non penso di sbagliarmi troppo dicendo che tale sito abbia "favoreggiato" la pirateria, e quindi sia punibile per tale favoreggiamento.

    Inoltre penso che un'altra aggravante stia nel fatto che i gestori di TPB si siano sempre rifiutati di eliminare le referenze ai file sotto copyright a seguito di segnalazione dei possessori dei diritti di autore.


    detto tutto questo, concordo che non si può sperare di combattere la pirateria solo con sentenze legali, nuovi modelli (o vecchi modelli aggiornati) devono essere parte della risposta.


    again....
  • TPB fa anche da tracker, ma nessuno è riuscito a dimostrare, in sede processuale, che abbia fatto da tracker anche per file illegali.

    Su stessa ammissione del perito dell'accusa, non si è disattivato il DHT durante la raccolta delle prove.
    non+autenticato
  • - Scritto da: again
    > 1) un database di informazioni (i file torrent),

    Indifferente. Gli stessi file torrent si trovano anche su mininova e altrove.
    E se non ci sono utenti che fanno da seed voglio proprio sapere cosa te ne fai dei torrent.


    > 2) un tracker bit torrent

    Inutile. Esiste il DHT.

    > 3) non indicizza le informazioni sparse su
    > milioni di computer, ma le informazioni vengono
    > inserite appositamente dagli utenti.

    Quindi pirate bay non ha colpe visto che non indicizza, ma sono gli utenti a inserire le informazioni. Adesso cerca di capire che differenza passa tra pirate bay e youtube
    1) nessuna, entrambi seguono le leggi del loro paese
    2) nessuna, entrambi seguono le leggi del loro paese
    3) nessuna, entrambi seguono le leggi del loro paese
    in Svezia il diritto di link è legale e tale è tuttora. Pirate Bay non risponde e non dovrà mai rispondere ad altri stati di quello che fa. Il fatto che in Italia si siano ostinati a inquisirla è ridicolo e va contro i trattati internazionali. Un sito registrato all'estero, da persone straniere, e senza host in Italia, non ricade per nessun motivo sotto la giurisdizione italiana.

    > Se i vari trackers, non esistessero Google, non
    > indicizzerebbe niente.

    Se i vari tracker non esistessero il DHT funzionerebbe lo stesso... Colombo da quanto tempo l'hanno chiuso? Ebbene i torrent che erano su colombo funzionano benissimo tuttora (aprile 2009), ci sono anche parecchi seed (ovviamente dipende dal file)

    > non sono un legale, ma non penso di sbagliarmi
    > troppo dicendo che tale sito abbia "favoreggiato"
    > la pirateria, e quindi sia punibile per tale
    > favoreggiamento.

    I torrent non sono illegali in Svezia quindi gestire un database, un tracker, o un sito o quello che sia con sopra file torrent non è illegale in Svezia.
    Che sia legale o meno altrove è indifferente, perché se tutti possono processare tutti allora l'Iran potrebbe processare buona parte degli italiani perché mangiamo prosciutto...

    > Inoltre penso che un'altra aggravante stia nel
    > fatto che i gestori di TPB si siano sempre
    > rifiutati di eliminare le referenze ai file sotto
    > copyright a seguito di segnalazione dei
    > possessori dei diritti di autore.

    In Svezia esiste il diritto di link, inoltre le segnalazioni devono provenire dalla magistratura (hanno sempre detto che se provenissero dalla magistratura rimuoverebbero quei link... ma non è mai successo che provenissero dalla magistratura, e sai perché? Perché in Svezia i torrent sono legali), non è che domani ti svegli tu cittadino straniero e segnali, un cittadino svedese come fa a sapere chi sei o a fidarsi di te?
  • visto che molti parlano di .torrent dando l'imrpessione di non avere idea di cosa siano, esplicito un pò di cose che dovrebbero apparire ovvie.

    il .torrent non è un file archivio, ma un file indicizzante. Questo vuol dire che ospitare sui propri server un file indicizzante, ossia con dentro degli indirizzi, è la stessa cosa che ospitare sul proprio sito dei link. Infatti i link sono dentro files .php o .asp o .xhtml o chi più ne ha più ne metta, ma sempre sui server stanno. Quindi non c'è alcuna differenza... Chiaro ora?
  • - Scritto da: Toso Malemodo
    > visto che molti parlano di .torrent dando
    > l'imrpessione di non avere idea di cosa siano,
    > esplicito un pò di cose che dovrebbero apparire
    > ovvie.

    > il .torrent non è un file archivio, ma un file
    > indicizzante. Questo vuol dire che ospitare sui
    > propri server un file indicizzante, ossia con
    > dentro degli indirizzi, è la stessa cosa che
    > ospitare sul proprio sito dei link. Infatti i
    > link sono dentro files .php o .asp o .xhtml o chi
    > più ne ha più ne metta, ma sempre sui server
    > stanno. Quindi non c'è alcuna differenza...
    > Chiaro ora?

