Mauro Vecchio

Openparlamento.it, democrazia a codice aperto

Trasparenza e partecipazione online. Per tracciare provvedimenti e monitorare parlamentari. Un nuovo strumento nelle mani della società civile connessa

Roma - In democrazia c'è una linea sottile che divide chi governa da chi è governato. Da un lato, le fonti ufficiali diventano testimonianza di quello che accade in Parlamento; dall'altro, tutte le domande che affollano la vita quotidiana dei cittadini. Ognuno di questi deve essere protagonista del meccanismo partecipativo, autore di opinioni e spunti che fanno bene alla vita democratica di un paese. Una vera e propria filosofia che torna ancora grazie al web, attraverso openparlamento.it, il nuovo progetto dell'associazione indipendente openpolis. L'obiettivo è il monitoraggio parlamentare.

Lo si farà offrendo a tutti i cittadini la possibilità di informarsi e di controllare con costanza l'attività parlamentare. "Il cuore del nostro progetto - spiega a Punto Informatico Vittorio Alvino, presidente dell'associazione - è quello di importare in Openparlamento le fonti ufficiali di Camera e Senato per fornire all'utente informazioni più accattivanti ed accessibili. Il cittadino potrà definire i suoi interessi parlamentari e, quindi, avere uno strumento in più per conoscere l'iter di ogni atto presentato".

Uno strumento, quindi, utile a tutti i non addetti ai lavori. E non solo. Openparlamento è rivolto anche a professionisti, imprese, organi d'informazione ed associazioni di categoria affinché possano essere sempre aggiornati su quello che viene pubblicamente deciso.
È un progetto che continua ad inseguire una filosofia di condivisione aperta, nutrendosi della logica open source, allargata a tutti e senza scopi di lucro. "Lo scopo - continua Alvino - è di aggregare tutti in un'unica comunità, portando dentro gli utenti che già hanno usufruito delle esperienze di Voisietequi e Openpolis. La maturazione rispetto a quei progetti consiste, oggi, in un approccio ancora saldamente ancorato al non profit, ma allo stesso tempo orientato verso maggiori servizi personalizzati a pagamento".
Fino al 15 ottobre, infatti, gli utenti del sito potranno usufruire di una prova gratuita del servizio premium, proprio in occasione del lancio di Openparlamento. Un'opportunità rivolta a singoli professionisti ed aziende per ricevere, direttamente nella pagina personale e via email, aggiornamenti fino a 3 argomenti e 10 parlamentari o atti da monitorare. Perché il sito permette di seguire ogni singolo membro del Parlamento, osservandone le presenze in aula, le attività e i voti ribelli, ovvero quelli che differiscono dal gruppo di appartenenza.

Quella di Openpolis è un'iniziativa che rispecchia una responsabilità comune, costruita da informazioni aperte e condivise, commentate da ogni singolo cittadino-utente internet. Una voce che viene dal basso, modello propositivo di una vera e propria democrazia open source. Sulla scia del recente operato di Barack Obama (pre e post elezioni) e del suo "consiglio presidenziale", aperto online per fare in modo che tutti i cittadini statunitensi si occupino dell'agenda economica del loro paese.

"Abbiamo una società che eroga servizi commerciali ed una rete di collaboratori - conclude Alvino - ma la nostra logica open source è aperta a tutti gli utenti che vogliono darci una mano. Registrarsi al sito significa non solo tenere sotto controllo atti e votazioni, ma anche partecipare, intervenire direttamente sul testo per commentarlo, descriverlo e votarlo".
La democrazia, oggi, passa anche di qui.

Mauro Vecchio
50 Commenti alla Notizia Openparlamento.it, democrazia a codice aperto
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  • ma come si cercano le varie leggi e decreti ? Io non riesco a trovarle tutte nemmeno ricercando con la sigla esatta... In particolare cercavo i decreti relativi all'equo compenso siae e il decreto romani ...
    non+autenticato
  • Al senato su tre senatori c'è la Poretti, prima e Perduca settima e la Bonino 211°(e andrebbe confrontato con gli altri leader di partito).

    Alla camera la Bernardini 2°, la Coscioni 3°, la Zamparutti 4°, Turco 8°, Mecacci 17° e Beltrandi 25°.
    6 deputati nei primi 25 sono radicali.
    2 senatori nei primi 7 sono radicali.

