Alessandro Bottoni

Perché l'Europa non usa l'open source?

di A. Bottoni - Le spiegazioni fornite non convincono del tutto. Il rapporto fornito lascia delle zone grigie, che possono essere riempite con argomentazioni a sostegno della pluralità del software

Roma - I lettori di Punto Informatico ricorderanno senz'altro l'articolo pubblicato lo scorso 15 maggio su queste pagine: UE: ecco perché non usiamo l'open source, recitava il titolo. Secondo il Consiglio Europeo (che è cosa diversa dal Consiglio d'Europa):

Dal punto di vista tecnico, spiega lo studio, "l'attuale situazione è complessa poiché la configurazione delle postazioni di lavoro comprende una quarantina di software diversi: questi programmi sono sviluppati da Microsoft o per operare in un ambiente Microsoft, e formano un nucleo coerente e interconnesso". Secondo le conclusioni, si può parlare di "sovrapposizione di strati di complessità", che imporrebbero al software OSS che andasse a sostituire l'attuale software proprietario "una grossa mole di test per essere messo a punto".


E ancora:
Il costo del progetto di conversione stimato è di circa 54 milioni di euro per la Commissione Europea, di 3,5 milioni per la Corte dei Conti (ma le tabelle relative ai mesi/uomo indicano un valore di 12 milioni) e di 19 milioni per il Parlamento: un totale di 76,5 milioni, a cui sommare il costo necessario a coprire supporto e manutenzione del nuovo software open source pari a circa il 30 per cento dell'attuale spesa annuale per le licenze proprietarie (che evidentemente comprendono anche le voci relative all'assistenza). In queste condizioni, secondo le stime ci vorrebbero 36,7 anni per ammortizzare la spesa.


Francamente, il modo di calcolare questi costi lascia molto perplessi. Vediamo perchè.

Infrastruttura web-based
Il documento recita:

lo sviluppo di una nuova infrastruttura software su un modello web-based

Questa infrastruttura è nuova? Allora, se è nuova andrebbe costruita comunque, anche mantenendosi fedeli all'attuale monopolio Microsoft. Ma se le cose stanno così, perchè questa voce di costo è stata addebitata alla migrazione verso il software libero? Se non è nuova, come è fatta? Se è roba scritta in Visual Basic su ASP, come si faceva un tempo, non è migrabile. Ma se è scritta in VB o C# su ASP.NET forse è possibile ospitarla su server dotati di Mono, la versione *nix di .NET. Questo, ovviamente, a costo zero.

Testing
Il documento recita:

il testing e l'adeguamento di queste nuove applicazioni allo standard di usabilità delle precedenti

C'è da chiedersi se l'attuale infrastruttura software sia stata testata prima di essere adottata. Oppure se la UE, come chiunque altro, non sia stata piuttosto travolta negli anni passati dal fenomeno Windows+Office.

Perchè allora non si lascia semplicemente travolgere da un fenomemo che è già stato testato a fondo da milioni di utenti spesso più esperti e più esigenti di quelli che bazzicano i loro ambienti?

Migrazione
Il documento recita:

la conversione del precedente parco software (che comprende essenzialmente documenti sviluppati in Access, Excel e Word con annesse macro)

Se stiamo parlando di "parco software", cioè di programmi applicativi (Office ed affini), non c'è proprio niente da convertire. Basta installare (anche su Windows o su MacOS, volendolo) i programmi Open Source omologhi a quelli MS ed il problema è risolto. Lo possono fare tranquillamente gli utenti.

Se parliamo di conversione dei documenti c'è da fare qualche test e, nel caso, chiedere agli sviluppatori dei programmi (OpenOffice per primo) di provvedere alle necessarie modifiche dei convertitori (anche pagando). L'esperienza di chi scrive è che raramente si rende necessario "convertire" un documento MS Office ad OpenOffice nel vero senso del termine. OpenOffice legge e scrive correttamente i documenti di MS Office (fino alla penultima release) in quasi tutti i casi. Le eccezioni si verificano solo con le macro (che peraltro sono usate con parsimonia ormai da tutti gli utenti).

