L'abuso e l'email sul lavoro

di Adele Chiodi - Si diffondono le nuove tecnologie nel settore pubblico e aumentano i casi in cui i dipendenti ne abusano. Ma è davvero certo che l'uso personale sia sempre senza giustificazione? Una svolta si cela nella telematica

Roma - Una interessante segnalazione giunta dalla Gran Bretagna nelle scorse ore induce a serie riflessioni sulla libertà di utilizzo delle nuove tecnologie da parte dei dipendenti, in questo caso pubblici. Pare infatti che nel corso del 2002 ben 300 impiegati della Pubblica Amministrazione britannica abbiano "abusato" dei sistemi di posta elettronica e, più in generale, di internet e delle infrastrutture telematiche. In alcuni casi ai provvedimenti disciplinari contro irrequieti dipendenti si sono aggiunte denunce civili e penali.

Tutto ciò riporta di attualità una questione mai interamente risolta anche in Italia. Fino a che punto, cioè, il dipendente pubblico deve essere sottoposto a controlli e censure su quello che combina con gli strumenti informatici che gli vengono messi a disposizione?

Sul piano della tutela della riservatezza delle caselle di posta elettronica utilizzate dal dipendente tutte le difese dei paladini della privacy sono ormai cadute. Questo perché, a fronte di una comunicazione formale ed esplicita dell'amministrazione sulla policy da seguire nell'uso di uno strumento di questo tipo, il dipendente non ha altra scelta che uniformarsi. E la policy può anche prevedere controlli periodici e/o a campione nonché indagini nel caso emerga un utilizzo considerato "non opportuno" dello strumento.
Allo stesso modo sul piano legale sembra esservi poco spazio possibile di difesa per coloro che sfruttano i mezzi telematici pubblici per fini non direttamente connessi alle proprie responsabilità in quanto utilizzano risorse pubbliche.

Messi quindi da parte le considerazioni sulla privacy e l'aspetto meramente giuridico, però, rimane in piedi il sempre meno considerato ambito della soddisfazione e del benessere del dipendente sul luogo di lavoro. A causa della natura gerarchica e amministrativa del settore pubblico, infatti, come sperimentato da migliaia di dipendenti di questo comparto, sono numerose e poco documentate le pause nel lavoro se non addirittura i lunghi periodi di inattività. E questo avviene a fronte di una richiesta tassativa da parte dell'amministrazione acché il dipendente si trovi in ogni caso sul luogo di lavoro anche in assenza di compiti specifici da espletare. Una situazione lungamente dibattuta che si trova tra le prime cause di insoddisfazione e persino frustrazione di numerosi dipendenti pubblici.

A fronte di questo, e pur nel rispetto della missione "pubblica" delle risorse utilizzate, appare sempre più difficile comprendere perché quelle stesse infrastrutture, quando non necessarie all'espletamento di una funzione specifica, non possano essere organizzate dalla stessa amministrazione perché diventino veicolo volontario di nuovi stimoli, di formazione e più in generale di strumenti e servizi di miglioramento della condizione sociale e culturale del dipendente. Proprio le nuove tecnologie portano con sé queste nuove possibilità che, sul lungo periodo, dovrebbero essere considerate una imponente risorsa per la riqualificazione del personale dipendente che ne trarrebbe enorme giovamento.
E in assenza di iniziativa dell'amministrazione l'iniziativa personale dovrebbe essere premiata anziché repressa aprioristicamente.

Con questo non si vuole naturalmente giustificare comportamenti abusivi, quanto invece porre l'accento sulla necessità di discriminare tra comportamenti illeciti e comportamenti finalizzati all'elevazione del proprio stato.

Adele Chiodi
TAG: censura
32 Commenti alla Notizia L'abuso e l'email sul lavoro
Ordina
  • se i "capi" smettessero di far accedere a internet cani e
    porci per far vedere che la ditta ,pubblica o privata, è
    tecnologicamnte all'avanguardia le cose migliorerebbero.
    Che io sappia l'accesso al web servirà a 1 impiegato su
    100 (o 1.000 )... non indurre in tentazione.
    Emai : 1 copia di tutte quelle ricevute/inviate in cartella
    centralizzata accessibile al responsabile di turno.Fine
    problema email non consone. Troppo banale per essere
    fatto, meglio qualche centinaio di megariunioni direzione/sindacati almeno si sentono utili.
  • > se i "capi" smettessero di far accedere a internet cani e
    > porci per far vedere che la ditta ,pubblica o privata, è
    > tecnologicamnte all'avanguardia le cose migliorerebbero.

