Alfonso Maruccia

Adblock e la sopravvivenza della pubblicità

L'autore della celebre estensione per Firefox apre uno spiraglio: non tutto l'advertising merita di essere oscurato. Si può cercare un nuovo equilibrio tra utenti e webmaster

Roma - Advertising si, no, forse, comunque non quando l'utente non vuole. Wladimir Palant, autore dell'estensione "ammazza pubblicità" di Firefox Adblock Plus, ha già espresso in passato le sue idee su questa forma di guadagno a mezzo web, e ha riaperto la discussione sull'argomento cercando una terza via tra il semplice aut aut a cui un utente del panda rosso può dover rispondere: navigare in Internet senza la benché minima oncia di pubblicità o il contrario.

Sul blog di Adblock Plus, Palant sostiene che la principale ragione che spinge gli utenti a installare il suo tool è avere il controllo sul flusso di advertising visualizzato nel browser non di spazzare quest'ultimo via dal web: Adblock Plus permette di "ripristinare l'equilibrio" tra l'esigenza di navigazione degli utenti e la tendenza dei webmaster a "massimizzare il profitto", a discapito di usabilità e leggibilità dei contenuti.

Messa la questione in questi termini ne deriva che gli utenti sono legittimamente portati a bloccare soltanto l'advertising fastidioso o troppo invadente, continua Palant, e nella sua esperienza i visitatori di un sito sono ben disposti nei confronti di quei banner discreti usati dal webmaster per finanziarie un sito web. Il coder dice che attualmente sono una minoranza di utenti di Firefox usa Adblock Plus (il 5 per cento), ma il trend di utilizzo corrente tende a discriminare i webmaster a esclusivo vantaggio degli utenti.
Per cercare di ripristinare il sopraccitato equilibrio, Palant introduce nella discussione una soluzione in forma di messaggio-richiesta, da visualizzare nel browser in maniera non dissimile a quelli del blocco nativo dei pop-up di Firefox, attraverso cui l'utente può decidere se eliminare sempre e comunque l'advertising dal surfing, se pensarci in seguito o se garantire ai siti web più visitati la visualizzazione della pubblicità in locale.

In quest'ultimo caso Adblock Plus potrebbe essere istruito per cercare nella pagina web un metadato "advertising", la cui presenza nel codice sorgente indica la volontà dell'admin di non ingolfare la navigazione con pubblicità senza criterio e contemporaneamente di farsi sostenere economicamente attraverso forme di advertising non intrusive. Palant ha aperto la discussione sul suo blog in attesa di feedback da entrambe le parti, utenti e webmaster, a cui è concessa la possibilità di esprimersi sulle modalità di funzionamento di un tool molto amato e molto odiato.

Alfonso Maruccia
78 Commenti alla Notizia Adblock e la sopravvivenza della pubblicità
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  • Se imparassero a non sottovalutare la tecnologia che vorrebbero imbrigliare forse qualcosa succederebbe, non si puo' lottare contro la volontà del popolo, il vaso di pandora è stato aperto e ora non esiste più nulla che possa portare ad un controllo lato server. se ci volete dovete lasciarci liberi. adoro adblock plus e lo ritengo una manna dal cielo, pensate che ormai preferivo navigare da iphone che non ha flash in maniera tale da tagliare il 70\80% della pubblicità dal web tanto è il disturbo che oramai danno, non clicco, non sparo agli zombi, non faccio canestro e non spoglio la signorina, il valore lo fa la quantità di gente che usa la piattaforma. molta pubblicità= poca gente. riflettete su chi ha il monopolio della pubblicità online oramai, la pubblicità non deve essere visibile.
    non+autenticato
  • La pubblicità basa la sua raison d'etre sul fatto che riesca a generare un delta-vendite rispetto alla sua assenza.
    Se questo delta-vendite ripaga del costo inserzionistico, allora la pubblicità è un buon investimento, altrimenti conviene investire altrove: in caratteristiche e qualità del prodotto ad esempio, o nella distribuzione, o nel contenimento del costo al cliente finale.

