Giorgio Pontico

La maestra cattiva resta online

Le valutazioni negative sul suo operato rimarranno in Rete. Lo ha stabilito un giudice tedesco

Roma - Il giudizio degli alunni vale più della privacy dell'insegnante. Questo in sostanza quanto stabilito da un verdetto emesso dall'Alta Corte tedesca in merito ad una denuncia sporta da una maestra di Karlshrue, in Germania, che aveva ricevuto valutazioni poco lusinghiere su Spickmich, un sito dove gli scolari teutonici contribuiscono a compilare una graduatoria dei loro insegnanti in base alle capacità professionali e alla popolarità riscossa.

Astrid Czubayko-Reiss, questo il nome dell'insegnante, si era già rivolta nel 2007 e quest'anno ad altri tribunali minori prima di presentarsi presso la massima autorità giudiziaria tedesca, ma il suo ricorso era stato respinto in entrambi i casi.

Anche questo terzo tentativo non è andato a buon fine: il giudice di Karlshrue ha stabilito che il diritto degli studenti di scambiarsi informazioni liberamente è più importante della volontà dell'insegnante di decidere quali sue informazioni personali possano essere pubblicate.
Il verdetto continua spiegando che trattandosi di opinioni, e non di insulti o abusi, la querelante non ha dimostrato di aver subito danni professionali o di qualsiasi altro genere. (G.P.)
20 Commenti alla Notizia La maestra cattiva resta online
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  • se fosse stata un'azienda, le opinioni sarebbero state giudicate "lesive dell'immagine dell'azienda"

    anche se fondate.
    non+autenticato
  • giustamente, l'azienda "istruzione pubblica" è in dismissione, gli insegnanti possono essere rottamati ..
  • - Scritto da: nlp
    > se fosse stata un'azienda, le opinioni sarebbero
    > state giudicate "lesive dell'immagine
    > dell'azienda"
    >
    > anche se fondate.

    ???
    Su PI vengono criticate quotidianamente le aziende.
    non+autenticato
  • Anche questo terzo tentativo non è andato a buon fine: il giudice di Karlshrue ha stabilito che il diritto degli studenti di scambiarsi informazioni liberamente è più importante della volontà dell'insegnante di decidere quali sue informazioni personali possano essere pubblicate.

    detto così mi sembra una mezza boiata. Gli studenti hanno il pieno diritto di pubblicare e giudicare l'insegnante per il suo comportamento lavorativo, ma non credo abbiano il diritto di pubblicare dati afferenti esclusivamente alla sfera privata della persona.
    Tanto per fare un esempio: finquando scrivo che il prof. X non riesce a spiegare chiaramente certi argomenti o che non dimostra particolare competenza nella sua materia, ci puo e ci deve stare.
    Ma scrivere, ad esempio, che soffre della malattia Y o che c'ha un'amichetto/a fra i colleghi della scuola mi sembra una scorrettezza abbastanza grave.
  • i magistrati hanno sentenziato che queste situazioni non si sono verificate.

    non c'e' stata ne' diffamazione ,ne' calunnia,ne' violazione dela privacy .
    non+autenticato
  • Essendo suddetta insegnante una dipendente pubblica, pagata con soldi pubblici, deve aspettarsi che anche la sua resa professionale sia pubblica.
  • défaillances, tic, abitudini scrutate da un pubblico che ti conosce in profondità, ma vede di te solo la versione pubblica. Quanto dovrebbe essere pagata una persona che sale su un palcoscenico davanti a critici implacabili (molto più di quanto non sia lei) ogni giorno?
  • Può anche cambiare lavoro se non gli piace. Stare davanti ad un pubblico è una scelta e non un dovere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ale
    > Può anche cambiare lavoro se non gli piace. Stare
    > davanti ad un pubblico è una scelta e non un
    > dovere.

    Guarda che non è che un certo tipo di lavoro deve sconvolgerti la vita per forza. Non deve mica andare su un palco a cantare, deve insegnare in una classe, quindi non ha nessun dovere di trasparenza al di fuori di quella classe. Resta il fatto che lo scambiarsi opinioni degli studenti vada tutelato, per cui trovo comunque corretta lasentenza.
    non+autenticato
  • Alla stessa stregua dei VIP che cercano privacy.
    Decidendo di fare un lavoro esposto al pubblico, ti sei esposto anche alle eventuali critiche di quest'ultimo, e devi accettarle.

    Le attrici e modelle varie ed eventuali, non vengono criticate solo sul loro lavoro, ma anche su cosa indossano, come lo portano, con chi escono etc etc...
  • - Scritto da: r1348
    > Essendo suddetta insegnante una dipendente
    > pubblica, pagata con soldi pubblici, deve
    > aspettarsi che anche la sua resa professionale
    > sia
    > pubblica.
    non+autenticato
  • Non discuto affatto il merito della sentenza, ma i commenti compiaciuti del forum.

