Gaia Bottà

La dottrina Sarkozy è incostituzionale

Un'autorità indipendente non può imporre alcuna disconnessione: priverebbe i cittadini della Rete di un diritto fondamentale. Il Consiglio Costituzionale francese respinge la risposta graduale alla pirateria

Roma - La ghigliottina è stata disinnescata: il Consiglio Costituzionale francese ha stabilito che il testo della dottrina Sarkozy non è compatibile con il dettato della Costituzione. Le disconnessioni non si abbatteranno sul capo dei cittadini della
Rete colti dall'industria nello scambio di contenuti senza l'autorizzazione del detentore dei diritti.

Sono stati respinti i cardini della Loi Création et Internet: HADOPI, l'autorità indipendente incaricata di giudicare i cittadini della rete individuati dall'industria dei contenuti con la mediazione dell'indirizzo IP, e le disposizioni con cui si attribuiscono ad HADOPI il compito di vigilare e disconnettere rappresenterebbero una violazione dei diritti dei cittadini francesi. Per questo motivo gli articoli del testo di legge che introducevano queste misure sono stati stralciati dalle autorità.

Le motivazioni offerte dal Consiglio Costituzionale sono le stesse difese dal Parlamento Europeo, istanze che hanno fatto arenare l'iter di approvazione del Pacchetto Telecom. La Rete, ha ribadito il Consiglio Costituzionale, è uno strumento fondamentale per informare e informarsi: solo l'autorità giudiziaria e solo al termine di un ordinario processo può decidere di privare un cittadino del diritto di manifestare e formare il proprio pensiero.
La rete francese brulica di commenti, le associazioni a tutela dei diritti dei netizen organizzano delle metaforiche esequie per la dottrina Sarkozy. Anche i rappresentanti delle telco esprimono il proprio parere: "La sentenza francese - ha dichiarato a Punto Informatico il presidente di ECTA Innocenzo Genna - ribadisce che la pirateria digitale costituisce un problema di legalità e pertanto con mezzi legali va combattuta, cioè attraverso le ordinarie vie giudiziarie e nel rispetto dei principi del contraddittorio e della presunzione di innocenza. Non è giusto delegare ad una autorità amministrativa un così ampio potere di restrizione che non riguarda semplicemente l'accesso a Internet, ma la libertà di espressione degli individui". (G.B.)
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