Alfonso Maruccia

Google vuole accelerare il web

Una nuova iniziativa di Mountain View punta sul tweaking e l'avanzamento prestazionale del web. Infrastruttura, codice e contenuti devono viaggiare alla velocitÓ della luce, per il bene di tutti

Roma - Quanto sono veloci oggigiorno la navigazione web, l'utilizzo delle web appliance e più in generale l'accesso da parte degli utenti a quel fragile eppure sterminato patrimonio di informazioni e tecnologie custodito sui server remoti? Non abbastanza secondo Google, che per migliorare l'attuale stato delle cose invita piccoli e grandi sviluppatori della backbone della società dell'informazione a partecipare a uno sforzo comune al grido di "rendiamo il web più veloce", aka Google Speed.

Più che un semplice repository Google Speed è (o dovrebbe comunque diventare col tempo) una sorta di portale per la promozione delle performance estreme in campo web, che offrirà a chiunque ne voglia sposare la "mission" la possibilità di condividere tutorial, trucchi, pratiche di programmazione e tecnologie che hanno il solo scopo di far andare Internet più veloce. Sul sito sarà disponibile l'expertise che Google ha accumulato sull'argomento nel corso del tempo, ma i coder potranno partecipare inserendo idee e suggerimenti.

Atteso per l'annuncio ufficiale durante la conferenza O Reilly Velocity 2009 nel corso di questi giorni, Google Speed rappresenta il punto di arrivo della costante ricerca di velocità e prestazioni propria di Mountain View, che dalla spartana ed efficientissima interfaccia del suo motore di ricerca a Google Chrome, passando per le varie Apps offerte a utenti e aziende non solo ne ha fatto una missione aziendale ma anche (soprattutto?) una vera e propria necessità di sopravvivenza una volta lanciato il guanto di sfida a Microsoft e alle applicazioni eseguite in locale.
Google vuole che il web (e quindi Gmail, Google Apps, Calendar, Document&Foglio di Lavoro, Picasa e tutto il resto) divenga istantaneo nella stessa misura in cui i moderni processori quad-core e Core i7 hanno reso letteralmente obsoleto il concetto di "latenza da lancio" di un'applicazione (posto che si parli di software di utilità e produttività e non di Doom 4, ovviamente).

La velocità della connessione a banda larga è importante per un'esperienza web con il minimo di latenza possibile, suggerisce Google, ma altrettanto importanti sono concetti come le pratiche di sviluppo del codice, l'ottimizzazione dei server per raggiungere livelli migliori livelli prestazionali, l'upgrade e il tweaking di protocolli di comunicazione basilari ma nati 10-15 anni fa e anche prima.

Per raggiungere l'ambizioso obiettivo di migliorare il web in tutti i suoi comparti Mountain View ammette di non poter fare tutto da sola, e chiama a raccolta tutti perché tutti si lavori "come community" con un ambizione comune. Che poi l'ideale upgrade prestazionale del World Wide Web vada giocoforza ad avvantaggiare soprattutto il business del maggior operatore dell'economia di rete Google non lo dice.

Alfonso Maruccia
12 Commenti alla Notizia Google vuole accelerare il web
Ordina
  • vedo che qualcun altro ha capito che il web è l'ennesima bolla (e questo web 2.0 quando detonerà farà ancora + male della precedente).

    Se voglio le performance e il risparmio di banda creo la mia applicazione client/server "tradizionali", e soprattutto, evito come la peste l'HTML e il web. La rete nasce per condividere informazioni, non come sistema operativo distribuito, l'html è un linguaggio di descrizione (non di programmazione, ma ultimamente sento gentaglia che si definisce "programmatore" xchè conosce 5 tag HTML....grrr, gli farei debuggare 50.000 righe di assembly...).
    L'HTTP funge benissimo per presentare dati, ma signori miei, per fare applicazioni business critical, serve altro, controlli sull'input veloci e input guidato (non è possibile dopo aver compilato 347 campi e aver postato, ricevere un messaggio di errore, e in alcuni casi dover reinserire tutto...e succede anche su siti di compagnie che respirano web...), Ajax non è una risposta, troppo arzigogolato in certe soluzioni, si ha la sensazione di rincorrere sempre, una patch dopo l'altra.

    Alcune parti critiche devono per forza essere eseguite client side, altrimenti si avrebbero dei lag di tempo eccessivi, ma di contro lato client è ostile. Non si ha mai la certezza della configurazione, esiste sempre il componente aggiuntivo sconosciuto del browser che "interagisce" con l'applicazione e non la fa funzionare...