Inoltre, OpenOffice non è il solo sistema utilizzabile. Ci sono anche ThinkFree Office, KOffice e Gnome Office: tutti ambienti liberi, gratuiti e largamente compatibili con MS Office. I problemi di compatibilità dei documenti che denunciano gli utenti sono, nel 90 per cento dei casi, semplicemente la conseguenza dell'assenza dei font MS sul sistema. Si rimedia installando i font. E questo vale anche per molti altri programmi.

Infine, le licenze fin qui utilizzate per i programmi Microsft non svaniranno mica nel nulla appena si installa qualcos'altro. Ci sarebbe tutto il tempo di convertire caso-per-caso, a cura di ogni singolo utente, i documenti che è davvero necessario convertire. Per il resto basta tenere un paio di macchine MS in uno scantinato per ogni evenienza, una possibilità tutt'altro che complessa.

MS Access
Access (il software che si usa per creare e per usare le interfacce grafiche verso database Jet e SQL Server) è l'unico programma della Suite MS Office che non ha ancora un vero corrispondente Open Source. Alcuni tentativi, come Kexi, non sono riusciti a colmare questa lacuna.

La domanda da porsi, in ogni caso, è: quanti database Access avrà mai la UE? Al limite, si potrebbe supportare lo sviluppo di un clone Open Source del programma Microsoft: non sarebbe una cosa strana, scorretta od illegale.

Infrastrutture
Il documento recita:

l'ampliamento delle strutture di supporto tecnico

Da quando Linux o BSD richiedono infrastrutture tecniche specifiche ed impongono quindi un ampliamento? Da quando richiedono un supporto tecnico specifico?

Linux e BSD usano le stesse reti (fisiche e logiche), gli stessi router, gli stessi firewall, gli stessi server di posta e gli stessi file server di Windows e di Mac OS. Questo non per un inatteso miracolo tecnologico ma perchè le reti sono fatte così. I loro servizi, per definizione, devono essere usati da client e server di diverso tipo.

La UE gestisce 45mila macchine Windows senza nemmeno un amministratore di rete o di sistema? Questi amministratori hanno forse una laurea specifica in software Microsoft? Non sono in grado di leggersi un manuale di Samba, di Postfix, di QMail, di ipchains o di qualche altro servizio Unix?

Il browser
Il documento recita:

Nello studio non figura il calcolo relativo alla conversione del sistema di messaggistica dell'Unione Europea, mentre figura quello relativo alla migrazione del browser di navigazione

Pensate: è stato incluso nel conto della spesa da attribuire a Linux anche l'installazione del browser di navigazione. Peccato che tutte le distro Linux e BSD forniscano sempre almeno un paio di browser preinstallati insieme al sistema operativo (di solito Firefox e Nautilus).

La verità: OLE
La verità è che il principale problema che si incontra in questi ultimi anni nell'effettuare la migrazione di una comunità (un ufficio, un'azienda) da Windows a Linux od a BSD è dovuta al pessimo vizio degli utenti di sfruttare a fondo le potenzialità di OLE, la tecnologia che permette di incastrare un foglio Excel all'interno di una pagina Word. Questa stessa tecnologia, in ogni caso, mostra uguali difficoltà anche solo durante una transizione ad una release successiva dello stesso software Microsoft.

Anche senza migrare niente, basta spostare un file, o rinominare una directory, per mettere in difficoltà i documenti di tutti gli utenti. Se son queste le difficoltà che vede la UE, allora i suoi specialisti farebbero meglio a riflettere sull'opportunità di continuare ad usare un ambiente che incentiva gli utenti a comportarsi in questo modo.

Conclusioni
Non tutti coloro che leggono i documenti della UE, come quello citato, concordano con le conclusioni tratte. A volte, anzi, a leggere certe frasi hanno un improvviso aumento di pressione arteriosa.

Alcune considerazioni tecniche contenute nel rapporto ottenuto dall'onorevole Cappato sono quanto meno discutibili. Il problema, da un certo punto di vista, è e resta il monopolio di un singolo software e di un singolo vendor all'interno della struttura pubblica della UE: se queste, e solo queste, sono le giustificazioni di un tale avvenimento, ad oggi risulta difficile se non impossibile rimanere soddisfatti di questi chiarimenti.

