Alfonso Maruccia

Partiti pirata europei crescono

Il movimento svedese si estende a macchia di leopardo nel Vecchio Continente. In Francia nasce un nuovo Partito Pirata, mentre in Germania la censura di stato scuote i seggi in parlamento. Con qualche polemica di contorno

Partiti pirata europei cresconoRoma - Dopo il clamoroso exploit in patria con la conquista di un seggio al Parlamento Europeo, il Partito Pirata svedese continua a rafforzare la sua vecchia idea di "paneuropeismo" dando vita a omologhi in tutta Europa e conquistando sempre maggiore visibilità anche nell'ambito della politica "tradizionale", quella che in genere non gradisce vedersi accostare a termini come "pirateria" e "file sharing".

L'avanzata inesorabile dei disegni di legge anti-Internet, pensati con l'obiettivo di aumentare il controllo governativo nel nome della sicurezza o sancire la sudditanza delle libertà dei cittadini della rete agli interessi dell'industria dei contenuti, riguarda oramai tutta l'Europa ed è dunque comprensibile che un movimento nato in risposta a simili iniziative acquisti a sua volta una valenza continentale.

Uno dei paesi più esposti al vento di restaurazione delle lobby pro-copyright è ad esempio la Francia, che si è vista censurare la famigerata legge HADOPI nelle sue misure "ammazza-connessione" ma nonostante questo continua dritto sulla strada della difesa dello status quo e degli attuali modelli di business del mercato multimediale. Ma in Francia la politica o quantomeno l'opinione pubblica potrebbero presto dover fare i conti con una voce fuori dal coro, una voce portata avanti da Rémy Cérésiani e dal neonato Partito Pirata francese.
Cérésiani, studente di scienze politiche, ha nei giorni scorsi depositato lo statuto della nuova formazione presso le autorità competenti dando così il via all'avventura dell'ennesimo spin-off del PiratPariet originario, del tutto simile a quest'ultimo dall'inconfondibile logo-bandiera nera sino allo statuto fondativo con gli obiettivi primari di difesa delle libertà digitali, protezione della privacy e condivisione della conoscenza.

Il Parti Pirate francese comincia la sua scalata alla rappresentanza democratica da un gruppo su Facebook, e se per motivi di mera tempistica non ha avuto modo di esprimersi sulla succitata legge HADOPI certo è che si farà presto sentire sulla nuova versione dell'altrettanto spigolosa proposta nota come LOPPSI, che tra le altre cose vuole introdurre in Francia gli stessi strumenti di controllo a mezzo spyware statale già introdotti in Germania.

E proprio dalla Germania arriva l'altra novità in merito di Piratpariet paneuropeo, o per meglio dire riguardo il Piraten Partei tedesco che nonostante i risultati non proprio clamorosi delle ultime elezioni può comunque già contare tra le sue fila un rappresentante nel parlamento nazionale. Jorg Tauss ha infatti lasciato il partito socialdemocratico (SPD) per entrare nel Piraten Partei, adducendo come motivazione le sue preoccupazioni riguardo alla censura di Internet che potrebbe scaturire dall'impiego delle recentemente approvate blacklist di stato.

La vicenda di Tauss si tinge però di giallo perché il parlamentare è attualmente sotto indagine in merito al possesso di immagini pedopornografiche, guarda caso la giustificazione principale per cui le suddette blacklist sono state attivate. Tauss sostiene di avere quelle immagini per via di certe sue indagini nella "sottocultura" che le ha messe in circolo, e il Piraten Partei dice che finché non ci saranno condanne formali non sussistono motivazioni concrete per dubitare della "innocenza e integrità morale" del loro neo-iscritto.

Alfonso Maruccia
49 Commenti alla Notizia Partiti pirata europei crescono
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  • Non hai torto, Armageddon. D' altra parte, l' unione fa la forza e un partito , fondamentalmente, è composto da persone che hanno lo stesso ideale. Seppure con differenze tra un elettore e l'altro. Benvenuto dunque il partito Ninja-Non dobbiamo farci fregare da quegli arroganti esseri che dalla tv e la radio , ci stanno sempre a rompere le scatole. Grazie per la tua obbiettiva e realistica risposta.