    L'utente dello internet non è come l'utente dello televisore.
    Mentre il secondo si spancia sul divano appena tornato dal lavoro, le sue onde cerebrali si appiattiscono e diventano tali e quali quelle di un ipnotico, e sarebbe pronto a bersi qualsiasi reclame di dentifrici o assorbenti o detersivi o rasoi o il cazzo che l'è, l'utente dello internet è mediamente più attivo.
    Si informa, legge, discute, chatta, forumeggia, flamma, trolla, cerca, trova, compara, confronta.
    Analizza.
    Si fa una sua cacchio di idea.
    Io non riesco proprio a trovare spazio per la pubblicità in un mondo sempre più vicino all'utopico dove tutti sono informati su tutto e sanno scegliere con perfetta cognizione di causa.


    Detto questo, c'è la cosa figa dello internet che se una pubblicità ti garba, ci clicchi su e vai a vedere. Che poi succede molto poco spesso, e le poche volte che succede è perché c'è qualche grullo che lo fa per un malsupposto senso di debito nei confronti del sito ospite.

    E nonostante tali bizzarri personaggi, che se fossero nate in epoche diverse sarebbero stati icasticamente descritti come indefessi punitori di loro medesimi e fustigatori delle loro carni per ricevere remissioni dei peccati commessi, nonostante sta gente, i click sui banner sono davvero pochi!!!

    E quindi cosa succede? Che il pubblicitario scemo (che ovviamente non può credere di aver studiato e lavorato per anni su una cosa destinata all'inutilità) si convince che non ci sono click perché non c'è visibilità del banner. E allora si inventa le cose più assurde:
    banner più grossi
    banner lampeggianti
    banner animati
    banner che coprono il testo che leggi
    banner che ti compaiono alle spalle e ti fanno: "BU!"

    Oppure c'è il pubblicitario venditore di fumo, che convintosi che il suo banner "VENDO FUMO, CLICCA QUI!" non sia un granché efficace, decide di attuare una strategia diversiva. E ti pitta dei banner a forma di finestra di windows. Di contatto msn (ultragnocca, ed è risaputo che nello internet le donne non esistono). Di un premio di una lotteria a cui non hai mai partecipato: chi non si sognerebbe di ritirarlo, facendoselo accreditare sul conto corrente on line dopo aver digitato utente e password su un sito dai caratteri strani che finisce per .ru?

    E quindi compare il pubblicitario politically correct. Lui è don't be evil. Lui scrive al pc in grigio su sfondo nero per risparmiare elettricità (ha un monitor lcd). Lui chiama i negri "persone di colore", i finocchi "persone con un orientamento sessuale differente", gli spazzini "operatori ecologici" e gli andicappati "persone diversamente abili".
    Di lui diremo che è diversamente pirla.
    E ritiene, che è colpa dei primi due se le pubblicità non funzionano!
    Bisogna accattivarsi la fiducia del consumatore, e non spaventarlo!
    Basta obsoleti banner animati, basta immagini pesanti, basta truffe e fregature. Un bel ad testuale. Così chi vuole ignorarlo lo ignora.
    Chi non vuole ignorarlo, invece, lo ignora.

    E via ad aumentare l'aggressività della pubblicità!!!


    Se solo si rendessero conto che da qui a pochi anni, i cambiamenti mentali e culturali a cui questo internet ci sta portando, renderà la pubblicità nel senso classico del termine, del tutto obsoleta!
  • My hat is off for you, mr. Ottimo post, quasi meglio dell'articoloA bocca aperta
    non+autenticato
  • Mi sono fatto 4 risate e ti quoto quasi tutto.

    Ma i banner di testo (e relazionati al sito/ricerca) funzionano davvero però ovviamente, vengono usati solo quando qualcuno che li legge ha la necessità.

