Vincenzo Gentile

Se chiami t'acciuffo

Un nuovo dispositivo che fa affidamento su una serie di sensori promette di localizzare in tempo reale i cellulari all'interno dei penitenziari

Roma - Rendere disponibile l'utilizzo del cellulare ai detenuti viene considerato un vero e proprio rischio, dal momento che così come può essere utilizzato per sentire amici e parenti, il dispositivo può anche essere utilizzato per far proseguire le attività criminali. Nonostante i vari controlli, molti cellulari riescono ad arrivare tra le sbarre, ponendo quindi la necessità di trovare soluzioni, tecnologiche e non, per ovviare al problema.

Se bloccare i segnali non sembra essere una soluzione redditizia, le nuove soluzioni tecnologiche offerte dal mercato sembrano essere molto più efficaci: è questo il caso di Cell Hound, sistema di sorveglianza ideato da ITT IIW in grado di localizzare la precisa posizione di un dispositivo mobile nel momento esatto in cui viene utilizzato. Il sistema si compone di una serie di sensori collegati via Ethernet alla centralina e di un'interfaccia software utile anche a registrare i dati generati.

Il suo funzionamento è semplice: quando un dispositivo mobile si connette alla rete per ricevere o per effettuare una chiamata viene intercettato dai sensori che forniscono i dati sulla posizione in tempo reale del dispositivo, permettendo al personale in servizio di localizzare sulla mappa dell'edificio, precedentemente caricata sul sistema, l'effettiva posizione del cellulare.
Nel contempo il software provvede a realizzare un report completo delle attività svolte, registrando dati utili come ora e posizione dei dispositivi intercettati, informazioni che possono risultare molto utili nel caso che la zona controllata sia appunto un penitenziario. Il sistema è in grado di catturare l'attività sulle reti cellulari anche in caso di invio o di ricezione di SMS o MMS.

Ma non è solo alle varie case circondariali che potrebbe risultare utile un servizio del genere: secondo ITT un dispositivo simile potrebbe essere installato anche per aumentare la sicurezza a livello aziendale in materia di protezione della proprietà intellettuale. L'azienda suggerisce che si potrebbero, ad esempio, intercettare email che contengono documenti sensibili da non divulgare a terzi. In precedenza, oltre ad alcune soluzioni tecnologiche definite costose ed inefficienti, un valido supporto alla lotta ai cellulari abusivi è stato quello fornito dal fine olfatto canino, utilizzato per riconoscere e scovare i dispositivi mobili proprio all'interno dei penitenziari.

Vincenzo Gentile
14 Commenti alla Notizia Se chiami t'acciuffo
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  • egr. vincenzo gentile,lei non ha la più pallida idea di quali e quanti modi abbia un detenuto per comunicare con l'esterno, la sua idea è quella di "vuotare il mare con un cucchiaino, si fidi di ciò che dico!
    firmato: un ex detenuto e sorvegliato speciale (di quelli tosti)962547
    non+autenticato
  • ghghg xD funziona troppo bene xDDD

    una volta ho provato un jammer direzionale dal 4 piano di una palazzina...puntavo sulla piazza di sotto mentre qualcuno parlava...ghghhg...smadonnava troppo quando cadeva il segnale LOL
    non+autenticato
  • Il congegno è semplicemente un triangolatore di antenne unito alla georeferenzazione della pianta del carcere, una cavolata inutile, perchè come spiegava qualc'uno su si usano decine di metodi per far uscire e entrare informazioni dal/nel carcere, per primis ci sono alcuni secondini sensibili al denaro, per secondo i pizzini, poi ci sono tutti i metodi possibili, qualcuno ha parlato dei colloqui con i parenti, quelli sono i primi e sempre utilizzabili metodi di passaggio informazioni, perchè dentro tutti si aiutano, quindi se io devo dire una cosa fuori, chiedo nell'ora di aria chi ha il colloquio oggi e gli dirò il messagio da dire "in codice" tipo "la mamma di ciccio sta bene?" o "il papà è sempre vivo? sai era vecchio", e il messaggio passa comunque, si chiama criminalità organizzata mica per niente, se volete vivere nelle favole fatelo, ma mio padre ci ha lavorato per 25 anni nelle carceri, ed io pur non centrandoci niente so che questi metodi fanno ridere i polli, sono completamente inutili, se li vuoi isolare li devi mettere su un'isola tipo absolum e vietare ogni forma di cura, cibo, controllo per essa, pensate che alcuni quando avevano messaggi urgenti da consegnare, si provocavano delle ferite che ne richiedevano l'urgente ricovero in ospedale, dove poi c'era il tipo di turno a cui riferire il tutto.
    non+autenticato
  • I cellulari sono controllatissimi. E' impensabile usarlo per "far proseguire le attività criminali". Anche se ti portano un cellulare intestato a una persona "pulita" e questo passa i controlli (e li passa solo se alcune guardie vengono pagate), il cellulare della persona chiamata sarà sicuramente controllato. E se anche se si chiama una persona non controllata, la situazione non può durare. Ci si possono permettere poche chiamate molto rapide e con un linguaggio molto generico.

