Italia, gli strumenti della dottrina Sarkozy

di F.Sarzana di S.Ippolito (www.lidis.it) - Se il nostro paese volesse introdurre avvertimenti e disconnessioni a presidio del diritto d'autore, i dispositivi normativi sarebbero già rodati. Basterebbe un piccolo maquillage

Roma - Dunque quella che è divenuta famosa come la dottrina Sarkozy, in tema di perseguimento delle violazioni della legge sul diritto d'autore, sembra avere avuto provvisoriamente la meglio in Francia con tutte le conseguenze che sono state ampiamente dibattute anche dalle colonne di Punto Informatico, tra le quali si segnalano senz'altro la creazione della neonata autorità Hadopi e la potenziale disconnessione del reo che si rende responsabile di più violazioni della legge sul diritto d'autore. Ma in Italia allo stato attuale della normativa sarebbe concepibile una applicazione generalizzata dei principi contenuti nelle norme espressione della dottrina Sarkozy e, in caso contrario, sarebbe così difficile introdurre una normativa del genere?.

La risposta, analizzando alcune tendenze e la trasformazione di alcuni principi normativi di questi ultimi anni, è che non sia molto difficile, purtroppo, ipotizzare modifiche normative tali da permettere l'introduzione di regole stringenti per la tutela del diritto d'autore. Al di là infatti dei richiami - se vogliamo, per alcuni aspetti pilateschi - dell'Unione Europea e dei generici richiami alla libertà del singolo ovvero a profili di tutela della privacy difficilmente ipotizzabili nell'ambito di processi penali o amministrativi sanzionatori e che certo non hanno la capacità di influenzare di un millimetro il legislatore, bisogna analizzare approfonditamente se vi sia lo spazio per l'introduzione di queste norme e per un'eventuale opposizione a tale introduzione.

Innanzitutto, un dato di fatto normativo: oggi non è possibile in Italia procedere alla disconnessione di un soggetto collegato alla rete senza un provvedimento di un magistrato (ed anche in quel caso ci sono dubbi che ciò possa accadere) che sia stato "tracciato" come soggetto che scarica o carica musica o film da Internet violando la legge sul diritto d'autore.
A maggior ragione il principio del notice and take down, ovvero l'avvertimento da parte del titolare del diritto al provider ed al soggetto che scarica e che si colloca nella fase precedente la disconnessione, che pure ha avuto fortuna nei paesi anglosassoni, non appare azionabile direttamente in Italia dai soggetti lesi. Nonostante questa ovvietà normativa molti provider italiani ricevono comunicazioni da parte delle Associazioni dei titolari dei diritti di proprietà intellettuale (molto spesso si tratta delle associazioni statunitensi RIAA e MPAA) che li invitano a disconnettere (o a porre in essere azioni a tutela) gli utenti che si macchiano di downloading o, peggio, di uploading di opere protette dal diritto d'autore.

E che cosa fanno i provider?
Di solito girano il tutto all'Autorità giudiziaria che dovrà poi decidere cosa fare. Dobbiamo infatti ricordare che il monopolio della giustizia è compito della Autorità preposte, almeno nel nostro Paese, e che in genere non è ammissibile farsi giustizia da sé. Anche perché, sia detto per inciso, un soggetto privato che (autonomamente o su sollecitazione delle Associazioni) decida di avvertire un altro soggetto del fatto che sta commettendo un reato potrebbe facilmente incorrere nella disciplina relativa al favoreggiamento personale. Va infatti ricordato che dopo il Decreto Urbani, come più volte ricordato, l'uploading di opere protette dal diritto d'autore (anche per scopi personali) configura un reato. Il diritto penale è quindi un elemento di cui avere paura ma che consente anche al cittadino di avere un sistema di garanzie certo che non dovrebbe prevedere abusi.

E quando si parla di autorità giudiziaria ordinaria si fa riferimento a tutte le garanzie che il nostro ordinamento mette a disposizione del cittadino, prima fra tutti quella secondo la quale un soggetto terzo ed imparziale decida in posizione di assoluta autonomia del destino del singolo cittadino. Questo sistema appare però ai titolari dei diritti, al Governo francese, e a quanto si sente dire forse anche al legislatore Italiano, troppo "lento" ed inefficiente rispetto alla velocità dei dowloading.

Cosa fare allora?
Pensare un sistema amministrativo, eventualmente supervisionato dalle forze di polizia, che consenta di agire tempestivamente diluendo, in qualche misura, (o semplicemente rendendole inutili, vista la velocità del ricorso) le garanzie giurisdizionali.
Sembra un ipotesi remota ma non lo è.

Infatti l'analisi di ciò che sta accadendo in Francia e delle recenti norme italiane che riguardano anche Internet e i diritti dei cittadini introdotte per decreto legge (valga per tutti il Decreto Urbani, ma anche le norme sul cyberstalking o quelle sulla videosorveglianza) ci dicono quale sia l'orientamento in tema di repressione di reati, legati a Internet, che stanno destando un certo interesse nella collettività.