    Limpido : quindi in galera anche google e colleghi !
    krane
    22544
  • Assurdo.
    Alcuni siti mostrano contenuti illeciti di vario tipo. Immagini pedopornografiche. Calunnie gravi. Incitazioni al razzismo più violento.

    La vostra logica è questa: siccome Google indicizza tutto e mette in cache, allora o chiudiamo Google, o lasciamo gli illeciti online.

    E' ridicolo.
  • - Scritto da: Mr.Pink
    > Assurdo.
    > Alcuni siti mostrano contenuti illeciti di vario
    > tipo. Immagini pedopornografiche. Calunnie gravi.
    > Incitazioni al razzismo più violento.

    > La vostra logica è questa: siccome Google
    > indicizza tutto e mette in cache, allora o
    > chiudiamo Google, o lasciamo gli illeciti
    > online.

    > E' ridicolo.

    No e' coerente, anche la baia fa lo stesso.
    krane
    22544
  • Il primo cd di grandi successi me lo sono fatto (tanti) anni fa scaricando gli MP3 che cercavo su google. Ora se cerco nome_canzone.mp3 non trovo più nulla... come mai ? Sono anni che il contenuto probabilmente copyrighted viene bannato dai motori di ricerca !
    non+autenticato
  • usando le giuste regole tramite google trovi tonnellate di mp3...

    Ad esempio:
    -inurl:(htm|html|php) intitle:"index of" +"last modified" +"parent directory" +description +size +(wma|mp3) "police"
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dddddggggg
    > usando le giuste regole tramite google trovi
    > tonnellate di
    > mp3...
    >
    > Ad esempio:
    > -inurl:(htm|html|php) intitle:"index of" +"last
    > modified" +"parent directory" +description +size
    > +(wma|mp3)
    > "police"

    facileeeee, ecco perche' google non puo' essere condannato perche apparte te e qualche cercatore di perle della papuasia nessuno usa google per cercare mp3
    non+autenticato
  • Hai ragione tant'è che neanche io lo uso perché non è facile! Solo che giuridicamente parlando è possibile e quindi se condannano The Pirate Bay perché veicola dati illegali, allora devono condannare anche Google! Solo che non succederà...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dddddggggg
    > Hai ragione tant'è che neanche io lo uso perché
    > non è facile! Solo che giuridicamente parlando è
    > possibile e quindi se condannano The Pirate Bay
    > perché veicola dati illegali, allora devono
    > condannare anche Google! Solo che non
    > succederà...

    Io colgo una certa differenza tra indicizzare contenuti, e realizzare un archivio di file .torrent uploadati dagli utenti registrati. Piratebay possiede un motore di ricerca interno per i suoi contenuti, non è un motore di ricerca per il web.

    Se un sito viene condannato per contenuti pedopornografici non puoi far chiudere tutti i motori di ricerca che lo indicizzano. Che senso ha????
  • - Scritto da: giudice svedese
    > - Scritto da: Dddddggggg
    > > usando le giuste regole tramite google trovi
    > > tonnellate di mp3...

    > > Ad esempio:
    > > -inurl:(htm|html|php) intitle:"index of" +"last
    > > modified" +"parent directory" +description +size
    > > +(wma|mp3) "police"

    > facileeeee, ecco perche' google non puo' essere
    > condannato perche apparte te e qualche cercatore
    > di perle della papuasia nessuno usa google per
    > cercare mp3

    In effetti basta youtube per trovare tutta la musica illegale che si vuole senza nessuna difficolta'.
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane

    > In effetti basta youtube per trovare tutta la
    > musica illegale che si vuole senza nessuna
    > difficolta'.

    Ma che viene rimossa su segnalazione.
    non+autenticato
  • ROTFL... SKKKKKREEEEEEEEEEEEEEEEEEKKKKKKKKKKKKKK!!!!

    Occhio che ti consumi le unghie !!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: PandaR1
    > ROTFL...
    > SKKKKKREEEEEEEEEEEEEEEEEEKKKKKKKKKKKKKK!!!!
    >
    > Occhio che ti consumi le unghie !!!

    Affascinante.

    Certo, se invece di imparare a memoria la sintassi di google usi un bel front-end per costruire le stringhe di ricerca ecco che le unghie si trasformano in efficientissime ventose.

    Il succo e' che i contenuti che tanto spiacciono alle major non vengono affatto rimossi.

    --
    -GT-
  • Il discorso e' diverso... con tpb la ricerca e' mirata all'individuazione di torrent, immediata, alla portata di tutti... con google no... se qualcuno fa il front end questo qualcuno si prendera' le responsabilita' di quello che fa...