    Sicuro? Prova a fare lo stesso discorso con il telefono, e
    vedrai quanta strada fa un'azienda ...
    C'e' differenza, dici? Si, ADESSO C'E' ! Ma fra non molto
    l'e-mail sara' diventata di uso comune, come il fax dieci
    anni fa.

    > Che io sappia l'accesso al web servirà a 1 impiegato su
    > 100 (o 1.000 )... non indurre in tentazione.
    > Emai : 1 copia di tutte quelle ricevute/inviate in cartella
    > centralizzata accessibile al responsabile di turno.Fine
    > problema email non consone.

    Anche l'e-mail inviata all'ufficio del personale per comunicare
    problemi di salute? [se il tuo "responsabile di turno" la legge
    sta accedendo a dati sensibili senza autorizzazione]
    Anche l'e-mail con cui si comunica con il proprio rappresentante sindacale? [se il tuo "responsabile di turno"
    la legge per l'azienda si configura un comportamento
    antisindacale]
    Anche l'e-mail che un medico dipendente della ASL scrive
    ad un suo collega per informarlo di un paziente comune?
    [se il tuo "responsabile di turno" la legge viola il segreto
    professionale]

    > Troppo banale per essere fatto, meglio qualche centinaio di
    > megariunioni direzione/sindacati almeno si sentono utili.

    Vero. Troppo banale per essere la soluzione.
    non+autenticato
  • > Sicuro? Prova a fare lo stesso discorso con
    > il telefono, e
    > vedrai quanta strada fa un'azienda ...
    > C'e' differenza, dici? Si, ADESSO C'E' ! Ma
    > fra non molto
    > l'e-mail sara' diventata di uso comune, come
    > il fax dieci
    > anni fa.
    mi riferivo all'accesso a internet non all'e-mail

    > > Emai : 1 copia di tutte quelle
    > ricevute/inviate in cartella
    > > centralizzata accessibile al responsabile
    > di turno.Fine
    > > problema email non consone.
    >
    > Anche l'e-mail inviata all'ufficio del
    > personale per comunicare
    > problemi di salute? [se il tuo "responsabile
    > di turno" la legge
    > sta accedendo a dati sensibili senza
    > autorizzazione]
    > Anche l'e-mail con cui si comunica con il
    > proprio rappresentante sindacale? [se il tuo
    > "responsabile di turno"
    > la legge per l'azienda si configura un
    > comportamento
    > antisindacale]
    > Anche l'e-mail che un medico dipendente
    > della ASL scrive
    > ad un suo collega per informarlo di un
    > paziente comune?
    > [se il tuo "responsabile di turno" la legge
    > viola il segreto professionale]
    il "normale" impiegato comunicazioni sindacali,di salute e
    via dicendo dovrebbe farle al difuori dell'orario di lavoro.
    Per figure professionali tipo medici o che comunque debbano
    compilare mail riservate il problema non si pone, dato che
    non possono essere controllate, casella e-mail privata senza
    controllo e possono inviare/ricevere quello che credono.
    Diciamo che sono lo 0.1 % ?

    > Vero. Troppo banale per essere la soluzione.
    Sorride
  • > Sicuro? Prova a fare lo stesso discorso con
    > il telefono, e
    > vedrai quanta strada fa un'azienda ...
    > C'e' differenza, dici? Si, ADESSO C'E' ! Ma
    > fra non molto
    > l'e-mail sara' diventata di uso comune, come
    > il fax dieci
    > anni fa.
    mi riferivo all'accesso a internet non all'e-mail

    > > Emai : 1 copia di tutte quelle
    > ricevute/inviate in cartella
    > > centralizzata accessibile al responsabile
    > di turno.Fine
    > > problema email non consone.
    >
    > Anche l'e-mail inviata all'ufficio del
    > personale per comunicare
    > problemi di salute? [se il tuo "responsabile
    > di turno" la legge
    > sta accedendo a dati sensibili senza
    > autorizzazione]
    > Anche l'e-mail con cui si comunica con il
    > proprio rappresentante sindacale? [se il tuo
    > "responsabile di turno"
    > la legge per l'azienda si configura un
    > comportamento
    > antisindacale]
    > Anche l'e-mail che un medico dipendente
    > della ASL scrive
    > ad un suo collega per informarlo di un
    > paziente comune?
    > [se il tuo "responsabile di turno" la legge
    > viola il segreto professionale]
    il "normale" impiegato comunicazioni sindacali,di salute e
    via dicendo dovrebbe farle al difuori dell'orario di lavoro.
    Per figure professionali tipo medici o che comunque debbano
    compilare mail riservate il problema non si pone, dato che
    non possono essere controllate, casella e-mail privata senza
    controllo e possono inviare/ricevere quello che credono.
    Diciamo che sono lo 0.1 % ?