    Per "far proseguire le attività criminali" si usa il metodo Provenzano, i famosi pizzini. Scrivendo molto in piccolo e piegando il foglio il più possibile è un metodo praticamente infallibile.

    Il cellulare viene usato quasi esclusivamente per sentire i propri cari. Impedire ai carcerati di sentire queste persone è una punizione soprattutto per quelli che stanno fuori.

    L'ignoranza di certa gente fa venire voglia di spaccargli la faccia. Mi riferisco all'autore dell'articolo.
    non+autenticato
  • Ma via perfavore...Hai anche sprecato 5 minuti a scrivere ste ca**ate...
    E non mi riferisco all'autore dell'articolo, ma a un certo Federico...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bernardo Provenzano
    > Ma via perfavore...Hai anche sprecato 5 minuti a
    > scrivere ste
    > ca**ate...
    > E non mi riferisco all'autore dell'articolo, ma a
    > un certo
    > Federico...
    tra l'altro questo "federico" credo non abbia capito una ceppa del contenuto dell'articolo. Il citato marchingegno non impedisce ne intercetta alcunché ..semplicemente rileva l'uso di un cellulare in un dato perimetro. Ha effettivamente una certa utilita' se i sensori sono piazzati nelle celle e altri posti 'rilevanti', dove di norma nessuno dovrebbe avere un celly.. e quindi ,rilevato, si andra' a fare una verifica ispettiva al volo.
    non+autenticato
  • Ecco, la classica risposta inutile. Il "marchingegno" di cui parli non è altro che lo stesso meccanismo per la rilevazione della posizione che si usa normalmente ovunque, ma su scala più piccola.

    Se tu avessi letto la mia risposta e avessi acceso il cervello, ovviamente io mi riferivo al regolamento carcerario, non al marchingegno inutile. Inutile perchè, COME HO SCRITTO E TU NON HAI LETTO, i cellulari in carcere ci sono perchè i secondini vengono corrotti, non perchè i migliori tecnici del mondo nonostante i loro sforzi non riescano a rilevarli.
    non+autenticato
  • Non è un dibattito etico sulle limitazioni della libertà
    è Punto Informatico, e la parte interessante della notizia in questo contesto è "vendono un apparecchio che triangola la posizione dei cellulari"
    non+autenticato
  • La tecnologia ha risvolti in ogni ambito della vita e non possiamo parlare del mezzo ignorando completamente ciò che comporta. Scriveresti un articolo sulla bomba atomica senza fare considerazioni politiche o etiche?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Federico
    > I cellulari sono controllatissimi. E' impensabile
    > usarlo per "far proseguire le attività
    > criminali".

    Forse ignori come una buona parte del traffico degli stupefacenti sia gestito da trafficanti che sono ospiti delle patrie galere! Come? Semplicemente con cellulari che, in vario modo, riescono ad arrivare nella loro disponibilità e che non sono né possono essere in alcun modo controllati se sono ignoti alle forse dell'ordine che gestiscono le indagini.


    > Il cellulare viene usato quasi esclusivamente per
    > sentire i propri cari. Impedire ai carcerati di
    > sentire queste persone è una punizione
    > soprattutto per quelli che stanno
    > fuori.
    >
    > L'ignoranza di certa gente fa venire voglia di
    > spaccargli la faccia.

    Accusi di ignoranza gli altri ma non sai che le comunicazioni dei detenuti con l'esterno, anche con i loro cari, sono rigorosamente controllate e contingentate: non si possono avere più di un certo numero di colloqui, personali o telefonici, nell'arco di un mese. E dunque non è possibile consentire telefonate a discrezione del detenuto. Questo secondo le norme ora vigenti.
    non+autenticato
  • Ma Angiolino Alfano non ha vietato le intercettazioni??
    non+autenticato
  • Le telefonate: si lo so, in che modo questo dimostrerebbe che sbaglio?

    I colloqui: sono controllati coi microfoni e con perquisizioni (prima e dopo per il detenuto, solo prima per il parente/amico). Ma questo non impedisce di far passare i pizzini. Passano anche altre cose. I secondini sono ovviamente molto meno intelligenti dei detenuti.

    Per favore, non scrivere più. Credi di sapere di cosa parli, ma evidentemente ne hai avuto una visione troppo limitata.
    non+autenticato
  • Secondo me se sei in carcere non ti meriti un cellulare. E non ne hai neanche bisogno. Il carcere dovrebbe essere schermato con scrambler cosi' si elimina il problema dei telefoni clandestini.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Stefano
    > Secondo me se sei in carcere non ti meriti un
    > cellulare. E non ne hai neanche bisogno. Il
    > carcere dovrebbe essere schermato con scrambler
    > cosi' si elimina il problema dei telefoni
    > clandestini.

    up.. se sei in carcere un motivo ci sarà, se vuoi parlare con qualcuno ci sono gli orari di visita.
    non+autenticato