Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Diritti tossici II: la multinazionale e il violinista

di Marco Calamari - Diritti tossici stiracchiati dall'Europa, royalty che agevolano coloro che vivono di rendite di posizione. E intossicano la libera circolazione della cultura

Cassandra Crossing/ Diritti tossici II: la multinazionale e il violinistaRoma - Come era ampiamente previsto, qualche giorno fa a Bruxelles si è consumato un nuovo atto della quotidiana lotta tra chi vede la cultura e la libera circolazione delle idee come un bene da difendere, e chi invece le vede come una risorsa da imbrigliare e sfruttare in tutti i modi possibili, incurante dei danni che provocherà. Il risultato è stato che la lobby dei diritti di sfruttamento della cosiddetta "proprietà intellettuale" ha portato a casa metà di quello che chiedeva e quindi ha vinto. A farne le spese saranno come al solito i cittadini, sia come consumatori che come mancati beneficiari di una quota di evoluzione culturale della società.

In una puntata precedente avevo usato il termine "Diritti Tossici" per definire quei cosiddetti "diritti di proprietà intellettuale" che vengono incettati e concessi in uso da aziende che nulla hanno a che vedere con i creatori originali delle opere. L'analogia è quella dei tristemente noti "Titoli tossici" inventati da una classe di persone senza scrupoli che, manipolando debiti rischiosi e rivendendoli come titoli sicuri ha portato l'economia mondiale al collasso totale. Le aziende che incettano i diritti di sfruttamento della proprietà intellettuale stanno facendo lo stesso nei confronti della cultura.

Questa aziende sono terrorizzate dalla sempre più facile circolazione delle informazioni tramite la Rete, che vedono come una minaccia piuttosto che come un'opportunità di aprire nuovi mercati e nuovi modelli di scambio commerciale. Queste aziende, senza aggiungere nulla al processo di creazione ed evoluzione della cultura, li manipolano e li sfruttano per massimizzarne il valore.
Fanno questo prevalentemente fissando alti prezzi per la riproduzione delle opere protette, strangolando così la libera circolazione della cultura, soprattutto verso i paesi e le classi sociali più povere che ne avrebbero, vedi caso, il massimo bisogno. Questo per inciso è lo stesso meccanismo che agisce quando le aziende farmaceutiche fissano i prezzi del farmaci anti-AIDS a livelli di prezzo che ne impediscono l'acquisto in quei paesi africani dove la malattia è endemica, e dove quindi ce ne sarebbe la massima necessità. Ma cosa sono le vite umane e la cultura di fronte ai sacri principi dei bilanci trimestrali e dei dividendi annuali?

L'arma più potente a loro disposizione è quella di estendere arbitrariamente nel tempo, con costose azioni di lobby verso politici indifferenti o complici, la durata della proprietà intellettuale in modo da moltiplicare il valore di sfruttamento dei "diritti tossici" che detengono, estendendone arbitrariamente (ed in maniera quasi ridicola se non fosse drammatica) la durata nel tempo.

È pur vero che la proposta approvata dal Parlamento Europeo riguarda una piccola parte dei diritti tossici, quella relativa ai soli interpreti di composizioni musicali, ma come la storia anche di Bruxelles insegna, l'estensione di una norma particolare alla totalità delle situazioni si realizza solitamente con un emendamento di due righe, infilato nella regolamentazione della pesca oceanica in modo che passi inosservato.

Ora non so che utilità possa avere il ripetere qui il concetto che una norma del genere scippa soldi dalle tasche di quasi tutti i consumatori e li assegna ad aziende che hanno prevalentemente rendite di posizione, quindi non produttive, ed operano in regime simil-monopolistico. Non credo nemmeno che serva a molto, pur essendo in periodo di elezioni europee in cui si possono (ancora) esprimere preferenze, comunicare ai politici in cerca di voti che la mia preferenza andrà a chi prenda una posizione favorevole alla cultura e sfavorevole ai monopoli: basta vedere come sono state formate le liste elettorali, con le quali la politica continua nella quasi totalità dei casi a celebrare se stessa, evitando accuratamente qualunque "infiltrazione" dalla società civile.