    > Vero. Troppo banale per essere la soluzione.
    Sorride
  • - Scritto da: Anonimo

    > Sicuro? Prova a fare lo stesso discorso con
    > il telefono, e
    > vedrai quanta strada fa un'azienda ...
    > C'e' differenza, dici? Si, ADESSO C'E' ! Ma
    > fra non molto
    > l'e-mail sara' diventata di uso comune, come
    > il fax dieci
    > anni fa.

    basta non far accedere ad internet l'utente , configurare il client di posta per un solo account e l'impiegato pubblico o privato che sia non è in grado di leggere la sua e-mail personale. Qualora utilizzasse l' e-mail per scopi non inerenti al lavoro violerebbe la policy , sempre che ce ne sia una , di conseguenza potrebbe subire dei richiami.

    > Anche l'e-mail inviata all'ufficio del
    > personale per comunicare
    > problemi di salute? [se il tuo "responsabile
    > di turno" la legge
    > sta accedendo a dati sensibili senza
    > autorizzazione]

    Per comunicare problemi di salute "solitamente" si invia un certificato INPS.

    > Anche l'e-mail con cui si comunica con il
    > proprio rappresentante sindacale? [se il tuo
    > "responsabile di turno"
    > la legge per l'azienda si configura un
    > comportamento
    > antisindacale]

    quante volte bisogna comunicare con il propio rappresentante sindacale ?

    > Anche l'e-mail che un medico dipendente
    > della ASL scrive
    > ad un suo collega per informarlo di un
    > paziente comune?

    Questo è inerente al propio lavoro

    Tutto questo IMHO

    ciao
    non+autenticato
  • Allora se vogliamo fae le cose sul serio, gli impiegati che lavorano con video terminali, se non erro, ogni 3 quarti d'ora dovrebbero fare una pausa.
    O mi sbaglio?

    Comunque nel 99,99% dei casi restano davanti al monitor del PC per 8 ore lavorative ed arrivbano alla fine della serata con gli occhi infiammati.
    Senza contare tutti i problemi di stress che il monitor provoca col passare delle ore: tensione, ecc.

    Come la mettiamo?
    Ci danno ogni 3 quarti dora una pausa?

    Vorrei proprio saperlo!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Allora se vogliamo fae le cose sul serio,
    > gli impiegati che lavorano con video
    > terminali, se non erro, ogni 3 quarti d'ora
    > dovrebbero fare una pausa.
    > O mi sbaglio?
    >
    Non esattamente:

    DECRETO LEGISLATIVO DEL 19 SETTEMBRE 1994 N. 626

    TITOLO VI   USO DI ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI

    [cut]

    Art. 54 Svolgimento quotidiano del lavoro
    1. Il lavoratore, qualora svolga la sua attività per almeno 4 ore consecutive, ha diritto a una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività.
    2. Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale.
    3. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l'interruzione di cui al comma 1 il lavoratore comunque ha diritto a una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale.
    4. Le modalità e la durata delle interruzioni possono essere stabilite temporaneamente a livello individuale ove il medico competente ne evidenzi la necessità.
    5. E' comunque esclusa la cumulabilità delle interruzioni all'inizio e al termine dell'orario di lavoro.
    6. Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati, a tutti gli effetti, tempo di lavoro, ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro.
    7. La pausa è considerata a tutti gli effetti parte integrante dell'orario di lavoro e, come tale, non è riassorbibile all'interno di accordi che prevedono la riduzione dell'orario complessivo di lavoro.

    Bye
    GiG@
    non+autenticato
  • Diciamo che il punto 3 fa alquanto ridere... voglio vedere quale capufficio sia disposto ad accettare 4 pause di 15 minuti durante l'arco della giornata, più la pausa pranzo eccetera....

