Mauro Vecchio

Germania, mobilitazione contro le pedoliste

L'indice dei siti proibiti Ŕ legge. Al bando solo la pedopornografia?

Roma - Alla fine, il Parlamento tedesco ha detto sì. Via libera alla lista nera di siti che contengono pedopornografia. Hanno ottenuto quello che volevano i due principali partiti tedeschi (SPD e CDU) che affideranno alla polizia federale il compito di stilare la lista sempre aggiornata di siti che ospitino testimonianze dell'abuso sui minori. Un insieme di domini internet ed indirizzi IP che dovranno essere bloccati dagli ISP e trasformati in un evidente e minaccioso segnale rosso di Stop.

La previsione di legge aveva precedentemente suscitato le ire di provider ed attivisti contro la censura. Il governo non poteva pretendere la tracciabilità degli utenti per eventuali processi. Sarebbero, infatti, risultate punibili anche persone capitate per sbaglio tra le maglie dei "siti neri", magari reindirizzate da qualche cracker.

Sebbene abbia ceduto su questo punto, la politica tedesca ha continuato con decisione sulle pedoliste. Fino al definitivo sì del Parlamento. Un sì che, tuttavia, ha scatenato un'altra ondata di proteste. Davanti alla Porta di Brandeburgo, un gruppo di circa 300 manifestanti ha urlato a gran voce contro quella che appare loro come una legge buona solo per la censura. Un nuovo "muro di Berlino" digitale invocato dopo il presunto inserimento nelle liste di alcuni servizi di hosting come Rapidshare.
I manifestanti sostengono si tratti di un accordo, in pratica, tra il governo e l'industria del copyright per mettere a tacere la condivisione online di contenuti senza autorizzazione. E non solo. Subito dopo l'approvazione della legge, un membro del partito conservatore e cristiano CDU ha annunciato un'idea un po' diversa da quella originaria: allargare la lista nera dei siti a giochi sanguinosi e violenti come Counterstrike.
Gli utenti hanno reagito. Una petizione online per bloccare le pedoliste è giunta a 134.000 firme. La domanda che serpeggia sul web è: a cosa serve davvero questa legge? (M.V.)
21 Commenti alla Notizia Germania, mobilitazione contro le pedoliste
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  • Secondo me in questi casi la lotta alla pedofilia c'entra poco e niente. Credo che l'obiettivo sia semplicemente quello di rendere poco a poco sempre meno indigesto al "mainstream" il concetto di blacklist. Si inizia con le cose che vanno veramente (e giustamente) incazzare tipo la pedofilia, poi si blacklisteranno i siti negazionisti dell'Olocausto, poi quelli a contenuto razzista, e sempre piu giu, piano piano, magari in anni e anni, fino a bloccare anche siti "colpevoli" di diffamazione nei confronti del governo (aka "divulgazione di informazione indipendente") e magari ancora piu in la ...chissa che altro (magari anche i i siti di ricette casalinghe, che danneggiano l'industria del cibo confezionato...)
    non+autenticato
  • - Scritto da: mxx
    > Secondo me in questi casi la lotta alla pedofilia
    > c'entra poco e niente. Credo che l'obiettivo sia
    > semplicemente quello di rendere poco a poco
    > sempre meno indigesto al "mainstream" il concetto
    > di blacklist. Si inizia con le cose che vanno
    > veramente (e giustamente) incazzare tipo la
    > pedofilia, poi si blacklisteranno i siti
    > negazionisti dell'Olocausto, poi quelli a
    > contenuto razzista, e sempre piu giu, piano
    > piano, magari in anni e anni, fino a bloccare
    > anche siti "colpevoli" di diffamazione nei
    > confronti del governo (aka "divulgazione di
    > informazione indipendente") e magari ancora piu
    > in la ...chissa che altro (magari anche i i siti
    > di ricette casalinghe, che danneggiano
    > l'industria del cibo
    > confezionato...)


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  • Ti quoto al 100%. Del resto, è praticamente quello che ho detto nel mio post...

    >Detto questo, è praticamente inutile porre simili >"sbarramenti" a livello nazionale, quando uno smanettone >qualsiasi sa come aggirarli senza troppi problemi e quando, >se un Paese ne impedisce l'accesso, il resto del mondo può >continuare a raggiungere certi siti. Poi, è evidente >l'intento di lasciar accettare l'idea di liste nere e >filtri vari per irregimentare internet un po' alla volta >fino a trasformarlo in un immondezzaio sotto il pieno >controllo dell'attuale industria dello spettacolo e >dell'informazione mainstream. Insomma, un clone dei grandi >network televisivi.
    non+autenticato
  • Non c'è dubbio che la pedopornografia vada combattuta radicalmente, è la merda peggiore che possa esistere e i pedofili vanno sbattuti in manicomio criminale a vita (è una perversione che non si cura, altro che "castrazione" chimica).

