Alfonso Maruccia

Schmidt: spegnete i computer

Durante una cerimonia di laurea il CEO di Google invita i freschi dottori a scoprire l'umanitÓ oltre l'informatica. E si augura lunga vita per poter osservare l'evoluzione della tecnologia digitale

Roma - "Spegnete i vostri computer": l'invito deve pur valere qualcosa considerando che arriva da Eric Schmidt, CEO e componente del triumvirato che governa le sorti di Google, una delle aziende tecnologiche più importanti dell'ultimo decennio o giù di lì. Dopo tanta fatica per raggiungere l'obiettivo della laurea, dice Schmidt, ci si deve godere il mondo analogico per scoprire la strada migliore da seguire nella vita.

Il dirigente parla ai 6mila laureati della University of Pennsylvania mentre riceve un dottorato honoris causa concesso dall'istituto, e ripete sostanzialmente le stesse espressioni già usate nei giorni precedenti presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in occasione della consegna di un altro riconoscimento onorario.

"Dovete spegnere i vostri telefonini e scoprire l'umanità intorno a voi" dice Schmidt, assicurando che "nulla è comparabile al tenere la mano del proprio nipote mentre muove i suoi primi passi". Il presente e il futuro sono certamente digitali, ma il CEO di Google invita i laureati ad esercitare il proprio lato analogico, provare, sbagliare e imparare dai propri errori.
"Cose come l'innovazione e l'ispirazione non si possono pianificare - dice Schmidt - ma si può essere pronti a saltarci sopra quando queste sono visibili, per fare la differenza". Classe difficile ma anche promettente, quella del 2009, pesantemente condizionata da una crisi di sistema che Schmidt considera terreno foriero per innovazioni reali e importanti.

Il dirigente fa il confronto tra la sua generazione e quella attuale, la "Google and Facebook generation", osservando che mentre la prima ha passato buona parte del suo tempo a nascondere i momenti più imbarazzanti, la seconda questi momenti li registra e li mette su YouTube in presa sostanzialmente diretta. E il futuro sarà ancora diverso e ancora più pervaso di tecnologia, promette Schmidt: non vede l'ora di vedere cosa sarà diventato il mondo fra 30 o 40 anni.

Alfonso Maruccia
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