Gaia Bottà

Bollini SIAE, un ritorno impugnato

Editori e consumatori contro i contrassegni. Il decreto in vigore da oggi rischia di congelare il mercato. I sequestri sarebbero dietro l'angolo. E potrebbero coinvolgere i supporti non imbollinati per questioni logistiche

Roma - Il tentativo di tornare a imporre l'obbligo di vidimazione a mezzo contrassegni SIAE non solo non sarebbe compatibile con il quadro normativo europeo, non solo potrebbe rappresentare la perpetuazione di un ostacolo alla libera circolazione dei prodotti. Metterebbe sul piatto questioni di ordine pratico, esporrebbe alla violazione della legge delle aziende che hanno finora operato nella piena legalità. Per questo motivo due case editrici hanno fatto ricorso al TAR del Lazio per chiedere l'annullamento del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 febbraio 2009, n. 31. Altroconsumo è intervenuta a supporto dell'annullamento: il bollino pesa sull'evolvere dell'industria dei contenuti e quindi sui cittadini.

Che il DPCM con cui è stato reintrodotto l'obbligo di vidimazione presenti delle incompatibilità nel proprio iter procedurale con quanto disposto dalle autorità europee sembra essere cosa nota: lo ricordava su queste pagine lo stesso avvocato Andrea Sirotti Gaudenzi che si è occupato del celebre caso Schwibbert. La Corte di Giustizia dell'Unione Europea aveva chiarito che, in quanto regola tecnica, le normative che dispongono la vidimazione dovessero essere notificate alla Commissione. Cosa che però non si sarebbe verificata appieno in relazione a testi come quello dell'art. 181 bis della legge n. 633/41, che dispone l'obbligo del contrassegno. Su questa base era stato assolto un imprenditore accusato di aver commercializzato in Italia dei CD privi del bollino, su questa base erano state inoltrate le prime richieste di risarcimento per i contrassegni, su questo si fa leva nella richiesta di annullamento. Gli avvocati Guido Scorza, Carmelo Giurdanella e Michele Clemente, legali rappresentanti di Edizioni Master e di Play Media Company, lo ribadiscono nella richiesta di annullamento del DPCM depositata presso il TAR, lo ribadisce Altroconsumo nell'intervento ad adiuvandum, rappresentata da Ernesto Belisario, Elio Guarnaccia e di nuovo da Scorza.

Un'altra delle motivazioni su cui si fonda la richiesta di annullamento della reintroduzione dell'obbligatorietà del contrassegno è la capacità del bollino di rallentare un mercato dei contenuti che potrebbe avvantaggiarsi di una più libera circolazione dei prodotti e di una più libera concorrenza, così come stabilito dal quadro normativo europeo. Lo conferma, dal punto di vista legale, l'avvocato Sirotti Gaudenzi. Due sarebbero le conseguenze, spiega a Punto Informatico: "in primo luogo limitare la circolazione delle merci nei Paesi comunitari (dato che dev'essere apposto a ogni supporto commercializzato e distribuito in Italia) e al tempo stesso porre i produttori, i commercianti e i distributori che operano nel territorio nazionale interessato in condizione di forte svantaggio rispetto agli altri soggetti comunitari".
L'abolizione definitiva del bollino è stata reclamata in Italia dai rappresentanti dei cittadini, e la stessa industria dei contenuti si è espressa a favore dell'eliminazione di una misura che, lo ribadisce in queste ore a Punto Informatico Enzo Mazza di FIMI, sarebbe "un'arma spuntata", inefficace a combattere la contraffazione e in grado di ostacolare lo svilupparsi di dinamiche positive per il mercato e gli utenti. Concordano i consumatori: "A differenza di quanto dichiara la SIAE il bollino non è affatto uno strumento utile per i consumatori - denuncia a Punto Informatico Marco Pierani di Altroconsumo - la sua efficacia contro la pirateria e contraffazione è pari a zero, si tratta solo di una gabella che va eliminata. Il bollino SIAE pesa sulle tasche degli Italiani più di 11 milioni di euro l'anno".

