Giorgio Pontico

I filtri iraniani non sono Nokia-Siemens

Il colosso delle TLC smentisce le illazioni. Ha fornito a Teheran solo tecnologie neutrali

Roma - Nokia Siemens Networks ha negato di aver fornito agli operatori TLC iraniani le tecnologie necessarie per far sprofondare il paese nel buio della censura.

In una nota ufficiale, il consorzio finnico-tedesco ha spiegato di aver fornito a TCI (Telecommunication Company of Iran), provider telefonico di stato, gli apparati necessari per monitorare esclusivamente le chiamate vocali, nel pieno rispetto delle regole stabilite da ETSI (European Telecommunications Standards Institute) e 3GPP (3rd Generation Partnership Project).

Nessuna capacità di filtraggio o di censura della Rete iraniana avrebbe dunque il marchio Nokia-Siemens secondo Ben Roome, portavoce della joint venture, che si sta prodigando in una personale battaglia a colpi di tweet, cercando di diffondere la smentita a un articolo del Wall Strett Journal che addossa a Nokia-Siemens la paternità degli strumenti censori dei Pasdaran. (G.P.)
4 Commenti alla Notizia I filtri iraniani non sono Nokia-Siemens
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  • As protests continue in Iran, details are emerging of the technology used to monitor its citizens.

    Iran is well known for filtering the net, but the government has moved to do the same for mobile phones.

    Nokia Siemens Network has confirmed it supplied Iran with the technology needed to monitor, control, and read local telephone calls.

    It told the BBC that it sold a product called the Monitoring Centre to Iran Telecom in the second half of 2008.

    Data inspection

    Nokia Siemens, a joint venture between the Finnish and German companies, supplied the system to Iran through its Intelligent Solutions business, which was sold in March 2009 to Perusa Partners Fund 1LP, a German investment firm.

    IL RESTO DELL'ARTICOLO SU BBC WORLD
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/8112550.stm
    non+autenticato
  • Da un articolo del Corriere dela Sera, a firma di una delle sue più prestigiose firme, Guido Olimpo, risulterebbe che siano stati i servizi segreti italiani a fornire supporto tecnologico e formazione per attuare le misure repressive. Questo in cambio di una sorta di immunità delle nostre truppe dispiegate in medioriente nelle missioni internazionali. riporto il pezzo dell'articolo "[...] E allora in cambio di un occhio di riguardo [per le truppe italiane in medioriente] e di un’eventuale protezione, Teheran ha chiesto «un piccolo favore». Così è arrivata la tecnologia per le intercettazioni e, sembra, un’assistenza [dei servizi italiani] nel training della Vevak, la polizia segreta degli ayatollah." (http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_22/iran_ce...).
    Se risultasse vero che la polizia segreta degli Ayatollah abbia ottenuto da noi tecnologie e formazione per fare ciò che sta facendo sarebbe grave.
    non+autenticato
  • > Se risultasse vero che la polizia segreta degli
    > Ayatollah abbia ottenuto da noi tecnologie e
    > formazione per fare ciò che sta facendo sarebbe
    > grave.

    direbbero che intercettare non equivale ad assassinare i dimostranti per strada così come farsi rapire sotto gli occhi dalla cia un cittadino egiziano (risultato poi innocente dopo 1 anno di torture) non è poi così grave ... e che quindi va coperto dal segreto nel superiore interesse dello stato ...
    non+autenticato
  • Non mi stupirebbe.
    In fondo si tratta di darsi una mano a vicenda fra stati dittatoriali non eletti democraticamente (Italia->legge elettorale Porcellum) che utlizzano la censura (Italia->leggi anti internet) e non hanno libertà di stampa (Italia->74 posto, zona paesi semi-liberi)
    non+autenticato