In particolare quello che desta una certa inquietudine in questi ultimi giorni è la potenziale applicazione ai downloader di qualcosa che è denominato "ammonimento" (che si applica per il momento solo allo stalking) e che nel nostro diritto amministrativo-penale non era ancora apparso fino a qualche mese fa, quando è entrato in vigore il decreto sicurezza. In pratica l'ammonimento consiste nell'avvertimento che il questore fa al soggetto ritenuto potenzialmente pericoloso dall'astenersi dal compiere (nel caso dello stalking) atti persecutori nei confronti di un terzo.

Questa misura, che non rientra tipicamente tra quelle previste dalle cosiddette misure di prevenzione (quelle norme di polizia che si applicano a soggetti ritenuti socialmente pericolosi) e che ha destato molte perplessità perché alcuni avrebbero preferito almeno un atto del Magistrato (fosse anche un Pubblico Ministero), si potrebbe prestare benissimo alla bisogna della violazione del diritto d'autore, perché potrebbe essere introdotta senza particolari clamori e, soprattutto, senza le garanzie previste dalla legge in occasione di un processo penale.

Niente di più semplice quindi di applicare per decreto legge l'Ammonimento anche a chi scarica musica o film: il gioco sarebbe fatto!

Esiste una Hadopi Italiana?
Qualcuno potrà obiettare che non esista nel nostro paese un organismo simile all'Hadopi che possa esercitare questi compiti. Come è noto infatti la parola Hadopi è l'acronimo di Haute Autorité pour la Diffusion des ?uvres et la Protection des Droits sur Internet, ovvero l'Ente destinato a porsi come tramite tra fornitori di contenuti e provider di connessione per valutare quali utenti utilizzino la rete con modalità contrarie alle normative per il copyright.

Anche questo non è del tutto vero, infatti in Italia è stato istituito con la legge 38 del 2006 un particolare Organo presso il Ministero degli Interni denominato Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete Internet. Che cosa fa questo centro? In generale valuta i contenuti illeciti e si frappone tra gli utenti e i provider imponendo fra l'altro l'applicazione di filtri atti ad impedire la connessione in caso di contenuti pedopornografici.

Tra le competenze di quest'Organismo ve ne sono alcune che prevedono che "I fornitori dei servizi resi attraverso reti di comunicazione elettronica sono obbligati, fermo restando quanto previsto da altre leggi o regolamenti di settore, a segnalare al Centro, qualora ne vengano a conoscenza, le imprese o i soggetti che, a qualunque titolo, diffondono, distribuiscono o fanno commercio, anche in via telematica di materiale pedopornografico, nonché a comunicare senza indugio al Centro, che ne faccia richiesta, ogni informazione relativa ai contratti con tali imprese o soggetti".

Per introdurre quindi i principi previsti dalla dottrina Sarkozy in Italia, basterebbe semplicemente prevedere in poche parole l'Ammonimento e la competenza del Centro suddetto in caso di downloading di opere protette dal diritto d'autore, e conferire a questo organismo che è già pronto tecnicamente e testato da 10 anni di contrasto alla pedopornografia, e da 2 anni di applicazione della normativa sui filtri posti dai provider, il compito di presiedere alla disconnessione di colui che scarica e carica musica e film, utilizzando gli stessi sistemi e gli stessi metodi già sperimentati in occasione della pedopornografia.

Si comprende forse meglio ora il motivo per il quale alcuni organi di stampa attribuivano la presentazione in Parlamento di disegni di legge che sembravano quasi equiparare il perseguimento del peer to peer a fattispecie molto più gravi quali la pedopornografia in rete.

Insomma potremmo forse assistere nel prossimo futuro a un piccolo maquillage normativo, magari suggerito dal fin qui silente Comitato Antipirateria istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Et voilà, anche in Italia la dottrina Sarkozy!

Fulvio Sarzana di S.Ippolito
www.lidis.it
60 Commenti alla Notizia Italia, gli strumenti della dottrina Sarkozy
Ordina
  • è vero che chi usa i programmi P2P di solito sono persone dedite allo scambio di file coperti da copyright, ma non è per forza la regola!!

    Se dovessero chiudere tutte le comunicazioni internet perchè una persona sta usando uno di questi programmi sarebbe una grossa limitazione della libertà personale... e presume un illecito solo per l'utilizzo di un protocollo di comunicazione! Sopratutto se pensiamo che nessuno può mettersi dall'altra parte del filo e controllare ogni pacchetto inviato o ricevuto senza un regolare mandato....

    Insomma per me la legge francese è solo una mannaia per cercare di salvaguardare i "cavoli" delle major detentrici dei diritti o dei musicisti!!!

