Windows 7, nuove risorse anti-crack

Cambia Windows Genuine Advantage, la famigerata WGA: meno ingombrante, ma pi¨ pressante. NovitÓ ci sono pure sul fattore browser, compatibilitÓ e sicurezza

Roma - Quell'insieme di tecnologie anti-pirateria note fino ad oggi come Windows Genuine Advantage (WGA), in Windows 7 riceveranno un sostanzioso aggiornamento e muteranno il proprio nome in Windows Activation Technologies (WAT). La sostanza non cambia molto, ma ora Microsoft promette che le verifiche di originalità del proprio sistema operativo saranno più affidabili e meno intrusive rispetto al passato, e nello stesso tempo le tecnologie anti-crack saranno più efficaci e robuste.

WGA venne introdotta da BigM nel 2006 sotto forma di add-on per Windows XP, e poi integrata in Vista. Una delle ultime e più importanti revisioni a questa tecnologia è arrivata con il rilascio del Service Pack 1 per Vista, che oltre ad aggiornare i tool anti-crack ha significativamente mitigato le misure restrittive che scattano quando la propria copia di Windows viene considerata irregolare o contraffatta: invece di limitare drasticamente le funzionalità del sistema operativo, la nuova WGA si limita a disattivare lo sfondo di Vista e a visualizzare una scritta bianca che avverte l'utente del problema. Ogni qual volta l'utente avvia il sistema operativo o fa il login, viene invitato ad acquistare una regolare licenza di Vista.

WAT seguirà all'incirca la stessa procedura, ma eliminerà l'attesa forzata di 15 secondi dalla dialog box che invita l'utente ad attivare la propria copia di Windows. In compenso, Microsoft ha spiegato che tali avvisi saranno più frequenti, rendendo l'utilizzo di una copia non attivata di Windows assai più scomodo che in passato.
Come si è detto, WAT rafforzerà anche i meccanismi tesi a contrastare il cracking di Windows, e sarà in grado di riconoscere una più vasta tipologia di crack: da quelli che simulano la procedura di attivazione OEM utilizzata dai produttori di PC a quelli che permettono di posticipare all'infinito la data di scadenza. Microsoft ha però assicurato che questi nuovi metodi di prevenzione della pirateria non complicheranno in alcun modo l'attivazione di licenze multiple né l'utilizzo di Seven all'interno di macchine virtuali.

Windows 7 Upgrade Advisor
Per semplificare la vita di coloro che desiderano migrare a Windows 7, Microsoft ha rilasciato negli scorsi giorni una beta del Windows 7 Upgrade Advisor, strumento con il quale è possibile comprendere se il proprio PC è pronto per il "grande salto".

Già rilasciato all'epoca del lancio di Windows Vista, Upgrade Advisor analizza l'hardware e il software di un PC e segnala eventuali requisiti minimi non soddisfatti, incompatibilità o altri problemi che potrebbero sorgere dopo l'installazione di Windows 7: nei casi più fortunati, la mancanza di driver o certe lievi incompatibilità possono essere risolte semplicemente eseguendo Windows Update subito dopo l'installazione.

Da sottolineare come l'analisi di compatibilità con le preesistenti applicazioni ha senso unicamente con Windows Vista: Windows XP, infatti, non può essere aggiornato al nuovo sistema operativo (in tale caso, dunque, si deve necessariamente eseguire una installazione da zero).

I reclami di Mozilla e Opera
Quando si installa la Release Candidate di Windows 7, l'utente viene messo di fronte a due scelte: eseguire una installazione Express, che attiva in automatico le impostazioni predefinite, o eseguire una installazione Custom, che permette di personalizzare percorso e tipo d'installazione. Mozilla e Opera hanno criticato il fatto che, scegliendo la modalità Express, Internet Explorer viene automaticamente scelto come browser predefinito. Solo nella modalità Custom, dunque, è possibile scegliere quale browser utilizzare di default.

Mozilla e Opera sostengono che questo comportamento è intenzionale, e che viola quanto recentemente discusso in sede antitrust. Microsoft si difende però sostenendo che la RC è solo una versione di test, e non è intesa per la larga distribuzione.

Windows 7 inciampa sui nomi dei file
Al pari dei suoi predecessori, pare che anche Windows 7 sia vulnerabile ad uno dei più classici attacchi contro Windows: l'utilizzo di una funzionalità del sistema, la stessa che di default nasconde l'estensione dei file conosciuti, per mascherare un file eseguibile come un semplice documento o una immagine: ad esempio, un cracker potrebbe riuscire a creare un file pincopallino.txt.exe che, sui sistemi dove non si è modificato il comportamento predefinito di Windows 7, viene visualizzato come pincopallino.txt. Sebbene l'icona del file non corrisponda a quella di un documento del Notepad, gli utenti più distratti potrebbero essere facilmente ingannati e indotti a fare doppio clic sul file, eseguendo così del potenziale codice dannoso.

Per approfondire questa vulnerabilità è possibile leggere questo articolo di Infopackets.com.
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