    Fra l'altro, a volte ho sentito discorsi giustificazionisti del tipo "meglio che i pedofili si sfoghino con immagini e video piuttosto che con ragazzini veri" dimenticando che certa roba per essere prodotta vede ovviamente dei bambini subire violenza... E una richiesta da parte di un certo numero di persone di questa roba non fa che incentivarne la produzione (dunque altre violenze su bambini).

    Detto questo, è praticamente inutile porre simili "sbarramenti" a livello nazionale, quando uno smanettone qualsiasi sa come aggirarli senza troppi problemi e quando, se un Paese ne impedisce l'accesso, il resto del mondo può continuare a raggiungere certi siti. Poi, è evidente l'intento di lasciar accettare l'idea di liste nere e filtri vari per irregimentare internet un po' alla volta fino a trasformarlo in un immondezzaio sotto il pieno controllo dell'attuale industria dello spettacolo e dell'informazione mainstream. Insomma, un clone dei grandi network televisivi.

    Casomai vanno stipulati chiari trattati internazionali con sanzioni economiche pesanti per chi non aderisce e non li rispetta che attraverso un sistema di collaborazione fra polizie e magistrature dei vari Paesi possano non bloccare l'accesso, ma massacrare direttamente i server su cui sta certa merda, ovviamente con tutte le garanzie di diritto del caso (nel senso, ci si accerta chiaramente che ci sia pedoporno su un dato server e allora si parte, con sequestri, arresti e processi). La cosa sarebbe però molto complicata, con svariate implicazioni e davvero utopica.

    Voi che ne pensate?

    A buon rendere!
    non+autenticato
  • - Scritto da: aaa
    > Fra l'altro, a volte ho sentito discorsi
    > giustificazionisti del tipo "meglio che i
    > pedofili si sfoghino con immagini e video
    > piuttosto che con ragazzini veri" dimenticando
    > che certa roba per essere prodotta vede
    > ovviamente dei bambini subire violenza... E una
    > richiesta da parte di un certo numero di persone
    > di questa roba non fa che incentivarne la
    > produzione (dunque altre violenze su
    > bambini).


    Quindi sostieni che il download gratuito di qualcosa (perché se i siti non sono gratuiti non c'è nessun bisogno di pedoliste, bastava intercettare i pagamenti) incentiva chi produce quel qualcosa a produrne ancora. Adesso perché ti si dia ragione devi convincere le major che il download gratuito di materiale coperto da copyright incentiva le produzioni di nuove canzoni e nuovi film.
    Fino a quando le major non capiranno questo semplice concetto avrai torto, perché la legge sul copyright dice l'esatto contrario di quanto hai appena detto. Capirai che non è assolutamente credibile che un'incentivo da parte di chi scarica senza pagare esista solo nel caso in cui produrre il file oggetto di download gratuito sia una cosa da condannare, mentre non esista alcun incentivo nel caso in cui quel file sia legalmente reperibile (pagando).

    In buona sostanza, o il download gratuito incentiva chi produce (e allora il download gratuito di pedoporno va condannato, mentre il download gratuito di materiale protetto da copyright non va condannato) o il download gratuito non incentiva chi produce (e allora il download gratuito di materiale protetto da copyright va condannato, mentre il download gratuito di pedoporno non va condannato).
    Domanda: il download gratuito (di qualunque cosa) incentiva chi produce la cosa oggetto del download?
    Non è una domanda difficile. La risposta è SI o NO. Non ci possono essere altre risposte.
  • CHECKMATE! A bocca aperta
    non+autenticato
  • Scusa, ma sei tu ad aver dedotto che, in quella mia frase che tu hai grassettato, io intendessi che la richiesta in questione fosse di materiale in forma gratuita o comunque solo in forma gratuita.

    Io non ho assolutamente né detto né inteso dire ciò e, se devo dirla tutta, trovo pure un po' scorretto il tuo discorso in cui hai pure infilato la questione del materiale protetto o meno dal copyright ecc. ecc. (se vuoi saperla tutta, comunque, per me l'industria culturale mainstream può pure crollare nei prossimi trenta secondi e io sarò il primo a festeggiare). Comunque, se intendiamo intavolare una discussione su questa cosa, non credo sia questa la circostanza adatta, sarebbe off topic e basta.

    Tuttavia, per non lasciare spazio ad altri fraintendimenti, ripropongo e riformulo la mia frase da te evidenziata. Noto anch'io che forse ho usato un termine in maniera non troppo corretta, dunque rispiego meglio quello che intendevo.

    > Fra l'altro, a volte ho sentito discorsi
    > giustificazionisti del tipo "meglio che i
    > pedofili si sfoghino con immagini e video
    > piuttosto che con ragazzini veri" dimenticando
    > che certa roba per essere prodotta vede
    > ovviamente dei bambini subire violenza...