    Insomma dai... non facciamo i finti tonti che fate solo un po' ridere... il rumore di unghie e' fortissimo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: PandaR1
    > Il discorso e' diverso... con tpb la ricerca e'
    > mirata all'individuazione di torrent, immediata,
    > alla portata di tutti... con google no... se
    > qualcuno fa il front end questo qualcuno si
    > prendera' le responsabilita' di quello che
    > fa...

    > Insomma dai... non facciamo i finti tonti che
    > fate solo un po' ridere... il rumore di unghie e'
    > fortissimo...

    Il front end te lo puoi fare da solo, su google labs ci sono anche le istruzioni, guarda che e' proprio facile facile.
    krane
    22544
  • Se chi realizza un motore di ricerca per la condivizione di files è colpevole per alcuni files protetti dal diritto d'autore che alcuni utenti scaricano, tutti i fabbricanti di armi dovrebbero essere colpevoli per gli omicidi che vengono fatti con le proprie armi.

    Leggete gli articoli 40 e 41 del codice penale...
  • Infatti, chi ha costruito i server e rilasciato il sistema operativo sul quale si appoggiava il sito non e' mica stato condannato... quelli sono gli strumenti... il fornitore di connettivita' mica e' stato condannato, altro strumento...
    Il padrone del palazzo che ospitava i server non e' stato condannato...
    Invece chi ospita dei tracker non fornisce uno strumento, e' parte attiva del reato...

    Fabio PandaR1
    non+autenticato
  • Almeno parla con cognizione di causa...

    I file torrent non contengono neanche un BIT di materiale protetto da Copyright...

    I tracker servono solo come semafori per i vari client, quindi la prossima volta, rifletti bene prima di scrivere trollate
    non+autenticato
  • Parte attiva del reato è chi effettivamente scarica il file. Al massimo si può condannare per complicità nel reato ma per farlo bisogna prima condannare qualcuno per il reato. Questa sentenza creerà molto scompiglio e dei bei precedenti.
  • Scusa ma quello che guida la macchina in una rapina in banca, che non entra neanche nella banca, non ha una pistola, guida e basta, tu lo manderesti assolto ?

    Fabio PandaR1
    non+autenticato
  • Chi guida la macchina è complice perchè vengono condannati per la rapina chi materialmente ha rubato.

    La baia potrebbe essere condannata per complicità solo se prima condannano chi ha effettivamente scaricato, cioè tutti gli utenti.. compresi me e forse te...
  • Beh ma la legge non funziona mica cosi'... non e' che se 5 fanno una rapina se ne beccano solo uno gli dicono 'guarda, torna a casa, ti mettiamo in galera solo quando becchiamo gli altri 4...'Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: PandaR1
    > Beh ma la legge non funziona mica cosi'... non e'
    > che se 5 fanno una rapina se ne beccano solo uno
    > gli dicono 'guarda, torna a casa, ti mettiamo in
    > galera solo quando becchiamo gli altri 4...'
    >Occhiolino
    ma almeno la rapina bisogna dimostrare che sia stata fatta.
    non+autenticato
  • Hai ragione... sicuramente i torrent li listavano per sport, nessuno mai li ha effettivamente usati... cavolo che maliziosi a pensare il contrario!
    non+autenticato
  • - Scritto da: PandaR1
    > Hai ragione... sicuramente i torrent li listavano
    > per sport, nessuno mai li ha effettivamente
    > usati... cavolo che maliziosi a pensare il
    > contrario!

    Be'... il 100% dei torrent pubblicati sulla baia sono stati inseriti dagli utenti. Di questi solo il 20% (fonte TPB e PiratPartiet... ok, non e' il massimo) contenevano materiale protetto, ma piu' del 90% dei file scaricati riguardava proprio quel 20%.

    C'est la vie.

    Ti affitto la macchina, ti affitto anche fucile e passamontagna perche' sono sicuro tu voglia fare del biathlon, poi se tu vai a rapinarci una banca con quel materiale sono problemi tuoi.

    TPB paga il fatto di avere quella P, per il resto e' un motore di ricerca come tanti. Hai idea cosa succede se cerchi .torrent con google?

    --
    -GT-
  • >
    > Be'... il 100% dei torrent pubblicati sulla baia
    > sono stati inseriti dagli utenti. Di questi solo
    > il 20% (fonte TPB e PiratPartiet... ok, non e' il
    > massimo) contenevano materiale protetto,

    dai suvvia... vuol dire che non sei mai stato su pirate bay..

    listiamo gli ultimi 1000 contenuti della categoria film... ci scommettiamo che ne troviamo meno di 10 (se propio va bene) non copyright...

    andiamo nella categoria TV shows... io francamente non ne trovo manco uno che sia libero da diritti...

    va bene tutto, ma è un pò come sostenere che le forze armate hanno i fuciliper fare esercizio fisico... ...

    mah!
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