    Se cerco su Google "officina" e vedo un banner per una Mercedes non è che ci clicko per farmi una macchina nuova.

    Comunque cito il mio blog di marketing preferito:
    http://www.minimarketing.it/2009/05/pesca-contro-c...

    Il futuro del marketing è quello di sparire....

    Fan LinuxFan Apple
  • - Scritto da: FinalCut
    > Mi sono fatto 4 risate e ti quoto quasi tutto.
    >
    > Ma i banner di testo (e relazionati al
    > sito/ricerca) funzionano davvero però ovviamente,
    > vengono usati solo quando qualcuno che li legge
    > ha la
    > necessità.
    >
    > Se cerco su Google "officina" e vedo un banner
    > per una Mercedes non è che ci clicko per farmi
    > una macchina
    > nuova.
    >

    sì ma se cerchi officina ti aspetti di trovare le officine. Se ce ne è una che paga per avere una visibilità maggiore delle altre, potrebbe avere qualche probabilità di click in più.
    Ma in un mondo internettianamente utopico dove ogni officina ha il suo website, foss'anche una pagina di fecibook o myspace, che bisogno hai di cliccare sul coso reclamizzato? come puoi in base a questo valutare che l'officina reclamizzata sia migliore per te di altre non reclamizzate?
    No.
    Te le clicchi tutte, e te le compari.

    > Comunque cito il mio blog di marketing preferito:
    > http://www.minimarketing.it/2009/05/pesca-contro-c
    >
    > Il futuro del marketing è quello di sparire....
    >
    > Fan LinuxFan Apple

    bravo, complimenti.

    ma non sparirà mai il marketing, semplicemente si nasconderà molto bene.
  • quoto alla grande nei termini e nel metodo, cercami su FB che ti aggiungoA bocca aperta
    non+autenticato
  • Io ho dedicato ANNI di lavoro a progetti web che da ANNI sono completamente gratuiti e si sostengono solo con la pubblicità.

    Se non avessi proventi dalla pubblicità col cavolo che mi smezzerei ore e ore davanti al pc per realizzare servizi utili e gratuiti.

    Se non avessi proventi dalla pubblicità col cavolo che manterrei un server dedicato e pagherei la banda per assicurare un servizio rapido e puntuale.

    Inibire la pubblicità di un sito è come andare al ristorante e scappare quando c'è da pagare il conto.

    Un sito con la pubblicità lo si può chiudere ma inibirne la pubblicità e sfruttarlo lo stesso significa rubare il lavoro altrui.
    non+autenticato
  • Dipende da quanta pubblicità metti e di che tipo.
    Se sono banner fluttuanti e pesantissimi che occupano mezzo schermo, o flash lampeggnti da 30 secondi, o semplicemente troppa troppa roba...

    Che serva a molti per poter andare avanti è chiaro ma spesso la grafica sembra una rivsta di moda: pubblicità ovunque e difficoltà a trovare i contenuti.

    Molti siti che frequento li ho messi in white list, quando l'impatto della pubblicità non è sproporzionato.
  • Do ragione a Pluto ma anche la tua osservazione è esatta.

    E' il rapporto con i "banner" che deve cambiare: Devono essere meno invasivi (impensabili le animazioni flash che occupano tutto lo schermo, ad esempio) e mirati.
    D'altra parte bisogna anche far capire agli utenti che un click vuol dire molto per un webmaster (e non costa nulla all'utente) e la maniera migliore per sovvenzionare un sito è proprio cliccare la pubblicità... Dovrebbe essere vista come una opportunità in più e non come una privazione...
  • Non credo nessuno ti obblighi ad utilizzare un sito che non trovi "gradevole"...

    Diciamo che sarebbe come andare al ristorante e decidere autonomamente quanto si deve pagare...
    non+autenticato
  • > Dipende da quanta pubblicità metti e di che tipo.