    E fin qui confermo tutto, nella lettera e nello spirito, senza cambiare una parola.

    > E una DOMANDA da parte di un certo numero di persone
    > di questa roba non fa che incentivarne la
    > produzione (dunque altre violenze su
    > bambini).

    Ecco, qui uso il termina DOMANDA anziché RICHIESTA come nel mio originale. E intendo DOMANDA in senso economico, di mercato. Insomma, qui intendo parlare di chi lucra su questa roba, perché è risaputo che ci sarà sicuramente chi produce cose simili anche solo gratis e gratis le distribuisce, ma c'è anche chi sfogando la sua perversione girando simili nefandezze, poi ne vuole trarre pure un guadagno. E se sa di guadagnarci pure soldi, magari si concederebbe qualche "sfizio" in più, che invece si sarebbe risparmiato, intendo?

    Detto questo, comunque, intendevo la questione anche in senso morale, cioè non va giustificata in nessun caso la produzione, lo scambio gratuito o il commercio e la fruizione di simile merda.

    Spero di aver chiarito quello che intendevo dire, sennò sono sempre a disposizione. Comunque queste sono mie opinioni, e ovviamente è normale che ci sia chi non le voglia condividere, ci macherebbe!

    Voglio comunque rispondere alla tua domanda finale.

    >Domanda: il download gratuito (di qualunque cosa) >incentiva chi produce la cosa oggetto del download?
    >Non è una domanda difficile. La risposta è SI o NO. Non >ci possono essere altre risposte

    Dipende dalle motivazioni di chi produce quella certa cosa. Se uno se ne frega del profitto e produce una cosa (filmato, file audio o quello che te pare) tanto perché gli piace, per il gusto di farlo, allora poi si sentirà incentivato o meno da quanta più gente si scarica la sua roba, dalla sua soddisfazione artistica e dall'eventuale ritorno di critica e di apprezzamento ricevuto o cose simili. Se invece ha lo scopo primario di farci quattrini, è ovvio che senza il ritorno in quibus, allora il signore in questione si dedicherà presto ad altro. Oppure intenterà cause milionarie contro qualche smanettone scandinavo (di fronte a un giudice in palese conflitto d'interessi) o contro una squattrinata madre single, tanto per seminare il terrore fra tanti boccaloni che abboccheranno e così smettaranno di scaricare.Occhiolino

    Purtroppo, almeno a mio parere, il mondo, la gente, la società e l'economia sono tutti sistemi complessi in cui le risposte tranchant (spero si scriva così!) come un sì e basta o un no e basta, raramente vanno bene per capire sul serio molti fenomeni.

    Se hai altri rielievi da fare, io sono qui.

    A buon rendere!
    non+autenticato
  • Il tuo ragionamento è abbastanza privo di fondamento, perché dimentichi di fare una semplicissima distinzione: tra chi produce qualcosa e la distribuisce volontariamente in forma gratuita, e chi la produce per farla distribuire a pagamento ma la vede distribuita gratuitamente da terzi contro la propria volontà.

    Nel primo caso la risposta è un deciso si, la fruizione gratuita di qualcosa distribuito gratuitamente ne incentiva la produzione. Altrimenti non esisterebbe gran parte del free software, non esisterebbero gran parte dei blog, e non esisterebbe gran parte di Internet.

    Nel secondo caso no, la fruizione gratuita di qualcosa che dovrebbe essere distribuita a pagamento, non necessariamente ne incentiva la produzione, o almeno non incentiva chi dalla distribuzione a pagamento guadagna.


    A parte che non è necessariamente detto che quelli distribuissero gratuitamente. Non credo che nel caso avrebbero accettato pagamenti tramite paypal, magari i passaggi di denaro potevano avvenire per vie traverse, magari pagando chi indirizzava verso il server, che a sua volta pagava chi caricava i contenuti, che a sua volta pagava chi li produceva.

    Comunque il discorso in generale mi sembra abbastanza fuori luogo...
    non+autenticato
  • Innanzitutto la pedofilia non è un reato, è una malattia.
    Bisognerebbe farlo entrare un pò in testa a tutti.
    Questa è una premessa indispensabile se si vuole veramente combattere ed estirpare la pedopornografia.
    Detto questo, penso che oggi in Italia e nel mondo, la pedopornofobia dilagante sia più dannosa che utile.
    Lo dico con cognizione di causa dato che anni fa la polizia postale mi è entrata in casa e mi ha sequestrato tutto il materiale informatico che avevo, a causa di un acquisto di hardware usato da un tizio coinvolto in spaccio di pedoporno.
    Ai posteri l'ardua sentenza.
    non+autenticato
  • Se intendi pedofilia in senso clinico, sì, è primariamente una malattia, una perversione.