Alessandro Bottoni
www.alessandrobottoni.it

Tutti i precedenti interventi di A.B. su Punto Informatico sono disponibili a questo indirizzo
221 Commenti alla Notizia Perché l'Europa non usa l'open source?
Ordina
  • a parte il fatto che questo interventista, questo galantuomo che fa questi interventi su cotale testata di lui alquanto degna, ci infila (voglio dire che l'infila a noi) la sua consueta serie di perle, tale per cui chiunque altro al suo posto metterebbe non la propria foto, ma quella di un suo nemico acerrimo, anche se a tale risoluzione, ve lo concedo, bisogna pur aver il sale di arrivarci...
    dico, a parte tutto ciò...
    un branco di patetiche ombre che credono di aver la sostanza di realtà, che al grido "io sono democratico" si fa battere come un materasso... non può vincere...
    il vizio di fondo di queste dissertazioni è che prendono il loro interlocutore (gli estensori del sedicente "studio", in questo caso) sul serio
    invece di dire "che cazzo state dicendo?" (scusate, ho detto... "dicendo") ecco che questi paladini dell'insipienza si lanciano in dotte argomentazioni, mentre il loro avversario li carica, a mò di carriola, delle più festanti e ghignanti bastonate più o meno metaforiche
    oppure, e qui concludo, si potrebbe dire a questi "esperti", ma perché non andate a prendervela? come cazzo vi permettete di spendere soldi della comunità (la mia compassione a chi non capisce l'idea di comunità) come meglio vi aggrada e vi sollazza? che cazzo vi abbiamo fatto studiare a fare? per venire qui e prenderci per i fondelli? spendere soldi pubblici e tenervi il lavoro, i dati, il risultato, e dispensarlo o lesinarlo a seconda dei vostri malsani e puzzolenti capricci?
    ma certo per tutto ciò ci vuole la colonna vertebrale
    non+autenticato
  • E' evidente come il sole che hai scritto 'sta roba pensando che le strutture europee citate siano negozi per giocattoli. Infatti le considerazioni che fai sui vari punti si adattano perfettamente alla complessità di un grande magazzino degli anni '90. Anzi, quello aveva roba più complessa, come le procedure di carico e scarico di magazzino. Ne discende che probabilmente non hai molto chiaro nemmeno il ruolo di queste agenzie europee. Tant'è..
    non+autenticato
  • Bottoni mi scusi ma il suo approccio alla questione mi sembra parecchio semplicistico.

    Premessa!
    Non voglio fare un discorso pro o contro nessuno, voglio solo portare parte della mia esperienza nella gestione di progetti (e migrazioni OS nello specifico) spulciando un po' i dati di quello che a tutt'oggi e' stato il piu' serio progetto di migrazione da Windows NT4 a GNU/Linux, ossia il progetto Limux del comune di Monaco di Baviera.

    Questo progetto e' partito con squilli di tromba e poi, pian piano, nessuno se n'e' piu' ricordato: come mai?

    Semplice!
    La gestione di un progetto di migrazione avanzato come quello non e' una passeggiata e non si limita a disinstallare un sistema operativo ed installarne un'altro ma comprende una miriade di variabili che prima o poi salteranno fuori nel momento peggiore.

    Metodologie ITIL, Prince2, dicono niente a nessuno?

    Bene: analizziamo un attimo il processo di migrazione di Monaco, usero' come fonti sia wikipedia che quel poco di informazioni disponibili in inglese sul sito del comune bavarese (se qualcuno puo' aiutare traducendo dal tedesco, benvenuto)

    Fonti
    http://en.wikipedia.org/wiki/LiMux
    http://www.muenchen.de/Rathaus/dir/limux/english/1...
    http://planetlimux.org/
    http://www.osor.eu/case_studies/declaration-of-ind...
    http://www.muenchen.de/cms/prod1/mde/_de/rubriken/...

