Giorgio Pontico

Moby: RIAA deve sparire

Non usa mezzi termini il re della musica elettronica. L'atteggiamento delle major č inaccettabile

Roma - Richard Melville Hall, in arte Moby, ci va giù duro: "Esigere due milioni di dollari da una madre single per incutere timore sugli scaricatori abusivi - scrive sul suo blog - non può essere un comportamento accettabile da parte di chi, come le case discografiche, dovrebbe in teoria aiutare gli artisti a comporre musica".

Moby si riferisce al caso di Jammie Thomas-Rassett, statunitense del Minnesota condannata in appello pochi giorni fa per aver scaricato tramite Kazaa 24 brani appartenenti alle major.

L'artista statunitense, che insieme a Michael Stipe e Trent Reznor da tempo si erge a baluardo della neutralità della Rete, ha bollato l'azione della RIAA come una mossa estremamente controproducente per il mondo della musica: secondo lui il gruppo di aziende discografiche preferirebbe essere temuto piuttosto che rispettato dagli appassionati di musica.
Il post si conclude infine con una frase emblematica e insolita, sopratutto per un artista che volente o nolente è comunque parte del sistema discografico attuale: "The RIAA needs to be disbanded". RIAA deve sparire. (G.P.)
23 Commenti alla Notizia Moby: RIAA deve sparire
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  • Dice che la RIAA ha passato ogni limite di decenza e finirà col danneggiare gli artisti anziché tutelarli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bastard Inside
    > Dice che la RIAA ha passato ogni limite di
    > decenza e finirà col danneggiare gli artisti
    > anziché
    > tutelarli.

    Veramente li sta gia' danneggiando.

    --
    GT
  • - Scritto da: Guybrush
    > - Scritto da: Bastard Inside
    > > Dice che la RIAA ha passato ogni limite di
    > > decenza e finirà col danneggiare gli artisti
    > > anziché
    > > tutelarli.
    >
    > Veramente li sta gia' danneggiando.
    >
    > --
    > GT

    Giusta precisazione Sorride
    non+autenticato
  • La traduzione esatta di ""The RIAA needs to be disbanded" non è "RIAA deve sparire", ma "La RIAA dev'essere sciolta".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giorgio Pontico
    > OpinioniFicoso

    http://www.wordreference.com/enit/disband
    non+autenticato
  • - Scritto da: il professore
    > - Scritto da: Giorgio Pontico
    > > OpinioniFicoso
    >
    > http://www.wordreference.com/enit/disband

    appunto sciogliere un esercito è farlo sparire Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: il professore
    > La traduzione esatta di ""The RIAA needs to be
    > disbanded" non è "RIAA deve sparire", ma
    > "La RIAA dev'essere
    > sciolta".

    E che differenza fa?
    Funz
    13000
  • - Scritto da: Funz
    > - Scritto da: il professore
    > > La traduzione esatta di ""The RIAA needs to be
    > > disbanded" non è "RIAA deve sparire", ma
    > > "La RIAA dev'essere
    > > sciolta".
    >
    > E che differenza fa?

    La differenza è che se la sciogli nell'acido, non c'è il pericolo che assuma nuove forme.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fry
    > - Scritto da: Funz
    > > - Scritto da: il professore
    > > > La traduzione esatta di ""The RIAA needs to be
    > > > disbanded" non è "RIAA deve sparire",
    > ma
    > > > "La RIAA dev'essere
    > > > sciolta".
    > >
    > > E che differenza fa?
    >
    > La differenza è che se la sciogli nell'acido, non
    > c'è il pericolo che assuma nuove
    > forme.

