Luca Annunziata

Rapporto Caio: la fibra rivelata

Su Wikileaks compaiono le diapositive che illustrano l'ormai noto documento in mano al Governo. La situazione è peggiore del previsto, ma la speranza è l'ultima a morire

Rapporto Caio: la fibra rivelataRoma - Un piano in due fasi, in grado di ridisegnare gli scenari competitivi e le opportunità di connessione in giro per lo Stivale: il contenuto largamente anticipato del Rapporto Caio, fornito lo scorso marzo dal rispettato esperto di cose di telco al Governo italiano, è ora disponibile sotto forma di una presentazione da 3 megabyte di peso su Wikileaks. E illustra nei particolari lo stato dell'arte della banda larga in Italia (uno stato lento, in verità), nonché i possibili piani per rilanciare l'accesso ad alta velocità nel paese.

Secondo Caio, i motivi per pensare ad un importante investimento in questo settore sono almeno quattro: "è difficile pensare ad un'infrastruttura che abbia più impatti sulla produttività, l'innovazione, la qualificazione di un Paese, delle sue Regioni, delle sue città" si legge nel documento, così come è chiaro che la banda larga "diventerà una variabile chiave della competitività del territorio in grado di attrarre capitali e talenti" e di conseguenza "innestare un circolo virtuoso occupazione-investimenti che può dare un contributo importante alle iniziative in senso anticiclico".

Ma soprattutto, perché "troppe occasioni si sono fatte scappare nel settore dell'elettronica, dell'informatica, delle telecomunicazioni", e dunque se si vuole davvero stare dentro il "G8 dell'infrastruttura digitale" occorre pensare come detto ad un programma a tappe che ridisegni l'accesso in Italia: entro 3 anni, nel 2012, la totalità o quasi della popolazione dovrà essere connessa a Internet con velocità definita "adeguata" ai servizi presenti. E poi, per il futuro a medio termine (vale a dire entro 6 anni) occorrerà puntare alla crescita dell'offerta di nuova generazione, simmetrica e da almeno 50Mbps, ad almeno la metà dei potenziali clienti.
La domanda, Caio lo ribadisce in più occasioni, cresce: entro pochi anni si potrebbe arrivare alla saturazione dell'attuale capacità del network in rame, e in Italia dopo un buon inizio grazie soprattutto agli investimenti di Fastweb la crescita della fibra si è arrestata. Nel frattempo, in altre nazioni europee l'investimento nella tecnologia ottica è cresciuto e decollato, mentre il Belpaese è rimasto al palo: oggi tutti gli sforzi italiani si concentrano sul rame, destinato a diventare obsoleto entro pochi anni e che pone problematiche maggiori sia sul piano dell'efficienza che della manutenzione.

Il Rapporto individua due cardini attorno a cui far ruotare ogni piano: l'universalità dell'accesso, che dovrebbe "mettere tutti i cittadini e tutte le imprese, in tempi rapidi, in condizione di poter collegarsi alla rete e fruire di servizi che sempre più hanno caratteristiche di essenzialità", e la qualità della rete, per "per mettere i cittadini e le imprese che vivono e operano nelle zone urbane e a più alta densità allo stesso livello di competitività dei Paesi più avanzati" senza dimenticare la Pubblica Amministrazione.

Ed è proprio su questi due punti che Caio insiste: la copertura effettiva della banda larga, a suo giudizio, è ben lontana da quel 95 per cento indicato alla fine del 2008. A quel valore il consulente dell'Esecutivo sottrae i mini-DSLAM, i MUX, le linee lunghe incapaci di sostenere il carico del segnale a causa dell'attenuazione: il risultato è che oggi solo l'88 per cento della popolazione gode davvero di un servizio ADSL, e i piani fin qui presentati non consentiranno di aumentare in modo significativo questa copertura entro il 2011.