                                       Cordialità
                                       Il musico
  • E' senza dubbio soggettiva , la mia idea ma a mio avviso,
    usando una terminologia militare, quando si fonda ufficialmente un partito pirata (che definizione...bah!)è come se ci si mettesse in mostra davanti al nemico.
    Se si vuole ottenere un valido risultato, bisogna agire nell' ombra il più coordinatamente possibile, con tecniche di occultamento informatico , criptare etc. Altrimenti, si finisce per fare il gioco del nemico.Certamente, questa è una strategia tutta da studiare, da elaborare ma ne vale la pena. Se anche sorgessero partiti 'pirata' in tutta Europa, questo non garantirebbe nulla in quanto la controparte (leggi:governi , multinazionali discografiche e quant'altro) è più che fornita di mezzi per imporre la volonta' di tutti quelli che vogliono soffocare Internet e quello che Internet significa e consente: comunicare, diffondere idee e/o ideali , proposte ...
    Quindi, questi partiti, potrebbero essere inglobati dal Sistema che intendono combattere. Il Potere non vuole permettere quanto a noi preme particolarmente:la liberta' di espressione , le idee etc.: non dobbiamo dimenticarlo.E in Italia, la tendenza a reprimere, pare acquisti sempre più forza. I politici sono una brutta razza.Da loro, possiamo solo aspettarci fregature. Teniamone conto.ciao
  • Nell'ombra in politica ci si crepa, o ci si fa notare provocatoriamente, o non accumuli voti e quindi potere
    decisionale, se vuoi ombra chiamalo Partito Ninja e non
    lo iscrivi nemmeno, o si potrebbe sapere che esiste e
    non accetti tesserati o ci si svela, magari nemmeno
    adepti, o si rischia infiltrati....

    VAI AVANTI TE DA SOLO !!!!

    W Partito Ninja..... Cacchio ti ho già fatto scoprire!
    non+autenticato
  • forsa coraggio non mollare
    non+autenticato
  • non sono d'accordo.. capisco le tue perplessità ma la parola pirata esprime in maniera provocatoria (e quindi d'effetto, in una politica che vive sempre più di spettacolarizzazione) esattamente gli obiettivi del partito, i propositi di difesa della privacy e condivisione: i pirati, infatti, avevano un codice molto democratico a governarli, e naturalmente erano parecchio molto gelosi della propria privacy.

    cfr. wiki
    Pirateria è il termine che indica l'attività di quei marinai denominati pirati che, abbandonando per scelta o per costrizione la precedente vita sui vascelli mercantili, abbordano, depredano o affondano le altre navi in alto mare, nei porti, sui fiumi e nelle insenature.

    Si tratta quindi di rifiutare il controllo imposto anche sul moderno mare di internet, e poter navigare liberi di "depredare" conoscenze (per metterle a disposizione di tutti), e affondare la repressione delle libertà digitali.

    Con questa denominazione, oltretutto, essendo prevalentemente opera di veterani della rete, mantengono viva la memoria delle proprie origini.

    C'è bisogno di pirati in mezzo a questa gendarmeria corrotta!
  • Partito Pirata?
    Ma siamo matti?
    Ammettere di essere dei "pirati" inserendo il termine nel nome del partito è come ammettere la propria colpevolezza, e si sa, in politica il sarcasmo non è premiato (tranne in Italia, ok, ma qui si parla di Europa)
    Invece di parlare di pirati perchè non si parla di libertà d'espressione, di libero circolo della cultura, di un mondo che strumentalizza l'arte per far soldi, uccidendo l'arte stessa! Chiamatelo in altro modo, come "PLA", partito per le libertà artistiche, o "PLCSC", partito per la libera comunicazione e lo scambio culturale... ci sono mille nomi!!!
    Concordo pienamente con gli ideali del partito, ci fosse seriamente in Italia lo voterei, ma la libertà di scambio culturale non è essere pirati, è essere liberi!!!
    non+autenticato
  • Arr... Qual'è il problema, marinaio d'acqua dolce?

    Ci chiamano pirati? Ebbene, che tornino a temere i pirati! Pirata


    YAHRR!!! TUTTI INSIEME CIURMA!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Poldo
    > Partito Pirata?
    > Ma siamo matti?
    > Ammettere di essere dei "pirati" inserendo il
    > termine nel nome del partito è come ammettere la
    > propria colpevolezza, e si sa, in politica il
    > sarcasmo non è premiato (tranne in Italia, ok, ma
    > qui si parla di Europa)

    E che significa il nome? guarda Craxi, che era nel partito socialista italiano.... ecche', era socialista quello? di nome, forse, ma di fatto.... ho i miei dubbi (e pure la Magistratura italiana).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Poldo
    > Partito Pirata?
    > Ma siamo matti?

