Giorgio Pontico

BREIN, alla ricerca dei capitani della Baia

L'organizzazione non riesce a trovare i tre fondatori di TPB. Vuole che compaiano in un'aula olandese

Roma - I fondatori di The Pirate Bay sarebbero stati convocati da un tribunale olandese imbeccato da BREIN, l'organizzazione che nei Paesi Bassi rappresenta le maggiori etichette discografiche. I responsabili dell'associazione vorrebbero dare un taglio alle attività dei pirati scandinavi, sostenendo che si stanno prendendo gioco del mondo intero, oltre a danneggiare l'industria della musica.

Fin qui nulla di strano, visti anche i recenti guai giudiziari della Baia sarebbe infatti lecito aspettarsi iniziative analoghe. Questa volta Fredrik Neij, Peter Kolmisoppi e Gottfrid Warg non sono però stati raggiunti da alcuna missiva ufficiale da parte della giustizia olandese.

Nonostante la fallita convocazione gli uomini di BREIN non si sono lasciati scoraggiare e hanno proceduto a contattare la triade via Facebook e Twitter, consapevoli della presenza dei tre su entrambi i social network: "Internet può essere una risorsa anche per i difensori della legge - si vanta il direttore dell'associazione, Tim Kuik - non solo per chi la infrange. Adesso loro sanno che il 21 luglio ci sarà la prima udienza del processo".
I tre non dovranno affrontare un processo come quello svedese, ma solamente una testimonianza nell'ambito di un procedimento atto a valutare le possibilità di inibire l'accesso alla Baia, come già fatto anche in Italia.

Intanto nelle ultime ore il sito ufficiale di BREIN è stato oggetto di attacchi esterni i cui mandanti, secondo Kuik, sarebbero proprio Neij, Kolmisoppi e Warg. Una notizia che se verificata non farebbe altro che rallegrare il direttore, poiché a detta dello stesso costituirebbe la prova inequivocabile che i tre siano a conoscenza del fatto di essere attesi in un'aula di tribunale.

Dal canto suo Neij, che risiede a Bangkok in Thailandia, ha fatto sapere di non aver mai ricevuto alcun ordine di comparizione, né in Svezia né tantomeno sui social network di cui fa parte.

Giorgio Pontico
34 Commenti alla Notizia BREIN, alla ricerca dei capitani della Baia
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  • La pirateria e' illegale, il diritto d'autore e' un DIRITTO.
    Esiste una legislazione e come tale in uno Stato va rispettata. Se vogliamo cambiare le regole esistono delle vie legali per farlo, come i referendum... ma siamo troppo codardi da mettere una firma e troppo "italiani" da dover poi andare a votare.
    Botte piena e moglie ubriaca...
    non+autenticato
  • Esisto molto DIRITTI che vengono violati dallo stato.
    Con tutti i problemi che ci sono i governi si accaniscono su questi problemi. E perche?

    Perchè le case discografiche/cinem... invece di guadagnare millemila miliardi ne guadagnano milemila - 1, quando vedrò questa gente per strada o prendere mille euro allora ti darò ragione...

    Saluti.
    non+autenticato
  • LA RETORICA LASCIAMOLA AI POLITICI... o UPR e' una sigla di qualche partito ?

    - Scritto da: Upr
    > Esisto molto DIRITTI che vengono violati dallo
    > stato.
    > Con tutti i problemi che ci sono i governi si
    > accaniscono su questi problemi. E
    > perche?
    >
    > Perchè le case discografiche/cinem... invece di
    > guadagnare millemila miliardi ne guadagnano
    > milemila - 1, quando vedrò questa gente per
    > strada o prendere mille euro allora ti darò
    > ragione...
    >
    > Saluti.
    non+autenticato
  • Ciò che dici è vero.

    Il punto del contendere però non è sul Diritto (la teoria), ma sulla legge (la pratica).

    Il titanico conflitto che si è andato creando in questi anni tra l'industria e gli utenti non è sul copyright, ma sulle leggi che ne regolano l'applicazione.

    Avrete sicuramente notato che tutte le pricipali contestazioni di questi anni non riguardano i brevetti su come produrre motori d'automobile, prodotti chimici o nuove confezioni per polli arrosto; i problemi ormai vertono principalmente sui brevetti sul software e sulla gestione del diritto d'autore.