Allora mi limiterò a dire che potrei avere reazioni irate con il prossimo sciagurato che mi ripeterà che questo atteggiamento distrugge la ricerca medica ed affama attori e musicisti. L'età peggiora il carattere, dovete avere pazienza.

Sappiate però che sotto casa mia c'è spesso un simpatico ed attempato violinista, che con la custodia aperta raccoglie oboli da coloro che apprezzano le sue valide performance. Gli ho parlato, e posso assicurarvi che non si trova ad un angolo di strada perché gli mancano gli incassi delle sue performance di 70 anni fa o perché gliele scaricano a scrocco da eMule: il motivo che racconta è tutt'altro e non è di interesse in questa sede.

Però, caro prossimo sciagurato, sappi che al succitato violinista un piccolo finanziamento glielo fornisco già io direttamente con una certa regolarità. Quindi per lui puoi non preoccuparti in ogni caso: concentra quindi le tue preoccupazioni sul fatto che possa morderti se mi ripeterai la tua filastrocca.

Marco Calamari

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50 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Diritti tossici II: la multinazionale e il violinista
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  • caro marco,

    a leggere certi commenti (come troppi di quelli precedenti questo) non posso che condividere un certo tuo pessimismo...

    e anche io mi arrabbio... MOLTO...

    ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCC
    > caro marco,
    >
    > a leggere certi commenti (come troppi di quelli
    > precedenti questo) non posso che condividere un
    > certo tuo
    > pessimismo...
    >
    > e anche io mi arrabbio... MOLTO...
    >
    > ciao
    Idem con patatine ! Perplesso

    Pacchetto Telecom , Aumento del periodo del diritto d'autore, mentre ci sono persone che si ritrovano con le pezze al culo : ma che razza di Europa è mai questa ?
    Eh no devo dirlo : Affangala la Ue e l'unione politica europea ... se queste devono essere le premesse ! ArrabbiatoArrabbiato
    non+autenticato
  • Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno.
    Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.

    George Bernard Shaw
    non+autenticato
  • > Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le
    > scambiamo, allora abbiamo entrambi due
    > idee.
    >
    > George Bernard Shaw
    LUI produceva idee, sul p2p le RUBI e basta...A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo
    > > Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le
    > > scambiamo, allora abbiamo entrambi due
    > > idee.
    > >
    > > George Bernard Shaw
    > LUI produceva idee, sul p2p le RUBI e basta...A bocca aperta

    LUI a scuola studiava, tu invece scaldavi solo la sedia...

    sul p2p non si "ruba" nulla.
    non+autenticato
  • > > > George Bernard Shaw
    > > LUI produceva idee, sul p2p le RUBI e basta...
    >A bocca aperta
    >
    > LUI a scuola studiava, tu invece scaldavi solo la
    > sedia...
    >
    > sul p2p non si "ruba" nulla.
    Nooooo è vero si prende solo in prestito, e si produce cultura...A bocca aperta
    non+autenticato
  • questa idea, tranquillo. anche se la piazzassi su emule non te la rubo.


    non condivido punti di vista buzzurri.
    non+autenticato
  • > questa idea, tranquillo. anche se la piazzassi su
    > emule non te la rubo.
    Tanto questa era aggratise, come tutto quello che compri sul muloA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: NO copyright
    > Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le
    > scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una
    > mela per
    > uno.
    > Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le
    > scambiamo, allora abbiamo entrambi due
    > idee.
    >
    > George Bernard Shaw