    Non credo, in compenso tu sei un po' ignorante, ti consiglio di leggerti questo :

    http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/au...
    krane
    22544
  • Beh, sarò anche ignorante come dici, ma mi immagino già un "partito pirata" italiano, sfottuto con il suo solito fare da Berlusconi, che dirà una cosa tipo "Eh si, partito pirata, praticamente di ladri autodefiniti..." o giù di li, ma la cosa peggiore saranno tutti gli italiani rimbambiti dalle sue televisioni (e non solo) che al suono di queste parole daranno già per delinquenti tutti i personaggi di quel partito.
    L'Italia è messa male ultimamente, significati delle parole ed origini di concetti così "sottili" non saranno mai capiti dalla massa, almeno finchè non tornerà a pensare con la propria testa e con una cultura medio alta, non medio inesistente
    non+autenticato
  • - Scritto da: Poldo
    > Beh, sarò anche ignorante come dici, ma mi
    > immagino già un "partito pirata" italiano,
    > sfottuto con il suo solito fare da Berlusconi,
    > che dirà una cosa tipo "Eh si, partito pirata,
    > praticamente di ladri autodefiniti..." o giù di
    > li, ma la cosa peggiore saranno tutti gli
    > italiani rimbambiti dalle sue televisioni (e non
    > solo) che al suono di queste parole daranno già
    > per delinquenti tutti i personaggi di quel
    > partito.

    E quindi ???
    Da come lo dici sembra che bisogna fare le cose a seconda di quello che dice B.

    > L'Italia è messa male ultimamente, significati
    > delle parole ed origini di concetti così
    > "sottili" non saranno mai capiti dalla massa,
    > almeno finchè non tornerà a pensare con la
    > propria testa e con una cultura medio alta, non
    > medio inesistente

    E quindi per adeguarci dovremmo abbruttire l'italiano ???

    Guarda che dicendo queste cose non fai che aumentare il gioco di chi non vuole che si pensi con la propria testa.
    krane
    22544
  • Sai, nel mio lavoro mi dicono sempre "fai le cose a prova di stupido, così che possano capirle"... e credo sia una gran verità. Se si parla e ragiona "ad alti livelli" chi a quei livelli non c'è non capirà mai nulla, a meno che gli venga data la possibilità di poter capire e poi crescere.
    Parlare, esprimersi con linguaggi semplici e diretti non vuol dire ne fare il gioco di B. ne "abbruttire l'italiano", tantomeno vietare di pensare con la propria testa, anzi, tutto il contrario! Permette semplicemente alla gente di capire, ed a chi sta "in alto" di farsi capire.
    non+autenticato
  • E in effetti il primo partito pirata è stato fondato in Svezia, paese decisamente più civile del nostro e che ha saputo accogliere bene la cosa.

    Se proprio invece vogliamo guardare la situazione politica italiana... Beh, siamo talmente mal messi che non credo basterebbe un nome più "appetibile" all'italiano medio per dare qualche speranza ad un partito che si batta per i diritti di tutti piuttosto che l'interesse di pochi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Poldo
    > Partito Pirata?
    > Ma siamo matti?
    > Ammettere di essere dei "pirati" inserendo il
    > termine nel nome del partito è come ammettere la
    > propria colpevolezza, e si sa, in politica il
    > sarcasmo non è premiato (tranne in Italia, ok, ma
    > qui si parla di
    > Europa)
    > Invece di parlare di pirati perchè non si parla
    > di libertà d'espressione, di libero circolo della
    > cultura, di un mondo che strumentalizza l'arte
    > per far soldi, uccidendo l'arte stessa!
    > Chiamatelo in altro modo, come "PLA", partito per
    > le libertà artistiche, o "PLCSC", partito per la
    > libera comunicazione e lo scambio culturale... ci
    > sono mille
    > nomi!!!
    > Concordo pienamente con gli ideali del partito,
    > ci fosse seriamente in Italia lo voterei, ma la
    > libertà di scambio culturale non è essere pirati,
    > è essere
    > liberi!!!

    infatti... e "pirata" è una provocazione...
    non+autenticato
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