    LOL! Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • E' vero !!!! SorpresaNewbie, inespertoRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    E cmq hai detto bene Moby ! Indiavolato
    non+autenticato
  • Non cambia nulla nel senso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: il professore
    > La traduzione esatta di ""The RIAA needs to be
    > disbanded" non è "RIAA deve sparire", ma
    > "La RIAA dev'essere
    > sciolta".

    grazie.
    (non scherzo)
    non+autenticato
  • ...riprendo qui ciò che ho scritto altrove: di questo passo, l'idea di uno "sciopero degli artisti" in base al quale costoro, eliminando le etichette come intermediari, si autoproducano e pubblichino i loro brani online esigendo royalties simboliche e *percepite direttamente da loro*... non sarà poi così utopica.
    Gli artisti, soprattutto gli emergenti o appartenenti a generi non molto mainstream, non hanno nulla da perderci.
    Le tecnologie per autoprodursi ormai sono all'avanguardia.
    E vaffanculo alle etichette, a un certo punto!Occhiolino

    (tutto questo è esattamente la filosofia di Jamendo e Magnatune, pensateci)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Scoramento
    > ...riprendo qui ciò che ho scritto altrove: di
    > questo passo, l'idea di uno "sciopero degli
    > artisti" in base al quale costoro, eliminando le
    > etichette come intermediari, si autoproducano e
    > pubblichino i loro brani online esigendo
    > royalties simboliche e *percepite direttamente da
    > loro*... non sarà poi così
    > utopica.
    > Gli artisti, soprattutto gli emergenti o
    > appartenenti a generi non molto mainstream, non
    > hanno nulla da
    > perderci.
    > Le tecnologie per autoprodursi ormai sono
    > all'avanguardia.
    > E vaffanculo alle etichette, a un certo punto!Occhiolino
    >
    > (tutto questo è esattamente la filosofia di
    > Jamendo e Magnatune,
    > pensateci)

    Amen!

    La cosa davvero sconvolgente però è che in fin dei conti anche loro hanno scoperto l'acqua calda..

    Nel mondo indie questa logica d'azione viene gia applicata da tempo, e non solo nel mondo della digital release, ma anche quella in vinile!

    L'etichetta dunque non è un vero e proprio intermediario con tanto di "produttore", ma solamnente una "maschera" temporanea utilizzata da un determinato artista per caratterizzare meglio un suo determinato filone creativo.

    per non parlare della qualità poi... che in un sistema non influenzato dalla distruttivissima ricerca del capitale, aumenta a dismisura!

    un esempio?
    qui ( http://www.soundsoftheuniverse.com/ ) ce ne sono a bizzeffe!

    Saluti!
    non+autenticato
  • - Scritto da: XYZ
    > Nel mondo indie questa logica d'azione viene gia
    > applicata da tempo, e non solo nel mondo della
    > digital release, ma anche quella in
    > vinile!
    >

    IMHO questo era molto difficilmente applicabile nell'era "del vinile": la distribuzione di supporti fisici comportava dei costi molto alti, che gli artisti mai sarebbero stati in grado di affrontare. Č così che le major hanno stabilito in passato quello che, fino a poco tempo fa, era un "oligopolio" giustificatissimo: i costi di una grande distribuzione erano coperti da finanziatori con capitale adeguato e... un occhio verso i giusti investimenti.Occhiolino

    Esaminiamo ora la situazione attuale: gli mp3 costano... virtualmente zero. Il costo del supporto fisico è eliminato, il mantenimento di macchine che offrano ai netizen una corposa libreria musicale costa molto, ma molto meno della distribuzione fisica di supporti. Questo, IMHO, porta a 2 conseguenze:
    - Il prezzo imposto dalle etichette su store come iTunes, in molti casi pari al costo al dettaglio del "vecchio" CD, è spropositato. Tutto ciò che non spendono con la distribuzione, lo guadagnano in diritti, o nella migliore delle ipotesi va in tasca a Apple. Per questo aborro gli store online... ma qui sto andando OT.
    - Gli artisti POSSONO distribuirsi da soli. Produrre una dozzina di brani utilizzando l'HD recording in casa o in uno studiolo "improvvisato" costa, all'incirca, sul migliaio di euri... e tanto lavoro (compresa un po' di esperienza). Ma comunque poco in termini di "capitale iniziale"; e ricordiamoci che produrre 1 canzone o 1000 canzoni costa sempre un migliaio di euri (è un costo fisso).
    Internet dà all'artista la possibilità di promuovere i propri brani a costo zero: youtube offre la banda dei propri server per un videoclip, jamendo magnatune myspace reverbnation o praticamente QUELLO CHE VUOI ti permette di condividere con chiunque le tue canzoni.
    Resta da chiarire quanto deve guadagnare un artista che si mette in queste condizioni. Gratis et amore, purtroppo, è impossibile: lavorare da soli costa, impegna tempo, e serve un minimo compenso per far fronte ai costi sopra menzionati e al lavoro impiegato.
    Personalmente, trovo fantastico l'approccio di Magnatune: un contratto che prevede di proporre una serie di canzoni scaricabili come "promo", l'intero album acquistabile a prezzo non esagerato, il compenso suddiviso 50/50 tra editore e autore. Potrebbe funzionare anche con artisti di ben altro calibro, tenendo presente che continuerebbero la loro attività concertistica (con relativa retribuzione).

