Roma - Senza dubbia Mozilla Firefox deve molta della sua popolarità al sistema di estensioni integrato, che permette (per l'appunto) di estendere e modificare radicalmente le funzionalità del browser grazie all'installazione di componenti aggiuntivi con i compiti più disparati. Ma il sistema di estensioni del panda rosso
è stato messo sotto accusa in questi giorni di battaglia tra
NoScript e
Adblock Plus, allorché i responsabili dei due tool hanno provato in ogni modo a contrastare l'uno il corretto funzionamento del software dell'altro.
Chi ci va di mezzo, ovviamente, è prima di tutto l'utente: NoScript, progettato per bloccare il codice
JavaScript sui siti web sconosciuti, è teoricamente considerato come
una delle precauzioni tecnologiche più efficaci per una navigazione sicura, ma in pratica la sicurezza si paga con l'advertising e i banner mostrati sulla pagina ufficiale ogni qual volta viene installato un update dell'add-on.
Adblock Plus, d'altro canto, è da anni uno dei punti di riferimento per chi desideri fare browsing senza pubblicità indesiderata sparsa in giro per le pagine web, ed è quindi naturale che la tendenza dei
mantainer sia quella di bloccare anche i banner che supportano lo sviluppo del suddetto NoScript.
Lo scontro tra le due parti appare quasi naturale e infatti alla fine è avvenuto: Giorgio Maone, autore di NoScript, ha modificato il suo sito web per sfuggire alle maglie delle
blacklist di Adblock Plus, che ha risposto aggiungendo regole sempre più stringenti in modo da bloccare l'advertising che tanto a cuore sta a Maone.
Il gioco a rimpiattino è andato avanti finché il mantainer di Adblock Plus ha perso la pazienza bloccando il corretto funzionamento del sito di NoScript. Maone ha risposto in maniera altrettanto dura, modificando l'add-on in modo da inficiare negativamente sul funzionamento di Adblock Plus. A quel punto Wladimir Palant, programmatore di Adblock, ha reso pubblica l'intera vicenda con
un post sul blog dedicato al tool.
Per cercare di mettere fine a questa guerra fratricida è intervenuta infine Mozilla, che sul blog corporate ha proposto
una nuova policy che stabilisca i principi di un comportamento appropriato da parte delle estensioni e relativi programmatori. In tale policy sono negati i tentativi di modificare le preferenze degli utenti senza un'autorizzazione preventiva, e alla disinstallazione del componente è necessario ripristinare le preferenze iniziali.
Dopo l'intervento di Mozilla e la confusione provocata da tutta la vicenda, Maone è uscito allo scoperto
dicendosi contrito e
chiedendo scusa all'intera community che si era inimicato, provando a giustificare il suo comportamento con la scarsa consapevolezza di quelle che sarebbero state le conseguenze dopo l'aggiunta di codice che andava a interferire con il funzionamento di Adblock Plus.
La querelle è risolta, rimane da gestire l'evidenza
messa in mostra dalla vicenda: e cioè che
non è mai buona norma, per l'utente, riporre fiducia eccessiva nei confronti dei tool di sicurezza qualunque sia il loro campo di applicazione, perché chi li programma può abusarne in maniera indecorosa oppure, come nel caso del "contrito" Giorgio Maone, lasciarsi trascinare al punto da passare il confine e trasformarsi da provider di barriere telematiche a dispensatore di codice con intenti malevoli.
Alfonso Maruccia