    Innanzitutto vediamo la timeline:
    _Fra il 2001 ed il 2003 c'e' stata la fase di studio e valutazione Microsoft contro OpenSource in termini di costi puri (costo licenze + manutenzione parco macchine Hw e Sw)
    _Tra Maggio 2003 e giugno 2004 c'e' stata la fase decisionale.
    _Ad agosto 2004 c'e' stato uno stop per perplessita' legali sui brevetti software.
    _Aprile 2005, scelta Debian come piattaforma.
    _Settembre 2005, deciso un ulteriore anno di test di compatibilita'.
    _Settembre 2006, inizio migrazione
    _Novembre 2007: 660 workstation migrate a LiMux, 200 macchine di test addizionali preparate, 5000 workstation in ambiente "ibrido" (software OS su Windows), 80 sysadmin e 4700 impiegati istruiti.
    _Novembre 2008: 1200 workstation migrate, 12000 workstation usano OpenOffice su Windows, 18000 su 21000 macro, templates e form modificati.

    quindi 5 anni tra delibera ed ultimi dati disponibili e due anni circa dall'inizio lavori per migrare completamente 1200 macchine e reinstallare sofware OS su piattaforma Windows.

    Costi stimati ad inizio progetto dopo aver steso le specifiche:
    35 milioni di Euro ( da http://www.muenchen.de/cms/prod1/mde/_de/rubriken/... paginaFicoso
    Cosi' ripartiti:
    _38% Istruzione
    _18% Setup
    _15% Migrazione Office
    ecc..

    Team coinvolto nel progetto:
    _6 persone a capo del progetto
    _16 persone nel Client Development ed Office migration
    _8 persone in controllo ed assistenza esterna
    _circa 100 persone oltre alla normale forza lavoro coinvolte in sottoprogetti collegati al progetto padre.

    Struttura da migrare:
    _circa 14000 workstation in 21 unita' organizzative (dipartimenti)

    Esperienza acquisita dopo il primo anno online ( da http://www.muenchen.de/cms/prod2/mde/_de/rubriken/... pagina 25)

    _Maggiore complessita' e quantita'
    "La dimensione della struttura da migrare sara' piu' grande di quanto stimato inizialmente e durante il progetto saranno scoperti piu' problemi tecnici e di organizzazione"
    _Sistemi complessi di migrazione richiedono una lunga ed estensiva preparazione senza escludere soluzioni ad interim.
    _In effetti lo scambio di conoscenza fra i gestori del progetto, la comunita' Open Source e partner internazionali generano soluzioni.


    Questo gia' vi da un'idea della complessita' di un progetto del genere e stiamo parlando di 14000 workstation (non ho capito perche' non hanno messo i server nel computo) di un comune che e' la terza citta' della Germania che fa 2600000 abitanti (arriviamo a 6000000 con la periferia).

    Immaginatevi ora un progetto del genere applicato a (fonte articolo PI http://punto-informatico.it/2623799/PI/News/ue-ecc... ) 30000 + 800 + 12000 = 42800 workstation in uso a 25000 + 700 + 7000 = 32700 utenti di Commissione Europea + Corte dei Conti + Parlamento Europeo, tra l'altro su due citta' (Bruxelles e Strasburgo) e sedi multiple.

    Fattibile?
    Sicuramente, se ben pianificato.

    Ma chi creda che sia semplice come disinstallare Office ed installare OpenOffice se lo tolga subito dalla mente!

    (prego astenersi troll)
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    Modificato dall' autore il 20 maggio 2009 20.31
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  • > Ma chi creda che sia semplice come disinstallare
    > Office ed installare OpenOffice se lo tolga
    > subito dalla
    > mente!

