Giorgio Pontico

Berners-Lee: Internet è ancora un bambino

L'informatico britannico che contribuì alla sua realizzazione sostiene che la Rete sia solo all'inizio del suo cammino evolutivo. Il prossimo passo? Più privacy e più inclusione

Roma - Il Web è un bambino in fase di scoperta: lo dice Tim Berners-Lee, considerato il padre della Rete, in occasione della 18esima International World Wide Web Conference attualmente in corso a Madrid.

Molti scenari sono cambiati dal 1989, anno in cui la Rete fu creata: da un network per scopi accademici, racconta Berners Lee, si è passati oggi ad una entità basilare per lo scambio di informazioni e servizi, ma che non è ancora così world wide come ritengono i più.

Nonostante siano passati più di venti anni lo scienziato britannico crede che vi siano ancora ampi margini di miglioramento sopratutto sul piano della diffusione globale: risulta infatti che solo il 23 per cento della popolazione mondiale utilizzi Internet. La maggior parte degli utenti provengono da nazioni industrializzate, mentre solo una piccola percentuale dei cittadini della Rete viene dai paesi in via di sviluppo.
Vinton Cerf, ideatore di ARPANET e attuale chief internet evangelist di Google, sostiene che tale disparità nel futuro prossimo andrà a sparire grazie alla diffusione sempre più capillare di dispositivi mobili per accedere al web.

Internet, tuttavia, ha contribuito a cambiare la società secondo modalità che lo stesso Berners-Lee ha illustrato riferendosi a questi primi decenni di vita: molte sono le applicazioni derivate dall'esistenza stessa della Rete e che senza di essa non avrebbero forse mai visto la luce.

Lo scienziato ha anche affermato che mai nella storia del genere umano si è avuta la possibilità di reperire in maniera facile e veloce una tale quantità di infomazioni. Sulla stessa linea Robert Cailliau, che contribuì a progettare la Rete, il quale auspica l'aumento degli utenti al fine di accelerare l'evoluzione tecnologica necessaria per risolvere molte problematiche globali.

Berners-Lee ha invitato a riflettere sul futuro, dichiarando che solo un grande incremento del numero di utenti permetterà al web di definirsi maturo. Inoltre l'ex ricercatore del CERN ha approfittato del palcoscenico offertogli dalla conferenza per ribadire il suo scetticismo riguardo gli attuali metodi di monitoraggio della rete, come il behavioural advertising, ritenuti lesivi nei confronti dei netizen. "Vorrei avere la certezza - ha puntualizzato il docente del MIT - che quando clicco su un link sia un fatto tra me e la rete, e che il mio ISP non registri la mia attività online per nessun motivo".

Giorgio Pontico
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