    Premesso che i miei siti non hanno assolutamente una pubblicità pesante, tendenzialmente potrei essere d'accordo con te ma in linea di principio no.

    Il principio dev'essere: il sito è dell'autore e lui decide se e quanta pubblicità mettere.

    Se il sito non ha pubblicità, meglio. Se ne ha ma ragionevole, se vuoi usufruisci del sito. Se la pubblicità è troppa e non ti permette di averne una esperienza fruttuosa, in linea di principio dovresti chiudere il sito e cercare altro.

    Il sito non pesa sulle tue tasche e se non ti aggrada non vedo perché ci si dovrebbe sentire autorizzati ad usufruirne contro le modalità richieste dal suo autore sfruttando il suo lavoro (tanta pubblicità non impedisce che dietro ci sia anche molto lavoro e molti investimenti).

    Se una rivista di moda ha troppa pubblicità (e ne hanno sempre una marea) o la compro o non la compro. Non è che io possa pretendere che un giudice imponga alla rivista di uscire in edicola con meno pubblicità.

    E pensare che la rivista la paghi pure.

    Un sito almeno è gratuito.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pluto Pluto
    > > Dipende da quanta pubblicità metti e di che
    > tipo.
    >
    > Premesso che i miei siti non hanno assolutamente
    > una pubblicità pesante, tendenzialmente potrei
    > essere d'accordo con te ma in linea di principio
    > no.

    Tu sostieni che i tuoi siti non abbiano pubblicita' pesante esattamente come l'oste sostiene che il suo vino e' buono.

    > Il principio dev'essere: il sito è dell'autore e
    > lui decide se e quanta pubblicità
    > mettere.

    Il principio deve essere: e' l'utente che consulta il sito e lui decide come fruirne.

    > Il sito non pesa sulle tue tasche e se non ti
    > aggrada non vedo perché ci si dovrebbe sentire
    > autorizzati ad usufruirne contro le modalità
    > richieste dal suo autore sfruttando il suo lavoro
    > (tanta pubblicità non impedisce che dietro ci sia
    > anche molto lavoro e molti
    > investimenti).

    Modalita' richieste dall'autore?
    C'e' da registrarsi e accettare un'EULA?

    > Se una rivista di moda ha troppa pubblicità (e ne
    > hanno sempre una marea) o la compro o non la
    > compro. Non è che io possa pretendere che un
    > giudice imponga alla rivista di uscire in edicola
    > con meno
    > pubblicità.

    No, non funziona cosi'. Se una rivista di moda ha la pubblicita', la leggi o non la leggi, e tra il "non la leggi" rientra anche la possibilita' di strappare via le pagine.

    > E pensare che la rivista la paghi pure.

    Anche un sito puo' essere a pagamento.

    > Un sito almeno è gratuito.

    Un sito e' gratuito se questa e' la modalita' di distribuzione scelta.
  • > Il principio deve essere: e' l'utente che
    > consulta il sito e lui decide come
    > fruirne.

    Il sito è messo a disposizione dal suo autore ed è giusto che ne decida lui il metodo di fruizione.

    Non rispettare questa regola è immorale ed è un abuso del lavoro dell'autore.

    Così come ad esempio è ingiusto prendere il materiale da un sito ed usarlo per scopi commerciali, perché viola la fruizione che di quel materiale ti è concessa, così è ingiusto eliminare la pubblicità da un sito la pubblicità su cui si regge in tutto o in parte.

    Semplicemente guardare senza pubblicità significa usufruire a sbafo.

    Se tutti facessero così le risorse in rete gratuite sarebbero ridottissime, le sole per cui gli autori sono disponibili ad andare in perdita in termini di ore, lavoro, investimenti, spese server, spese banda.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pluto Pluto
    > > Il principio deve essere: e' l'utente che
    > > consulta il sito e lui decide come
    > > fruirne.