Ma non è tutto. L'entrata in vigore del DPCM prevista per oggi innescherebbe una serie di problematiche di ordine strettamente pratico, che potrebbero costringere all'illegalità una serie di attori del mercato. Ci sono aziende che, sulla base del pronunciamento europeo e sulla base della sentenza con cui la Cassazione nella primavera del 2008 ha stabilito la non opponibilità della vidimazione, hanno richiesto e ottenuto dalla SIAE di operare senza apporre ai supporti il contrassegno. IL DPCM, si osserva nei due documenti presentati al TAR e ricorda Guido Scorza a Punto Informatico, ha efficacia retroattiva e non prevede alcun periodo di transizione che consenta a questi attori di adeguarsi al nuovo quadro normativo. Questi soggetti dovrebbero fare richiesta alla SIAE per ottenere i contrassegni, dovrebbero attendere una manciata di giorni (tra i 10 e i 40) per ottenerli, dovrebbero provvedere ad apporli. Nel frattempo si troverebbero a violare la legge.

"In circolazione ci sono milioni di supporti distribuiti negli ultimi mesi in maniera lecita ma senza contrassegno nei canali distributivi più diversi: dalle edicole agli store di musica, video e software - ricorda Scorza - Il ritiro dal commercio di tali supporti è un'operazione inipotizzabile non solo per i costi che ciò comporterebbe ma soprattutto perché per procedervi occorrerebbe arrestare l'ordinaria attività produttiva e concentrare tutti gli spazi, i mezzi e le risorse umane in tale attività". Dietro l'angolo ci potrebbe essere il sequestro dei prodotti privi di contrassegno: "il rischio è certamente concreto - avverte Scorza - anche se è naturalmente difficile dire se ciò avverrà oggi o tra una settimana. È un lavoro difficile quello che da domani spetterà agli uomini della Guardia di Finanza perché la presenza del contrassegno non potrà evidentemente essere assunta ad indice sintomatico della liceità o illiceità di una distribuzione". La soluzione, suggerisce a Punto Informatico l'avvocato Belisario, potrebbe risiedere in un pronto intervento delle autorità, che sappia contenere i danni: "Sarebbe necessario che le Autorità competenti si pronunciassero al riguardo, autorizzando, per un certo numero di settimane, la distribuzione di supporti privi del contrassegno SIAE e, ad un tempo, garantendo gli imprenditori che, nelle more del decorso di tale termine, non verranno effettuati sequestri".

Ma si tratterebbe di un provvedimento capace solo di tamponare le più immediate ripercussioni della reintroduzione dei contrassegni, senza però garantire l'avvento di un diverso regime: "In realtà sarebbe stato auspicabile che il Governo, a seguito della sentenza della Corte di Giustizia, rinunciasse all'idea di continuare a pretendere l'apposizione di un contrassegno su tutti i supporti - propone Belisario - richiedendo piuttosto, se ritenuto irrinunciabile, la stampigliatura, a cura dello stesso editore, di un logotipo di autenticità". Con una misura del genere, osserva Belisario, "si sarebbe potuto far risparmiare alle imprese del settore molto tempo ed ingenti risorse umane e si sarebbe consentito ai consumatori di non veder andare in fumo 11 milioni di euro all'anno in pecette adesive".