    Il problema non siamo noi utilizzatori, che ci accontentiamo di un film in divx o una canzone in mp3 (due file che sono compressi e quindi di poco valore qualitativo), ma dei veri "DELINQUENTI" che dopo aver scaricato qualcosa poi lo masterizzano e lo rivendono, tramite bancarelle abusive o semplicemente dei lenzuoli a terra, per trarne vantaggio monetario!!!!

    Fin da quando sono un bambino che vedo gente che si duplica le musicassette o le vhs.... anche quello sarebbe da punire, vogliono solo mettere un bavaglio a un mezzo veramente libero perchè non sono in grado di controllarlo?

    BAH!!!

    Nedo
  • Bel nome, ma cosa è ?
  • Innanzitutto, a quanto pare, questo "Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete Internet" si occupa in un certo senso di perseguire, in una fase prodromica rispetto a quella vera e propria che spetta alla magistratura, un reato di particolare gravità qual'è la pedopornografia e non di tutelare un mero diritto patrimoniale qual'è il diritto d'autore; inoltre, in quanto organo amministrativo, non è autorizzato a scandagliare la rete per scovare i potenziali illeciti, nè di conseguenza ad emanare "ammonimenti" per una presunta violazione del diritto d'autore; in caso contrario, andrebbe incontro a una evidente violazione dell'art. 15 cost.
    E poi: la limitazione del "diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" (art. 21 cost.) che si verificherebbe a seguito della disconnessione per presunta violazione del diritto d'autore, sarebbe un'altra grave stortura giuridica; oltretutto, i diritti fondamentali riconosciuti agli articoli summenzionati, non posson certo esser limitati con un provvedimento amministrativo.

    In definitiva, la soluzione non è L'Hadopi, ma una modernizzazione del diritto d'autore che tenga conto del fenomeno Internet.
    non+autenticato
  • Quante volte la scusa della lotta alla pedopornografia è stata usata come scudo per far passare nefandezze legislative?
    Questa sarebbe solo l'ultimo esempio.
  • Ma il server numero 5 d'imageshack è ancora oscurato, adesso che mi ci fai pensare.
    Sgabbio
    26177
  • Se fossi malizioso potrei sospettare che su quello stesso server siano ospitate immagini sgradite a qualche potente nostrano...

    Se fossi malizioso.
  • Quella questione è il perfetto esempio di non curanza tutta italiana.

    Bastava eventualmente segnalare la cosa al gestore del sito invece di menomare un servizio web!

    Perchè trovo inconcepibile, che per guardare una immagine riguardante una moto, devo per forza di cose usare un proxy...
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: lucente
    > d'autore; inoltre, in quanto organo
    > amministrativo, non è autorizzato a scandagliare
    > la rete per scovare i potenziali illeciti, nè di
    bisognerebbe ricordarlo al prete Di Noto che, non essendo nemmeno un organo amministrativo, da anni scandaglia e segnala autoassumendosi la carica di fustigatore delle anime altrui...
    non+autenticato
  • Non ti sei mai chiesto perchè Di Noto, il prete purtroppo noto, abbia una stretta collaborazione con le forze dell'ordine? E la meter non è l'unica che ha fatto cosi.

    Bisogna ringraziane le attuali leggi sul pedoporno che criminalizzano persone o cose che non hanno niente a che vedere con i pedofili. Anche se le stesse forze dell'ordine fortunatamente, in molte circostanze cerano di non fustigare chi segnala l'eventuale sito di robe pedofile porno.

    Poi Di noto è quello che ha fatto sequestrare un forum perchè parlavano dei preti pedofili.
    Sgabbio
    26177
  • Grazie Lucente per averci "illuminato", appunto, sulla natura di questo Comitato. In effetti, l'articolo di PI crea ansie immotivate.
    L'ordinamento italiano protegge la privacy delle telecomunicazioni. Questa assurda legge Hadopi è appena stata approvata in Francia, e il Parlamento Europeo se ne è lavato le mani.
    Ma nessuno ci può dire al momento quali saranno i suoi effetti a livello pratico, né ci è stato spiegato in dettaglio come pensano di poter tracciare il traffico dati delle connessioni di TUTTI gli utenti francesi, e a quali costi.
    Se il modello di nemico contro cui scagliarsi è Emule e Bittorrent, nn si è considerato che nel 2009 esistono molte altre reti di p2p, oltre a edonkey.
    Si tratterebbe di capire se la tecnologia Deep Packet Inspection può scanadagliare a fondo tutte le connessioni, anche quelle che viaggiano su reti criptate.
    Il Governo Italiano potrebbe permettersi di fornire a Telecom, Libero, ecc. questa tecnologia così costosa?

