Luca Annunziata

Jobs non c'è, iPhone forse sì

Le ultime indiscrezioni sul WWDC danno un capitano in netto miglioramento di salute, anche se la sua presenza alla conferenza appare improbabile. Mentre il melafonino potrebbe esserci, in versione Video

Roma - Un iPhone nuovo, forse chiamato iPhone Video o forse chissà, potrebbe essere la star del WWDC che si apre oggi a San Francisco. Una affermazione che è ormai quasi una certezza, visto che nei listini di mezzo mondo continuano ad affacciarsi nuove voci che si riferiscono ad una non meglio specificata versione 2009 del dispositivo. Le caratteristiche del nuovo iPhone restano invece al momento misteriose: così come la data di rientro di Steve Jobs dal suo semestre sabbatico, sebbene una sua comparsa al keynote di apertura resti al momento auspicabile ma piuttosto inverosimile.

Jobs, come iPhone, sembrerebbe stare benone: il Wall Street Journal, citando la solita fonte anonima ma ben informata, riferisce che il co-fondatore e guida spirituale della Mela sta molto meglio rispetto a qualche mese fa, quando il suo dimagrimento accelerato aveva fatto pensare a una recidiva del cancro al pancreas. Il problema con l'assorbimento delle proteine, che l'aveva ridotto pelle e ossa, è stato affrontato e risolto e la sua presenza in azienda si è fatta più costante nelle ultime settimane: il suo rientro anticipato in pubblico, tuttavia, risulterebbe poco in linea con le tradizioni dell'azienda di Cupertino.

Lo stesso dicasi per iPhone: il dispositivo, a giudicare dalle voci e dalle foto (sempre sfocate!) in circolazione, è pronto per essere svelato al pubblico. Se la bussola (magnetometro) sembra una ipotesi concreta nella lista del nuovo hardware, così come una memoria espansa fino a 32GB abbinata a più RAM e CPU più veloce, lo stesso non si può dire della fotocamera frontale: ci sono persino immagini che mostrerebbero una versione mobile di iChat in funzione sul melafonino, ma seppure la previsione si dovesse rivelare veritiera un fantomatico bookmaker hi-tech farebbe bene ad offrire quote piuttosto alte sulla videochiamata.
La possibilità più concreta che il nuovo iPhone disponga di una fotocamera frontale, e di un sistema di videoconferenza, è che tutto questo avvenga esclusivamente via WiFi: niente videochiamata UMTS, insomma, bensì una riproposizione del paradigma di iChat sul melafonino da utilizzare esclusivamente dove la banda non è limitata. Basterebbe poco, infatti, a prosciugare i pochi megabyte di traffico dati a disposizione degli utenti secondo i contratti che li legano agli operatori in giro per il mondo: senza contare che, con una copertura non sempre ottimale delle reti 3G (UMTS? WDCMA? HSDPA? e l'HSUPA?), il risultato ai fini dell'esperienza utente finale potrebbe non rivelarsi all'altezza delle aspettative e delle pretese di Apple.

Altra domanda per il momento senza risposta è la data di rilascio effettiva dell'apparecchio: oggi potrebbe essere annunciato, ma quando ci sarà davvero sugli scaffali dei negozi? Negli anni passati gli analisti e gli addetti ai lavori erano arrivati a seguire persino le spedizioni dei container dalla Cina agli Stati Uniti, garantendo una copertura totale sulle quantità del prodotto disponibili e sulla sua effettiva disponibilità nei negozi. Quest'anno, magari anche a causa di una maggiore attenzione da parte di Apple, il velo di riservatezza sulle confezioni del nuovo apparecchio e sul suo arrivo presso i retailer è totale. Un segno che potrebbe anche far pensare che iPhone G3 (o Video, o come si chiamerà) verrà messo in vendita solo tra qualche settimana.

Quote basse, proseguendo con la terminologia da scommettitori, per Snow Leopard: la versione 10.6 di Mac OSX è ormai pronta per la presentazione finale, e quale migliore occasione della conferenza mondiale degli sviluppatori per offrirla al pubblico. È probabile che i partecipanti al WWDC vadano a casa con una sorta di Release Candidate di Snow Leopard, in vista di un suo rilascio entro l'autunno. Probabile è pure che Apple scelga una data di commercializzazione perfetta per guastare la festa a Microsoft, che il 22 ottobre lancerà Seven, e in ogni caso tra Ubuntu, OSX e Windows sarà un autunno caldissimo per i sistemi operativi consumer.

Dagli schermi dei radar è invece sparito ogni riferimento a nuove versioni di MacBook: dopo qualche voce nelle scorse settimane, mancano ulteriori dettagli su come Air, Unibody e Pro potrebbero evolversi. Nè è probabile che qualche annuncio ci sia: il mese dei notebook per cupertino è ottobre, quasi una tradizione, e non c'è motivo di anticipare gli annunci proprio adesso che con la stagione estiva alle porte si moltiplicheranno gli acquisti in vista del nuovo anno scolastico. Le piattaforme in circolazione sono stabili, assestate, garantiscono margini ormai adeguati: cambiare adesso significherebbe stravolgere questi equilibri, esponendosi a qualche rischio tecnico ed economico.

Apple negli anni ha sempre deluso le aspettative di fan e analisti, sempre desiderosi di vedere qualcosa di più, della proverbiale "one more thingh" di Jobs a fine keynote: un motivo di più per rimanere coi piedi per terra e per iniziare a considerare con maggiore serietà quanto affermato dall'azienda. Il ritorno di Steve atteso per "fine giugno" significa, per l'appunto, fine giugno e non l'inizio. La mancanza di interesse per il segmento dei netbook significa, evidentemente, che Apple non prevede di realizzare subnotebook a basso costo. E la mancanza di una seppur minima traccia di iPhone da 4GB (solo iPod Shuffle ne monta così pochi) nei pur dubbi e indiscreti listini intravisti nelle scorse ore esclude che ci possa essere un iPhone Nano pronto.

Le previsioni del tempo sul Moscone West dicono: iPhone OS 3.0 (che fine ha fatto la definizione OSX Mobile?), Mac OSX 10.6 alias Snow Leopard, novità iTunes e App Store, iPhone edizione 2009 e magari il vecchio 3G venduto a prezzo ridotto per qualche tempo. Tutto il resto è, probabilmente, un buon mix di leggende metropolitane e speranze degli appassionati: Steve Jobs sul palco compreso. Lieti, ovviamente, di essere smentiti dai fatti: il keynote di Phil Schiller inizierà alle 10 ora del Pacifico, le 19 in Italia.

Luca Annunziata
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