La carne al fuoco nel ricorso presentato al TAR è molta e succulenta, spiega l'avvocato Giurdanella: "Nel ricorso abbiamo dedotto diversi argomenti che, a nostro avviso, dovrebbero indurre i giudici amministrativi a ritenere che il DPCM 31/2009 è un atto illegittimo perché, tra l'altro, emesso in condizioni di palese eccesso di potere e violazione di legge nonché senza tenere nel debito conto gli interessi di mercato e consumatori". Il DPCM, a parere di Giurdanella, rappresenterebbe un "provvedimento oggettivamente abnorme almeno nei modi e nei termini attraverso cui si è proceduto alla reintroduzione del contrassegno nel nostro Ordinamento" e per questo motivo avrebbe ragione di credere che "il TAR Lazio condividerà uno o più di tali argomenti e, dunque, si pronuncerà per l'illegittimità del provvedimento impugnato". L'udienza è fissata per il 6 maggio: il Tribunale amministrativo, illustra a Punto Informatico Giurdanella, potrebbe decidere di sospendere l'efficacia del provvedimento già in quella data, potrebbe pronunciarsi direttamente con una sentenza in tempi brevi, oppure, spiega, "i giudici potrebbero ritenere che il mercato potrà sopravvivere allo tsunami rappresentato dalla reintroduzione del contrassegno fino a giugno/luglio e fissare un'udienza di discussione del merito della controversia per quel periodo".

E nel lasso di tempo che intercorre fra il 21 aprile e il 6 maggio, quando gli attori del mercato che hanno proceduto a richiedere il contrassegno per cautelarsi potrebbero essere ancora in attesa di riceverlo? SIAE è stata contattata da Punto Informatico nelle scorse ore: si darà conto su queste pagine dei ragguagli offerti non appena possibile. "Le aziende - spiega invece Giurdanella - non possono che iniziare a richiedere i contrassegni per le nuove distribuzioni, magari facendo idonea riserva di ripetizione delle somme che si accingono a versare, e a lasciare che i prodotti privi del contrassegno ma immessi, comunque, legittimamente in commercio continuino a circolare". Il rischio dei sequestri è concreto: "impedirebbero ai prodotti di essere distribuiti nei tempi programmati, determinando così una lunga serie di danni a catena che non potrà che avere ripercussioni sull'intera filiera distributiva".

a cura di Gaia Bottà

Punto Informatico è una testata di proprietà di De Andreis Editore, società del Gruppo Edizioni Master
35 Commenti alla Notizia Bollini SIAE, un ritorno impugnato
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  • Io fra qualche giorno dovrò comprare battlefield 2 compreso di espansioni in forma digitale , visto che costa la metà , direttamente dal sito della ea, poi masterizzaerò su dvd il setup , io sarei visto come un pirata dalla siae?
    non+autenticato
  • Non so voi ma io ho sempre rimosso il bollino SIAE dai supporti perchè era enormemente antitetico.Ci mettevo un po però, non volevano mai staccarsi...quindi ora sono un criminale?perchè non mi arrestate? Tanto i processi penali in Italia durano dai 10 ai 15 anni e arriva la prescrizione =P

    Io direi, basta comprare, tutti sul P2P. Possiamo farlo tutti molto piu velocemente. Ai nostri parenti chiediamo cosa desiderano(se non praticano nulla su internet per mancanza di mezzi o quant'altro)e noi lo scarichiamo per loro. In questo modo non avranno bisogno di comprare niente perchè dovremo spiegare la situazione e far loro capir che c'è da effettuare un boicotaggio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Vinz
    > Non so voi ma io ho sempre rimosso il bollino
    > SIAE dai supporti perchè era enormemente
    > antitetico.Ci mettevo un po però, non volevano
    > mai staccarsi...quindi ora sono un
    > criminale?perchè non mi arrestate? Tanto i
    > processi penali in Italia durano dai 10 ai 15
    > anni e arriva la prescrizione
    > =P
    >
    > Io direi, basta comprare, tutti sul P2P. Possiamo
    > farlo tutti molto piu velocemente. Ai nostri
    > parenti chiediamo cosa desiderano(se non
    > praticano nulla su internet per mancanza di mezzi
    > o quant'altro)e noi lo scarichiamo per loro. In
    > questo modo non avranno bisogno di comprare
    > niente perchè dovremo spiegare la situazione e
    > far loro capir che c'è da effettuare un
    > boicotaggio.