    Ingenuo 2001

    > Art. 54 Svolgimento quotidiano del lavoro
    > 3. In assenza di una disposizione
    > contrattuale riguardante l'interruzione di
    > cui al comma 1 il lavoratore comunque ha
    > diritto a una pausa di quindici minuti ogni
    > centoventi minuti di applicazione
    > continuativa al videoterminale.
    non+autenticato
  • Appunto mi fa ridere il fatto che un lavoratore ogni tanto non possa svagare un pò col proprio computer.
    Altrimenti sviluppassero dei sistemi operativi chiusi (fai solo programmazione, fai solo articoli, fai solo ecc.)

    Allora non rompessero i capo ufficio.

    Giusto?

    - Scritto da: Anonimo
    > Diciamo che il punto 3 fa alquanto ridere...
    > voglio vedere quale capufficio sia disposto
    > ad accettare 4 pause di 15 minuti durante
    > l'arco della giornata, più la pausa pranzo
    > eccetera....
    >
    > Ingenuo 2001
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Diciamo che il punto 3 fa alquanto ridere...
    > voglio vedere quale capufficio sia disposto
    > ad accettare 4 pause di 15 minuti durante
    > l'arco della giornata, più la pausa pranzo
    > eccetera....
    >

    Per "pausa" si intende... "ha diritto a una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività".

    Questo non vuol dire leggere il giornale o bere il caffè davanti al distributore automatico.

    Bye
    GiG@
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Comunque nel 99,99% dei casi restano davanti
    > al monitor del PC per 8 ore lavorative ed
    > arrivbano alla fine della serata con gli
    > occhi infiammati.
    Il problema grave non e` tanto il restare 8 ore davanti al monitor quanto il fatto che i monitor, salvo rare eccezioni, siano tutti configurati per avere un refresh di 60Hz. In altre parole una luce stroboscopica piantata davanti alla loro faccia.

    Se gli ignoranti (nel senso che non sanno!) ai sindacati se ne intendessero un po' di problematiche inerenti l'uso dei PC combatterebbero per avere tutti i display CRT ad ALMENO 100Hz. Qui c'e` in ballo la salute dei fruitori!
  • spesso una macchina viene lasciata con la frequenza di refresh a 60 Hz quando basterebbe alzarla da sistema operativo almeno a 70 - 75 Hz per migliorare decisamente la situazione.
    non+autenticato
  • Più che alzare la frequenza, io cambierei proprio tipo di monitor.
    Ancora con questi monitor a "raggi X".
    Rovinano la salute, ed io ne so qualcosa.

    Dovrebbero dare incentivi alle aziende affinche cambino i monitor tradizionali con quelli LCD.
    non+autenticato
  • - Scritto da: LraiseR

    > Il problema grave non e` tanto il restare 8
    > ore davanti al monitor quanto il fatto che i
    > monitor, salvo rare eccezioni, siano tutti
    > configurati per avere un refresh di 60Hz. In
    > altre parole una luce stroboscopica piantata
    > davanti alla loro faccia.
    >
    > Se gli ignoranti (nel senso che non sanno!)
    > ai sindacati se ne intendessero un po' di
    > problematiche inerenti l'uso dei PC
    > combatterebbero per avere tutti i display
    > CRT ad ALMENO 100Hz. Qui c'e` in ballo la
    > salute dei fruitori!


    Verissimo. L'ho riscontrato spessissimo anche io. Gente che lavorava su monitor a 60 Hz e quando gli ho spiegato la faccenda del refresh mi guardavano come se parlassi arabo.

    Chi installa i pc nelle aziende sono degli imbecilli ?
    non+autenticato
  • Come ti viene in mente che si possa badare al benessere del dipendente? Non sono mica persone sono RiSORSE UmaNE
    non+autenticato
  • Ricapitolando.
    I "poveri" dipendenti dell'amministrazione pubblica (che hanno, lo ricordo, posto e e stipendio garantito a vita) si sentono frustrati perchè non hanno da fare, e senza internet e l'email non si elvano culturalmente.

    1) Se si sentono frustrati loro e i loro sindacati accettino il trasferimento ad altra mansione. Non hai niente da fare?, bene, per 4 ore al giorno lavori all'ufficio di fianco, dovo sono indietro di 6 anni con le pratiche.

