Vincenzo Gentile

Oggi è il giorno del Kindle extra-large?

Una conferenza stampa convocata da Amazon a New York sembrerebbe presagire la nascita di un nuovo e-book reader. All'orizzonte schermo da quasi 10 pollici, ma silenzio assoluto sulla voce sintetica

Roma - A pochi mesi dal lancio della seconda versione di Kindle, Amazon si appresta a presentare in giornata a New York il terzo prodotto della serie, al quale è stato affibbiato dai media il nome non ufficiale di Kindle HD. Tra le caratteristiche salienti del nuovo dispositivo dovrebbe essere confermata l'adozione di uno schermo più grande, il tanto atteso supporto per il PDF e una rinnovata sezione di partnership che potrebbero rendere il nuovo Kindle un ottimo dispositivo da utilizzare come compendio per lo studio. Non una parola, al momento, sulla tanto contestata funzione text-to-speech.

Il nuovo dispositivo, ha iniziato a riempire il web di un ampio numero di rumor scaturiti da una serie di inviti inviati da Amazon alla stampa per presenziare ad un'incontro da tenersi a New York. Ciò ha portato a credere che i tempi siano ormai maturi per rilanciarsi sul mercato e cavalcare l'ottima onda di successo di Kindle 2 che, nonostante qualche critica in fatto di accessibilità e diritto d'autore, ha riscosso un buon successo sul mercato. Il nuovo dispositivo, ribattezzato Big Kindle o Kindle HD in attesa della nomenclatura ufficiale, dovrebbe essere dotato così come confermato dalle foto apparse sul web di uno schermo da ben 9,7 pollici che secondo molti potrebbe addirittura essere tattile, nonché del tanto atteso supporto per i PDF che, con ogni probabilità, potrebbero essere supportati in maniera nativa. Per finire, un browser rinnovato e la possibilità di effettuare annotazioni sul testo visualizzato.

Come hanno notato in molti, l'annuncio del nuovo dispositivo di Amazon è stato accompagnato da quella che sembra essere una coincidenza tutt'altro che casuale: il New York Times, storico quotidiano già impegnato in una partnership con Amazon che offre agli utenti la possibilità di sottoscrivere abbonamenti mensili ai propri contenuti da recapitare sul Kindle, ha abbassato i prezzi delle sottoscrizioni dai 13 dollari e spicci ai quasi 10 attuali. I più arguti vedono in questa mossa la voglia di sfruttare l'eco mediatica che il dispositivo avrà a ridosso della sua presentazione al pubblico. Effettivamente, sul nuovo Kindle sono riposte molte speranze proprio per via del nuovo form factor: il predecessore Kindle 2 è stato giudicato quasi inutile per essere utilizzato al di fuori del settore e-book proprio per via dello schermo troppo piccolo, di soli 6 pollici.
Nonostante l'ottimisto, sembra però improbabile che il nuovo dispositivo riesca a risollevare da solo le sorti dell'editoria moderna, che vive un periodo di profonda crisi. Inoltre, anche in presenza di un dispositivo finalmente capace come il Kindle che verrà, a mettere dei paletti consistenti potrebbe essere proprio Amazon con la sua politica, accusata di inficiare il business model tradizionale dell'informazione online: secondo quanto lamentato dagli editori, i prezzi delle sottoscrizioni sarebbero controllati direttamente da Amazon, che non sembrerebbe essere ben disposta verso l'introduzione di massicce dosi di advertising sui contenuti trasmessi al Kindle, lasciando così fuori un ottimo potenziale a livello di business.

Comunque, a spingere l'acceleratore per il nuovo dispositivo potrebbero essere alcune partnership stabilite da Amazon con alcune università statunitensi volte all'impiego del Kindle XL come strumento accademico di supporto allo studio. Secondo fonti vicine al Wall Street Journal, gli studenti della Case Western Reserve University di Cleveland faranno parte di un progetto che vedrà coinvolto il nuovo Kindle su cui verranno caricati testi di chimica ed informatica. Lo scopo del tutto è di comparare i risultati ottenuti dagli utenti dotati dell'e-book reader dell'azienda statunitense con quelli di chi continuerà ad utilizzare i vecchi e classici libri tradizionali, per stabilire l'effettiva utilità del dispositivo in ambito accademico. Tra le altre università incluse negli accordi di Amazon figurerebbero anche Princeton, Reed, Pace, la University of Virginia nonché Arizona State. In caso di esiti positivi, l'utilizzo del Kindle potrebbe aprire scenari interessanti sotto il profilo economico: la vendita di libri usati, ad esempio, potrebbe uscirne pesantemente ridimensionato dal momento che lo scambio di testi digitali tra gli studenti, causa DRM, risulterebbe forse impossibile.