    puoi comprare all'estero invece di piratare ... io lo faccio
    non+autenticato
  • a proposito ma se compri all'estero ricevi roba senza bollino giusto? quindi tecnicamente saresti un ricettatore?
    non+autenticato
  • - Scritto da: pabloski
    > a proposito ma se compri all'estero ricevi roba
    > senza bollino giusto? quindi tecnicamente saresti
    > un
    > ricettatore?

    non saprei.
    non+autenticato
  • non credo:
    credo che il bollino si debba applicare (e pagare) soltanto per i supporti venduti sul suolo nazionale.

    In pratica, lo stesso CD, se lo compri in un negozio in Italia (o dal MISCO italiano di turno), deve avere il bollino.

    Se invece lo compri un metro oltre confine, o via Intenet da una società straniera, il bollino non si applica.

    Il bollino è una di quelle italianate dove si preferisce far chiudere le aziende nazionali per conservare il posto e lo stipendio a quattro gatti immanicati che non producono nulla.
    Un po' come se fosse la politica, insomma ...
    Non è importante creare qualcosa di buono e di utile per la società: l'importante è far circolare il denaro, e tutte le volte che lo si vede passare ce ne si prende un po' ...
    non+autenticato
  • mi pare strano, SIAE ha giurisdizione sul suolo italiano e la norma parla di bollini applicati ai supporti senza distinzione circa la provenienza

    senza contare che dimostrare la provenienza di un supporto dopo tot mesi dall'acquisto è praticamente impossibile
  • Compriamo tutto dall'estero ... ovvero non pago la SIAE ma agli autori i soldi vanno lo stesso.

    Smettiamo di pagare la SIAE è contro la legge italiana ma non contro quella europea che la sovrasta come importanza, in un eventuale processo avreste comunque ragione voi dato che la legislazione comunitaria viene prima di quella dei singoli stati
    non+autenticato
  • - Scritto da: Zago
    > Compriamo tutto dall'estero ... ovvero non pago
    > la SIAE ma agli autori i soldi vanno lo
    > stesso.
    >
    > Smettiamo di pagare la SIAE è contro la legge
    > italiana ma non contro quella europea che la
    > sovrasta come importanza, in un eventuale
    > processo avreste comunque ragione voi dato che la
    > legislazione comunitaria viene prima di quella
    > dei singoli
    > stati

    I miei CD e DVD provengono tutti dalla Repubblica di San Marino, sia i supporti originali che i supporti vergini per la masterizzazione, ma vi pare che io debba ingrassare la siae per salvare le foto delle mie vacanze o video girati con la mia telecamera su un mio supporto?

    MAIIIII!!!

    A morte la siae, è l'unica azienda zecca, succhia soldi a tutti, per cose che non ha prodotto e che nemmeno protegge!!!
    non+autenticato
  • sposti solo il problema: i soldi che non dai alla SIAE li dai a chi fà elusione o evasione fiscale ...

    visto che tanto li comperi all'estero, comperali da dove si pagano le tasse, no?
  • - Scritto da: andy61
    > sposti solo il problema: i soldi che non dai alla
    > SIAE li dai a chi fà elusione o evasione fiscale
    > ...
    >
    > visto che tanto li comperi all'estero, comperali
    > da dove si pagano le tasse,
    > no?

    perché in germania non le pagano le tasse? in inghilterra non le pagano le tasse?

    e anche se fosse preferisco dare i soldi agli evasori, che mi fanno pagare per quello che ho comprato, rispetto alla siae che mi fa pagare per quello che non userò
    non+autenticato
  • ... forse è il caso che ti informi su cosa siano i paradisi fiscali.