    > Il sito è messo a disposizione dal suo autore ed
    > è giusto che ne decida lui il metodo di
    > fruizione.

    > Non rispettare questa regola è immorale ed è un
    > abuso del lavoro dell'autore.

    > Così come ad esempio è ingiusto prendere il
    > materiale da un sito ed usarlo per scopi
    > commerciali, perché viola la fruizione che di
    > quel materiale ti è concessa, così è ingiusto
    > eliminare la pubblicità da un sito la pubblicità
    > su cui si regge in tutto o in parte.

    > Semplicemente guardare senza pubblicità significa
    > usufruire a sbafo.

    > Se tutti facessero così le risorse in rete
    > gratuite sarebbero ridottissime, le sole per cui
    > gli autori sono disponibili ad andare in perdita
    > in termini di ore, lavoro, investimenti, spese
    > server, spese banda.

    Sembra che sia sempre l'usufruitore a dover per forza prendere quello che gli viene propinato, invece e' il contrario : se il prodotto che vi vuoi propinare ha cose che non mi piacciono o peggio mi infastidiscono io non devo comprare per forza e tu puoi anche fallire tranquillamente per quanto mi riguarda.
    krane
    22544
  • - Scritto da: Pluto Pluto
    > Se tutti facessero così le risorse in rete
    > gratuite sarebbero ridottissime, le sole per cui
    > gli autori sono disponibili ad andare in perdita
    > in termini di ore, lavoro, investimenti, spese
    > server, spese
    > banda.

    D'altra parte strumenti per eliminare le pubblicità hanno cominciato a nascere proprio perché il fenomeno è spesso molesto, invadente, rende difficile fruire di contenuti, è abusato e abusa di altri servizi (vedi siti che contengono solo ads, link inutili e keyword per comparire sui motori di ricerca).
    Il fruitore della rete non è uno scroccone, è - come riconosci tu stesso per primo - qualcuno che può contribuire a fare lavorare persone. Rispetto reciproco tra chi fornisce il servizio e chi ne fruisce è la via, senza pretese assurde né da un lato ("voglio tutto gratuito") né dall'altro ("tu devi sorbirti tutto quello che propongo"...). Rompi una di queste regole e ti compare AdBlock, rompi l'altra e diventa antieconomico proporre nuovi servizi su internet, sopravvive l'equilibrio più rispettoso.

    Quanto a parlare di morale e immorale eviterei, discorso nato morto come qualunque discorso in cui si provino a imporre dei principi non condivisibili alla pari.
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > Modalita' richieste dall'autore?
    > C'e' da registrarsi e accettare un'EULA?

    In molti siti, se fai lo sforzo di scorrere lo schermo fino in fondo, troverai "Condizioni d'uso", "Privacy", etc. che definiscono un Contratto tra chi fornisce il servizio e chi ne usufruisce (anche se questi non li legge). Quindi la risposta e' si.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pluto Pluto
    >
    > Il principio dev'essere: il sito è dell'autore e
    > lui decide se e quanta pubblicità mettere.
    >

    Questa è la logica dei media tradizionali, il bello di Internet è che funziona esattamente al contrario. Non piace? Prova a obbligare gli utenti a registrarsi pagando una quota.

    ciao.
    Matteo
    http://www.MatteoMoro.net
  • Complimenti all'autore perchè ha compreso e saputo spiegare bene il contenuto del post sul blog, includendo il sottile distinguo sulla volontà del webmaster di non iniettare ads intrusivi e sulla capacità di adblock+ di veicolare questa volontà.
    In altre parole, il tentativo di stabilire un contatto diretto tra webmaster e user.
    Ciao
    non+autenticato
  • Piccola aggiunta: personalmente sul mio blog la pubblicità la bandisco e la bandirò sempre, perché è diventata più un problema che altro (vulnerabilità, malware, cookie traccianti e chissà cos'altro...).