    Non ci è stato detto inoltre cosa succederebbe se, mera IPOTESI, alcuni ISP francesi si RIFIUTASSERO - in Svezia è già successo - di fornire all'Hadopi gli indirizzi ip dei malcapitati, e rifiutassero di pagare le conseguenti MULTE.
    Sarkozy nn è mica Dio, in casa sua nn è vietato dargli contro. La Francia è ancora una democrazia. La disobbedienza a oltranza ha costretto sempre i governanti ad arrendersi, magari dopo lunghissimo tempo, e a cambiare il loro orientamento legislativo.
  • Le reti p2p più diffuse sono emule con edonkey e kad e poi il protocollo Bittorent, usato anche per molti altri usi che non sono la "pirateria" (vedi il client di wow che usa sto sistema per gli aggiornamenti, per esempio).

    Non ho notato per il momento la nascita di un nuovo protocollo p2p che possa sostituire entrambi è per ora il p2p anonimo è ancora lontano da essere utilizzato massiciamente (c'era winny, software giapponese, ma l'autore non ha mai voluto che diventasse famoso).

    Faccio presente che esistono anche i servizi di file hosting come Rapidshare, mediafire, megaupload e tanti altri.

    Li come controllano, soprattutto se metto delle pass al file compresso ?
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Sgabbio
    > il p2p anonimo è ancora
    > lontano da essere utilizzato massiciamente (c'era
    > winny, software giapponese, ma l'autore non ha
    > mai voluto che diventasse famoso).

    Non credo che Winny fosse anonimo: hanno beccato l'autore e stangato gli utilizzatori
    http://punto-informatico.it/2224654/PI/News/giappo...

    > Faccio presente che esistono anche i servizi di
    > file hosting come Rapidshare, mediafire,
    > megaupload e tanti
    > altri.

    Tutti sotto il tiro delle major

    > Li come controllano, soprattutto se metto delle
    > pass al file compresso
    > ?

    potrebbero costringerti a rivelare le password.
    Da questo segue che bisognerebbe che i file apparissero innocui a chiunque non avesse la password.
    E di conseguenza credo che il futuro sia nella steganografia.
  • Il download esiste e esisterà sempre nonostante leggi e regolamenti emanati da chichessia.
    Gli esperti informatici troverebbero subito il sistema per raggirare la norma e non farsi "tracciare" oppure trovare sistema alternativi (non sò si qualcuno ricorda al tempo di Napster, non ricordo le motivazioni, ma fù distribuito un software de criptare/descriparate gli mp3 in modo che il rete agli ignari apparivano fei comunissimi file di testo o oltro ma non mp3).
    E' una lotta impari che potrà essere risolta con sistemi diversi dai divieti.
    La formula - secondo me - che potrebbe funzionare e far pagare un prezzo aggiuntivo ai canoni ISP in base alla banda ed obbligare gli ISP a fornire applicativi per il p2p con contenuti controllati (scarico il film picopallo e sono sicuro di sacricare pincopallo e non un porno) con ripartizione dei giusti diritti agli autori dei brani "scambiati".
    Che nessuno mi venga a dire che non è d'accordo perchè il pc lo usa solo per vedere l'oroscopo e quindi non ritiene di dover pagare un pò di più per fruire di opere dell'ingengo!!! Direbbe un falso !!! E' come dire che chi ha la tv l'accende solo e solo per vedere il TG.... Ma và!!!
    Pochi soldi in più per tutti = contenti tutti = problema risolto.
    Bye - Doroty
    non+autenticato
  • E non sarebbe meglio far pagare questo canone aggiuntivo solo a chi vuole scaricare, invece di imporlo aprioristicamente a tutti?
    Conosco un sacco di gente che ha il PC e l'ADSL, ma non sa nemmeno dove scaricare eMule o bitTorrent
  • Leggendo i post di Doroty e Momento di inerzia mi rendo conto di quanto sia perso il concetto stesso di servizio pubblico.

    La conoscenza (incluso il trash) deve essere accessibile, semplicemente perchè è ingiusto legarla al reddito. Visti gli scenari che si profilano (gente che resta fuori dai circuiti della protezione sociale e precipita nella povertà come niente fosse), penso che nemmeno ad occhi bendati si può continuare a proporre ricette così apparentemente sensate e concretamente sbagliate.