Molti dei dubbi e delle curiosità che ruotano attorno all'argomento verranno di sicuro fugati nelle prossime ore, in cui inizieranno ad arrivare i primi aggiornamenti in diretta dall'evento organizzato da Amazon. Uno degli interrogativi più interessanti è senz'altro quello legato alla funzione text-to-speech, presente ed ampiamente contestata nel Kindle 2: nessuno, al momento, elenca la feature tra quelle disponibili nel nuovo dispositivo e, in tal senso, verrebbe da pensare che Amazon abbia deliberatamente deciso di non includerla tra quelle disponibili per evitare ulteriori conflitti e attacchi da parte di editori e consumatori.

Vincenzo Gentile
21 Commenti alla Notizia Oggi è il giorno del Kindle extra-large?
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  • Da noi c'è già da un anno il DR1000.
    E da tre anni ormai, stanno sperimentando gli e-book nelle scuole e nelle Università.

    Ma siccome non ci sono multinazionali che ci mangiano sopra, la notizia non si dà.

    E se si dà, si fa ben bene in modo di non ricordarla quando se trattano di simili.
    Non sia mai che Amazon non passi per innovatrice, o che qualcuno possa vagamente sospettare che l'Europa è più avanti degli Stati Uniti...

    Sono stufo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Homo Italicus
    > Da noi c'è già da un anno il DR1000.

    Che costa però 700€...
    Vero che non si conosce il costo nel nuovo dispositivo Amazon, ma viste le economie di scala di questa, e in considerazione che l'attuale Kindle viene 360$...

    Cmq alla iRex il merito di averci creduto fin dall'inizio e di aver tenuto botta fino ad oggi..
    non+autenticato
  • a poco a poco hanno capito che il modello ipod funziona (almeno 99% mp3 e il resto aac con drm)
    non+autenticato
  • Ma arriva anche qui o è sempre e solo per i cugini americani ?????
    non+autenticato
  • speriamo di si. Essendo interessato alla cosa, mi auguro solo che le politiche sui prezzi non siano apple style, dove 300USD per loro sono uguali a 300Eur. Checcavolo, il vantaggio dell'euro sul dollaro dovra' valere pur qualcosa no ?
  • Dipende da che parte vedi il vantaggi, per Apple il vantaggio e tutto per loro
    non+autenticato
  • mah, di solito la tendeza di ogni azienda che esposrta é fare il cambio 1:1 (beh ovviamente non quando c'era la lira, sennó sai che spasso!!! un portatile 2000 lireCon la lingua fuori )

    Di solito le conversioni vengono applicate correttamente sui prodotti immateriali (vedi la stessa Apple con le app per iPhone)
    MeX
    16902
  • io ricordo quando usci' il primo mini mac mi pareva fosse stato lanciato in US a 299 dollari e in europa .. a 299 Euro
    ( al tempo il cambio euro-usd era poco meno di 1,50 )

    MINIMAC, non app store.
    Non so ora sinceramente se le cose siano cambiate, ma conoscendo l'avidita' di apple, dubito.
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    Modificato dall' autore il 06 maggio 2009 17.21
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  • mah guarda, trovami UN prodotto di qualsiasi produttore che rispetta il cambio a favore dei consumatori... non é che se l'é inventata Apple sta cosaSorride
    MeX
    16902
  • Ciao Mex,

    mica pretendo che le aziende siano benevole e applichino politiche a favore dei consumatori o dei propri clienti. FIguriamoci, sarebbe praticamente utopia.
    Ma blindarsi dietro la scusa ( sempre in merito al mini mac del mio esempio ) che era il prodotto mac piu' economico in commercio mi e' sembrato avido e superficiale, per non dire altro.
    Dico, perche' in US devono pagare un prodotto meno di noi?
    Se il valore di un prodotto e' X in usa, non capisco perche' in EU debba essere Y, invece di X * 0,7 circa.
  • mah guarda non sono un'economista peró commerciare al di fuori del tuo territorio comporta ovviamente dei costi aggiuntivi (tasse diverse, fornitori diversi, assistenza in lingua...) che poi ci marcino sopra é innegabile...

    Peró se il dollaro aumenta il suo valore gli americani pagheranno piú di noi... é questione di valuta...
    Qui in Irlanda il prosciutto e il parmigiano costano molto di piú che in Italia... e non c'é nemmeno il cambio di mezzoSorride
    MeX
    16902
  • - Scritto da: dadox
    > Ma arriva anche qui o è sempre e solo per i
    > cugini americani
    > ?????

    Noi abbiamo altri 12 modelli molto più avanzati e nettamente migliori del Kindle.
    Ma meno pubblicizzati.

