Roma - Un
debutto in chiaroscuro per il
nuovo MacBook Pro: a giudicare dalle prime impressioni postate in Rete da appassionati e recensori, la linea rinnovata dei portatili prosumer di Apple ha delle doti non indifferenti in fatto di autonomia, ma stenta un po' quando si parla di prestazioni pure degli hard disk.
Secondo i dati
mostrati da
AnandTech, infatti, il MBP da 15 pollici supera persino la durata complessiva della batteria dichiarata da Apple: con una navigazione rilassata via wireless, le condizioni a cui tipicamente si riferisce Cupertino quando dichiara l'autonomia dei suoi notebook, il test a cui è stato sottoposto il portatile
ha garantito oltre 8 ore di permanenza online. Un risultato decisamente superiore alle 5 ore del modello precedente, e di 60 minuti oltre il limite autoimposto dalla Mela.
Merito a quanto pare delle batterie a polimeri di litio: meno ingombranti di quelle li-ion utilizzate dalla maggior parte della concorrenza, consentono di stivare più energia nello stesso spazio e con lo stesso peso. Un plus che da solo probabilmente, però, non basta a compensare il disavanzo prestazionale mostrato quando si passa a parlare di archivio di massa: secondo quanto
rilevato dagli utenti di
MacRumors, il nuovo modello Unibody appena rilasciato
incorpora un'interfaccia SATA 1.5Gbps in luogo di una più prestante 3.0Gbps.
Cosa da poco, se il notebook monta un disco tradizionale magnetico o uno stato solido a basse prestazioni: ma in presenza di periferiche di alto lignaggio, la differenza nella velocità nel trasferimento dati
apparirebbe evidente. Non è chiaro, al momento, se il problema sia legato ad una limitazione hardware o software: il
vecchio MBP disponeva di una moderna interfaccia SATA 3.0, e dunque appare
incomprensibile un eventuale passo indietro verso una meno efficiente 1.5. Apple non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sull'argomento. (
L.A.)