    C'è vita persino su Marte, esiste qualcos'altro oltre al pay-per-view.
    non+autenticato
  • Per momento di inerzia: no, non credo che discriminare il pagante in base all'uso funzioni. Purtoppo, il mondo è fatto anche da furbi che direbbero di non utilizzare mai contenuti protetti da diritto d'autore e invece....
    Non dico che chi si collega debba usare emule o altro, in ogni caso gode di opere dell'igegno (vedi di seguito risposta a gabriella giudici).
    Per Gabriella giudici: un pensiero troppo universale è un pò anarchico. Eros Ramazzotti che vive creando musica che piace al altri, secondo voi come vive? Vive con i diritti d'autore. Non ritorniamo sul discorso delle licenze gratuite (alla fine gli autori cosa e da dove guadagnano?). Un'altrnativa potrebbero essere degli "erogatori" di contenuti protetti (Es. emule) finanziati non dagli utenti ma dalla pubblicità.
    Occorre - secondo me - capire bene cosa è il diritto d'autore (in breve:stipendio al creatore dell'opera) per poi trovare una soluzione logica che non sia come quella intrapresa dai francesi obsoleta 1 secondo dopo la sua approvazione.
    Infine, sono tutti teoremi poichè l'economia mondiale è anche in mano alle major. Vi immaginate l'autore che si fà il brano e se lo distribuisce senza più supporti di ogni genere? Cosa fanno i produttori ? Quindi, i legislatori, invece di vedere le cose in modo obiettivo, guardano i propri interessi con grossi conflitti d'interesse. Ma, conviene comunque continuare a parlarne nella speranza che le future generazioni possano fare ciò che ora risulta molto difficile se non impossibile.
    Bye Doroty
    non+autenticato
  • Per Doroty.
    Rispetto l'opinione chi chi crede che il copyright remuneri (ancora) l'autore, anche se mi sembra smentita dalla realtà di mercato. Non è l'unica giustificazione della legge però, in particolare, il copyright NON nasce come "diritto d'autore", ma come un meccanismo di politica economica finalizzato a creare un mercato legale (di ciò che circolava liberamente, cioè le opere letterarie).

    C'è stato un tempo in cui ci si finanziava diversamente dall'acquisto dell'opera (ma anche periodi oscuri in cui si serviva un mecenate).

    Non sono anarchica (anche se non ci troverei nulla di male), ma credo sia necessario sforzarsi di immaginare uno scenario diverso da quello che i cultori del libero mercato si sforzano di farci credere l'unico e perfino il migliore dei modi possibili.
    non+autenticato
  • - Scritto da: gabriella giudici
    > il copyright NON nasce come "diritto
    > d'autore", ma come un meccanismo di politica
    > economica finalizzato a creare un mercato legale
    > (di ciò che circolava liberamente, cioè le opere
    > letterarie).

    Ma proprio no!
    Il copyright nasce come sottoprodotto della censura agli albori della stampa
    http://punto-informatico.it/473870/PI/Commenti/int...

    > C'è stato un tempo in cui ci si finanziava
    > diversamente dall'acquisto dell'opera (ma anche
    > periodi oscuri in cui si serviva un mecenate).

    Perché li chiami oscuri?
    L'unico modo di eliminare il copyright sarebbe esattamente di tornare al finanziamento degli autori tramite mecenati ed esibizioni (a tutt'oggi chi vende molto riceve molto dalla SIAE, ma gli altri si sovvenzionano principalmente con concerti e similari)

    > Non sono anarchica (anche se non ci troverei
    > nulla di male), ma credo sia necessario sforzarsi
    > di immaginare uno scenario diverso da quello che
    > i cultori del libero mercato si sforzano di farci
    > credere l'unico e perfino il migliore dei modi
    > possibili.

    Ma proporre soluzioni utopiche non serve a niente
  • Momento di inerzia commenta:

    - Scritto da: gabriella giudici
    > il copyright NON nasce come "diritto
    > d'autore", ma come un meccanismo di politica
    > economica finalizzato a creare un mercato legale
    > (di ciò che circolava liberamente, cioè le opere
    > letterarie).

    Ma proprio no!
    Il copyright nasce come sottoprodotto della censura agli albori della stampa
    http://punto-informatico.it/473870/PI/Commenti/int...


    Mi riferivo solo all'aspetto economico (di cui parlavi), questo è invece l'aspetto politico: le due cose sono andate insieme e mi sembra non casuale ..
    (vedi Geller, "Copyright History and the Future. What’s Culture Got to Do with It?” http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id...).

    > C'è stato un tempo in cui ci si finanziava
    > diversamente dall'acquisto dell'opera (ma anche
    > periodi oscuri in cui si serviva un mecenate).

    Perché li chiami oscuri?
    L'unico modo di eliminare il copyright sarebbe esattamente di tornare al finanziamento degli autori tramite mecenati ed esibizioni (a tutt'oggi chi vende molto riceve molto dalla SIAE, ma gli altri si sovvenzionano principalmente con concerti e similari)


    Direi che li chiamo oscuri per romanticimo, qualcuno la chiama libertà, ma solo quelli che si ricordano che ce n'è un tipo che non si lega simpliciter alle parole "di mercato".


    .. proporre soluzioni utopiche non serve a niente.

    L'utopia è il nome di quella cosa che viene pensata, desiderata e talvolta imposta, prima che si sia realizzata.
    non+autenticato
  • - Scritto da: gabriella giudici
    > Direi che li chiamo oscuri per romanticimo,
    > qualcuno la chiama libertà, ma solo quelli che si
    > ricordano che ce n'è un tipo che non si lega
    > simpliciter alle parole "di mercato".