Il 12 per cento di cittadini digital-divisi vuol dire 7,5 milioni di italiani privi di un accesso agli strumenti di comunicazione, informazione e intrattenimento del futuro: il mobile, al momento, per Caio non è in grado di influire in modo significativo per chiudere questo disavanzo, e lo stesso vale per i finanziamenti a pioggia fin qui caduti sul settore. Impossibili da valutare, i capitali riversati dallo Stato nella banda larga sono comunque nell'ordine di diverse centinaia di milioni di euro: ma non sono riusciti a migliorare in modo tangibile la situazione, visto che oggi ci sono ancora molte aree servite da ADSL da 640Kbps che poco o nulla si sposano con l'Internet multimediale e multiservizio.

Il minimo sindacale, se così si può definire, per Caio è costituito da una connessione a 2Mbps: visto che, allo stato dei fatti, non è possibile a breve riuscire a garantire ai cittadini questo standard velocistico, occorre piuttosto pensare a sinergie importanti tra ogni tipo di tecnologia esistente. WiMax, Hyperlan, mobile, persino satellite: tutto fa brodo, tutto può essere impiegato con una spesa stimata in 1,2-1,3 miliardi di euro per garantire che la connettività adeguata ad un'effettiva fruizione e sfruttamento delle risorse della Rete.

Di questi 1.300 milioni di euro, 575 finirebbero al nord, 450 al centro e i restanti sarebbero divisi tra sud e isole: partendo a giugno di quest'anno si potrebbe riuscire a completare lo sviluppo della rete entro il 2011, in tempo pure per garantire l'accesso ai servizi dematerializzati del piano e-gov 2012. Inoltre, in questo quadro sarebbe possibile ricorrere anche al cofinanziamento pubblico-privato, senza andare in contrasto con le norme comunitarie: altro aspetto, questo nel rispetto dei regolamenti UE, tenuto in gran conto nella stesura dell'intero documento.

Infine, Caio punta ovviamente ad andare oltre la mera fornitura del minimo indispensabile: la fibra, più di ogni altra soluzione, è vista come fattore abilitante, fermo restando l'impossibilità di realizzare più reti ottiche concorrenti a causa degli elevati costi necessari alla implementazione. La ricetta Caio prevede la condivisione degli attuali cavodotti per raggiungere gli utenti già serviti (in pratica il noto scorporo della rete fissa di Telecom), un diritto di accesso prioritario in caso di presenza di "fibra spenta" e un'attenta regolamentazione da parte di AGCOM e degli altri organi competenti per garantire una reale concorrenza sui servizi.

La soluzione proposta, quella della rete FTTH P2P (Fiber To The Home Point To Point) è senz'altro la più costosa, ma è anche quella in grado di offrire il massimo delle garanzie in termini di scalabilità e di concorrenza: lo Stato si dovrebbe fare carico di semplificare le procedure di posa, di sostenere le iniziative volte a rendere popolare la fibra e pure di razionalizzare lo spettro radio per consentire che la concorrenza alla banda larga fissa giunga anche dal mobile (settore in cui l'Italia è uno dei paesi europei più avanti per quanto riguarda numero utenti e penetrazione).

L'obiettivo è, manco a dirlo, il superamento degli interessi pur leciti ma personali delle singole aziende in favore di un interesse generale: l'intervento pubblico, per una infrastruttura in comune ai vari player, è possibile e concorrerebbe ad un totale di circa 10 miliardi di euro in 5 anni. Al termine ci sarebbero 10 milioni di famiglie italiane servite da fibra e banda larga per davvero, e chi avesse deciso di investire potrebbe trovarsi con un ROI compreso nell'interessante forchetta del 11-16 per cento in 10 anni. Per le altre ipotesi il costo è inferiore, ma così pure i ritorni dell'investimento.

Il tutto, lo ribadisce in conclusione lo stesso Caio, dipende essenzialmente dalle decisioni che prenderà il Governo: occorrerà "Definire l'obbiettivo strategico per l'infrastruttura digitale in Italia", quale sia il "Livello di ambizione nel contesto internazionale", quale la "Priorità relativa del processo" e soprattutto quali i "Fondi disponibili". Quel che appare certo è che oggi l'Italia è in ritardo, e un'accelerazione in questo settore è quanto meno necessaria se si vuole riuscire a tenere il passo dei migliori in Europa e nel mondo.