    2) Frustrati ? Qual'è il tasso dei suicidi per "troppo poco lavoro" tra i dipendenti statali? Come facevano quei poveretti a sopravvivere prima senza internet? Come facevano a cavarsela?
    Pensate, poveretti, costretti magari al leggere un quotidiano, o peggio un libro! E magari qualcuno cadeva nel tunnel dell'aggiornamento professionale.
    Perchè si sa, se sei giunto al punto di voler informarti e aggiornarti su qualche argomento che riguarda le tue mansioni, sei allo stadio terminale.

    Mah...

    Bibo

    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Ricapitolando.
    > I "poveri" dipendenti dell'amministrazione
    > pubblica (che hanno, lo ricordo, posto e e
    > stipendio garantito a vita) si sentono
    > frustrati perchè non hanno da fare, e senza
    > internet e l'email non si elvano
    > culturalmente.

    Spesso ciò non è dovuto all'inefficienza dei dipendenti.
    Probabilmente l'organizzazione del lavoro statale ha questo grosso difetto.
    Io sono un dipendente statale e più volte mi è capitatato di passare dei periodi di magra paurosa.

    Cosa devo fare? Girarmi i pollici dal mattino alla sera?
    Io ho provato ad approfittarne per imparare PHP e mysql, me li sono scaricati e li ho installati.
    Forse non ho fatto strettamente la mia mansione, però adesso in ufficio c'è qualcuno che sa programmare.
    Quando ce ne sarà bisogno lo tirerò fuori.

    > Perchè si sa, se sei giunto al punto di
    > voler informarti e aggiornarti su qualche
    > argomento che riguarda le tue mansioni, sei
    > allo stadio terminale.

    Grazie, provvederò a tumularmi subito.
    2678
  • HAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Si, e se il tuo capoufficio ti chiede di "programmargli" qualche cosa voglio proprio vederti!!!!
    Sindacati, mansioni, io devo fare questo e non quello, ho diritto a questo e mi spetta quell'altro....
    E non dire che non e' cosi, ho fatto l'obiettore (servizi sociali) in un comune e ti assicuro che il problema piu grande (quando si DOVEVA fare qualche cosa) non erano ne i soldi ne le leggi ne l'organizzazione ne la buona volonta di chi comanda!.
    Anche d'avanti a casi umani VERI si scatenavano discussioni interminabili se quella particolare azione da parte di tizio non prevaricasse i compiti a lui assegnati, se i sindacati erano d'accordo e via cosi!
    Una situazione talmente paradossale che, spesso, noi obietttori si "scavalcava" e si FACEVA 123, senza tante palle!

    E tu diventeresti il "programmatore".....
    Ma va....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > HAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Buon per te che ti va di ridere....
    Lo so bene com'è il caos delle amministrazioni statali.
    So bene anche che le amministrazioni statali sono piene dei figuri che tu descrivi.
    So bene anche che i figuri che tu descrivi spesso e volentieri riescono a tarpare le ali di quelli che ci mettono la buona volontà nel loro lavoro, e non solo la "mansione".

    Però permettimi di dire che l'organizzazione conta.
    Io il mio lavoro lo faccio volentieri, però se devo aspettare per 18 mesi (sic!) la licenza di acrobat reader perchè al ministero cambiano le regole degli appalti ogni tre settimane cerca di capire che non me ne posso assumere la colpa da solo.

    > Si, e se il tuo capoufficio ti chiede di
    > "programmargli" qualche cosa voglio proprio
    > vederti!!!!

    L'ho già fatto, ad imparare basta un po' di tempo e buona volontà.
    2678
  • - Scritto da: gerry
    > Io il mio lavoro lo faccio volentieri, però
    > se devo aspettare per 18 mesi (sic!) la
    > licenza di acrobat reader perchè al
    Perché aspettare 18 mesi per la licenza di Acrobat Reader (bando... per il reader??) quando puoi installare ghostview senza problemi di sorta?
  • - Scritto da: LraiseR
    > Perché aspettare 18 mesi per la licenza di
    > Acrobat Reader (bando... per il reader??)
    > quando puoi installare ghostview senza
    > problemi di sorta?