    Qualcuno sostiene:
    Può anche cambiare lavoro se non gli piace. Stare davanti ad un pubblico è una scelta e non un dovere.

    Magari, vorrei sapere quanti oggi sono liberi di avercelo un mestiere oltre di cercare quello più confacente.

    Un'altra tesi:
    Decidendo di fare un lavoro esposto al pubblico, ti sei esposto anche alle eventuali critiche di quest'ultimo, e devi accettarle. Le attrici e modelle varie ed eventuali, non vengono criticate solo sul loro lavoro, ma anche su cosa indossano, come lo portano, con chi escono etc etc..

    Tutto vero, ma avete un'idea dello stipendio di un insegnante? (mi sentirò narrare la fiaba che insegnano 18 ore).

    Poi vedo:
    Essendo suddetta insegnante una dipendente pubblica, pagata con soldi pubblici, deve aspettarsi che anche la sua resa professionale sia pubblica.

    Niente in contrario. Ma la valutazione della professione è una cosa molto lontana dalla spassionata opinione di questo o quello. Ed è molto più difficile raggiungere l'obiettivo di valutare gli insegnanti, se le due cose vengono confuse.
  • ma dai oh...

    sei io dico che la mia insegnante di storia ha un metodo di insegnamento troppo rigoroso su un forum in che modo sto minando al sua immagine????

    e' una LIBERA opinione espressa LIBERAMENTE in maniera PUBBLICA.

    se la mia insegnante leggesse quella cosa potrebbe LIBERAMENTE rispondere sullo stesso forum ARGOMENTANDO.

    e poi.

    SE UN INSEGNANTE NON E' CAPACE DI RISPONDERE A DELLE CRITICHE PUBBLICHE RISPONDENDO PUBBLICAMENTE NON E' NENACHE IN GRADO DI FARE L'INSEGNANTE.

    PIU' E PIU' TRIBUNALI HANNO SENTENZIATO CHE NON C'E' STATA DIFFAMAZINE MA SOLO LIBERA ESPRESSIONE DI OPINIONI.

    INVECE DI CORRERE A FARE DENUNCE L'INSEGNANTE DOVEVA METTERSI IN GIOCO ALLA PARI E RISPONDERE SUL FORUM...
    non+autenticato
  • "non proprio" sostiene che la cattiva maestra (chissà perchè mi basta questo appellativo per solidarizzare con lei) avrebbe dovuto argomentare sul forum, invece di rivolgersi alla magistratura.

    In teoria non fa una piega, e al suo posto avrei scelto sicuramente un'altra strategia (giusto un'insegnante un po' tontolona può alzare un polverone su di sé con una decisione simile), ma hai presente un forum di adolescenti? ti sembra un luogo idoneo ad esporre pacatamente le ragioni di un metodo di lavoro? e ti sembra credibile che le critiche sostenessero che "ha un metodo troppo rigoroso"?
  • ma dai oh...

    la scelta di andare per via giudiziaria e' stata molto piu' deleteria...

    su un forum sono tutti uguali.
    le ragioni dei ragazzi valgono quanto le ragioni dell'insegnante.
    esprimere le proprie ragioni in maniera visibile da tutti i ragazzi avrebbe certo generato il flame da parte dei piu' stupidi ma avrebbe potuto dimostrare a quelli piu' seri la giustezza delle posizioni dellì'insegnante.

    la scelta di non dialogare sullo stesso terreno con i ragazzi da parte dell'insegnante dimostra proprio che l'insegnante ha dei limiti comunicativi,cosa inaccettabile per un insengnante che per missione deve essere capace di comunicare con gli studenti.


    andare per via giudiziaria poi dimostra che le critiche avevano colpito nel segno e che quindi l'insegnate voleva tacere o far sparire tali critiche attraverso una censura
    autorizzata.


    per fortuna i magistrati hanno dato torto all'insegnante.


    i fatti danno torto totale all'insegnante.

    un'insegnante che non sa accettare la critica,il sarcasmo e l'ironia non lo vorrei come insegnante per mio figlio sinceramente...
    non+autenticato
  • > In teoria non fa una piega, e al suo posto avrei
    > scelto sicuramente un'altra strategia (giusto
    > un'insegnante un po' tontolona può alzare un
    > polverone su di sé con una decisione simile), ma
    > hai presente un forum di adolescenti? ti sembra
    > un luogo idoneo ad esporre pacatamente le ragioni
    > di un metodo di lavoro? e ti sembra credibile che
    > le critiche sostenessero che "ha un metodo troppo
    > rigoroso"?

    Intano mi chiedo se gli utenti del forum fossero identificati. Così come tutti sanno che "X non sa fare il suo lavoro", si saprà anche che a dirlo è stato Y?