Gaia Bottà

Antipirateria, la ricetta dei consumatori

No a DRM e disconnessioni. Chiedono chiarezza, partecipazione e misure proporzionate per combattere le violazioni. Il condimento? Un'offerta legale appetitosa

Roma - Equità, trasparenza, rispetto di tutti gli attori in gioco e non solo di dinamiche di mercato consolidate: da questi presupposti dovrebbe muovere il dibattito dal quale emergono le regolamentazioni sul diritto d'autore. A chiederlo alle istituzioni europee e statunitensi è TransAtlantic Consumer Dialogue (TACD) una lega di associazioni di consumatori che opera sulle due sponde dell'Atlantico.

La raccomandazione emessa dai consumatori traccia dei binari a favore delle istituzioni, nel tentativo di scongiurare l'intessersi di processi decisionali che finiscano per propendere verso le istanze di un'industria dei contenuti che sovente mira a sradicare la pirateria anche a costo di sovvertire il complesso equilibrio in cui sono bilanciati i diritti del cittadino e gli interessi del mercato. "L'enforcement della proprietà intellettuale - si legge nel documento - deve essere compatibile con l'incoraggiamento dell'innovazione tecnologica e della diffusione e disseminazione della tecnologia", deve sapersi conciliare con i diritti dei cittadini, deve saper stimolare il mercato, adattarsi al contesto in cui si dispiega e non semplicemente perpetuare schemi stantii.

L'attività regolatoria sul fronte del copyright ferve in Europa e ferve negli States. Per questo motivo TACD si appella alle istituzioni, per fare in modo che il legislatore non si avventuri in strade tortuose, in percorsi che potrebbero rivelarsi senza via di uscita. Per scongiurarlo, i consumatori raccomandano di garantire la massima trasparenza: il dibattito deve essere aperto e coinvolgere tutti gli stakeholder, la domanda e l'offerta, e gli altri anelli della catena coinvolti. L'esplicito riferimento è a ACTA, il trattato anticontraffazione che si sta dibattendo a porte chiuse fra Unione Europea, Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Corea, Messico, Marocco, Nuova Zelanda, Singapore e Svizzera. Il contenuto di ACTA è immerso nel mistero, sembrerebbe avallare strumenti di enforcement come il filtraggio e le disconnessioni: EFF e Public Knowledge, da tempo impegnate per fare chiarezza, nei giorni scorsi sono state costrette a desistere e ad abbandonare la causa in corso. ACTA, così ha deciso l'Amministrazione Obama, deve rimanere segreto per questioni di sicurezza nazionale.
La trasparenza, chiede TACD, dovrà pervadere tutte le fasi delle negoziazioni che precedono la formulazione del quadro normativo: le tattiche con cui il legislatore proporrà di contrastare la condivisione illegale dei contenuti dovranno essere supportate da numeri e dati. Informazioni che, a differenza di quanto avviene sovente, dovranno essere oggettive e indipendenti, non viziate da alcun interesse di parte, ma capaci di tracciare un quadro realistico della situazione del mercato, della mole degli scambi, del valore delle perdite per l'industria.

Nello specifico delle regolamentazioni della tutela della proprietà intellettuale in rete, TACD snocciola dei suggerimenti mirati e puntuali. In primo luogo, è di fondamentale importanza garantire che i fornitori di connettività mantengano un ruolo neutro, che non vengano costretti ad agire da poliziotti della rete e da boia nei confronti dei propri abbonati. Se l'industria dei contenuti preme perché i provider interpretino un ruolo più attivo a tutela del diritto d'autore, è necessario che il legislatore ribadisca che l'ISP non è che un mero fornitore di connettività. E non dovrebbe essere costretto a tagliare le connessioni dei condivisori recidivi: lo ha stabilito il Consiglio Costituzionale francese, il cittadino ha diritto di esprimersi e di informarsi con la mediazione della rete e la ghigliottina sulla connettività non dovrebbe essere imbracciata come deterrente. Le sanzioni minacciate nei confronti di coloro che violassero la proprietà intellettuale, chiedono i consumatori, devono dissuadere i cittadini della rete ma devono altresì essere proporzionate. Proporzionate anche al fatto che la violazione sia stata o meno commessa per fini di lucro, consapevolmente o inconsapevolmente.