Luca Annunziata
61 Commenti alla Notizia Rapporto Caio: la fibra rivelata
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  • Bellissima analisi del documento. Complimenti.
    non+autenticato
  • L'italia dei padroni è fatta solo per intascare e non per
    dare.Con tutto quello che abbiamo sempre pagato ad ora,
    in questo paese (se avessero voluto)la fibra ci sarebbe già
    dagli anni 90, invece non ci sarà ancora per molti anni.
    LORO si hanno mangiato tutto quello che noi abbiamo versato
    con il canone.Siamo un paese primissimo al mondo come abbo-
    nati al telefono e come numero di cellulari con linee tele-
    foniche antiquariate e arrugginite, paragonabili alle
    linee ferroviariee, dove vogliono metterci i pendolini e
    treni ad alta velocità per varli deragliare.Invece bisogna
    sistemare o cambiare le cose a monte se si vuole andare bene
    in questo paese! Bisogna eliminare sti soliti PADRONI che
    mangiano e basta e mettere gente all'altezza per far si
    che la fibra arrivi in fretta,altrimenti saremo sempre gli
    ultimi del carro.Avanti i giovani che hanno studiato e non
    quelle quattro solite patacche che girano per i canali tv.
    non+autenticato
  • > Siamo un paese primissimo al mondo come abbonati al
    > telefono e come numero di cellulari con linee
    > telefoniche antiquariate e arrugginite, paragonabili
    > alle linee ferroviariee, dove vogliono metterci
    > i pendolini e treni ad alta velocità per farli deragliare.

    Come non quotarti amico?Triste

    Io stavo da DIO con Alice ADSL a 4 mb (e andavo su di giri quando il segna velocità di Opera segnava 700 kb/sA bocca aperta).

    Finchè non sono venuti due punkettoni infighettati a proporci quella cavolata che si chiama Fastweb. Per le prime ho GIUSTAMENTE tentennato un pò e ho chiesto se il driver del modem potesse andare sul Windows 95. La ragazza mi ha assicurato di sì e mio padre ha firmato il contratto...Triste
    In realtà accettai anch'io perchè pensavo che Fastweb fosse solo una cosa temporanea nell'attesa che ci avessero riparato VERAMENTE la linea (cosa che poi non è accaduto, o forse sì?Deluso).

    Risultato? Non posso più accedere a Internet usando il Pc fisso con il 95 (con il CAVOLO che installo l'XP soltanto per usare una cosa che prima andava QUASI benissimo; andava malissimo soltanto per la linea vecchia di >>25 anni<< rattoppata con lo sputo (unita a cacca di topo...Occhiolino).

    Ora Fastweb COMPENSA i difettoni della linea e almeno riesco a scrivere da un portatile con XPeceTriste

    P.S.: Ricorda di non mettere i trattini per andare a capo...Occhiolino
  • Sì proprio così! Ho letto le varie storielle a proposito
    di adsl e alta velocità ed ho visto che tanta gente è
    scontenta. Anch'io lo sono stato fino ad un mese fa.
    Cosa era accaduto? Un anno fa un fulmine aveva colpito
    un'abitazione a 500 metri da me e da allora non ho più
    avuto la velocità di prima (2MEGA). Da allora ho sempre
    avuto alti e bassi (minimo 200kbs massimo 550kbs).A forza
    di mail e ultimamente mail toccanti mi hanno sistemato
    per bene la linea esterna (perchè la linea interna era a
    posto).Il guasto era a un chilometro di distanza!Dopo
    l'intervento dei primi 2 tecnici che hanno riscontrato
    l'anomalia da me presentata,il terzo tecnico che sembrava
    un barbone è riuscito a sistemare il guasto,sostituendo
    uno spezzone di cavo avariato con uno nuovo.Da allora io ho un culo grande perchè vado a 5-6 MEGA di minina!Morale della favola: bisogna seguitare a scocciare se vuoi averla
    vinta in questa italia con la i minuscola!
    non+autenticato
  • a proposito di digital divide ved. la mia connessione o meglio la linea Telecom su http://www.pborelli.net

    ciao a tutti, Piero
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    Modificato dall' autore il 20 maggio 2009 13.53
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    Modificato dall' autore il 20 maggio 2009 14.23
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  • - Scritto da: pierob
    > a proposito di digital divide ved. la mia
    > connessione o meglio la linea Telecom su
    > http://www.pborelli.net
    >
    > ciao a tutti, Piero
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    > Modificato dall' autore il 20 maggio 2009 13.53
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    > Modificato dall' autore il 20 maggio 2009 14.23
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    Madonna sembra la Bolivia o il Camerun!
    non+autenticato
  • è questo dal 29 marzo ad oggi. Se entro il 10 giugno non intervengono, come ho scritto nella ultima rrr, farò un esposto ai vigili del fuoco e alla questura.