    Quanti parlamentari hanno i radicali? 9
  • Quanti voti hanno preso i Radicali alle elezioni?
    non+autenticato
  • 740.000 alle europee, mentre alle politihe erano opitati dal PD(si stimano in 500.000 i voti apportati)
    Purtroppo l'elettore medio non vota certo sulla base di quello che un partito fa...
  • sul tracciamento delle presenze hanno già postato in molti
    su quello delle votazioni vorrei aggiungere

    1) il voto di fiducia
    2) i pianisti (fino al fingerprint, SE verrà adottato)
    3) i voti segreti
    4) le assenze strategiche


    che impediscono di responsabilizzare i parlamentari

    sulle votazioni e commenti popolari, avete notato cosa succede quando persone competenti fanno commenti su una proposta di legge analizzandone le carenze/conseguenze disastrose? nessuno li ascolta perchè quelle pecche SONO VOLUTE, figuriamoci quando i commenti saranno fatti da un pubblico meno preparato
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonymous
    > 1) il voto di fiducia

    di solito è palese, o sbaglio?

    > 3) i voti segreti

    proprio perché sono segreti, non si possono rendere pubblici!

    > 4) le assenze strategiche

    Mah, già sapere che non c'era è una informazione, non ti pare? Magari quando viene nel tuo collegio potrai dirgli "perché non c'eri?"...

    > le carenze/conseguenze disastrose? nessuno li
    > ascolta perchè quelle pecche SONO VOLUTE,

    Il fatto che non venga votato quello che hai a cuore tu, può voler dire che hanno ascoltato quello che hanno a cuore gli altri Sorride in democrazia si può anche approvare il peggio

    Poi preferirei parlate di "furbizie" piuttosto che di pecche, comunque grosso modo concordo. ciao
    non+autenticato
  • ...i parlamentari più presenti sono tutti e 3 del PDL. Questi hanno scoperto adesso che esistono i computer e vogliono prenderci per i fondelli pensando che siamo fessi. Contenti loro.
    non+autenticato
  • però il Pdl è anche il gruppo meno produttivo.
    sono dati; oggettivi. se ti piacciono i complotti guarda X-Files
    non+autenticato
  • - Scritto da: xal
    > però il Pdl è anche il gruppo meno produttivo.
    > sono dati; oggettivi. se ti piacciono i complotti
    > guarda
    > X-Files

    Beh... ma le proposte di legge (su cui viene contato quell'indice) della maggioranza sono solo quelle dei parlamentari,
    Ma la maggioranza ha anche il governo.

    Ovvero: è normale che il gruppo che sta al governo presenti poche proposte direttamente in parlamento, perchè quelle importanti partono dal governo, appunto, e non dai parlamentari.
    GGG
    78
  • Pensano di usare la rete come usano le televisioni.
    Solo che la rete e' bidirezionale ed e' capace di smascherare i troll; in piu' l'utente medio della rete, se esiste, e' un po' diverso dallo spettatore di c'e' posta per te
    non+autenticato
  • - Scritto da: oltre
    > ...i parlamentari più presenti sono tutti e 3 del
    > PDL. Questi hanno scoperto adesso che esistono i
    > computer e vogliono prenderci per i fondelli
    > pensando che siamo fessi. Contenti
    > loro.

    Una analisi dei risultati era uscita ieri su repubblica
    http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/...

    "Quozienti che si invertono, ed è facile immaginare il perché, se si passano ai raggi x le presenze in occasione delle votazioni: essendo la gran parte dei ddl di origine governativa, ecco che i deputati del Pdl sono risultati presenti all'83% delle votazioni, i leghisti all'86, i democratici all'81."
  • - Scritto da: oltre
    > ...i parlamentari più presenti sono tutti e 3 del
    > PDL.

    E' un merito?... Visto come funziona la gestione delle leggi, essere in aula ad alzare il braccino non mi pare il massimo della produttività. Io non so quanto lavori un parlamentare, però noto che c'è gente che vorrebbe che fossero sempre lì a votare, poi si lamentano perché il parlamentare "non resta abbastanza a contatto con il territorio". Personalmente ritengo che se io fossi un parlamentare tra aula, commissioni, TV, incontri nel collegio & co., incontri di partito, viaggi, avrei forti problemi a ricavare nelle 24 ore il tempo necessario.
    Dunque, senza arrivare al paradosso del Berly di "fare votare solo i capigruppo", un quesito me lo pongo e non credo di essere antidemocratico per questo:
    che lavoro fa un parlamentare che passa una giornata a votare 1500 emendamenti, senza nemmeno sapere di che si tratta, sapete come funziona, il capogruppo col pollice in alto o in basso indica ai suoi come devono votare.
    Qualche infortunio si ha solo per la conta del numero legale.
    Quindi, a mio parere per il voto palese si potrebbero anche trovare soluzioni per evitare che 800 persone stiano a grattarsi solo per alzare una manina. Per tutto questo la questione dei pianisti non mi scandalizza più di tanto.
    Diverso il discorso sul voto segreto, dove ovviamente ciascuno deve essere in grado di esprimere il proprio voto senza che nessuno nemmeno del suo partito possa sapere se "ha fatto il bravo" o ha votato in modo difforme. ciao
    non+autenticato
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