Alfonso Maruccia

Opera Unite contro il cloud computing

Il browser nordeuropeo vuole reinventare il web fornendo a tutti gli utenti la possibilitÓ di tagliare fuori gli intermediari e proporre in prima persona applicazioni e contenuti. Direttamente dal computer di casa

Opera Unite contro il cloud computingRoma - Ma chi lo ha detto che la prossima generazione della società dell'informazione deve necessariamente passare per i "mainframe computer" dell'era telematica, quel cloud computing in cui le grandi corporazioni infondono miliardi nella speranza che l'intera utenza mondiale sposi l'idea di affidare tutti i propri dati a server a migliaia di chilometri di distanza? L'idea non è gradita da Opera, la software house norvegese che realizza l'omonimo browser e si propone ora ai netizen con un server web ospitato in locale sotto il diretto e totale controllo dell'utente.

Qualcuno sostiene che l'ennesima "rivoluzione" telematica di una fucina abituata a innovare non durerà molto, ma intanto se ne parla e anche tanto: introdotto con l'ultima beta del browser nordeuropeo, Opera Unite è un servizio capace di trasformare qualsiasi sistema connesso in rete in un server web personalizzato, su cui l'utente può in teoria installare ogni genere di applicazione per fare di tutto, dalla condivisione di immagini, video e flussi audio in streaming alle chat e tutto quello che passerà per la mente degli sviluppatori grandi e piccoli che vorranno supportare l'idea.

L'idea è semplice, quasi banale, ma parte da un'autentica inversione di rotta rispetto a quella che sembra essere la tendenza del momento nell'industria dell'IT, vale a dire l'accentramento di servizi, software, applicazioni e dati nelle "nuvole" dei server corporate, dove chi decide di ospitarvi dati personali, fatture aziendali e video pruriginosi è (o dovrebbe essere) consapevole della mediazione di Google, Microsoft, Adobe o chicchessia.
Con Opera Unite la mediazione delle aziende a caccia di profitto non esiste, o per meglio dire si limita alla (teorica) trasparenza di un proxy gestito direttamente da Opera attraverso cui passa l'accesso ai server web personale: una volta registrato il proprio "Opera ID" sul sito dell'azienda norvegese, il servizio fornirà una URL personalizzata ricavata dal suddetto ID, il nome del PC e il tipo di servizio attivato sul server. Ogni servizio avrà la sua URL ma non ci sarà limite al numero di quelli attivabili su un singolo sistema.



Al momento la piattaforma Unite include sei servizi, realizzati direttamente da Opera, che permettono di condividere file presenti in cartelle locali (File Sharing), lasciare messaggi a mo' di post-it sul frigo (Fridge), mettere online una stazione radio con i propri brani preferiti (Media Player), condividere foto (Photo Sharing), ospitare una chat privata o aperta al mondo intero (The Lounge) e creare un vero e proprio server web con tutti i crismi del caso (Web Server).

Già con questa prima tornata di applicativi Opera Unite è in grado di dimostrare uno spettro piuttosto significativo delle proprie potenzialità, ma Opera sostiene che il bello venga solo ora: attraverso l'apposita Unite API, gli sviluppatori possono praticamente creare (o ri-creare) qualsiasi genere di servizio usando script in HTML, JavaScript e CSS. La facilità di utilizzo dei server personali passa tra l'altro anche per la gestione automatica delle connessioni attraverso il protocollo UPnP, con cui gli utenti non dovrebbero preoccuparsi di aprire manualmente le porte di rete dietro un router domestico.

Piuttosto ovviamente se la "socializzazione" del concetto di server (contrapposta all'accentramento del cloud computing) ha il vantaggio delle infinite possibilità di impiego, condivisione e socializzazione, Opera Unite soffre dei difetti propri delle connessioni personali anche se broadband. Primo fra tutti la velocità di connessione in upstream, piuttosto ridotta soprattutto nel caso delle ADSL asincrone e facile a saturarsi con il crescere degli utenti connessi in contemporanea magari intrettenendosi con lo streaming.

In seconda istanza c'è il problema della sicurezza, che come evidenziato dalla società tedesca Avira sul blog corporate assume tutto un altro significato con la socializzazione dei server promossa da Opera Unite: se fino a ora cyber-criminali senza scrupoli dovevano industriarsi per compromettere sistemi remoti e ospitare sample di malware dietro indirizzi IP sospetti, servendosi del nuovo servizio di Opera la distribuzione di infezioni e badware sarà facile "come riconfigurare il browser". "L'idea di aggiungere un server web al browser è interessante - scrive Dirk Knop di Avira - Ma va implementata correttamente. Altrimenti potremmo dover fronteggiare a una dimensione totalmente nuova di download (o upload) forzati e server compromessi nel prossimo futuro".

Alfonso Maruccia
63 Commenti alla Notizia Opera Unite contro il cloud computing
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  • Io uso da mesi la Versione 10.10 Beta Build 6687... se scarico quella citata nell'articolo si aggiorna o è l'ennesima beta che si installa in doppia copia ???

    E' comodissimo la novita sta tutto lì.

