La rivincita del bit nella PA

di A. Buti (www.tglex.com) - Non basta spingere le PA verso il digitale. E' necessario sanzionare le istituzioni che non si adeguino. Nel recente provvedimento approvato dal Senato si invita il governo a creare misure deterrenti

Roma - Non vorrei annoiare i lettori con divagazioni giuridiche, ma una premessa la debbo fare. Sintetizzando di molto, si potrebbero dividere le norme giuridiche tra imperfette e perfette a seconda che prevedano solamente l'obbligatorietà di un certo comportamento o che ne sanzionino anche l'eventuale inosservanza. Le varie disposizioni legali dettare, sinora, in materia di informatizzazione della PA appartenevano sostanzialmente alla prima categoria.

Il Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD, d. lgs. 82/2005, art. 6, 35 e 47) prevederebbe ad esempio l' "obbligo" di usare la PEC, ma poi in concreto, se la PA non si adegua... qual è la conseguenza? In effetti non c'è una norma che sanzioni un ente pubblico per non aver impiegato la posta elettronica certificata: al massimo l'eventuale "danneggiato" potrebbe proporre una causa per danni, ma tra la durata del processo e il costo dello stesso... l'effetto deterrente sarebbe davvero scarso.

C'erano stati segnali, però che le cose stessero cambiando. Il Garante Privacy era più volte intervenuto indirettamente su tale argomento, bloccando ed inibendo a taluni operatori di continuare ad operare l'illegittima trasmissione di tabulati via fax o con posta non certificata (vedi il caso Eutelia - l'azienda ha inviato una precisazione su quella che definisce "una vicenda conclusa già ad inizio 2007").
Inoltre, ancor prima, per alcuni obblighi "digitali" - come quello sull'accessibilità dei siti delle pubbliche amministrazioni - erano state previste "sanzioni" consistenti nella nullità del contratto di fornitura di siti web che non prevedesse il rispetto dei criteri di legge e nella responsabilità del dirigente coinvolto.
Ora, però, l'ordinamento si appresta ad ospitare una o più norme sanzionatorie ad "ampio spettro", ossia riguardanti tutte le disposizioni contenute nel CAD. L'art. 33 del Collegato su giustizia e semplificazione delega, infatti, il Governo ad adottare decreti legislativi che - modificando il CAD - prevedano "forme sanzionatorie, anche inibendo l'erogazione dei servizi disponibili in modalità digitali attraverso canali tradizionali, per le pubbliche amministrazioni che non ottemperano alle prescrizioni del Codice". Sperando di interpretare correttamente un italiano invero un po' contorto, sembrerebbe che la sanzione potrebbe anche consistere nel divieto di erogare al cittadino su canali tradizionali servizi che sono già disponibili in via digitale: si confida che il potere esecutivo, al momento di emanare i decreti sia un po' più chiaro di quanto non sia stato quello legislativo.

Ma oltre al bastone, anche una sorta di carota: l'art. 32 dello stesso collegato prevede, infatti, e da "subito" (1° gennaio 2010 e senza necessità di attendere alcun decreto) che "gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici". Una misura che non ha costi aggiuntivi, ma che può generare grandi risparmi sia per le PA (che non dovranno sopportare i costi "tipografici" ed annessi) che per le imprese o i cittadini interessati (che non dovranno acquistare alcunché di cartaceo e che potranno verificare le informazioni comodamente dal PC) alle diverse forme di pubblicità legali (avvisi, gare etc).

A questo punto si può notare come il Consiglio di Stato (Sez. VI, con sentenza n. 1949 del 3 maggio 2007) si sia comportato quasi da legislatore ante litteram, riconoscendo piena efficacia al contenuto di un bando di gara pubblicato su un sito Internet rispetto a quello difforme (che, in teoria, doveva avere efficacia superiore) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale considerando che "la versione informatica, dotata di una capillare capacità di penetrazione" avrebbe potuto indurre "potenziali partecipanti a confidare nella conformità all'originale del bando pubblicato nel sito".

Č da tanto, troppo, tempo che si parla della digitalizzazione della PA. Il legislatore anche stavolta non si è inventato nulla di nuovo, queste disposizioni potevano e dovevano arrivare prima, perché ai più sembreranno - giustamente - ovvie. Ma io non voglio difendere nessuno... solo fare un po' di cronaca "legale".