    Però, quando questa si "concretizza", nel senso che il pedofilo sfoga questa sua perversione su un bambino con molestie e/o stupri, allora sì che c'è reato. Ed è giusto secondo me che anche la sola produzione di pedoporno sia reato (per non parlare poi della diffusione e della fruizione da parte di terzi), in quanto alla base ovviamente c'è violenza sessuale su minori.

    Del resto, colgo anche quello che dici tu riguardo alla tua esperienza personale, e infatti credo che quando si investighi e si proceda legalmente in casi simili, la discrezione, oserei dire pure la segretezza, siano massimi. Insomma, beccarsi pubblicamente un accusa simile magari strillata su tv e giornali ti rovina la vita, anche se magari ne esci poi completamente pulito e manco rinviato a giudizio (questi sono casi estremi, spero che con te tutto sia stato chiarito con la sola perquisizione), ti rovina la vita e ti lascerà addosso sempre almeno un sospetto da parte degli altri (vedi il celebre caso Girolimoni: a Roma negli anni sessanta, girolimoni era sinonimo di reati sessuali con minorenni, anche se da decenni quel poveraccio era uscito dalla vicenda innocente). Però, una volta che, concesse tutte le garanzie di difesa all'imputato, questo sia definitivamente giudicato colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio, allora si aprano le porte del manicomio criminale per farcelo entrare, ma poi si richiudano subito per non farcelo più uscire.
    non+autenticato
  • fanno bene a combattere la pedopornografia, però non posso non notare che la lotta al vero problema e cioè la pedofilia non avanza, anzi mi pare che così come con le intercettazioni, gli inquirenti si siano assopiti nella posizione dei panzoni che arrestano via cavo

    insomma quella roba da qualche parte viene prodotta e perchè non si pensa piuttosto a perseguire quel reato?

    non vorrei che lo scopo di taluni magistrati ( guardacaso sono sempre gli stessi a condurre tali indagini ) fosse di mettersi in mostra....

    insomma datevi una mossa, acchiappate i pedofili...chiudere siti non serve a salvare quei bambini se poi i pedofili o meglio le mafie che gestiscono l'affare restano a piede libero
  • Pabloski hai centrato il bersaglio.
    Ho letto proprio pochi minuti fa di un'altra maxi inchiesta con trecento indagati in tutta Italia....io non so dove andremo a finire, penso che negli ultimi dieci anni siano state migliaia le persone che si sono viste piombare in casa la polizia postale in cerca di pedoporno e con quali risultati ?
    Nessuno lo dice.
    I media, tutti in prima fila quando scattano indagini e perquisizioni ma poi quando ci sono i processi e le sentenze tutto tace.
    Quale democrazia è questa ?
    Quale giustizia ?
    Una giustizia che mette alla forca chi per sbaglio scarica dal mulo un video illegale o ancora peggio, come nel mio caso, chi acquista del materiale da un privato e si vede indagato per pedopornografia.
    Poi si fa tanto parlare di violazione delle privacy....ma quale privacy ?
    L'impressione che ho è che si sfrutti la pedopornografia per entrare nelle case della gente comune e non è una bella impressione.
    non+autenticato
  • Sono in parte d'accordo, però credo che il lavoro d'intercettazione (telefonica, informatica o d'altro tipo) svolga comunque un ruolo essenziale al giorno d'oggi.

    Purtroppo un ampio e trasversale schieramento politico con stampa servile al seguito vuole far passare l'idea (e pare ci riesca pure!) che le indagini debbano tornare ad essere alla Maigret o alla Sherlock Holmes, dimenticandosi di decenni trascorsi nel frattempo, con tutti i mutamenti tecnologici che hanno portato a cambiare la comunicazione, l'economia e pure il crimine nella società del XXI secolo. Tutto questo, ovvio, per impedire di scoprire le proprie magagne (vedi furbetti del quartierino con interventi telefonici di D'Alema e Fassino, vedi sfacciate raccomandazioni telefoniche di attricette e discorsi sulla compravendita di senatori avversari da parte del buon Silvio B. eccetera).

    Del resto, è pur vero che non tutto si può ridurre d'altro canto a cose alla CSI o alla NUMBERS... Insomma, l'elemento tecnico e quello investigativo umano devono trovare un equilibrio.

    Io comunque, nelle ultime righe del mio post originale, sicuramente non esprimendomi bene, intendevo anche dire che colpire simili traffici su internet è solo una parte del gioco, poi non si può prescindere dal resto nel mondo "reale", ma non si può prescindere manco da questa stessa attività.
    non+autenticato
  • "Dimmi cosa vuoi fare. E troverò un fine sufficientemente nobile che lo giustifica"

    H.W. G÷ring
    Ministro della Propaganda Nazista
    non+autenticato