    E poi in italia, abbiamo la rete che è un colabrodo, gente che paga la 7 megabit e si ritrova la con meno di un megabit....

    vah, beh, torno alle mie Forms oracle e al mio Pro Cobol...

    Domanda: Meglio Windows o Linux ? Risposta: nessuno dei 2, il meglio è sempre il VMS!

    Il 90% del sangue nello sviluppo di web app lo si butta in controlli di input e flusso e compatibilità crossbrowsing, roba che in C++ o se preferite skifuz-java o .NET o anche plain C, non si vede da almeno un decennio.
    non+autenticato
  • ciao a tutti da tempo mi sono messo a sviluppare una applicazione web con smartgwt e mi sono reso conto che da un punto di vista della scrittura del codice e' una potenza assurda (si sviluppa come se fossero applicazioni locali tutto java e css concetti di datasource etc...) dal punto di vista dell'utilizzo della banda tolto un grosso burst all'avvio dell'applicazione web i dati che passano sono solo di bussiness e quindi si ha un notevole risparmio di banda... il problema arriva con le prestazioni(soprattutto cpu ma anche ram quando l'applicazione cresce e diventa un po' + complessa di un gmail diventa davvero difficile fare in modo che sia realmente utilizzabile da un utente finale ).... bhe le prestazioni dipendono moltissimo dal browser dal rendering dal fatto che la maggioranza dei browser non supporta il multithread.... il problema e' solo il browser non javascript non smartgwt
    non+autenticato
  • Scusa...ma non è proprio così.

    Se tu non ottimizzi il tuo codice, l'applicazione web sarà lenta anche su di un supercomputer.

    Ma anche se tu ottimizzi la tua applicazione, non è detto (consentimi il termine) che il "modo di programmare" sia scalabile: cioè magari 10 attività concorrenti non caricano molto il server, 15 o 20 impiantano tutto.

    Quando Google fa queste mosse, lo fa, per prima cosa per un suo tornaconto (quindi alleggerire il più possibile i suoi server) poi se la cosa torna utile anche ad altri...ben venga.

    Come sicuramente ti sei reso conto, quando lavori in internet il tuo sito/applicazione può risultare lento per problemi non dipendenti dal tuo software (esempio stupido: il tuo vicino satura la banda).

    Ci sono molti aspetti da considerare, anche il browser certo, ma sicuramente non è tutta colta del browser.
  • Fra le varie cose che si potrebbero velocizzare, ce ne è una semplice semplice: il contenuto statico.

    Mi sembra incredibile che con tutti gli strumenti in nostro possesso, i piccoli siti siano ancora limitati dall'uso di banda. I problemi di Google sono la lentezza dei javascript, ma molti altri piccoli webmaster hanno problemi più idioti che peggiorano di molto l'esperienza media di navigazione (chi resta tutto il giorno su pagine "ufficiali" senza mai divagare per cercare informazioni più di nicchia in siti meno convenzionali?).

    Proposi tempo addietro un articolo che non ebbe molto successo, ma che ripropongo data l'adeguatezza del topic.

    Non è un link pubblicitario:
    http://darkbios.blogspot.com/2008/10/bittorrent-ht...

    Mi piacerebbe sapere il vostro parere.
    non+autenticato
  • Se hai un modello SaaS sul web, come fai a non volere questa cosa? Per tutti? Col cavolo per loro e il loro business model e basta...

    Si saranno resi conto anche loro che google office è una farsa per chi debba usare ste cose seriamente, il lag avvertito dall'utente è insopportabile, un po' come tutte le app web. Le cose tipo gears e prism, usatele tutto il giorno per lavoro a vedere se dopo 1 mese siete ancora sani...

    Javascript è un linguaggio pietoso ad essere generosi e così tutti i relativi interpreti vecchi E nuovi.. Ma sta gente seriamente pensa che si possa arrivare a competere con c++ compilato ed eseguito su piattaforme native? Gli stessi linguaggi a markup sono ridondanti perchè non erano stati concepiti per essere "il tramite" degli stream delle applicazioni e risentono -senza colpa- di un design architetturale "lento" non adatto allo scopo...

    Sono sempre stato e rimango scettico su coloro che da anni strombazzano il passaggio imminente ai "webos" le "web applicazioni" etc perchè ci sono e rimangono nella user experience delle latenze che vengono avvertite come INCOLMABILI anche a questo livello di potenza di calcolo.