    Confermo.





    Mancanze\bug\wishlist:

    -non c'è modo di vedere se qualkuno sta scaricando \ quanto sta scaricando \ cosa sta scaricando

    - il servizio video streaming a me nn funziona ma mi hanno detto che altri riescono a vedere i miei video però non si può abilitare la password

    -sarebbe bello se come alliancep2p (che poi è un f2f) operaUnite usasse tecnologia torrent per velocizzare i download di un file presente su + server

    -creare network di amici cn opzione consenti accesso agli "amici degli amici" senza l'utilizzo di password

    -poter "scollegare" dall'indirizzo del server il nome utente per esempio sceglierne un'altro

    -editare facilmente le pagine web

    -mettere icone diverse ai vari servizi (sulla pagina web intendo così come sono diversi visti dall'admin del server-operaUnite)
    non+autenticato
  • Se solo implementasse un po di tecnologia torrent tanto utile in Italia (terra del misero upload) in modo da poter scaricare più velocemente da più fonti in caso di download di un file presente identico su più server (a cui si ha accesso).

    Quasi perfetto ottimo servizio.

    Assai comodo per tutti...
    non+autenticato
  • http://en.wikipedia.org/wiki/Sic_semper_tyrannis

    Una tendenza preoccupante negli ultimi anni è quella di accentrare molta informazione nelle mani di pochi.

    Google, facebook, yahoo sono esempi di ciò. Ogni giorno circolano sulle loro macchine le nostre informazioni più private e sensibili; il loro guadagno nasce dallo sfruttamento sistematico di queste informazioni.

    Un tempo era molto economico delegare tanti utenti ad un computer solo; le macchine costavano tanto: per questo la struttura mainframe e terminale aveva senso.

    Oggi invece i computer non costano nulla e sono estremamente potenti: per questo mi stranisce vedere della gente che si esalta quando scrive qualcosa con il word editor di google. Mi chiedo è scemo o cosa? Oltre a lasciare a un monopolista (de facto) ulteriori suoi dati sensibili, deve rimanere connesso con un computer dall'altra parte dell'oceano, quando potrebbe benissimo scrivere con un qualunque MS word o affini (meglio se Open cmq).

    L'accentramento di grandi risorse di informazione è antiprogressista e pericoloso. quindi: Sic semper tyrannis! (Così sempre ai tiranni). Non voglio monopolisti, anche se hanno il volto pulito di google e facebook. La scelta di Opera è idealista e va dal lato giusto. Far tornare la libertà alle persone singole.
    non+autenticato
  • quoto tutto
    non+autenticato
  • Un altro altro mattone fondamentale è stato quello dei servizi ospitati presso terzi (webmail, siti web, GoogleDocs, etc.), che hanno risolto in una volta i problemi di amministrazione e manutenzione dei sistemi, della conservazione dei dati e del consumo energetico.
    La controparte è che il fornitore 'possiede' il mio account ed i miei dati, ed in generale si riserva il diritto di farci ciò che vuole (chi avesse dei dubbi può andare a leggersi un po' di contratti di licenza).

    Altra pietra miliare nell'evoluzione è quella del cloud computing che offre come aspetto più importante, a parer mio, la delocalizzazione dell'informazione; in tal modo elimina i costi di backup e fa tendere a zero il rischio di discontinuità nella disponibilità dell'informazione.
    Il comportamento è un po' simile a quello del nostro cervello, in cui l'informazione non viene legata ad un singolo neurone, ma è 'spalmata' un po' ovunque, e grazie a ciò può essere recuperata anche a fronte di 'guasti' locali.

    Il futuro a cui stiamo tendendo è la composizione di quanto sopra: il cloud computing ci garantirà ovunque la disponibilità delle nostre informazioni, ma queste saranno criptate (ovviamente soltanto quelle per cui ciò ha senso) in modo che siano protette come se risiedessero su un singolo server sotto il nostro totale controllo.

    Ciò solleverà però un problema legato al modello di business: oggi Google & co. campano grazie al fatto che possono controllare la totalità delle informazioni che noi mettiamo in rete; l'approccio di cui ho parlato sopra escluderà da tale controllo tutte le informazioni che noi vorremo, e queste in generale sono quelle che valgono di più.

    Probabilmente si arriverà ad un approccio collaborativo, in cui le proprie aree personali verranno condivise mediante P2P, ma criptate.
  • Molti commenti lamentano il fatto che si dovrebbe tenere acceso 24h su 24 il computer. Temo che queste persone non abbiano capito il fine ultimo del servizio.

    Non penso che Opera Unite sia pensato come un vero e proprio server; ma solo per mettere in condivisione temporanea della roba in modo semplice. Senza passare per facebook, flickr o altri siti centralizzati che vivono sul "furto delle informazioni" che gli utenti caricano.

    Io trovo bella l'idea di poter passare qualche mp3 ad un amico semplicemente facendoglielo scaricare direttamente dal mio pc, sarebbe facile e veloce: Idem condividere foto momentaneamente, senza doverle caricare su flickr per poi cancellarle.

    insomma, è una buona idea.
    non+autenticato
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