    Bravo bell'analisi.
    E' interessante notare come gia dall'inizio la soluzione proprietaria venisse valutata come più economica 35M contro 37M e come abbiano stra-sforato il budget iniziale (12 M€) ... non è solo italia.it allora.
    non+autenticato
  • una cosa che ho notato spesso è che gli amanti dell'open sono molto più "closed" degli altri... Sorride
    ho usato e provato a usare praticamente tutto (da win 3.1 a Vista a RedHat a (k)Ubuntu e Solaris)e quidi sono venuto in contatto un po' con le persone di tutti questi "mondi" e cosa ho notatoDeluso?
    che chi insomma vivacchia nel mezzo verificando il vero "potere" di ogni SO ponendosi mille dubbi su "ma è il migliore per ... ? "alla fine è colui che ottiene il max risultato con il minimo sforzo...
    fra questi pochissimi erano i cosiddetti "evangelist" dell'OSS.. troppo
    "Linux bene Windows male" sempre e perennemente, neanche avessero subito il lavaggio del cervello... non sapevano dire altro, spesso nemmeno motivando il perchè lo dicevano a meno di un "l'importante è che sia free? "(perchè poi?)
    questo articolo ha messo in evidenza alcune cose che non vanno ma è cannato di brutto solto altri aspetti... fra cui 1 VITALE!!!
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    chi lavora nelle PA non è un sistemista, non è un programmatore, non è uno smanettone.. è solo un impeggato che spesso di pc ne sa poco che nulla che vuole che la quello che fa sia semplice, MOLTO semplice e che funzioni SEMPRE!!! niente di più
    ------------------------------------------
    quindi bell'OSS ma se si blocca cosa faccio? chiamo un consulente? e chi lo paga? forse l'autore dell'articolo? con il SW licenziato in caso di problemi ho rotto le scatole a chi di dovere (chiamasi ditte produttrici) e HO OTTENUTO risposte e in tempi brevi... pago, dunque posso pretendere... alternative?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Denis

    > quindi bell'OSS ma se si blocca cosa faccio?
    > chiamo un consulente? e chi lo paga? forse
    > l'autore dell'articolo? con il SW licenziato in
    > caso di problemi ho rotto le scatole a chi di
    > dovere (chiamasi ditte produttrici) e HO OTTENUTO
    > risposte e in tempi brevi... pago, dunque posso
    > pretendere...
    > alternative?

    Canonical, Red Hat e altre ancora offrono supporto.
    11237
  • > > risposte e in tempi brevi... pago, dunque posso
    > > pretendere...
    > > alternative?
    >
    > Canonical, Red Hat e altre ancora offrono
    > supporto.

    Purtroppo il loro supporto è limitato al loro prodotto ( come giusto che sia ) e non è presente dovunque.

    In molti casi, quando il PC si blocca, deve uscire la persona fisica ( e qui canonical la vedo messa abbastanza male ).

    E li credo che si giochi il problema dei costi, non tanto sull'open closed.
    Se qualcuno ha piuì esperienza e puo dire qualcosa, ben venga.
  • - Scritto da: pippo75
    > > > risposte e in tempi brevi... pago, dunque
    > posso
    > > > pretendere...
    > > > alternative?
    > >
    > > Canonical, Red Hat e altre ancora offrono
    > > supporto.
    >
    > Purtroppo il loro supporto è limitato al loro
    > prodotto ( come giusto che sia ) e non è presente
    > dovunque.

    E quale sarebbe il prodotto offerto da RedHat e Canonical ?

    > In molti casi, quando il PC si blocca, deve
    > uscire la persona fisica ( e qui canonical la
    > vedo messa abbastanza male
    > ).

    Uhm, non so di tecnici Microsoft che vengono a casa tua a mettere a posto la registrySorride
    11237
  • > > Purtroppo il loro supporto è limitato al loro
    > > prodotto ( come giusto che sia ) e non è
    > presente
    > > dovunque.
    >
    > E quale sarebbe il prodotto offerto da RedHat e
    > Canonical
    > ?

    Per quanto riguarda RedHat credo che sia quello che nel loro sito trovi nella voce "solutions", per canonical, la versione server di ubuntu
    .
    >
    > Uhm, non so di tecnici Microsoft che vengono a
    > casa tua a mettere a posto la registry
    >Sorride

    Ma neanche canonica e neanche redhat ( come dicevi sopra tu ).
    Ma MS è peggio del prezzemolo, deve sempre uscire?
  • - Scritto da: pippo75
    > > > Purtroppo il loro supporto è limitato al loro
    > > > prodotto ( come giusto che sia ) e non è
    > > presente
    > > > dovunque.
    > >
    > > E quale sarebbe il prodotto offerto da RedHat e
    > > Canonical
    > > ?
    >
    > Per quanto riguarda RedHat credo che sia quello
    > che nel loro sito trovi nella voce "solutions",
    > per canonical, la versione server di
    > ubuntu
    > .