    Che poi si faccia per l'utente beh.. Io sto benissimo con le applicazioni native installate.
    non+autenticato
  • Beh, io uso tutti i giorni GMail, Google Reader, Calendar e Notes. Sono tutte applicazioni che non necessitano di una grande potenza di calcolo e anche per questo non manifestano nessun ostacolo di interazione con l'utente.
    In più, sono tutte estremamente più funzionali delle corrispettive applicazioni native, per qualunque OS.

    Il limite, e il rischio, è avere tutto il codice e tutti i dati nelle mani di un'entità terza che, come in questo caso, ha manifeste intenzioni di conquistare il mondo. Ma, d'altra parte, sono estremamente comode da usare e per questo la loro scalata sarà inarrestabile.
    Il punto interrogativo è il ruolo dei software open-source nelle cloud. E' veramente open un software che non gira sulla tua macchina?

    Infine, mi spiace deluderti, ma il "WebOS" è già una realtà: dai un'occhiata su developer.palm.com

    ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: zoro

    > Infine, mi spiace deluderti, ma il "WebOS" è già
    > una realtà: dai un'occhiata su
    > developer.palm.com
    >
    > ciao

    Hai fatto un piccolo errore. Non si intendeva il nuovo e bello OS della Palm, ma (+ o -) quella idea di avere i PC perennemente collegati ad internet e di usare la rete come sistema per far funzionare il sistema operativo, le applicazioni e quant'altro, il tutto senza dover installare nulla sulla macchina locale.

    Cmq, mi fa piacere che ci sia qualcuno che apprezza il nuovo OS della Palm!
  • No, ok. Avevo capito perfettamente che stava parlando di un'altra cosa. Ho semplicemente giocato sulla parola "WebOS"Occhiolino

    Comunque, almeno in parte, il WebOS di palm è un "webos", in quanto sfrutta molto pesantemente le web application di moda in questo momento, anche per processare i dati presenti nella memoria del dispositivo.
    non+autenticato
  • Più che di moda, dovresti dire gli standard visto che basa molta della sua vita su HTML (5 mi pare), java, javascript, CSS ecc.

    Insomma tutto quello che c'è di IN nel web attuale.

    E' anche bello da programmare (stando a quello che dice chi l'ha comprato).

    Stay Palmed!
  • > Il limite, e il rischio, è avere tutto il codice
    > e tutti i dati nelle mani di un'entità terza che,
    > come in questo caso, ha manifeste intenzioni di
    > conquistare il mondo.

    questa terza entità ha in mano tutti i dati personali di milioni di utenti, e non ha nessuna intenzione di fermarsi!
    dove vuole arrivare? ci possiamo fidare? lo fanno per il bene comune....? oppure hanno qualche strategia in mente?

    > Ma, d'altra parte, sono
    > estremamente comode da usare e per questo la loro
    > scalata sarà
    > inarrestabile.

    esattoSorride
    io sono il primo a dire che non bisognerebbe utilizzare i servizi di google, perché mi rendo perfettamente conto di tutti i pericoli.... ma sono il primo che li utiliza, perché sono fatti davvero molto bene! e come informatico, ritengo che ci sia molto da imparare dai loro metodi di sviluppo!

    > Il punto interrogativo è il ruolo dei software
    > open-source nelle cloud. E' veramente open un
    > software che non gira sulla tua
    > macchina?

    secondo me, tutto l'open source è incentrato sul concetto di "software": la licenza riguarda la distribuzione, la produzione, lo sviluppo, la modifica del software, ma -per scelta- non riguarda minimamente il suo utilizzo.

    Ma a chi interessa il "software" per davvero? Forse agli informatici, ma alla gente comune no!

    Alla gente non interessa il software: ciò che interessa alla gente sono i servizi che si possono ottenere col software!

    Per questo secondo me il concetto di "open source" così com'è, al di fuori degli informatici puri, diventerà sempre più obsoleto!
    non+autenticato
  • Che lo strumento non sia nato con questo scopo non ci piove, ma se guardi i progressi che ha registrato negli ultimi anni mi sembra un po' avventato archiviare le web app come inadeguate ora e per sempre.
    Da programmatore pensare ai problemi di portabiilità nei termini , vediamo se funziona con IE6, mi fa la differenza.
    non+autenticato
  • Già, sono perfettamente d'accordo. Non capisco perché si cerca di fare applicazioni con un miscuglio di PHP (o equivalente), CSS, HTML, e Javascript, quando esistono tecnologie "tradizionali" come Python, QT, C#, etc. che permettono di fare cose belle e fatte bene con relativa facilità.

    A me sembra che fare una specie di GUI con javascript CSS DOM e compagnia bella sia davvero un ammasso di hack.
    non+autenticato