La repressione, suggerisce TACD nel coro delle voci che si sono espresse in materia, deve essere necessariamente accompagnata da un'evoluzione del mercato che sappia accordarsi con le esigenze dei cittadini della rete. Dissuadere i netizen dallo scambio illegale di contenuti è un obiettivo che può essere perseguito proponendo loro un'offerta di qualità, magari non ingabbiata da sistemi DRM a presidio dei contenuti. Tutto il mercato, prospettano i consumatori, adattandosi alla rete finirebbe per guadagnare in dinamismo e opportunità.

Gaia Bottà
16 Commenti alla Notizia Antipirateria, la ricetta dei consumatori
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  • Se usassi il P2P come un videoregistratore non localizzato sarebbe pirateria?
    Anni fa si potevano registrare i film per uso personale, ora non più?
    Si è accorto qualcuno che non è più possibile (a prezzi ragionevoli) trovare sul mercato apparati di registrazione standalone audio e/o video di alta qualità?
    Quanto tempo deve durare il copyright per non danneggiare produttori e acquirenti: 90 anni = 3,5 generazioni?
    Basta inventare una etichetta per creare automaticamente categorie che prima non esistevano oppure erano rappresentate dagli estremi: una specie di ipnosi di massa.
    I pirati del software
    I pedofili (culture diverse hanno limiti di età diversi)
    I commercialisti (prima esistevano i ragionieri e i laureati)
    I credenti in una religione (e quindi i miscredenti)
    I bianchi e i neri
    Gli etero e i gay
    I fascisti e i comunisti
    ecc...
    Cheppizza!!!
    non+autenticato
  • Concordo pienamente e aggiungo:
    PI: I lavoratori (quelli che non stanno sempre qui a trollare) e i fancazzisti (quelli che stanno sempre qui a trollare)A bocca aperta
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Sean Trist
    > Se usassi il P2P come un videoregistratore non
    > localizzato sarebbe
    > pirateria?

    si

    > Anni fa si potevano registrare i film per uso
    > personale, ora non
    > più?

    Non è mai stato legale, infatti avevano protestato anche contro i VHS, e poi avevano inventato quella porcheria del macrovision

    > Si è accorto qualcuno che non è più possibile (a
    > prezzi ragionevoli) trovare sul mercato apparati
    > di registrazione standalone audio e/o video di
    > alta
    > qualità?

    Non sapevo, bella porcata

    > Quanto tempo deve durare il copyright per non
    > danneggiare produttori e acquirenti: 90 anni =
    > 3,5
    > generazioni?

    10 anni, se e solo se l'opera resta in catalogo (e sia acquistabile sul serio), al limite estendibile a 15 anni.
    Poi se vuoi campare, crea ancora o trovati un altro lavoro.

    > Basta inventare una etichetta per creare
    > automaticamente categorie che prima non
    > esistevano oppure erano rappresentate dagli
    > estremi: una specie di ipnosi di
    > massa.

    La gente è stupida e ignorante, lo dico sempre, e i media attuali sono in parte il riflesso e in parte la causa di questo fatto. Una retroazione negativa verso l'analfabetismo e la barbarie.
    Non guardo la TV e non ascolto la radio da molti anni ormai.
    Funz
    13000
  • Come da oggetto con radio e pay tv mi sento pienamente soddisfatto, non compro ne cd ne dvd, non scarico dal p2p, se voglio uso internet per le radio tematiche o i canali audio di sky, per me i dvd possono costare anche 600 euro l'uno, ma chi se ne frega, se facessero tutti come me sarebbero già scesi a 5 euro al dvd, te li venderebbero in contemporanea con l'uscita nelle sale e non farebbero cause a nessuno perchè non avrebbero soldi per farle, invece prosperano e spaccano i marroni a mezzo mondo, questo è perchè guadagnano tantissimo, perchè ci sono i fessi che pagano un supporto che costa 1 euro a 20 e passa euro, calcolate che il mercato è mondiale, quindi i profitti sono enormi, senza contare i soldi che prendono dai cinema prima, poi dalle pay tv, poi dalle televisioni, quindi se comprate cd o dvd dalle multinazionali del cinema o della canzone, bene dopo non lamentatevi se loro investono una parte del profitto per fare ancora più soldi!!!
    non+autenticato
  • > Come da oggetto con radio e pay tv mi sento
    > pienamente soddisfatto,

    Se ti piace la me@@a che passano le radio nostrane...

    > non compro ne cd ne dvd,
    > non scarico dal p2p, se voglio uso internet per
    > le radio tematiche o i canali audio di sky, per
    > me i dvd possono costare anche 600 euro l'uno, ma
    > chi se ne frega,

    Perchè l'abbonamento sky a te lo regalano vero?A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo

    > Perchè l'abbonamento sky a te lo regalano vero?A bocca aperta

    Scusa, ma non ha mica detto che vuole le cose gratis. Ha detto che non paga soldi per quello che reputa di qualità non sufficiente per il prezzo a cui viene venduto.

