Roma - È un'abitudine molto popolare tra i protagonisti dell'industria hi-tech, quella di pronosticare la morte della
legge di Moore e poi vantarsi di aver azzeccato la giusta previsione della definitiva uscita di scena dello storico enunciato teorico-pratico di Gordon Moore. Recentemente l'enunciato è stato dichiarato
prossimo alla morte dal ricercatore di IBM Carl Anderson, e a rincarare la dose arriva ora Eli Harari, fondatore e CEO del produttore di chip di memoria e dischi SSD SanDisk che prevede con altrettanta precisione l'invalidazione dell'enunciato
al massimo entro cinque anni.
Alla conclusione di questo periodo di tempo l'intera industria dei semiconduttori cozzerà contro "un muro di mattoni",
avverte Harari attraverso il
NY Times, e non sarà più possibile moltiplicare (più o meno) per 2 la capacità semiconduttori come appunto prevede la legge di Moore. Harari porta l'esempio che ha in casa quando ricorda che dal 1990 a oggi, 19 anni dopo la fondazione di SanDisk, il numero di bit di informazione che la società è in grado di stoccare in un singolo chip è cresciuto da 4 milioni a 64 miliardi,
raddoppiando per ben 14 volte in quasi due decadi.
Una crescita senza precedenti che è poi stata la stessa dei semiconduttori usati nei microprocessori di Intel e AMD, ma che non sarà più valida in un futuro oramai prossimo perché secondo Harari "non abbiamo più elettroni a disposizione" per registrare i bit di cui sopra. SanDisk è passata da 4 milioni di elettroni per singola cella di memoria (vale a dire lo spazio minimo occupabile dall'informazione digitale) alle "poche centinaia" di oggi, e di certo "non possiamo scendere al di sotto di uno" dice il dirigente.
Certo, la crescente complessità della circuiteria elettronica dei controller che registrano i bit sui chip flash (non volatili) aiuta a guadagnare in spazio disponibile per i dati degli utenti, ma il tempo è tiranno e per Harari c'è giusto lo spazio per un altro paio di raddoppi delle capacità dei chip (dai 64 miliardi di bit di oggi sino a 256 Gigabit) e poi più nulla. Addio alla legge di Moore, e questa volta per sempre, a quanto pare.
Ovviamente
l'industria continuerà a crescere lo stesso anche dopo aver archiviato la legge di Moore, sostiene Harari, e tra le soluzioni alternative alla compattazione reiterata e forsennata del numero di transistor il CEO di SanDisk evoca i famigerati
chip tridimensionali, dispositivi salvifici che, come i grattacieli hanno risolto i problemi di spazio abitabile nelle immoderate megalopoli statunitensi, così permetteranno (una volta risolti i problemi che ancora affliggono la tecnologia) di traghettare l'hi-tech verso nuovi orizzonti fatti di multi-Terabyte, Petabyte, Exabyte e via elencando.
Alfonso Maruccia