Luca Annunziata

Non di soli pirati vive la musica

C'è chi si fa pubblicità via BitTorrent, chi regala dischi, chi mette in piedi rivendite al dettaglio di musica e chi punta su chi non è ancora accasato

Roma - Ci sono diversi mezzi per arrivare al cuore dell'acquirente, o del potenziale acquirente, tutte le strade vanno tentate per tentare di catturarne l'attenzione e le preferenze: ci si può appellare alla solidarietà tra pari, alla fiducia nei propri simili, alla novità che sfrutta la libertà del Torrent per acquisire fama. Il risultato è che oggi, in Rete, in tanti sperimentano: la parentesi Radiohead, insomma, più che essersi conclusa ha scoperchiato il proverbiale vaso di Pandora.

Per superare la generosità del gruppo britannico, i conterranei Coldplay hanno deciso di fare di più: invece della formula "paga quanto vuoi" sono passati alla gratuità totale. Il loro prossimo album, un live intitolato LeftRightLeftRightLeft, sarà a disposizione dei fan sul sito ufficiale della band per il download, oppure potrà essere comodamente ritirato presso uno dei botteghini dei concerti del tour Viva la vida in formato "tradizionale". Un gesto volto a dimostrare la riconoscenza del gruppo per i propri più affezionati sostenitori, spiegano, per restituire un po' del calore che Chris Martin e compagni raccolgono dal loro pubblico durante i concerti.

C'è il trucco, per così dire: il download del disco, nove tracce in tutto, sarà possibile solo se si dimostrerà di possedere un biglietto per il concerto. Insomma, il nuovo LeftRightLeftRightLeft sarà per molti ma non per tutti: inevitabilmente presto finirà pure condiviso, ma resta da capire se poi i Coldplay magari vorranno venderlo anche nei negozi e raggranellare qualche sterlina o se invece resterà un'operazione isolata. In questo caso, occorrerà comprendere se il download via Torrent o eMule sarà gradito dalla band britannica.
Chi di certo non disdegna che il suo lavoro sia condiviso e distribuito via P2P è un duo della Florida, gli Awesome New Republic, che non solo hanno inserito spontaneamente e senza lacciuoli il loro secondo disco sulle pagine del celebre isoHunt in accordo con la loro etichetta, ma hanno addirittura comprato un banner piazzato in testa al sito per un intero mese per pubblicizzare l'operazione. Insomma, pure a volerlo ignorare salta immediatamente agli occhi: chiunque si rechi sul sito non potrà fare a meno di venire a sapere che il nuovo Rational Geographic vol.1, già acclamato dalla critica, è a disposizione gratis a distanza di un click.

L'obiettivo del duo di Miami è ovvio: "Per quanto ne sappiamo si tratta della prima etichetta/band che si faccia pubblicità su un motore di ricerca per Torrent" spiegano i creativi che hanno dato vita alla campagna, che aggiungono che lo scopo è allargare la fama degli Awesome New Republic allargando il giro in cui la loro musica viene ascoltata, così da ampliare il pubblico potenzialmente interessato ad ascoltarli dal vivo, acquistare futuri album o altro materiale prodotto dalla band, e così via. I volumi 2 e 3 di Rational Geographic sono già ultimati, ed entro l'autunno la raccolta dei tre tomi dovrebbe pure essere distribuita nei negozi sotto forma di CD-box-set.

Gli Awesome New Republic e l'etichetta indie che li sostiene non hanno paura della pirateria: dove non può arrivare la promozione "vecchio stile" messa in campo dalle quattro grandi sorelle per lanciare i propri artisti, può arrivare secondo loro il passaparola. D'altra parte, come già in passato, neppure quanto sarebbe destinato al circuito di distribuzione tradizionale pare essere particolarmente intaccato dalla circolazione (in anticipo) sul P2P: il rilascio imprevisto e indesiderato di X-Men Origins: Wolverine non sembra aver ad esempio impedito al film di totalizzare oltre 80 milioni di dollari negli USA al botteghino durante il primo weekend di programmazione, risultato grosso modo in linea con quello dei precedenti capitoli della saga.

I titoli sui giornali che raccontavano e tentavano di spiegare il meccanismo grazie al quale una versione incompleta degli effetti speciali della pellicola fosse finita online, si potrebbe ipotizzare, hanno semmai incuriosito gli spettatori che si sono dunque decisi per andare al cinema e spendere i soldi del biglietto nonostante ci fosse un'alternativa potenzialmente gratuita. Magari qualcuno di loro avrà anche scaricato il Torrent con il film, gli avrà dato un'occhiata e avrà deciso di andare a vederlo confortato da quanto aveva visionato: magari, si potrebbe ipotizzare, ha anche suggerito a qualche amico di andare con lui al cinema.

Il peso che hanno i giudizi e le opinioni dei congiunti, degli amici o dei semplici conoscenti d'altronde è un riconosciuto mezzo di analisi e valutazione che tutti i consumatori utilizzano per scegliere cosa vedere, ascoltare, acquistare. Proprio sulla raccomandazione di blogger e semplici cittadini della Rete si basa il business model messo in piedi da Peoplès Music Store, azienda londinese che ha da poco annunciato di aver aggiunto al suo catalogo formato essenzialmente da etichette indipendenti anche 300mila brani provenienti dal catalogo Universal (Amy Winehouse, U2, Morissey, 50 cent e altri sono della partita).

L'idea è la seguente: ci si iscrive, si seleziona cosa vendere nel proprio negozio di musica digitale, si popola un sito di brani e magari di opinioni, recensioni e suggerimenti su cosa acquistare e ascoltare, e si attende. I navigatori arrivano, leggono, se sono convinti acquistano: il 10 per cento di quanto guadagna Peoplès Music finisce al proprietario dello shop, che può convertire gli introiti in credito per acquistare altra musica. Il passaparola, insomma, diventa strumento di guadagno: tutti possono reclamare una fetta del business, i brani sono offerti in formato MP3 senza DRM, tutti sono contenti. Almeno si spera, altrimenti altre alternative non mancano.

Luca Annunziata
3 Commenti alla Notizia Non di soli pirati vive la musica
Ordina