Roma - L'influenza suina, lo spauracchio in grado di mandare in pensione anticipata ogni altra precedente temuta pandemia (tra cui spiccano senz'altro la mucca pazza e la febbre aviaria), è tanto discussa
su tutti i media da risultare
quasi inevitabile come argomento di conversazione. Le cifre sui casi effettivamente riscontrati e conclamati si accavallano in una girandola in continua evoluzione: e
i navigatori si danno da fare per prendere nota,
creare mashup, rendere comprensibile il fenomeno.
Nascono così
due differenti
iniziative legate a
Google Maps, l'utility geografica online di BigG, che analogamente ad
altri casi precedenti tentano di georeferenziare ogni singola segnalazione della malattia vera o presunta sul planisfero mondiale. Il risultato sono tante bandierine concentrate soprattutto nel continente nordamericano, qualche caso sospetto in Europa e Oceania, e il vuoto (o quasi) in Asia e Africa: alla faccia della pandemia.
Tralasciando gli ovvii inviti alla calma, le curiosità riguardanti le due mappe sono almeno un paio: innanzi tutto, l'unico caso segnalato in Africa riguarda due morti avvenute in Zimbabwe per una sindrome para-influenzale definita misteriosa. In secondo luogo,
per quanto riguarda l'Italia non c'è accordo sui casi segnalati (che fino a prova contraria sono solo sospetti, visto che non c'è alcun tipo di conferma che il virus sia arrivato nel Belpaese): mentre in una delle mappe si indica
Venezia come teatro di un possibile contagio, nell'altra è
Modena a fare da protagonista suo malgrado alla minaccia di infezione.
Nessuna delle due mappe, in ogni caso, tiene in alcun conto altri decessi collegati ad altre forme di malattia: non vi è alcun riferimento, ad esempio, ai decessi quotidiani causati in Africa (tanto per restare in tema) da HIV o
malaria. Né vi è alcun raffronto con le statistiche relative alla
mortalità della precedente epidemia influenzale diffusasi a partire dall'autunno dello scorso anno in tutto il mondo. Non resta che attendere l'evolversi degli eventi, magari seguendo
i consigli di chi scettico continua ad invitare alla prudenza e
dando ascolto agli scienziati che sono impegnati nella valutazione del problema.