Alessandro Del Rosso

SATA 3.0 strizza l'occhio agli SSD

Il consorzio che sviluppa la celebre interfaccia di interconnessione Serial ATA ha pubblicato la terza revisione della specifica, la quale raddoppia la velocità di trasferimento dati di SATA 2.0 portandola a 6 Gbps

Roma - Questa settimana ha fatto il suo debutto ufficiale la nuova versione dell'interfaccia SATA, la cui specifica è formalmente chiamata Serial ATA Revision 3.0, capace di spingere la banda passante a 6 gigabit per secondo e di migliorare il supporto alle applicazioni multimediali.

Almeno sulla carta, SATA 6 Gbps fornisce una velocità di trasferimento dei dati due volte superiore a quella della precedente specifica SATA 2.0. Sebbene oggi, anche con gli hard disk e gli SSD più veloci, sia molto difficile arrivare a saturare la banda di SATA 2.0, si è ormai molto vicini al limite: sul mercato enterprise, ad esempio, sono già disponibili SSD capaci di fornire un transfer rate sostenuto non molto lontano dai 3 Gbps.

Il raddoppio della banda passante rende inoltre lo standard SATA più appetibile in campo enterprise, specie come alternativa economica a SAS nei sistemi RAID. Non ci si aspettano invece miglioramenti nei comuni personal computer, i cui hard disk normalmente non sono in grado di impensierire neppure l'interfaccia SATA di prima generazione.
Come si è detto, la nuova specifica SATA non si limita a innalzare il transfer rate: tra le funzionalità migliorate c'è la tecnologia native command queuing (NCQ), ora capace di ottimizzare lo streaming di flussi video; il supporto alla gestione dei consumi, e l'introduzione di un nuovo connettore di tipo Low Insertion Force (LIF) per i dispositivi di storage da 1,8 pollici.

I primi prodotti basati sulla nuova specifica saranno probabilmente già annunciati in occasione dell'imminente Computex 2009, a Taiwan, ma l'effettiva disponibilità sul mercato non è attesa prima del tardo autunno.

Per maggiori informazioni su SATA Revision 3.0 si veda questo recente approfondimento.

Alessandro Del Rosso
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