Gaia Bottà

Australia, gli studios vogliono i log

Il provider iiNet è accusato di agevolare le violazioni del copyright: non vigilerebbe abbastanza. L'industria dei contenuti chiama a testimoniare i dati

Roma - Se non li si potrà convincere ad agire da giudici e boia nei confronti degli abbonati colti a violare il diritto d'autore, si comportino almeno da informatori. L'industria dei contenuti, rappresentata in Australia da AFACT, ha chiesto che il provider iiNet consegni i dati dei propri utenti.

La richiesta è stata espressa nel quadro del contenzioso legale che oppone gli studios al fornitore di connettività: l'industria dei contenuti si era scagliata contro iiNet perché, nonostante esprimesse nelle condizioni del contratto la ferma opposizione alle condotte illegali, mancava secondo l'industria di vigilare sui comportamenti degli utenti che si intrattenessero nella condivisione di contenuti senza l'autorizzazione dei detentori dei diritti.

Gli studios rappresentati da AFACT avevano chiesto a iiNet di disporre la disconnessione dei cittadini della rete che avessero violato il diritto d'autore e con esso il contratto stipulato con il provider, iiNet si era fermamente opposta, rivendicando il proprio ruolo di inerte fornitore di connettività.
AFACT aveva già chiamato a testimoniare dati racimolati presso i circuiti del P2P da investigatori privati, ma si è ora rivolta al tribunale perché ordini che iiNet consegni ulteriori dati relativi ai propri utenti. L'industria aveva chiesto in primo luogo che il provider consegnasse le informazioni relative alle sessioni online anonimizzate di 300 utenti, una richiesta ora ridimensionata a 20 utenti selezionati. Si tratta di informazioni che verranno incrociate con quelle raccolte autonomamente da AFACT e che verranno imbracciate per raffigurare il quadro del comportamento degli abbonati del provider. (G.B.)
2 Commenti alla Notizia Australia, gli studios vogliono i log
Ordina