    Cosa che dovrebbero fare tutti, IMO, e non lamentarsi che le cose costano troppo e poi comprarle.
    non+autenticato
  • > - Scritto da: pippo
    >
    > > Perchè l'abbonamento sky a te lo regalano vero?
    >A bocca aperta
    >
    > Scusa, ma non ha mica detto che vuole le cose
    > gratis. Ha detto che non paga soldi per quello
    > che reputa di qualità non sufficiente per il
    > prezzo a cui viene
    > venduto.
    >
    Lo stesso ragionamento si potrebbe applicare anche a sky.
    Lo voglio aggratiseOcchiolino
    non+autenticato
  • gaia sei mitica!!!!!!!!!!!!!
    non+autenticato
  • andare al cinema e pagare 8 euro=16 mila lire?
    Fanno sempre un sacco di pubblicità e il biglietto costa sempre di più....
    dobbiamo sempre ricordare questo!!!
    un cd nuovo 17-22 euro? da 35 a 40 mila lire?
    ricordare questo no?
    Ma poi si è visto anche qui su PI che chi scarica più compra.. se vogliono pretendere di vendere la m....a a noi e anche agli artisti dare sempre meno e scaricare la colpa sempre sull'utente finale se lo possono scordare.. il mondo digitale sta cambiando come le abitudini dei cittandini e degli artisti, come il modo per distribuire contenuti multimediali.
    Chi si evolve rimane gli altri si estingueranno..
    Ad ogni notizia del genere spero sempre che la gente pirati sempre 10 volte di più... e che distribuisca i cd-dvd gratis..
  • - Scritto da: picard12
    > Ma poi si è visto anche qui su PI che chi scarica
    > più compra.. se vogliono pretendere di vendere la
    > m....a a noi e anche agli artisti dare sempre
    > meno e scaricare la colpa sempre sull'utente
    > finale se lo possono scordare..

    E' proprio quello che vogliono fare: scaricare la colpa sul consumatore, solo che fanno si che il consumatore si scarichi addosso la colpa da soloA bocca aperta
    Wolf01
    3342
  • Basta non comprare. Se nessuno comprasse, i prezzi scenderebbero subito.

    I film e i cd non sono il cibo o la casa, se ne può fare a meno per senza problemi.

    Se continuano a vendere a quei prezzi, significa una cosa sola: che c'è chi compra.

    Quindi, finché c'è chi compra, chi vende non si dovrebbe lamentare, e gli altri non si dovrebbero lamentare nemmeno loro.

    Se per un anno nessuno comprasse, i produttori abbasserebbero la cresta. Invece facciamo sempre le solite sceneggiate melodrammatiche, dove compriamo il superfluo e ci lamentiamo che costa troppo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Paracelso
    > Basta non comprare. Se nessuno comprasse, i
    > prezzi scenderebbero subito.
    >

    In Italia funziona così: se nessuno compra, si va
    dal ministro compentente piagnucolando e si chiedono
    (e ottengono) sovvenzioni per tutti.
    E così alla fine i tuoi soldi sono comunque usciti
    dalle tue tasche per finire nelle loro

    Ingenuo 2001
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ingenuo 2001
    > - Scritto da: Paracelso

    [...]

    > In Italia funziona così: se nessuno compra, si va
    > dal ministro compentente piagnucolando e si
    > chiedono
    > (e ottengono) sovvenzioni per tutti.

    Analisi un po' frettolosa, magari anche ingenua, ma... maledettamente precisa e spietata.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ingenuo 2001

    > In Italia funziona così: se nessuno compra, si va
    > dal ministro compentente piagnucolando e si
    > chiedono
    > (e ottengono) sovvenzioni per tutti.
    > E così alla fine i tuoi soldi sono comunque usciti
    > dalle tue tasche per finire nelle loro

    Non è che il mercato discografico e cinematografico si limiti all'Italia...
    non+autenticato
  • si ma nel 2005 in america alle case discografiche hanno fatto ilculo perchè avevano fatto cartello e tenuto i prezzi alti.. in italia ti risulta qualcosa a beneficio dei consumatori?
  • fra un pò farai cosi anche per l'acqua vero visto che la stanno privatizzando..
    inserita in un decreto ad agosto dell'anno scorso..