Avv. Andrea Buti
www.tglex.com

I precedenti interventi di A.B. su PI sono reperibili a questo indirizzo
7 Commenti alla Notizia La rivincita del bit nella PA
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  • Riformare la PA digitalizzandola??Ma dove??Ma quando??
    Nella PA la digitalizzazione significherebbe dover poi lavorare...e credetemi nemmeno se lo vedo ci credo!!!
    Ho avuto a che fare con le PA di Cs di Rm e di MC...beh signori miei è una cosa pazzesca che cosa si inventano pur di NON lavorare....
    A CS per es. dovevo starci 5 giorni per aggiornare la LAN del comune...quindi dal lun al ven.
    L'orario era dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 16.30.
    beh che ci crediate o no gli impiegati che dovevo istruire si presentano alle 10...alle 10.30...stavano lì una mezzora poi pausa caffe.
    tornavano belli belli alle 12 ed alle 12.30 se ne andavano a mangirare.
    Il pomeriggio di 6 che dovevano essere non si vedeva MAI e dico MAi nessuno.
    Il mercoledi si sono presentati e mi hanno firmato il foglio per i 2 giorni restanti...praticamente il loro corso finiva mercoledi anche se era stato pagato fino a venerdi.Alle 14 di mercoledi ripresi il volo per Rm e amen.
    Poi se sapevano usare la LAN ed i pc che avevano preso non l'ho saputo MAI.
    A Rm stessa solfa...5 giorni corso ma ne hanno fatti solo 2.Anche lì orari come minimo alle 10 nonostante il corso partisse alle 8.30.Anche lì stessa cosa...mercoledì un bell'arrivederci e grazie e se poi non sapevano un tubo poco gliene importava.
    A MC si è sfiorato il ridicolo...Siccome lì avevano udite udite!! un capo che controllava se facevano il corso e come lo facevano si sono inventati un bel trucchetto.
    Carta stagnola nella rpesa ETHERNET e PC fuori uso...
    Alèèèèèè....così tra chiamare il tecnico e rimettere su la LAN praticamente hanno fatto anche lì poco e nulla.
    naturalmente quando veniva il tecnico la LAN ripartiva miracolosamente perchè 10 minuti prima che arrivasse lui la stagnola veniva magicamente rimossa!!!
    Eppure signori queste PA avevano preso tutte dei pc abbastanza buoni...avevano messo LAN e switch...il tutto spendendo diversi soldini.
    Eppure per la rpeparazione la voglia di fare che avevano sarebbe bastato un commodore...credetemi!!
    Questo è lo squallido spettacolo che mi ha offerto la PA...eppure i soldi dei pc delle lan degli switch erano soldi levati a noi..dalle ns. buste paga!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: robinson

    > MC...beh signori miei è una cosa pazzesca che
    > cosa si inventano pur di NON
    > lavorare....

    [snippone]

    *sigh*

    Mi spiace leggere queste cose, perche' so che se non sono vere sono certamente verosimili.

    La mia esperienza non e' cosi' radicalmente negativa, il massimo a cui ho assistito e' la timbratura differita (pausa pranzo? si timbra l'uscita, si resta dentro, mezzora dopo si timbra il rientro e si esce; si rientra con... comodo) e qualche caso di "scorciatoia" o "facilitazione" burocratica dietro compenso (es. timbri apposti da chi non ne aveva titolo et similia).

    Questi ultimi casi, come credete che siano andati a finire? Qualcuno ha detto "licenziamento"??
    HAHAHAha virgola HA! Povero illuso.
    Di solito si arriva al trasferimento in altra sede.

    C'e' cmq tanta brava gente, volenterosi che fanno piu' di quanto dovrebbero; ma in un clima del genere, capite bene quanto entusiasmo ci voglia per non perdere ogni voglia di fare.
    Senza contare che gli incentivi vengono distribuiti a pioggia, ripartiti a seconda del livello, mentre tutto il resto, premi, punteggi, carriera, segue logiche di anzianita' o altro, tutto tranne un qualunque metro meritocratico.

    That's PA for you.
    E' un mondo malaaaaato...

