Roma - Parigi non lascerà che il cittadino vanga minacciato, dentro e fuori dalla rete: lo farà con quella che ora è una semplice proposta di legge, la
Loi d'orientation et de programmation pour la performance de la Sécurité intérieure (LOPPSI). Nel menù ci sono filtri obbligatori per i provider e trojan di stato insinuati nelle macchine dei cittadini per captare dati utili alle indagini.
Il progetto di legge è stato presentato ufficialmente dal ministro dell'Interno Michèle Alliot-Marie nelle scorse ore, ma
fermentava a Parigi da tempo,
plasmato fra le mani del presidente Sarkozy. L'obiettivo degli articoli del
testo dedicati alla rete è quello di garantire ai netizen la massima sicurezza, quello di scongiurare la cybercriminalità, consegnando alle autorità strumenti per agire e sanzioni con cui scoraggiare i malintenzionati e coloro che gli consentono di operare.
La rete,
ha spiegato il ministro Alliot-Marie, è "un ambiente via via più complesso e instabile": per questo motivo sarebbe necessario che tutti coloro che vi partecipano collaborino per renderlo meno insidioso, per questo motivo il testo della legge ritaglia per i provider un ruolo di fondamentale importanza. I fornitori di connettività saranno
responsabili di impedire ai cittadini della rete di accedere al materiale pedopornografico che circola online. Lo strumento, così come
avviene in Italia, sarà quello della
blacklist: gli ISP saranno tenuti a dirottare il traffico degli utenti che si rivolgessero a pagine ospitate all'estero che contengano materiale giudicato di natura pedopornografica.
In caso contrario, sul capo dei provider
si abbatteranno multe pari a 75mila euro e pene pari a un anno di carcere. Che le blacklist risultino però spesso
farcite di URL non esattamente illegali sembra essere una questione che le autorità francesi
per il momento non intendono affrontare.
Non sono solo i traffici di pedopornografia a intessersi in rete. Parigi, per mezzo dell'articolo 23 della proposta, medita di debellare la criminalità online consegnando alle forze dell'ordine degli strumenti di monitoraggio che gli consentano di agire in maniera più tempestiva e ficcante. Così come le
autorità tedesche, anche quelle francesi vorrebbero incoraggiare la polizia ad innestare nelle macchine dei sospetti criminali dei
trojan di stato.
Sarà permesso alla polizia di
inoculare keylogger e spyware per vigilare sui cittadini della rete su cui sta indagando perché sospettati di
gravi reati quali il sequestro di persona e il traffico d'armi e di droga, l'abuso sui minori e il terrorismo. Basterà ottenere l'
autorizzazione dell'autorità giudiziaria per intercettare le attività dei netizen per periodi che potranno protrarsi fino a 8 mesi. Nonostante i cittadini della rete si mostrino inquieti, le stesse autorità europee
non sembrano escludere questa eventualità.
La LOPPSI non è ora che una proposta di legge: le autorità francesi
sembrano però premere affinché venga esaminata il prima possibile dal Palazzo. Il ministro Alliot-Marie ha spiegato che "offrire ai cittadini francesi una protezione sempre più massiccia" è ora "una necessità".
Gaia Bottà