    In effetti, è quello che ho fattoSorride
    2678

  • - Scritto da: gerry
    > Io il mio lavoro lo faccio volentieri, però
    > se devo aspettare per 18 mesi (sic!) la
    > licenza di acrobat reader perchè al
    > ministero cambiano le regole degli appalti
    > ogni tre settimane cerca di capire che non
    > me ne posso assumere la colpa da solo.

    duh? non mi dire che pure per un programma gratuito (acrobat reader) bisogna indire un bando per prenderlo mi sembra inverosimile
  • - Scritto da: elfabio

    > duh? non mi dire che pure per un programma
    > gratuito (acrobat reader) bisogna indire un
    > bando per prenderlo mi sembra inverosimile

    Hai ragione, ho sbaglito a scrivere...
    Intendevo la suite Acrobat (PDFwriter, distiller, ecc. ecc..)
    2678
  • intervengo sulla questione dell' auto-formazione...

    io lavoro nel privato, ma non troppo, diciamo parastatale o suo indotto (galassia telecom - finsiel...)

    plaudo alla tua attività con php e mysql, ma aggiungo che mica sempre è tollerata una cosa del genere: io ho chiesto per un anno e mezzo di poter fare 'ricerca tecnologica' (mi piace chiamarla così), ma m'è stato sempre risposto picche.

    anzi...
    hanno anche minacciato di cacciarmi, quando gli 'esperimenti' hanno riguardato le tematiche di security...

    posso aggiungere che alcuni miei colleghi, che cinicamente poteri etichettare come 'da rottamare' (sono rimasti al cobol), hanno affrontato problemi analoghi: non veniva messo a loro disposizione neanche un pc, sono stati abbandonati in un angolo...

    e la loro professionalità ???
    provocazione:
    non era meglio (soprattutto per loro) un bel licenziamento ???

    m1m3sys
    non+autenticato
  • I problema è sempre il solito: tutti parlano dei diritti, è i doveri? Le norme di tutela vengono usate per proteggere i furbi, invece che i volenterosi.

    Io sono un dipendente pubblico. Gli utenti dicono che sono bravo: io faccio quello che posso, cerco di mettermi nei panni di chi mi sta davanti, di dare risposte rapide ecc. Infatti ho avuto i miei bravi problemi...

    Ho colleghi che passano due ore al giorno a scambiarsi le e-mail, gli allegati spiritosi, che programmano le settimane bianche, le vacanze al mare, che guardano i prezzi delle gomme per la propria auto... A me potrebbe anche non interessare, se non fosse che il lavoro c'è e se non lo fa qualcuno lo deve fare qualcun altro e io a volte arrivo a fine giornata fuso. Chiaro che in questa situazione dovrebbe intervenire il capo, ma è impegnato a scriversi le sue e-mail... Io comunque vado per la mia strada, ma che fatica.

    Il fatto è che chi vuole scriversi le mail o navigare dovrebbe comprarsi il PC e farlo a casa propria. Quantomeno dovrebbe prima fare il lavoro e poi passare al resto, non viceversa.

    Le norme: si accetterebbe che uno in ufficio passi il tempo a scriversi le sue lettere con la macchina per scrivere? E dove sta la differenza se lo fa con PC e mail? E la collettività deve accettare di pagare per questi signori? E' l'ora di adeguarsi togliendo il paravento della privacy, perché non c'entra un tubo. Sei pagato per lavorare, non per fare le questioni tue. Si hanno dei diritti, ma anche doveri.

    Saluti (p.s.: oggi sono in ferie, sto scrivendo da casa, non dall'ufficio!)
    non+autenticato
  • Chissa' perche' tutti quelli che scrivono a PI qualificandosi come dipendenti pubblici devono sempre premettere che loro sgobbano da mane a sera come forsennati, sono ligi al dovere e non sgarrano mai, invece certi colleghi... e chissa' perche' i privati dicono di lavorare come bestie sette giorni su sette, i pubblici invece...

    Io ho lavorato sia nel privato che nel pubblico. Nel pubblico ci sono settori e uffici dove si lavora come e forse piu' che nel privato; poi certo, ci sono anche posti dove si lavora poco e gente che lavora poco. Nel privato, sicuro, in genere si lavora, ma c'e' anche gente che gira molto e si fa vedere molto, ma quanto a produrre... lasciamo perdere. E certi figli di buona donna, squali schifosi, fanno ben di peggio nella vita che scrivere e-mail extralavorative.

