Rambus può tassare le memorie SDRAM

Una sentenza scagiona Rambus dalle accuse di frode e la legittima a richiedere royalty a tutti i produttori di memorie SDRAM, una tecnologia coperta da alcuni suoi brevetti. Ma le battaglie legali non sono ancora finite

Los Altos (USA) - È una sentenza che potrebbe avere forti ripercussioni nell'industria delle memorie quella che negli USA ha appena scagionato Rambus dall'accusa di frode che le era stata avanzata lo scorso anno da Infineon, uno dei produttori di memorie a cui Rambus ha chiesto il pagamento di royalty per l'utilizzo della tecnologia SDRAM.

Ribaltando un precedente verdetto, la corte federale d'appello della Virginia ha ritenuto che non vi siano sufficienti prove per incolpare Rambus di aver fraudolentemente cercato di spingere il JEDEC, l'associazione che porta avanti lo sviluppo degli standard legati alle memorie SDRAM (e di cui Infineon fa parte), ad adottare alcune delle sue tecnologie coperte da brevetto come standard industriale: secondo i suoi accusatori, Rambus si sarebbe avvalsa di quei brevetti per danneggiare la concorrenza e raccogliere royalty da molti dei produttori che utilizzano lo standard SDRAM nei loro prodotti. Il JEDEC sostiene infatti che all'epoca della partecipazione di Rambus alla creazione dello standard SDRAM quest'ultima avrebbe nascosto a tutti di essere in possesso di brevetti legati a questa tecnologia.

Come alcuni ricorderanno, la vicenda ebbe inizio nel 2000, quando Rambus ha improvvisamente annunciato di possedere il brevetto della "synchronous memory interface", l'interfaccia utilizzata nelle memorie SDRAM e DDR SDRAM, e di essere intenzionata a pretendere il riconoscimento dei relativi diritti da parte di tutti i produttori di memorie che utilizzano tale tecnologia. Da quel momento Rambus ha sguinzagliato i propri avvocati e ha iniziato a cercare accordi con numerose imprese del settore affinché queste le pagassero le dovute royalty.
Buona parte dell'industria delle memorie SDRAM, le stesse riunite nel JEDEC, ha duramente contestato la validità del reclamo di Rambus, tanto che negli ultimi due anni quest'ultima è stata impegnata in diverse cause legali per violazione di brevetto con colossi del settore come Micron e Hynix.

La causa senza dubbio più temuta da Rambus è però quella con la Federal Trade Commission (FTC) americana, che in una denuncia all'antitrust presentata lo scorso anno ha lanciato all'azienda accuse durissime: in particolare, l'FTC intende dimostrare come, fra il 1992 e il 1995, Rambus abbia "deliberatamente commesso una serie di azioni e pratiche anticompetitive che sono servite per truffare una grande organizzazione industriale di standardizzazione, con effetti dannosi per la competizione e i consumatori". Oltre a questo, Rambus sarebbe rea di aver ridotto la produzione di memorie SDRAM, disincentivato i produttori dal fabbricare questo tipo di memorie, scoraggiato le aziende a partecipare al JEDEC e incrinato la fiducia dell'industria delle memorie verso gli standard.

Rambus ora spera che la sentenza appena emessa dalla corte d'appello possa influenzare in modo favorevole il risultato dei procedimenti legali ancora in corso e accelerare la riscossione delle royalty da parte dei produttori di memorie SDRAM "reticenti".
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