Roma - L'acquisizione di libri non è più un ostacolo per Google. Il colosso del search ha brevettato un sistema, ideato da Francois-Marie Lefevere e Marin Saric, che renderà più veloce l'ingresso di nuovi titoli nell'archivio di
Google Book Search.
Le ormai vecchie tecnologie di digitalizzazione richiedevano che ogni pagina arrivasse allo scanner in maniera nitida e, sopratutto, come immagine piana. Un'eventuale curvatura della pagina avrebbe infatti rischiato di
compromettere l'attività del software OCR preposto alla digitalizzazione dei contenuti.
Il
brevetto 7508978, denominato
Detection of grooves in scanned images, consente di superare l'ostacolo costituito dalla scanalatura centrale, tipica di molti supporti cartacei come libri o riviste, responsabile dell'inarcamento del foglio. Proiettando un raggio infrarosso sul libro aperto e con l'ausilio di due fotocamere ad infrarossi poste ai lati del dispositivo si otterrà
l'immagine della pagina in tre dimensioni, indispensabile per determinare i parametri da utilizzare affinché il software la possa
leggere in maniera corretta.
Google dunque
non vivisezionerà più i volumi, in nome della fruibilità sul Web. Infatti fino a poco tempo fa, per risolvere il problema della convessità delle pagine rilegate, a Mountain View erano soliti
ghigliottinare romanzi, saggi e trattati riducendoli a semplici
risme da mandare alla scansione. In molti casi
il sacrificio di una copia ai fini della conservazione online non era giudicato un delitto ma il discorso cambiava, e di molto, quando si mandavano al macello libri rari.
In ogni caso
l'intento di raccogliere tutto lo scibile umano in qualche Tera aveva ricevuto in principio feedback positivi, tanto che sono molte le biblioteche che ad oggi hanno
confermato la propria disponibilità a svuotare temporaneamente i propri scaffali per consentire l'indicizzazione.
Iniziato da Google nel 2004
questo processo di raccolta
ha incontrato non pochi problemi legati al copyright, che secondo i legali di alcune case editrici veniva palesemente violato. Al mondo dell'editoria non andava proprio giù lo
sfruttamento delle opere ancora coperte dal diritto d'autore, mentre tollerava che Google
inglobasse senza sosta quelle di pubblico dominio.
Oltre ai
chiarimenti ci sono voluti 125 milioni di dollari per far intuire ai manager delle case editrici le potenzialità commerciali messe a disposizione da Book Search. Tuttavia negli ultimi tempi l'operato di Mountain View è finito ugualmente
sotto la lente d'ingrandimento dell'Antitrust, imbeccato da diversi oppositori, tra i quali figura il nome di Microsoft, secondo i quali tale accordo darebbe a Google il monopolio su quella fetta di mercato.
Brester Khale, fondatore di Internet Archive, si è schierato tra le fila degli avversari di BigG, sostenendo in un'intervista che le
ambizioni del motore di ricerca vadano oltre ciò che si era prospettato all'inizio: Google vuole diventare la libreria o la biblioteca della Rete. Inoltre secondo Khale era ed è molto pericoloso
permettere ad una sola entità di controllare l'accesso ad una quantità di contenuti che, grazie a quest'ultima trovata di Google, potrebbe crescere con velocità sempre maggiore.
Giorgio Pontico