    CYA
    non+autenticato
  • Lavoro nella p.a. più digitalizzata (o quanto meno tra le più digitalizzate) d'Italia ovvero l'Inail e ti posso assicurare che se non avessimo a disposizione il protocollo informatico (ogni documento cartaceo viene scannerizzato e poi lavorato digitalmente in procedura) non avremmo raggiunto il grado di eccellenza riconosciuto dallo stesso Brunetta. Se poi un o non ha voglia di lavorare è un altro paio di maniche
    non+autenticato
  • Ahimé, non volevo scendere nei particolari, ma sono daccordo: le diverse forme (tradizionale, online, progetto "reti amiche" e quant'altro la fantasia può suggerire) sono e saranno complementari finché i vari ostacoli (digital divide, ma anche basso tasso di diffusione della banda larga presso le famiglie italiane, basso tasso di alfabetizzazione e, last but not least, costo degli strumenti insostenibile per chi, ad esempio da precario, deve già fare i salti mortali per arrivare alla fine del mese) ad una fruizione dei servizi online non sarà in gran parte rimossa. Ma non bisogna pensare ai fruitori dei servizi soltanto in termini di persone fisiche: ci sono anche le persone giuridiche, e in questo settore gli ostacoli sono già molti di meno. Resta comunque il fatto che il periodo quotato è proprio pessimo...
    non+autenticato
  • la sanzione potrebbe anche consistere nel divieto di erogare al cittadino su canali tradizionali servizi che sono già disponibili in via digitale

    In una realta' "digital divisa" come quella italiana? Metteranno delle postazioni (totem/chioschi) a mo' di bancomat nei Municipi? Cosi' la coda la spostiamo di qualche metro e liberiamo una risorsa (impiegato) che potra' occuparsi d'altro, lasciando una larga fetta di popolazione over-anta in preda all'ansia mentre si dibatte sperduta nell'intricatezza delle varie normative (lasciapassare A38, anyone?
    non+autenticato
  • - Scritto da: z f k
    > la sanzione potrebbe anche consistere nel
    > divieto di erogare al cittadino su canali
    > tradizionali servizi che sono già disponibili in
    > via
    > digitale

    >
    > In una realta' "digital divisa" come quella
    > italiana? Metteranno delle postazioni
    > (totem/chioschi) a mo' di bancomat nei Municipi?

    Basterebbe avere biblioteche con postazioni collegate a internet, che spesso ci sono già, informazione della gente e un po' di di formazione del personale. Niente di impossibile, in un Paese serio...

    > Cosi' la coda la spostiamo di qualche metro e
    > liberiamo una risorsa (impiegato) che potra'
    > occuparsi d'altro, lasciando una larga fetta di
    > popolazione over-anta in preda all'ansia mentre
    > si dibatte sperduta nell'intricatezza delle varie
    > normative (lasciapassare A38, anyone?
    >
    Funz
    12980
  • Personalmente, e dopo diversi anni di esperienza condotta sia in ambito privato che pubblico, credo che le presunte "sanzionabilità" dei comportamenti (o delle omissioni) siano di fatto, in un paese come il nostro ma non solo, risibili. Il problema andrebbe affrontato, secondo me, sotto un duplice aspetto: da un lato (con la consapevolezza dell'incertezza della pena) prevedere misure sanzionatorie e responsabilità personali per danni allo stato laddove si verifichino comportamenti e/o omissioni che causino un effettivo danno (ed è facile, ad esempio, dimostrare che si arrechi un danno allo Stato o ad una Amministrazione laddove non si operi per abbassare il TCO, non si implementino standard quali ITIL e via discorrendo), da un altro legare una cospicua parte della retribuzione dei dirigenti al raggiungimento di obiettivi legati alla riduzione dei fattori di rischio, alla erogazione di servizi in modalità alternative a quelle tradizionali di "sportello", alla partecipazione a corsi di formazione e specializzazione organizzati e tenuti ad hoc dal Formez o dalla Scuola Superiore della PA, alla partecipazione ed alla promozione di iniziative di riuso e/o collaborazione a progetti speciali nazionali, regionali o locali che stimolino la cooperazione tra PPAA diverse per l'interoperabilità e la fornitura di servizi alternativi o in forma alternativa.
    E quando dico "cospicua" intendo davvero una parte rilevante, almeno il 60 per cento. Demandando poi la valutazione dei risultati ad un organismo terzo e non intrinseco alle varie amministrazioni... insomma, se il legislatore volesse, i passi avanti si farebbero; del resto, in periodi di crisi come questi, si sa che la necessità aguzza l'ingegno.
    non+autenticato