Gaia Bottà

Wikipedia, un marchio blindato?

Un progetto artistico per indagare l'enciclopedia libera. Travasato da Wikipedia su un dominio a sé, potrebbe violare il trademark registrato da Wikimedia Foundation

Roma - Wikipedia Art era in principio una pagina di Wikipedia, un progetto in fieri a cavallo tra arte e critica del mezzo, un invito ai cittadini della rete a partecipare ad un cortocircuito che consentisse di esplorare le dinamiche dell'enciclopedia libera. È durato meno di un giorno fra le pagine di Wikipedia. È stato travasato su un dominio dedicato. E Wikimedia Foundation ha chiesto la resa del dominio: violerebbe il trademark.

Era febbraio quando i due artisti Scott Kildall e Nathaniel Stern, le cui biografie campeggiano fra le pagine dell'enciclopedia libera, hanno dato il via ad una nuova voce: Wikipedia Art. Per mezzo dell'articolo, dato in pasto a wikipediani e cittadini della rete, si proponevano di intessere una riflessione magmatica e metatestuale sulle dinamiche che alimentano l'enciclopedia libera e la partecipazione in rete. Dai vandalismi al punto di vista neutrale, dalla collaborazione gratuita a alla conquista dell'affidabilità: i due artisti avrebbero sperimentato questi fenomeni insieme ai cittadini della rete, sulla propria pelle e sull'articolo che avrebbe tenuto traccia del proprio esperimento.

La pagina ha avuto vita breve: dopo 15 ore è stata rimossa. Non si sarebbe trattato di una voce enciclopedica, ma di un progetto artistico, non avrebbe potuto edificarsi sulla base di conoscenza citabile e verificabile, avrebbe creato una conoscenza diversa da quella tradizionalmente ospitata dall'enciclopedia libera: in quanto progetto artistico, così hanno sentenziato i wikipediani, per interessante che fosse, avrebbe dovuto ritagliarsi uno spazio esterno a quello di Wikipedia.
Kildall e Stern si sono industriati: hanno rispolverato il dominio registrato nel 2008, hanno transitato il proprio progetto presso wikipediaart.org. Avrebbe dovuto ospitare gli archivi e il prosieguo della discussione iniziata sull'articolo di Wikipedia, continuava ad essere un progetto esplorativo e non commerciale.

Il 23 marzo, la prima comunicazione di Wikimedia Foundation. Wikipedia, pur non rappresentando un'azienda che opera sul mercato per raggranellare denari, è un marchio registrato. Wikipedia Art potrebbe trarre in inganno i netizen, sembrerebbe suggerire di essere in qualche modo legata all'enciclopedia libera. Nonostante si riconosca che Wikimedia non interferisce nello sviluppo di progetti simili a Wikipedia, registrati con un'etichetta diversa, la Foundation ha invitato i due artisti a risolvere amichevolmente la questione: il dominio wikipediaart.org avrebbe dovuto essere ceduto a Wikimedia e la Foundation avrebbe abbassato le armi.

Non è bastato che il legale di Wikipedia Art ricordasse a Wikimedia che il progetto fosse di natura non commerciale, non sembrerebbe bastare che sulla pagina principale di Wikipedia Art sia stato pubblicato un disclaimer che ricorda che le due iniziative non sono in alcun modo in relazione. Wikimedia, nonostante le dichiarazioni temperate rilasciate dal suo legale rappresentante ad ArsTechnica, avrebbe velatamente minacciato di denunciare Wikipedia Art per cybersquatting, portando il caso di fronte all'organo deputato della WIPO.

Non ci sarebbe modo di procedere, assicura però EFF, che ha preso de difese dei due artisti: non ci si troverebbe di fronte a un caso di cyberquatting vista la natura non commerciale dell'operazione di Kildall e Stern. Wikimedia si starebbe piuttosto imbarcando in un tentativo di ridurre il raggio di azione degli osservatori e dei potenziali critici delle dinamiche controverse che sospingono l'intessersi della conoscenza sull'enciclopedia libera. Il legale di Wikimedia in una mailing list respinge le accuse: le voci critiche e potenzialmente dissonanti come quelle di Wikipedia Review e della stessa Wikipedia Art sono gradite, o possono perlomeno fungere da "intrattenimento".

Gaia Bottà
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