Giorgio Pontico

Iran, Facebook si spegne per le elezioni

Le autoritÓ iraniane hanno disposto il blocco del social network numero uno proprio nel bel mezzo della campagna elettorale. Una strategia per destabilizzare l'opposizione? - UPDATE

UPDATE - Citando un blogger locale, Hamid Tehrani scrive su Global Voices Advocay che le reazioni internazionali e le proteste interne avrebbero spinto il governo iraniano a tornare sui propri passi eliminando i filtri che rendevano Facebook inaccessibile.

Roma - A pochi giorni dalla prossima tornata elettorale i cittadini della rete iraniani non hanno diritto ad avvalersi di Facebook come mezzo di discussione e confronto online. Da sabato scorso il social network numero uno, principale strumento comunicativo dei giovani iraniani, risulta infatti inaccessibile da tutto il territorio nazionale. A confermare ciò vi sarebbero alcuni dipendenti della CNN stanziati a Teheran, i quali nel tentare il login si sono visti recapitare un messaggio in farsi in cui si spiega semplicemente che l'accesso al sito non è possibile.

In tempi recenti Facebook è diventato il canale mediatico preferito da gruppi di giovani riformisti come il Daftar Tahkim Vahda e dagli oppositori di Ahmadinejad che, ben consci della bassa età media della popolazione, attraggono proseliti ed esprimono le loro idee sulle proprie pagine personali: Mir Hossein Mousavi è uno di questi e conta quasi 7mila fan. Sostenitori che se residenti in Iran per ora non possono più seguirlo, almeno via Web.
Le ragioni di quest'ultimo blocco non sono ancora ben chiare ma per l'azienda si tratta di un vero e proprio atto di censura e privazione della libertà di esprimersi e informarsi durante un momento molto delicato per un paese chiamato il prossimo 12 giugno a decidere chi sarà il presidente per i prossimi quattro anni: "╚ una vergogna - spiega Elizabeth Linder, portavoce di Facebook - che alcuni comportamenti culturali e politici possano limitare le opportunità di condivisione ed espressione concesse da Internet".

Secondo Shahab Tabatabaei, persona molto vicina a Mousavi, tutte le fonti di informazione che si esprimono contro il regime sarebbero a rischio censura poiché limitare la competizione politica sarebbe una delle principali priorità del governo: "Il blocco di Facebook - continua Tabatabaei - non è stato altro che una pronta reazione dell'esecutivo nei confronti di una manifestazione pro-Mousavi svoltasi sabato in uno stadio della capitale iraniana".

L'Iran non è certo nuovo ad atti del genere: già nel 2006, ben prima del boom di adesioni, Facebook era finito nella lista nera degli Ayatollah con l'accusa di immoralità, che in Iran è sinonimo di illegalità, salvo essere reintegrato poco tempo dopo. Lo scorso anno invece aveva tenuto banco la proposta di legge che condannava a morte tutti quei blogger con il vizio di pubblicare post sgraditi.

Tuttavia, nonostante ciò che accade nell'ex impero persiano, un manipolo di imam indonesiani ha dimostrato che non è affatto lecito pensare la religione islamica in antitesi a Facebook e, più in generale, alla Rete. Sono infatti più di 700 gli imam della più grande nazione islamica al mondo che hanno firmato un editto in cui si sancisce il corretto uso del social network: basta utilizzarlo solamente per questioni di lavoro e per connettersi con amici lontani evitando accuratamente argomenti frivoli, flirt vari, bugie e altre oscenità vietate dalla Sharia, la legge islamica.

Giorgio Pontico
8 Commenti alla Notizia Iran, Facebook si spegne per le elezioni
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  • Notizia di poco fa, facebook è di nuovo online... non sanno più come comportarsi neanche loro mi sa.

    http://advocacy.globalvoicesonline.org/2009/05/26/.../
  • La notizia del blocco di facebook è stata davvero inaspettata, più che altro perchè negli ultimi giorni sia i vari oppositori sia lo stesso ahmadinejad avevano iniziato una campagna elettorale abbracciando i social network in vista delle vicine elezioni... (http://webcooperation.tumblr.com/post/104526875/ir...)
    Evidentemente il regime ha capito che non sarebbe riuscito a gestire gli oppositori online e ha deciso di tagliare il problema alla radice...

    ma non sono d'accordo con @aname, purtroppo non è semplice che gli iraniani facciano cadere il regime, soprattutto per tutte queste azioni che limitano la facoltà di espressione ed impediscono una corretta informazione sulle alternative ad ahmadinejad... senza contare che gli iraniani si ritrovano con una repubblica islamica che spingerà sempre verso un controllo morale e religioso della popolazione, qualsiasi sia il leader...
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    Modificato dall' autore il 26 maggio 2009 14.39
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  • è ormai una tendenza abbastanza comune.
    Quattro - cinque anni fa si parlava tanto dei blogger iraniani, come esempio dei giovani di quel paese che ormai stava cambiando. Salvo poi essere sorpresi dall'elezione di Ahmadinejad. Ma come fanno discorsi liberali su internet e poi eleggono un esponente conservatore?
    No, semplicemente si scoprì che chi frequentava gli internet caffé era una piccola minoranza del paese.
    Gli altri che non potevano permettersi certe possibilità erano stati invece attratti dal populismo del piccoletto di Thehran.
    Quanta gente in Iran era iscritta a facebook? Quanti andavano sui gruppi politici?
    L'opposizione, in Iran e non solo, dovrebbe smettere di pensare che Obama sia stato eletto solo grazie alla rete (fattore importante, ma meno determinante di quanto sia stato raccontato) e frequentare anche spazi meno virtuli.
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    Modificato dall' autore il 26 maggio 2009 11.34
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  • esatto, è un pò come, qui da noi, chi continua a votare berlusca..
    non+autenticato
  • Oh popolo iraniano, non ti piace che il governo ti abbia tagliato il social network? Semplice, non rieleggerlo, è proprio questo il bello della democrazia (quando funziona ovviamente), il popolo decide da chi farsi rappresentare. Se poi vi rieleggete i censori, allora vuol dire che vi va bene così, ...non lamentatevi dopo...
    non+autenticato
  • Nei primi paragrafi dell'articolo, quelli dove si accenna a questo presunto blocco di faccialibro da parte dell'Iran, non c'è manco un link che rimandi a qualche conferma a quanto si dice... E poi la fonte "sarebbe" costituita da dipendenti della CNN di Teheran che avrebbero incontrato questo blocco. Ma anche qui, nessun rimando.