    Viviamo in un mondo capitalista: tutto è legato al mercato

    > L'utopia è il nome di quella cosa che viene
    > pensata, desiderata e talvolta imposta, prima che
    > si sia
    > realizzata.

    Mi rifiuto di vivere in qualunque sistema in cui un'idea debba essere imposta.
    Quindi se stai pensando che il P2P free per sempre possa essere imposto di prepotenza agli attuali titolari dei diritti, possiamo anche chiudere la discussione
  • - Scritto da: Momento di inerzia
    [...]
    > Viviamo in un mondo capitalista: tutto è
    > legato al mercato

    questa è una falsa premessa, del tutto fuorviante

    viviamo in un mondo fatto di terra, di acqua, di aria, di animali, di piante, di uomini, di vento e di piggia, di fenomeni fisici...

    il "mercato" non è NULLA di tutto questo: è solo una "invenzione" peraltro molto recente e dalla storia brevissima rispetto a quella dell'umanità... un qualcosa, che alcuni spacciano per realtà fenomenologica ineluttabile (condizionando tutti gli altri a pensare che sia davvero così), attraverso cui pochissimi riescono a sopraffare tutti gli altri...

    > > L'utopia è il nome di quella cosa che viene
    > > pensata, desiderata e talvolta imposta, prima
    > che
    > > si sia
    > > realizzata.
    >
    > Mi rifiuto di vivere in qualunque sistema in cui
    > un'idea debba essere
    > imposta.

    dunque, per stare in tema, ti rifiuti anche di vivere nel mondo del mercato capitalista che ci viene imposto?

    > Quindi se stai pensando che il P2P free per
    > sempre possa essere imposto di prepotenza agli
    > attuali titolari dei diritti,

    idee, utopie...

    vuoi fatti?
    bene! fatto concreto è che alcuni hanno imposto di prepotenza un esproprio privatistico di beni comuni (sapere, conoscenza, arte, ecc...) che hanno perpetrato a loro vantaggio ed a danno di tutti gli altri... e questo esproprio "a rovescio" lo chiamano diritto, diritto d'autore...
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCC
    > viviamo in un mondo fatto di terra, di acqua, di
    > aria, di animali, di piante, di uomini, di vento
    > e di piggia, di fenomeni
    > fisici...

    Bravo, hai dato una descrizione oggettiva quando si parlava di aspetti comportamentali.
    Come se ti dicessi che un'auto va a benzina e tu mi rispondessi che non è vero e che è fatta di ferro...

    > il "mercato" non è NULLA di tutto questo: è solo
    > una "invenzione" peraltro molto recente e dalla
    > storia brevissima rispetto a quella
    > dell'umanità...

    L'uomo è sempre stato materialista per il semplice fatto che le risorse sono limitate (non desiderare la roba d'altri, ti dice niente?).
    Il capitalismo è solo l'espressione estrema di questo stato di cose.
    E se avessi letto meglio il mio commento, avresti visto che ho scritto che tutto è mercato e non che il mercato è tutto.

    > dunque, per stare in tema, ti rifiuti anche di
    > vivere nel mondo del mercato capitalista che ci
    > viene
    > imposto?

    Non mi risulta che il capitalismo ci sia stato imposto con la forza.

    > vuoi fatti?
    > bene! fatto concreto è che alcuni hanno imposto
    > di prepotenza un esproprio privatistico di beni
    > comuni (sapere, conoscenza, arte, ecc...) che
    > hanno perpetrato a loro vantaggio ed a danno di
    > tutti gli altri... e questo esproprio "a
    > rovescio" lo chiamano diritto, diritto
    > d'autore...

    Prima di venirmi a fare la morale leggi questo
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2626806&m=262...

    Il punto non è che io sia a favore di questi bastardi, ma che le soluzioni che si propongono tipo "spesa proletaria" del multimedia sono illegali, immorali e irrealizzabili.
    Almeno quanto la posizione dei detentori di diritti circa la messa al bando del P2P e la loro pretesa di possedere la cultura mondiale.
  • Momento di inerzia è capace di ardore:

    Mi rifiuto di vivere in qualunque sistema in cui un'idea debba essere imposta.

    ma anche di grande realismo:

    Viviamo in un mondo capitalista: tutto è legato al mercato

    Chissà perchè non ti sei opposto a questa imposizione.
    non+autenticato
  • mi sono iscritto appositamente perchè leggendo spesso parecchi commenti davvero mi sono chiesto se davvero così tanti credono veramente a quello che postano, mi riferisco ai cultori della legalità, a quelli che equiparano lo scaricare a rubare eccetera.
    il problema non è pensarla in un modo diverso, è semplicemente un problema di cultura e di capire come funziona questo sistema nel quale siamo inseriti.
    dal codice di hammurabi in avanti le peggiori porcherie sono sempre state legali perchè come disse max stirner" nelle mani dello stato la forza si chiama delitto,nelle mani dell'individuo delitto" una cosa è la legalità e un'altra cosa è la giustizia.
    se parliamo semplicemente di scaricare si potrebbero addurre altre motivazioni, ma qui voglio fare un discorso più ampio.
    aveva capito bene la chiesa cattolica che avere in mano l'esclusiva della cultura significava il controllo delle masse infatti con l'avvento della stampa possedere un libro significava essere bolliti nella pece e nella trementina ed è veramente strano che un paese che ha avuto nella sua storia le gerarchie cattoliche ( 200 anni solo di crociate) e il nazifascimo quando deve fare qualche esempio di criminale tira sempre fuori stalin e castro ( si chiama maccartismo e colpisce i più stolti).
    chi detiene il potere anche quando fa leggi all'apparenza giuste lo fa sempre con altre motivazioni e sempre economiche, prendiamo come esempio il femminismo, pensate forse che sia bastato qualche corteo e un poco di casino per costringerli a qualcosa che non volevano?
    indubbiamente il femminismo è stato qualcosa di positivo. ci mancherebbe.
    le motivazioni che hanno spinto questo sono però di carattere economico, con la donna di 40 anni fa sarebbe stato possibile il tipo di società nella quale viviamo?
    pensiamo solo alla pubblicità, alla pornografia, ai divorzi (e molto altro)il capitalismo per espandersi come un cancro maligno aveva bisogno prima di tutto di questo, pensiamo solo all'inserimento della donna nel mercato del lavoro, chi può essere contrario?
    rimane il fatto che è stato il primo elemento per abbassare di fatto gli stipendi ( come oggi l'immigrazione) si inneggia al libero mercato, libera circolazione di capitali e si finge per scopi propagandistici di non volere quella degli uomini ma sarebbe meglio usare la parola giusta:schiavi.
    sono arrivato al nocciolo del problema, questo capitalismo che inneggia alla proprietà privata, al libero mercato equivale a:
    non hai soldi= non mangi
    non hai soldi= non ti curi adeguatamente
    non hai soldi= crepa
    ho forse le stesse possibilità di uno ricco di difendermi in un processo o in caso di malattia?
    perchè chi è ricco lo è solo perchè le leggi e la costruzione della società è fatta in modo che qualcuno lo diventi a discapito di molti altri,i casi cirio parmalat raccontano bene come si fa a diventare ricchi, ma vale per tutte le grosse aziende.
    in tutto il globo si creano condizioni di sottosviluppo e fame affinchè pochi abbiano vite faraoniche, che senso ha la fame quando si produce di più di quello che serve?
    ha ragione di essere solo nell'egoismo umano che questo capitalismo esalta alla follia, si tratta altresì di capire in quale direzione stiamo andando.
    la proprietà è sempre più nelle mani di pochi tra qualche anno gruppi privati controlleranno al 100% fonti di acqua e cibo( già lo fanno)e a quel punto il cerchio sarà chiuso.
    mi viene in mente un'intervista di fritz lang dove racconta la sua fuga dalla germania perchè è dall'impianto culturale di un sistema che capisci cosa ti puoi aspettare.
    se io perdo il lavoro mi devo arrangiare se una banca che faceva e continua a fare utili privati si mangia i soldi tra finanzieri, miltinazionali e politica allora deve intervenire lo stato cioè io, voi o meglio le generazioni future che pagheranno con condizioni di vita pessime, il tutto per finanziare il benessere di pochi.
    a meno che non siate tra quelli che credono alla favoletta della crisi dei mutui.
    le major sono tra quei gruppi di potere responsabili di questo degrado, magari tra qualche anno si potrebbe decidere di portare il diritto d'aurore a 8 milioni di anni, o forse meglio 200 milioni, in fondo cosa ci vuole basta una legge si sa la legalità è importante, specialmente se a dirlo sono quelle persone (non mi riferisco solo all'italia) che poi si sottraggono ad essa, pensiamo agli stati che organizzano omicidi di oppositori attentati terroristici, il tutto sempre alla fine per denaro.
    charlie chaplin mi pare in monsieur verdoux nel monologo finale dice " cos'è per caso il numero legalizza?" si riferisce alle guerre, che come è noto si organizzano per il bene del prossimo.
    davanti a tutto questo io sarei un criminale se scarico da internet, ed è per questo che la cultura deve restare libera perchè è l'unico modo di avere un punto di vista che non sia quello del grande fratello.
    in italia poi il problema è ancora più grave basta vedere quali sono i libri più letti, ma se chiedete in quanti conoscono le opere di voltaire o ariosto ecc ecc allora sì che se ne scoprono delle belle.
    non+autenticato
  • Penso che se un giorno entrassi in classe ed esordissi con un "ve lo spiego una volta per tutte", mi arriverebbe in testa qualcosa (quanto di più normale nelle attuali classi).