    Sorride
  • Sono d'accordo con Calamari solo in parte.
    Vanno tenute ben distinte la liberta' di informazione (sia attiva cioe' mettere in circolazione dati e opinioni, sia passiva cioe' poter accedere a quelle informazioni, anche qui qualcuno cerca di appropriarsi dei materiali creati e diffusi ad esempio usando servizi Internet gratuiti, ma "ladri" di diritti sui materiali) dal diritto di autore visto come retribuzione di chi ha prodotto qualcosa di immateriale per guadagnarci e sbarcare il lunario, o pagare il conto della trattoria o delle donnaccie che gli hanno fatto credito, come accaduto per vari musicisti e poeti. Che guadagnare per il lavoro fatto sia un sacrosanto diritto mi sembra sia riconosciuto dallo stesso Calamari, il quale se la prende piu' che altro con chi grazie ai diritti di autore riesce a speculare sul lavoro altrui e per troppo lungo tempo.
    E gia' che ci sono faro' una difesa di ufficio delle case farmaceutiche e delle case editrici, le prime hanno ragione a dire che se investono soldi in ricerca farmacologica pagando anche lo stipendio a parecchi ricercatori e tecnici e' giusto che in seguito ci guadagnino (Calamari ha poi ragione che non debbano guadagnarci esageratamente o troppo a lungo o fare certe manovre discutibili come inventarsi di sana pianta delle malattie inesistenti etc etc), mentre le seconde possono abbastanza correttamente sostenere che i diritti di autore vanno non solo agli autori, ma anche ai traduttori magari dipendenti degli editori e cosi' via (per quanto una traduzione e' solo una traduzione, non e' che il traduttore la Bibbia o i Promessi sposi li crei lui). Eliminare completamente i brevetti e i diritti di autore non aiuterebbe il progresso, piuttosto (ma in parte c'e' gia') si deve limitarli nel tempo e come entita', e proibire quelle pagliacciate come il brevettare il respirare o il camminare ... Va invece denunciata la prassi di tenere molto alte le spese per registrare un brevetto, e il peggioramento della situazione: qualche anno fa Berlusconi porto' tale spesa da poche migliaia di euro a circa 70.000 euro, qui il singolo inventore (e ce ne sono parecchi di geniali, citiamo l'ingegner Vacca o quel Giapponese di cui non ricordo il nome e che totalizzo' centinaia di brevetti) viene penalizzato e scoraggiato, e questo si' ostacola il progresso: chi me lo fa fare di inventare qualcosa se poi non solo non divento ricco, ma faccio la fine di Meucci e mi vedo rubare la possibilita' di brevettare da aziende ben fornite di soldi ed avvocati?
    Paolo
    non+autenticato
  • Se il costo del brevetto lo riduci a poche centinaia di euro, stai sicuro che ognuno brevetterebbe l'impossibile, giusto per accaparrarsi qualche diritto doomani.

    Un po' come i nomi dei domini liberi.
    Durante gli albori di internet c'e' chi spendendo poche centinaia di dollari ne e' uscito con migliaia e migliaia.


    Insomma...bisognerebbe rivedere completamente la questione "brevetti" e "diritti".
    Perche' questi 2 termini, oggi sono diventati un ostacolo alla civiltà.
    non+autenticato
  • imho si e no.
    nel senso.
    prendiamo l'esempio della ricerca medica.
    il fatto che uno ci sia arrivato per prima non toglie il fatto che qualcuno potrebbe arrivarci domani, e non fra 70 anni...

    e il fatto di esserci arrivato un giorno prima ti dà il diritto di avere di fatto un monopolio. ei monopoli nei sistemi capitalisti fanno dei danni indicibili....(vedi quello che succede col petrolio, li non ci si può fare nulla, è la terra a avere il petrolio distribuito in quel modo........ma perchè farci male applicando lo stesso sistema a un concetto astratto? )

    un riconoscimento penso che siamo daccordo tutti che in una misura o nell'altra ci dovrebbe essere... ma almeno imho, così com'è è MOLTO peggio la pezza che il buco.
    non+autenticato
  • questo post solo per fare, per l'ennesima volta, i migliori complimenti all'amico calamari: articolo ottimo!!!

    e per le razioni irate... sono con te!!!
    non+autenticato
  • Indichi almeno Lei un candidato alle europee che combatta gil interessi finanziari delle lobby del copyright.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dr. Stephen Falken
    > Indichi almeno Lei un candidato alle europee che
    > combatta gil interessi finanziari delle lobby del
    > copyright.

    se mi permetti ti dò io una indicazione per il giorno delle elezioni

    se c'è il sole: al mare si dovrebbe stare benissimo...

    se fa brutto tempo: un bel libro non guasta mai...
    non+autenticato
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