Giorgio Pontico
martedė 23 giugno 2009

Moby: RIAA deve sparire

Non usa mezzi termini il re della musica elettronica. L'atteggiamento delle major č inaccettabile

Roma - Richard Melville Hall, in arte Moby, ci va giù duro: "Esigere due milioni di dollari da una madre single per incutere timore sugli scaricatori abusivi - scrive sul suo blog - non può essere un comportamento accettabile da parte di chi, come le case discografiche, dovrebbe in teoria aiutare gli artisti a comporre musica".

Moby si riferisce al caso di Jammie Thomas-Rassett, statunitense del Minnesota condannata in appello pochi giorni fa per aver scaricato tramite Kazaa 24 brani appartenenti alle major.

L'artista statunitense, che insieme a Michael Stipe e Trent Reznor da tempo si erge a baluardo della neutralità della Rete, ha bollato l'azione della RIAA come una mossa estremamente controproducente per il mondo della musica: secondo lui il gruppo di aziende discografiche preferirebbe essere temuto piuttosto che rispettato dagli appassionati di musica.
Il post si conclude infine con una frase emblematica e insolita, sopratutto per un artista che volente o nolente è comunque parte del sistema discografico attuale: "The RIAA needs to be disbanded". RIAA deve sparire. (G.P.)
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