    Ma, amenità a parte, dici cose sensate, poi ogni tanto deragli: il capitalismo non è l'unico motore della storia, non attribuiamogli anche questo, ha apologeti in abbondanza senza che anche i critici lo innalzino più del necessario.

    Mi riferisco ai tuoi due passaggi, a mio avviso, più oscuri: emancipazione femminile e crisi dei mutui. Che entrambi facciano o abbiano fatto comodo al capitale (il primo come fenomeno, il secondo come scusa), non dovrebbe portarti a concludere che sono "epifenomeni" di una struttura marcia. Sarà una trentina d'anni che il marxismo ha abbandonato letture così elementari. Quanto ai mutui sub prime poi, resto convinta che lo scoppio della bolla immobiliare, legato al declino del reddito da lavoro, sia qualcosa di più di un dettaglio.
    non+autenticato
  • sono stato volutamente provocatorio nel titolo perchè non pretendo che gli altri abbiano la mia stessa visione delle cose, ma pretendo coerenza, non si può inneggiare alla proprietà privata e poi renderla un fattore per pochi, è feudalesimo travestito da capitalismo.
    non si può dire che io rubo se scarico un film quando in questo sistema sono i poveri che finanziano i ricchi, io non ho conoscenze tali da poter spiegare un fenomeno così complesso come quest'ultima crisi , ma la sostanza è che imporranno al mondo del lavoro ulteriori restrizioni di diritti e di salario per i più fortunati, per il resto ci sarà il nulla.
    i soldi è tanto tempo che nelle banche non ci sono più se li sono aspirati con le borse , facendo dei debiti che non pagheranno mai, mentre i lavoratori facevano una vita di sacrifici per poi nel miraggio di una vecchiaia serena, consegnarli a questi malfattori.
    i frutti di tutto questo non penso dovremo aspettare molto a vederli, basterà che la generazione dei primi precari arrivi intorno ai 45 anni l'età dove sarà impossibile continuare a lavorare perchè avranno schiavi più freschi da far lavorare, ma si sa i nemici hanno molti nomi, immigrato, sovversivo, comunista.
    è troppo facile condannare hitler adesso, c'è chi lo ha fatto 80 anni fa, questo sistema è peggio di hitler e stalin 100 volte messi insieme perchè opera solo questo raffronto: quante persone devono morire?
    quanto ci guadagno?
    basta andare in africa per rendersi conto di quante persone muoiano di malattie curabilissime a costi irrisori, ma se io non guadagno non ti curo.
    per arrivare al punto dove siamo oggi ci voleva una fase d'espansione che abbiamo vissuto dagli anni 60 agli anni 80 dopo è stata tutta un'erosione di diritti.
    la maggior parte delle persone non ha concezione di questo perchè non conosce la storia, il luogo dove ci sono tutte le risposte perchè essa si ripete sempre.
    in russia come in italia alla gente che protestava per il pane gli si sparava addosso,sarebbe bene non dimenticarlo.
    davanti a queste enormità io sarei un ladro se scarico un film?
    oltretutto personalmente non sono interessato al 99% dei film o della musica di nuova produzione, li trovo di una volgarità e di una banalità imbarazzanti, ne faccio una questione di principio.
    devo anche dirti che io non ho dei o ideologie da difendere, unico limite il rispetto del prossimo.
  • - Scritto da: gaetano bresci
    > non si può dire che io rubo se scarico un film
    > quando in questo sistema sono i poveri che
    > finanziano i ricchi

    La realtà è che chi detiene i diritti non può dire che chi scarica ruba, perché chi detiene i diritti ruba quello stesso materiale alla comunità, nel momento in cui rifiuta di metterlo a disposizione ,anche dietro compenso, perché non ne ritiene profittevole la produzione.
  • Per Gaetano Bresci: concordo in pieno.
    Ciao
    non+autenticato
  • mi riferisco ai cultori della
    > legalità

    In buona parte sono videonoleggiatori, sono contro il P2P perchè secondo loro è a causa di eMule se non noleggiano più una minchia. Però se ne sbattono della legalità in sè per sè !
  • - Scritto da: Joe Tornado
    > mi riferisco ai cultori della
    > > legalità
    >
    > In buona parte sono videonoleggiatori, sono
    > contro il P2P perchè secondo loro è a causa di
    > eMule se non noleggiano più una minchia. Però se
    > ne sbattono della legalità in sè per sè
    > !
    e tra l'altro dimenticano sempre di scagliarsi contro una cosa che gli ha fatto ben piu danni... aka i cd/dvd allegati ai giornali... che hanno iva inferiore e gli utenti si trovano facilmente in mano ogni di'..e diventano di "loro proprieta'"
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 10 discussioni)