    saluti Piero
    non+autenticato
  • continua

    siamo solo ad un km da Sassari

    Ciao Piero
    non+autenticato
  • Primaria città del Nord, copertura adsl presente, vicinanza dalla centrale 1.5km.

    Causa la qualità schifosa della rete e causa Telecom Italia che non controlla e non risolve, ho una adsl stra-schifosa che perde la portante in continuazione e che per far andare (male, ma andare) è stato necessario abbassare la portante a 1 mega.

    Grazie Telecom Italia!

    Grazie Prodi e alla tua privatizzazione vergognosa!
    non+autenticato
  • Ringrazia anche Berlusconi a cui interessa il digitale terrestre e le televisioni per cui la dx non investe e non investirà nello sviluppo di Internet.

    Anzi se potesse farlo lo chiuderebbe Internet in Italia, perché su Internet la gente si informa per davvero e loro non vogliono italiani ben informati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: iRoby
    > Ringrazia anche Berlusconi a cui interessa il
    > digitale terrestre e le televisioni per cui la dx
    > non investe e non investirà nello sviluppo di
    > Internet.
    Si' pero' noi di sinistra ce lo dimentichiamo sempre, ma il gran danno lo fece D'Alema alla Telecom. Invece di mantenerla pubblica e pretendere da essa che funzionasse bene, l'hanno regalata agli amici degli amici che se la sono spolpata uno dopo l'altro. Secondo me il problema della sinistra e' proprio questo: prima di riconoscere che i nostri leader sono cialtroni da cacciare dobbiamo arrivare alla frutta, difendendoli sempre per principio anche quando sono indifendibili (tipo "abbiamo una banca", l'indulto a Previti e Tanzi e ai vari assassini, il regalo di soldi all'Alitalia per tenerla aperta fino all'arrivo di Berlusconi, il non aver fatto una legge sul conflitto di interessi in dieci anni di governo, il non concedere mai autorizzazioni a procedere, ecc. ecc.). Adesso li vediamo accapigliarsi su un referendum idiota (che non sposta nulla, se non regalare un po' di piu' o un po' di meno il potere a Berlusconi) mentre il vero referendum, quello sulle preferenze, non si fa...
    non+autenticato
  • - Scritto da: ciliani
    > ma il gran danno lo fece D'Alema alla
    > Telecom.

    dove saremmo senza l'entrata nell'euro?
    La vendita a di telecom è serviata anche a quello non scordare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Poldo
    [...]
    > dove saremmo senza l'entrata nell'euro?
    > La vendita a di telecom è serviata anche a quello
    > non
    > scordare.

    Pensavo fosse stata la famosa "eurotax".
    Resta il fatto che la svendita di telecom ci ha danneggiato.

    --
    GT
  • - Scritto da: iRoby
    > Ringrazia anche Berlusconi a cui interessa il
    > digitale terrestre e le televisioni per cui la dx
    > non investe e non investirà nello sviluppo di
    > Internet.

    Veramente sono 2 i piccioni con una fava
    il digitale terrestre al figlio e che serviva assolutamente per liberare le frequenze per un business mobile assai più remunerativo che va alla figlia
    dopotutto sempre un'altro in famiglia berlusconi ha in mano la spazzatura e le discariche di milano e dintorni


    > Anzi se potesse farlo lo chiuderebbe Internet in
    > Italia, perché su Internet la gente si informa
    > per davvero e loro non vogliono italiani ben
    > informati.

    Se poi diventa presidente come intend efare mi sa propri oche con i suoui amiconi cina e rissia ha ottimi consiglieri per attuare la censura
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