    Perdonate l'interminabile filippica, ma già che ci sono ho spiegato in maniera minimamente completa la mia opinione in merito.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Scoramento
    > Esaminiamo ora la situazione attuale: gli mp3
    > costano... virtualmente zero. Il costo del
    > supporto fisico è eliminato


    Sacrosanto, tutto quello che hai scritto.

    Il motore a scoppio ha soppiantato il cavallo come mezzo di trasporto, per evidenti motivi.
    Qui noi da anni ormai siamo di fronte a cavalli che ti azzannano per costringerti a usare ancora loro per spostarti, invece dell'automobile.
    non+autenticato
  • > - Scritto da: Scoramento
    > > Esaminiamo ora la situazione attuale: gli mp3
    > > costano... virtualmente zero. Il costo del
    > > supporto fisico è eliminato
    >
    >
    > Sacrosanto, tutto quello che hai scritto.
    >
    > Il motore a scoppio ha soppiantato il cavallo
    > come mezzo di trasporto, per evidenti
    > motivi.

    E con ben più evidenti effetti collaterali!!!

    > Qui noi da anni ormai siamo di fronte a cavalli
    > che ti azzannano per costringerti a usare ancora
    > loro per spostarti, invece
    > dell'automobile.

    Hai mai visto un cavallo ubriaco?A bocca aperta
    non+autenticato
  • Si potrebbe prevedere una percentuale dei canoni per la banda larga da destinare agli artisti, oltre eventualmente all'equo compenso sui supporti (che dovrebbe essere un onere più onesto di quanto fanno pagare in Italia, Francia e Germania), che vengano ripartiti secondo i dati raccolti sugli scaricamenti, con la possibilità, per gli utenti, di dichiarare quali contenuti hanno poi masterizzato, per far pervenire esclusivamente agli artisti preferiti, di cui vogliano conservare le opere, la parte di proventi derivante dai supporti.
    Ovviamente con una ripartizione equa e trasparente così basata, l'equo compenso dovrebbe essere pagato solo sui supporti write once, perché sui riscrivibili, in primo luogo sarebbe più efficacemente sostituito dalla percentuale sui canoni, in secondo luogo non potrebbe essere ripartito equamente, a meno di non corrisponderlo solo alla fine della vita del supporto, ripartito fra tutti gli artisti che vi hanno "transitato" sopra per poi essere sovrascritti da altri, l'alternativa di corrisponderlo solo ai primi artisti memorizzati fino alla capienza massima, e poi magari cancellati e sostituiti, sarebbe altamente iniqua verso tutti gli artisti successivi, molto meglio la quota sul canone, che può essere ripartita molto più equamente e in maniera perfettamente proporzionale al successo dell'artista.
    non+autenticato
  • > Si potrebbe prevedere una percentuale dei canoni
    > per la banda larga da destinare agli artisti,
    NO, NO e ancora NO!
    Non esiste solo la banda larga per gli "artisti", se vuoi un servizio musicale te lo PAGHI tu!
    Non è che tutti dobbiamo pagare per gli scaricatori aggratiseA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo
    > > Si potrebbe prevedere una percentuale dei canoni
    > > per la banda larga da destinare agli artisti,
    > NO, NO e ancora NO!
    > Non esiste solo la banda larga per gli "artisti",
    > se vuoi un servizio musicale te lo PAGHI
    > tu!
    > Non è che tutti dobbiamo pagare per gli
    > scaricatori aggratise
    >A bocca aperta

