Scribd, l'autore è editore

Scribd, l'autore è editore

Una piattaforma per vendere i propri testi. Al prezzo che si vuole e nel modo che si vuole. La proposta della startup statunitense
Una piattaforma per vendere i propri testi. Al prezzo che si vuole e nel modo che si vuole. La proposta della startup statunitense

Scribd ha lanciato un negozio online dove chiunque può offrire i propri testi. Li può vendere al prezzo che ritiene opportuno, può scegliere come distribuirli.

Scribd è una piattaforma di condivisione documentale molto popolare, attiva dal marzo 2007 e visitata mensilmente da oltre 50 milioni di utenti. Al suo interno si possono trovare testi di ogni tipo – dai capitoli di libro ai report, passando per le ricette di cucina – liberamente consultabili e, in molti casi, scaricabili. Adesso, racconta il New York Times , l’azienda ha deciso di tentare il salto di qualità, associando un negozio online vero e proprio alla propria base documentale preesistente. Lo store , attivo da ieri limitatamente all’utenza statunitense, dà a chiunque abbia caricato un testo su Scribd la possibilità di metterlo istantaneamente in vendita, definendo in modo autonomo prezzo, modalità di codifica e modalità di distribuzione dello stesso.

“Il nostro obiettivo è sempre stato quello di democratizzare la filiera editoriale, in modo da favorire le persone qualunque che hanno buone idee da condividere” ha dichiarato alla stampa Trip Adler, cofondatore e amministratore delegato di Scribd. “L’integrazione nel servizio di una funzionalità di ecommerce dà a tutti i nostri utenti – professionisti e non professionisti – una libertà ancora maggiore, proprio in un momento in cui la recessione rende ogni singolo dollaro ancora più pesante “.

Il modello di business del negozio di Scribd è estremamente flessibile. Come detto, gli utenti hanno la possibilità di definire da soli il prezzo della propria opera – entro un range variabile tra 1 e 5000 dollari – oppure affidarsi al sistema automatizzato di pricing , che definisce il valore dell’opera a partire dalle statistiche di vendita di altri titoli consimili. Dopodiché, gli autori ricevono una percentuale pari all’80 per cento sui ricavati complessivi delle vendite. Attraverso tale sistema di ripartizione, molto favorevole a chi scrive, i responsabili del progetto contano di poter attrarre una base sempre crescente di autori, alimentando la diffusione “virale” del modello. L’obiettivo di medio termine della strategia, osserva ancora il NYT, sarebbe quello di scardinare la leadership sul mercato ebook di Amazon, recentemente rafforzata dall’uscita del nuovo Kindle .

Scribd propone una politica flessibile anche rispetto alle modalità di codifica e distribuzione dei contenuti. Sono infatti gli utenti a scegliere se l’acquisto dia diritto soltanto alla mera visualizzazione a monitor del testo, ad un suo download regolato da DRM, oppure ad un download libero. Ci sono vari formati supportati – dal tradizionale PDF fino all’ePUB dell’International Digital Publishing Forum – e diverse modalità di fruizione previste: tra breve dovrebbe essere rilasciata anche un’applicazione per l’acquisto mediato da iPhone.

Ma alcuni ostacoli permangono. Secondo alcuni osservatori l’interfaccia utente di Scribd è ancora piuttosto primitiva, non consentendo di discernere adeguatamente tra i contenuti di qualità e quelli amatoriali. E poi, osserva il New York Times , la piattaforma presenterebbe diverse falle in termini di sicurezza. In passato, infatti, diversi editori avrebbero denunciato la pubblicazione sulla piattaforma di testi protetti da copyright.

Al momento, nessuna delle grandi case editrici internazionali ha aderito all’ online store di Scribd. Ma i responsabili del progetto assicurano di aver aperto delle trattative con i maggiori gruppi, ed intanto incassano il supporto di importanti editori indipendenti quali Lonely Planet, ÒReilly Media e Berrett-Koehler, i quali metteranno online i propri interi cataloghi. “Il modello di Scribd apre agli editori un nuovo mercato per i contenuti brevi e per quelli di nicchia – ha detto la vice presidente di Berrett-Koehler Johanna Vondeling – E ha le potenzialità per rivoluzionare l’intero panorama editoriale, offrendo ai lettori l’opportunità di scegliere (e pagare) esclusivamente per i contenuti che desiderano”.

Giovanni Arata

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Pubblicato il
19 mag 2009
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