    Se c'e' un moralismo sindacale, c'e' anche un moralismo lavoristico veramente risibile. Sono sempre gli altri che non lavorano e passano il tempo a scrivere e-mail, noi mai. Noi siamo guerrieri da scrivania, a testa bassa e ventre a terra tutto il giorno e non ci passa mai per la testa magari di andare su Punto Informatico e vedere che succede nel mondo dei PC. No, e che cavolo, noi siamo lavoratori tutti di un pezzo. Se delle nostre 8 ore al giorno in ufficio 2 non servono a una minchia, servono solo a non sforare l'orario settimanale (e spesso e' cosi': difficile da confessare quanto sia drogato il modello di sviluppo e lavoro che ci viene imposto, eh?), noi non ci facciamo tentare: no, noi ce lo inventiamo il lavoro quando non ce n'e' abbastanza.
    non+autenticato
  • Oggi sono andato all'USSL e non c'èra nessuno...erano le 10 e lo sportello recitava dalle 9 alle 12 dal Lunedi al Venerdi. E allora? Soliti sistemi "all'Italiana" ?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Oggi sono andato all'USSL e non c'èra
    > nessuno...erano le 10 e lo sportello
    > recitava dalle 9 alle 12 dal Lunedi al
    > Venerdi. E allora? Soliti sistemi
    > "all'Italiana" ?

    NO! Semplicemente dovevi avvisarli del Tuo arrivo per
    Email, e che cribbio', devi adeguarti anche Te alle nuove
    tecnologie, mica solo loroSorride)))


  • - Scritto da: Simplex
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Oggi sono andato all'USSL e non c'èra
    > > nessuno...erano le 10 e lo sportello
    > > recitava dalle 9 alle 12 dal Lunedi al
    > > Venerdi. E allora? Soliti sistemi
    > > "all'Italiana" ?
    >
    >   NO! Semplicemente dovevi avvisarli del Tuo
    > arrivo per
    >   Email, e che cribbio', devi adeguarti anche
    > Te alle nuove
    >   tecnologie, mica solo loroSorride)))

    Ma no, non avete capito nulla.....
    erano tutti dentro che stavano controllando sul sito del governo gli orari di lavoro della giornata....... Sorride


    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Simplex
    > >
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > Oggi sono andato all'USSL e non c'èra
    > > > nessuno...erano le 10 e lo sportello
    > > > recitava dalle 9 alle 12 dal Lunedi al
    > > > Venerdi. E allora? Soliti sistemi
    > > > "all'Italiana" ?
    > >
    > >   NO! Semplicemente dovevi avvisarli del
    > Tuo
    > > arrivo per
    > >   Email, e che cribbio', devi adeguarti
    > anche
    > > Te alle nuove
    > >   tecnologie, mica solo loroSorride)))
    >
    > Ma no, non avete capito nulla.....
    > erano tutti dentro che stavano controllando
    > sul sito del governo gli orari di lavoro
    > della giornata....... Sorride
    >
    >   
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
    più semplicemente hai beccato il giorno in cui l'unico cretino che lavora (magari su 100) era in ferie o malattia.
    Io mi son rotto le scatole di veder gente inferocita per colpa dei colleghi sfaticati e li ho denunciati......risultato??...trasferiti ad altro impiego NON al pubblico (così si grattano meglio le palle)...e io malvisto da tutti.
    Rammentate.........se la burocrazia è lenta è anche perchè su cento persone SOLO un cretino tira avanti il carretto.
    saluti.
    non+autenticato
  • > °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
    > più semplicemente hai beccato il giorno in
    > cui l'unico cretino che lavora (magari su
    > 100) era in ferie o malattia.
    > Io mi son rotto le scatole di veder gente
    > inferocita per colpa dei colleghi sfaticati
    > e li ho
    > denunciati......risultato??...trasferiti ad
    > altro impiego NON al pubblico (così si
    > grattano meglio le palle)...e io malvisto da
    > tutti.
    > Rammentate.........se la burocrazia è lenta
    > è anche perchè su cento persone SOLO un
    > cretino tira avanti il carretto.
    > saluti.

    Per favore, non darti del cretino: stai facendo il tuo dovere, fai del tuo meglio, non lasciare che i tuoi "esimi" colleghi ti convincano che sei tu che sbagli...
    ... e se poi non ce la farai piu', hai avuto il coraggio di denunciarli, puoi trovarne anche per andartene: come dicevano in "Mediterraneo", "...almeno non ti considereranno un loro complice!!"
    Ten dur!
    non+autenticato