    Questa opinione naturalmente nell'articolo non c'è, perché PI non è un blog e risponde a dinamiche completamente diverse Con la lingua fuori
  • Io uso AdBlock (non AdBlock Plus, che è un plugin diverso e meno efficace) e mi trovo benissimo a navigare senza banner.

    Diciamo che uso FireFox quasi unicamente per il fatto che i banner ormai non so più cosa siano, grazie ad AdBlock...
    non+autenticato
  • Sono d'accordo. Trovatemi un modo di eliminare anche la pubblicità dalla TV A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mimmus
    > Sono d'accordo. Trovatemi un modo di eliminare
    > anche la pubblicità dalla TV
    > A bocca aperta

    Telecomando vers. 2.0
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mimmus
    > Sono d'accordo. Trovatemi un modo di eliminare
    > anche la pubblicità dalla TV
    > A bocca aperta

    Era stato fatto: un apparecchietto che ti oscurava lo schermo durante le "pause" pubblicitarie; mi pare si basasse su alterazioni del segnale inviato (in particolare, la pubblicita' viene diffusa con un volume audio piu' elevato; mi pare che ad un certo punto avessero perfino esagerato ed erano stati richiamati http://bonacina.wordpress.com/2006/10/12/agcom-abb.../ ).
    Tali apparecchi sono svaniti nel nulla, chissa' perche'? Magari un articolo nel regolamento della pesca dei mitili, che li metteva fuori legge?A bocca aperta
    (trovo solo questo, poco sotto la meta': http://bv.diesis.it/n76/page3.htm Probabilmente non era mai uscito dalla fase sperimentale)

    C'era in progetto un sistema, integrato nei televisori, che consentiva di selezionare un filmato alternativo alla pubblicita', trasmesso in contemporanea a questa.
    http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?...
    Ultima in fondo.

    In alternativa, mi pare ci siano servizi di videoregistrazione/riproduzione, su internet, che te la toglie al momento della visione. E se non ci sono dovrebbero esserciA bocca aperta
    (qui qualcosa di simile, ma per la tivu via cavo http://punto-informatico.it/1445434/PI/News/videor... http://www.businessonline.it/6/StrategieeManagemen...)

    Last but not least, la (rullo di tamburi) Televisione Digitale! Essendo un flusso dati, e' suscettibile di analisi, quindi chissa' che qualcuno non se ne esca con qualcosa...

    CYA
    non+autenticato
  • oppure ti pigli mysky e metti pausa alla pubblicità, ti fai una chiacchiera (sempre salutare) poi metti ffwd e salti a pie pari la pubblicitàA bocca aperta oramai non guardo niente altro che quello che voglio vedere, non potete capire se non lo provate.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mimmus
    > Sono d'accordo. Trovatemi un modo di eliminare
    > anche la pubblicità dalla TV
    > A bocca aperta

    Fai come mia madre... quando guarda un film alla TV, che inizia, metti, alle 21.00, lo registra col videoregistratore HDD ed inizia a vederlo alle 21.30 in timeshift. Quando c'è la pubblicità, che dura 5 minuti, premi il tasto apposito e l'apparecchio salta proprio di quei 5 minuti. Arrivi in fondo al film e di solito ti ritrovi a vederlo in diretta, ma in quei 30 minuti che hai risparmiato hai potuto fare altre cose più utili!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mimmus
    > Sono d'accordo. Trovatemi un modo di eliminare
    > anche la pubblicità dalla TV A bocca aperta

    Spegnerla e guardare Gregorio Casa in streaming.
    -ToM-
    4532
  • - Scritto da: Pino
    > Io uso AdBlock (non AdBlock Plus, che è un plugin
    > diverso e meno efficace) e mi trovo benissimo a
    > navigare senza
    > banner.
    >
    > Diciamo che uso FireFox quasi unicamente per il
    > fatto che i banner ormai non so più cosa siano,
    > grazie ad
    > AdBlock...

    Anch'io
    non+autenticato
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