    Per la serie "se non te lo dice la TV non esiste".........
    non+autenticato
  • Da noi con le nostre 50 testate giornalistiche secondo te che interesse c'è a diffondere roba digitale? ZERO
    non+autenticato
  • Una indicazione anche vaga del prezzo di vendita sarebbe utile per valutare la cosa, visto che ci stanno stropicciando le scatole con questi book reader da anni, poi scopri che costano più di un netbook, anche di tipo convertibile touch screen, che non avrà uno schermo "economico da produrre" E-Ink ma non ha problemi a visualizzare PDF o qualsiasi altro formato, ha già uno schermo di dimensioni equivalenti e ha le capacità di un computer....
    questi invece ti vendono a caro prezzo un sistema proprietario con molte limitazioni sui formati fruibili e che serve solo come book reader!
  • perché usano un tecnologia poco diffusa (l'epaper) che é l'unica che rende fruibile la lettura prolungata su un device elettronico.

    Inoltre se leggi due libri al mese spendi facilmente 30€ al mese di libri... che in un anno sono 360€ non per niente i prezzi fluttuano intorno a queste cifre...
    MeX
    16902
  • a cui pero' bisogna sommare gli eventuali abbonamenti o il prezzo dei singoli e-book, di solito, mai a prezzi troppo bassi.

    Qualche anno fa ho vissuto all'estero per un paio di anni e non volendo rinunciare al mio settimanale preferito ho effettuato l'abbonamento online ( pdf ). Costoso e per niente paragonabile al piacere di recarmi ogni venerdi' in edicola e sfogliare le pagine con avidita' dopo l'acquisto.

    Penso tuttavia sia questione di abitudine.
    Le nuove generazioni troveranno normale aprire il kindle di turno piuttosto che comprarsi la versione cartacea di un libro o di una rivista.
    Per noi non so .. serve tempo credo e il prezzo e' una variabile non da poco se davvero le cifre si aggirano sui 300 Neuri.
  • anche io preferisco la carta... ma non sono come gli audiofili che deridono chi non usa il vinile... capisco che sono io che sto invecchiandoSorride

    In ogni caso, alla fine della fiera se leggi tanto l'e-book non é poi costoso... nel giro di un anno fai due... lo ammortizzi e poi i costi degli e-book sono di solito inferiori alla copia fisica (insomma, lo stesso discorso della musica)
    MeX
    16902
  • internazionale , la rivista a cui mi ero abbonato costa( costava ora non so ) uguale, 3 euro a copia, con la differenza che non me lo posso portare in bagno.
    Cmq si, il ragionamento fila ...
    ; )
  • - Scritto da: deactive
    > internazionale , la rivista a cui mi ero abbonato
    > costa( costava ora non so ) uguale, 3 euro a
    > copia, con la differenza che non me lo posso
    > portare in
    > bagno.
    > Cmq si, il ragionamento fila ...
    > ; )

    A me interesserebbe la Stampa, che qualche tempo fa costava nella versione per PC 30 o 40 centesimi invece che un Euro. Visto che la compro tutti i giorni, sarebbe già un buon risparmio, da recuperarci in un paio d'anni il costo dell'apparecchio.
    Funz
    13017
  • - Scritto da: MeX
    > perché usano un tecnologia poco diffusa
    > (l'epaper) che é l'unica che rende fruibile la
    > lettura prolungata su un device
    > elettronico.
    >
    > Inoltre se leggi due libri al mese spendi
    > facilmente 30€ al mese di libri... che in un anno
    > sono 360€ non per niente i prezzi fluttuano
    > intorno a queste
    > cifre...


    Peccato che di titoli in italiano (legali) non ve ne siano, peccato che il lettore costi uno sproposito, peccato che l'Epaper doveva essere una tecnologia "economica" rispetto agli LCD... il risultato è che con le cifre che ti chiedono per il lettore ci prendi un netbook con autonomia di 7-9 ore e con schermo ben più ampio rispetto a quello dei reader attualmente in commercio... ultima cosa questi reader costano più di 360 euro...
  • > Peccato che di titoli in italiano (legali) non ve
    > ne siano,

    ottimo per imparare un po' di ingleseSorride
    Cosa c'entra poi il catalogo italiano con i prezzi di un Ebook??? quando e se si diffonderanno il catalogo crescerá di conseguenza... come é stato per la musica online

    > peccato che il lettore costi uno
    > sproposito, peccato che l'Epaper doveva essere
    > una tecnologia "economica" rispetto agli LCD...

    peccato che in un anno se leggi tanti libri hai speso uguale se non di meno (non eri tu quello che ammortizzava il proiettore non andando al cinema?)

    > il risultato è che con le cifre che ti chiedono
    > per il lettore ci prendi un netbook con autonomia
    > di 7-9 ore e con schermo ben più ampio rispetto a
    > quello dei reader attualmente in commercio...

    che non ha l'autonomia di un ebook ne la semplicitá e ti ammazza gli occhi rispetto all'epaper

    > ultima cosa questi reader costano più di 360
    > euro...

    hai ragione costano di meno!
    http://www.pixmania.co.uk/uk/uk/2718573/art/sony/s...

    http://www.google.ie/search?hl=en&q=232%C2%A3+to+%...=
    MeX
    16902