    Offrono supporto per tutti quel softwareSorpresa ?!?!

    > > Uhm, non so di tecnici Microsoft che vengono a
    > > casa tua a mettere a posto la registry
    > >Sorride
    >
    > Ma neanche canonica e neanche redhat ( come
    > dicevi sopra tu
    > ).

    Non io, sei stato tu che hai detto che deve "uscire" una persona finisca ...

    > Ma MS è peggio del prezzemolo, deve sempre uscire?

    Si stava parlando di questo, vedi il messaggio di Denis
    11237
  • > > Ma MS è peggio del prezzemolo, deve sempre
    > uscire?
    >
    > Si stava parlando di questo, vedi il messaggio di
    > Denis

    Forse questo è il problema, quando si parla di programmi, ci si ferma solo al SO o a poco oltre.

    Non si puo' dimenticare di questo e pensare a quello che il PC serve.

    Parliamo ad esempio di PA, cosa serve a loro?
    Non serve ne windows ne linux ne bsd.
    Serve il programma che risolva il problema di turno.
    Perchè bisogna sempre mettersi a litigare windows vs linux vs open vs closed.

    Quando devo fare un filetto, io mica mi metto a litigare su quale prodotto serve, ho le specifiche del filetto e in base a quello scelgo lo strumento ( in base a prezzo e valore dello stesso ).
  • - Scritto da: pippo75

    > Parliamo ad esempio di PA, cosa serve a loro?
    > Non serve ne windows ne linux ne bsd.
    > Serve il programma che risolva il problema di
    > turno.

    Se il programma in questione non e' "monopolio" di una sola ditta, che poi tiene la PA per le palle, sarebbe meglio, non credi ?

    > Perchè bisogna sempre mettersi a litigare windows
    > vs linux vs open vs
    > closed.

    Perche' in questo villaggio ci sono molti trollOcchiolino

    > Quando devo fare un filetto, io mica mi metto a
    > litigare su quale prodotto serve, ho le
    > specifiche del filetto e in base a quello scelgo
    > lo strumento ( in base a prezzo e valore dello
    > stesso
    > ).

    Se sei libero di cucinare il filetto come meglio preferisci, se sei libero di condividerlo con chi vuoi, non e' forse meglioOcchiolino ?
    11237
  • >
    > Se il programma in questione non e' "monopolio"
    > di una sola ditta, che poi tiene la PA per le
    > palle, sarebbe meglio, non credi
    > ?

    Mi diresti quale programmi di gestione per la PA ha il monopolio?

    Non sarebbe meglio, come dico da anni.
    Si creano questo maledetti standard di formato, poi scegli il programma che preferisci ( a costo di fartelo in casa ).
  • - Scritto da: pippo75

    > > Se il programma in questione non e' "monopolio"
    > > di una sola ditta, che poi tiene la PA per le
    > > palle, sarebbe meglio, non credi
    > > ?
    >
    > Mi diresti quale programmi di gestione per la PA
    > ha il monopolio?

    Una PA richieda a una ditta di sviluppare un certo tipo di software. Questo software appartiene (Codice e proprieta' intellettuale) nelle mani di chi l'ha sviluppato.
    Questo intendo per "monopolio".
    11237
  • > Canonical, Red Hat e altre ancora offrono
    > supporto.

    In italiano? In Italia? On-site? Figurati, redhat italia manco esiste e il sito è tradotto con google ...
    non+autenticato
  • Nella mia azienda Windows 7 arriverà forse sui portatili, ma sui desktop no, già deciso, e siamo tanti.
    non+autenticato
  • vedo che avete imparato la lezione

    dopo quello che vi capitò successivamente alla sostituzione di freebsd con windows server sui server di redmond, avete capito che è meglio usare roba seriaA bocca aperta

    ciao Bill, fammi sapere se quest'anno vai ad AspenA bocca aperta
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