Alessandro Del Rosso

oFono, la telefonia open di Intel e Nokia

Una piattaforma che renda lo sviluppo indipendente dal device. Una stele di Rosetta per le applicazioni da smartphone, con Linux a fare da collante

Roma - Oggi il mercato offre già diverse soluzioni di telefonia open source, e la nascita di un nuovo progetto non genera più il clamore di un tempo: ma quando dietro ad una iniziativa ci sono i nomi di Intel e Nokia, c'è di che drizzare le antenne. ╚ il caso di oFono, uno stack software per la telefonia sviluppato congiuntamente da Intel e Nokia e pubblicato negli scorsi giorni sotto licenza GPL2.

L'obiettivo delle due partner è quello di creare una comunità di aziende e sviluppatori, interessati a progettare una infrastruttura standard che semplifichi lo sviluppo di applicazioni di telefonia mobile (GSM/UMTS). Fondato sul kernel Linux, oFono si compone di tre elementi principali: un core stack, capace di gestire tutte le principali funzionalità di basso livello (chiamate, rete, SMS, cell broadcasting, accesso alla SIM ecc); una API D-Bus di alto livello, a cui si interfacciano le applicazioni di terze parti; e una API di basso livello che consente di integrare oFono, per mezzo di plug-in, a modem cellulari (AT, Nokia ecc), dispositivi di storage e stack per la telefonia di terze parti.

Gli autori di oFono affermano che, grazie a questo layer software, gli sviluppatori possono creare le proprie applicazioni "senza necessariamente avere una conoscenza approfondita della tecnologia sottostante e dei suoi limiti".
"oFono è stato progettato per semplificare al massimo la creazione di applicazioni per la telefonia mobile", si legge sul sito del progetto. "Ad esempio, oFono si preoccupa di gestire le funzionalità chiave di un dispositivo mobile, incluso quanto necessario per la conformità agli standard. Ciò consente agli sviluppatori di concentrarsi sulle cose davvero importanti per l'utente, quali l'interfaccia utente e le funzionalità di alto livello".

Sebbene Intel e Nokia non lo dicano espressamente, è chiaro che oFono verrà integrato nelle rispettive piattaforme mobili, Moblin (recentemente passato sotto l'ala di Linux Foundation) e Maemo: così facendo, le due soluzioni diventerebbero compatibili a livello di applicazione, e avrebbero più chance di rivaleggiare con sistemi operativi per smartphone Linux-based come Android, LiMo e WebOS.

Secondo Dana Blankenhorn, blogger di ZDNet, è assai probabile che Intel e Nokia non si limiteranno a proporre una soluzione software, ma stiano già lavorando anche ad una nuova generazione di device tagliati su misura per far girare oFono. Se così sarà, la cosa potrebbe farsi ancora più interessante, soprattutto per i consumatori.

Il codice di oFono è già disponibile per il download qui.

Alessandro Del Rosso