    Questo scherzetto lo fanno già sui supporti, però... Comunque hai anche ragione, potrebbe essere un supplemento opzionale, ma ci vorrebbe il modo di farlo pagare da chi è dovuto e ridurre i furbi al minimo numero possibile. Permettere all'utente di optare per una modesta cifra a forfait che lo metta in regola con la legge sarebbe accettabile e non lederebbe gli interessi di chi non scarica, o lo fa così poco da preferire pagamenti "a consumo".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bastard Inside
    > - Scritto da: pippo
    > > > Si potrebbe prevedere una percentuale dei
    > canoni
    > > > per la banda larga da destinare agli artisti,
    > > NO, NO e ancora NO!
    > > Non esiste solo la banda larga per gli
    > "artisti",
    > > se vuoi un servizio musicale te lo PAGHI
    > > tu!
    > > Non è che tutti dobbiamo pagare per gli
    > > scaricatori aggratise
    > >A bocca aperta
    >
    > Questo scherzetto lo fanno già sui supporti,
    > però... Comunque hai anche ragione, potrebbe
    > essere un supplemento opzionale, ma ci vorrebbe
    > il modo di farlo pagare da chi è dovuto e ridurre
    > i furbi al minimo numero possibile. Permettere
    > all'utente di optare per una modesta cifra a
    > forfait che lo metta in regola con la legge
    > sarebbe accettabile e non lederebbe gli interessi
    > di chi non scarica, o lo fa così poco da
    > preferire pagamenti "a
    > consumo".
    Ok, così va meglioOcchiolino
    P.S. io non consumo poco, ma l'abbonamento di emusic è MOLTO convenienteCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • > Esaminiamo ora la situazione attuale: gli mp3
    > costano... virtualmente zero. Il costo del
    > supporto fisico è eliminato, il mantenimento di
    > macchine che offrano ai netizen una corposa
    > libreria musicale costa molto, ma molto meno
    > della distribuzione fisica di supporti. Questo,
    > IMHO, porta a 2
    > conseguenze:
    > - Il prezzo imposto dalle etichette su store come
    > iTunes, in molti casi pari al costo al dettaglio
    > del "vecchio" CD, è spropositato. Tutto ciò che
    > non spendono con la distribuzione, lo guadagnano
    > in diritti, o nella migliore delle ipotesi va in
    > tasca a Apple. Per questo aborro gli store
    > online... ma qui sto andando
    > OT.
    > - Gli artisti POSSONO distribuirsi da soli.
    > Produrre una dozzina di brani utilizzando l'HD
    > recording in casa o in uno studiolo
    > "improvvisato" costa, all'incirca, sul migliaio
    > di euri... e tanto lavoro (compresa un po' di
    > esperienza). Ma comunque poco in termini di
    > "capitale iniziale"; e ricordiamoci che produrre
    > 1 canzone o 1000 canzoni costa sempre un migliaio
    > di euri (è un costo
    > fisso).
    > Internet dà all'artista la possibilità di
    > promuovere i propri brani a costo zero: youtube
    > offre la banda dei propri server per un
    > videoclip, jamendo magnatune myspace reverbnation
    > o praticamente QUELLO CHE VUOI ti permette di
    > condividere con chiunque le tue
    > canzoni.
    > Resta da chiarire quanto deve guadagnare un
    > artista che si mette in queste condizioni. Gratis
    > et amore, purtroppo, è impossibile: lavorare da
    > soli costa, impegna tempo, e serve un minimo
    > compenso per far fronte ai costi sopra menzionati
    > e al lavoro
    > impiegato.
    > Personalmente, trovo fantastico l'approccio di
    > Magnatune: un contratto che prevede di proporre
    > una serie di canzoni scaricabili come "promo",
    > l'intero album acquistabile a prezzo non
    > esagerato, il compenso suddiviso 50/50 tra
    > editore e autore. Potrebbe funzionare anche con
    > artisti di ben altro calibro, tenendo presente
    > che continuerebbero la loro attività
    > concertistica (con relativa
    > retribuzione).
    >
    Tutto sacrosanto, l'unica punto debole del tuo ragionamento è la promozione, pensi che Vasco sia famoso perchè bravo o perchè ha dietro una GIGANTESCA macchina promozionale?
    non+autenticato