Privacy/Come difendersi dai cookie

I cookie, quei piccoli file di testo che vengono creati sui nostri computer quando navighiamo su certi siti, possono essere utilizzati per tracciare i nostri spostamenti sulla Rete e conoscere i nostri gusti. Ecco come tutelarsi

I cookie sono senza dubbio uno degli argomenti più dibattuti, e non da oggi, su Internet: da una parte troviamo i navigatori che vedono leso il proprio diritto alla privacy, dall'altra troviamo i gestori dei siti web che, grazie a questo meccanismo, possono, attraverso la raccolta di informazioni sugli utenti, migliorare i contenuti ed i servizi del proprio sito o fare pubblicità mirata.

Inizialmente i cookie non sono stati progettati per scopi maliziosi,
ma per rendere più agevole la navigazione nel web: basti pensare alla possibilità di memorizzare una volta per tutte user name e password per accedere ad un sito come utente registrato, od ancora il classico carrello della spesa utilizzato da tutti i siti di e-commerce per annotare gli acquisti in ordinazione. Tutte queste informazioni, in questo caso necessarie all'erogazione del servizio, vengono scritte in un cookie sotto forma di piccoli file di testo memorizzati sul computer dell'utente.

Anche le pagine ASP (Active Server Pages) usano i cookie per identificare le varie connessioni provenienti da computer differenti. Come risultato, viene mandato un cookie al browser ogni volta che viene aperta una nuova sessione. Questo generalmente avviene la prima volta che un browser accede ad una certa pagina ASP su di un web server.
Sfortunatamente, l'idea di base dei cookie è stata impiegata in modo via via più subdolo da società che, grazie a tali meccanismi, riescono a controllare i movimenti degli utenti nel web e ricostruirne i passi e le abitudini: la cosa grave è che queste azioni avvengono all'insaputa dell'utente.

Allo scopo di ridefinire lo standard dei cookie e garantire così una maggiore tutela della privacy, si è riunito un gruppo di avvocati che intende proporre all'IETF (Internet Engineering Task Force) un nuovo standard che, se accettato, regolamenterà l'uso dei cookie come segue:
- limite obbligatorio alla durata temporale del cookie;
- avviso dell'invio dei cookie;
- possibilità esplicita di accettare/rifiutare i cookie;
- invio all'utente delle informazioni relative alla provenienza del cookie.

In merito a tale proposta è sorto il problema se limitare o fermare
i banner forniti da terze parti: la stragrande maggioranza dei siti web che si appoggiano a concessionari di pubblicità contengono dei banner pubblicitari che risiedono fisicamente su altri web server: quando la pagina web carica uno di tali banner, di solito viene anche inviato un cookie che registra tutti i dati relativi all'immagine che è stata visualizzata all'utente e le operazioni svolte sulla pagina stessa.
In questo modo sui siti appartenenti allo stesso network pubblicitario il concessionario potrà, per ogni pagina aperta da un utente, verificare i banner ed i siti del network già visti da quella persona (o meglio, da quel computer) ed effettuare, in questo modo, pubblicità mirata. Dopo un certo periodo, i banner pubblicitari inviati all'utente rispecchieranno molto fedelmente i suoi gusti.

Per alcuni questa è una grave violazione della privacy, per altri, al contrario, è uno strumento importante per far crescere le sponsorizzazioni su Internet e mantenere i servizi gratuiti. Se lo standard dei cookie verrà modificato seguendo le richieste dei difensori della privacy, ognuno di noi sarà libero di scegliere, in modo semplice, rapido e soprattutto esplicito, quante e quali informazioni lasciare di sé sulla Grande Rete.

Esempi di queste compagnie che inviano dei banner "personalizzati"
sono: Doubleclick, Focalink, Globaltrack e ADSmart, ma queste sono solo le più grandi e conosciute: in realtà moltissime altre concessionarie minori e siti di e-commerce utilizzano i cookie per tracciare i gusti degli utenti.
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