    Stando così le cose, sarà vero o no quel che si afferma qui? Non lavoro mica per gli ayatollah, però va fatta informazione completa e puntuale, non per sentito dire e poi con rimandi solo su fatti citati dopo nell'articolo ma attinenti agli anni precedenti.

    Poi non si specifica che la proposta di legge per mandare a morte i blogger non è affatto stata accettata (per fortuna), ma la frase "Lo scorso anno invece aveva tenuto banco la proposta di legge che condannava a morte tutti quei blogger con il vizio di pubblicare post sgraditi." usa il verbo condannare all'indicativo dando un senso di certezza, mentre sarebbe stato megli dire "che avrebbe condannato", visto che era solo un'ipotesi (non condivisibile dal sottoscritto, beninteso).

    Altra precisazione (e quanto rompo!): l'Iran non è l'ex impero persiano, è LA Persia (cioè Paese di Fars, da cui lingua farsi)! L'impero era costituito da Persia più tutti gli altri paesi conquistati in varie epoche (Asia centrale, l'ordierno Afghanistan, il Caucauso, la Mesopotamia, fino a Fenicia, Palestina, Egitto, Anatolia e per un po' anche delle terre nei Balcani) e poi perduti. Insomma, è come dire che l'Italia è l'ex impero romano.

    Infine, l'Indonesia è un paese diversissimo dall'Iran, fra l'altro sunnita e non sciita, e poi lo Stato indonesiano non è teocratico. Comunque teocrazia e Islam c'entrano poco nella questione, visto che questa storia (se vera) sarebbe pura e semplice censura politica, senza alcuna implicazione religiosa.

    Spero di non aver spaccato troppo i testicoli a chi mi ha letto e che l'autore trovi la critica costruttiva!
    non+autenticato
  • - Scritto da: aaa
    > Nei primi paragrafi dell'articolo, quelli dove si
    > accenna a questo presunto blocco di faccialibro
    > da parte dell'Iran, non c'è manco un link che
    > rimandi a qualche conferma a quanto si dice... E
    > poi la fonte "sarebbe" costituita da dipendenti
    > della CNN di Teheran che avrebbero incontrato
    > questo blocco. Ma anche qui, nessun
    > rimando.
    >
    > Stando così le cose, sarà vero o no quel che si
    > afferma qui? Non lavoro mica per gli ayatollah,
    > però va fatta informazione completa e puntuale,
    > non per sentito dire e poi con rimandi solo su
    > fatti citati dopo nell'articolo ma attinenti agli
    > anni
    > precedenti.
    >
    > Poi non si specifica che la proposta di legge per
    > mandare a morte i blogger non è affatto stata
    > accettata (per fortuna), ma la frase "Lo scorso
    > anno invece aveva tenuto banco la proposta di
    > legge che condannava a morte tutti quei blogger
    > con il vizio di pubblicare post sgraditi." usa il
    > verbo condannare all'indicativo dando un senso di
    > certezza, mentre sarebbe stato megli dire "che
    > avrebbe condannato", visto che era solo
    > un'ipotesi (non condivisibile dal sottoscritto,
    > beninteso).
    >
    > Altra precisazione (e quanto rompo!): l'Iran non
    > è l'ex impero persiano, è LA Persia (cioè Paese
    > di Fars, da cui lingua farsi)! L'impero era
    > costituito da Persia più tutti gli altri paesi
    > conquistati in varie epoche (Asia centrale,
    > l'ordierno Afghanistan, il Caucauso, la
    > Mesopotamia, fino a Fenicia, Palestina, Egitto,
    > Anatolia e per un po' anche delle terre nei
    > Balcani) e poi perduti. Insomma, è come dire che
    > l'Italia è l'ex impero
    > romano.
    >
    > Infine, l'Indonesia è un paese diversissimo
    > dall'Iran, fra l'altro sunnita e non sciita, e
    > poi lo Stato indonesiano non è teocratico.
    > Comunque teocrazia e Islam c'entrano poco nella
    > questione, visto che questa storia (se vera)
    > sarebbe pura e semplice censura politica, senza
    > alcuna implicazione
    > religiosa.
    >
    > Spero di non aver spaccato troppo i testicoli a
    > chi mi ha letto e che l'autore trovi la critica
    > costruttiva!


    sonon daccordo, un po' di link in più non avrebbero guastato ma informato... grazie!!! Speriamo meglio
    non+autenticato
  • In realtà il popolo iraniano è molto più evoluto dell'orribile regime teocratico che lo opprime, come dimostra il fatto che una delle lingue più parlate su Internet è proprio il farsi.
    Sarebbe ora che si liberassero dei fanatici, e delle loro elezioni finte a cui qualunque candidato sgradito al regime non è ammesso.
    Funz
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