    Comperando ad esempio in Germania, le tasse sul supporto che comperi vanno ai cittadini.
    Se comperi in un paradiso fiscale, una parte dei denari da te spesi con molta probabilità finiscono nelle tasche di qualcuno che se li vuole tenere per sé.
    Se comperi in Italia il bollino SIAE va a pagare lo stipendio di qualcuno il cui unico scopo nella società è quello di produrre e venderti il bollino per pagarsi lo stipendio.

    ... ovviamente puoi scegliere ...
  • Se non compri niente e' molto meglio!
    I supporti te li puoi fare regalare dagli amici. Chiedi un CD vuoto, vedrai che difficilmente ti verra' rifiutato...

    Certo dopo un po' dovrai trovare nuovi amici... ma e' la parte bella del fare gli scrocconi.

    Per la musica ne esiste tanta e di buona qualita' sotto licenze creative commons.

    Per il cibo... ti puoi fare l'orto sotto casa, oppure sotto un ponte, vicino ad una ferrovia... si trovano sempre delle zone abbandonate in citta'...

    Per tutto il resto ci sono i mercatini di scambio etico che sempre piu' affiorano in tante diverse citta'.

    Boicattia il sistema, non comprare piu' nulla!
    non+autenticato
  • E' un anno che si parla di questa situazione, e nessuno si è ancora mosso per abolire definitivamente il bollino.

    Posso solo pensare che le conoscenze SIAE si stiano dando da fare per far sì che ciò non avvenga.

    Povera Itaglietta, al guinzaglio di tutti i vecchi corrotti.
    non+autenticato
  • Mi associo, cioè anch'io la penso esattamente come BLah.

    - Scritto da: BLah
    > E' un anno che si parla di questa situazione, e
    > nessuno si è ancora mosso per abolire
    > definitivamente il
    > bollino.
    >
    > Posso solo pensare che le conoscenze SIAE si
    > stiano dando da fare per far sì che ciò non
    > avvenga.
    >
    > Povera Itaglietta, al guinzaglio di tutti i
    > vecchi
    > corrotti.
    non+autenticato
  • Bravo,BLah puoi dirlo povera itagliette con la i minuscola
    però.
    non+autenticato
  • ... poveri autori, povera SIAE... in tutta questa confusione di ruoli ormai solo una cosa è chiara... al consumatore conviene scaricare a manetta dal P2P e fregarsene!
    Se gli autori non sono capaci di eliminare la SIAE la colpa sarà loro o dei consumatori? Ognuno è responsabile delle proprie azioni, se la SIAE non li rappresenta più, non è che ci voglia molto a revocarle il mandato di riscossione dei diritti... possono anche in massa stracciare le iscrizioni alla SIAE fondare una loro agenzia nuova di zecca e dare a quest'ultima tutti i diritti... la SIAE si comporta da carrozzone di stato, ma in realtà è un ente privato, come l'ACI per intenderci ergo non vedo il problema...
  • Enjoy with us ha ragione che tutti dovrebbero andare via dalla SIAE ma a norma di legge la SIAE è l'unica associazione autorizzata a riscuoteri i diritti e visto la situzione mi sembra alquanto impossibile l'autorizzazione di una nuova!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luca Vianello
    > Enjoy with us ha ragione che tutti dovrebbero
    > andare via dalla SIAE ma a norma di legge la SIAE
    > è l'unica associazione autorizzata a riscuoteri i
    > diritti e visto la situzione mi sembra alquanto
    > impossibile l'autorizzazione di una
    > nuova!!!


    Facilissimo, se tutti gli autori la boicottassero e ne istituissero un'altra, la SIAE sarebbe automaticamente fuori gioco... certo almeno all'inizio non potrebbero contare sulle forze dell'ordine per far rispettare il copyright e dovrebbero procedere mediante denunce al tribunale civile... ma non penso che la cosa durerebbe a lungo... Se poi agli autori le cose stanno bene così, che abbiano almeno la buona grazia di non piangere miseria in giro...
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