    Ritengo che le principali differenze tra i due contesti siano queste:
    1) nel primo caso, l'idea serve a produrre un bene fisico, che è quello che porta il provento, mentre nel secondo caso ciò che viene venduta è, in sostanza, l'idea stessa;
    2) il costo per la riproduzione del bene è irrisorio rispetto a quello per la sua realizzazione;
    3) nel primo caso, i diritti sull'utilizzo del bene vengono di fatto ceduti e non vengono controllati (nessun produttore di automobili si permette di controllare se rispetto il codice della strada, né si permette di vietarmi di prestare la mia automobile ad un amico); nel secondo caso invece mi viene vietata la libera fruizione del bene (vedi anche DRM).

    Il tutto non avrebbe creato problemi rilevanti se le parti coinvolte avessero avuto una ragionevole ripartizione tra costi e vantaggi.
    Purtroppo Internet si è interposta tra le parti, riducendo i costi per i produttori, spostando costi sugli utenti finali, e non riproporzionando alla facilità di distribuzione il costo del prodotto finale e gli utili per i detentori dei diritti.

    Il conflitto non è semplicemente tra i produttori e gli utenti finali, come si vorrebbe far credere, ma tra i produttori da una parte e gli utenti finali e i detentori dei diritti dall'altra.

    I produttori vengono da un mercato basato sui monopòli di fatto, e si stanno scontrando contro un modello di business che li rende di fatto non più indispensabili.

    Una parola va spesa sui brevetti sul software, che sono ormai fuori controllo: consentendo la brevettabilità delle idee anche più banali, ormai qualsiasi cosa venga prodotta, per quanto innovativa, sicuramente senza rendersene conto utilizza qualche idea già brevettata da qualcun altro.

    La soluzione del problema sta pertanto non nella repressione che, come dimostra la storia, non può fermare il corso della stessa, ma soltanto rallentarlo, ma nell'aggiornare le leggi armonizzandole con la nuova realtà.

    Ormai la globalizzazione impone di affrontare tutti i nuovi problemi in modo, appunto, globale, e di identificare i principi universali che possano essere riconosciuti come base del diritto su base internazionale.
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    Modificato dall' autore il 25 giugno 2009 14.37
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  • - Scritto da: andy61
    > 3) nel primo caso, i diritti sull'utilizzo del
    > bene vengono di fatto ceduti e non vengono
    > controllati (nessun produttore di automobili si
    > permette di controllare se rispetto il codice
    > della strada, né si permette di vietarmi di
    > prestare la mia automobile ad un amico); nel
    > secondo caso invece mi viene vietata la libera
    > fruizione del bene (vedi anche
    > DRM).

    Nulla da eccepire il tutto il tuo post, tranne il punto 3.

    Se io riproduco l'autovettura e la vendo ad un amico ad un decimo di quanto l'ho pagata, penso che il produttore di autovetture s'incazzerebbe un attimino...

    Ferrari l'ha fatto con i cinesi e Piaggio con gli indiani...

    Se io produco un software e voglio campare la mia famiglia e magari anche qualche altro sviluppatore che collabora con me vuole fare la stessa cosa, devo proteggere in qualche maniera il prodotto del mio ingegno.
    Che l'idea del prodotto sia inflazionata o meno, magari cerco di vendere un text editor, ma esistono centinaia di text editor sul mercato anche freeware, e' una mia mera scelta commerciale.
    Il mio software, da me prodotto e commercializzato deve essere tutelato e se scopro che viene piratato, da bravo cittadino mi rivolgo alle autorita' incaricate (polizia postale, guardia di finanza) affinche' tutelino i miei diritti, fisici o intellettuali che siano.

    Diamo il via libera alle fotocopie dei testi universitari, costano una cifra, ma fotocopiarli e' illegale...
    Sono opera d'ingegno e VANNO TUTELATI.
    Cosi come le case editrici o le software house si rivolgono alla legge per vedersi tutelate, facciamo un referendum e chiediamo una riforma alle attuali leggi. Contiuare a piratare e pretendere che non vi siano risvolti legali, e' utopia pura.
    non+autenticato
  • - Scritto da: RObn
    > - Scritto da: andy61
    > > 3) nel primo caso, i diritti sull'utilizzo del
    > > bene vengono di fatto ceduti e non vengono
    > > controllati (nessun produttore di automobili si
    > > permette di controllare se rispetto il codice
    > > della strada, né si permette di vietarmi di
    > > prestare la mia automobile ad un amico); nel
    > > secondo caso invece mi viene vietata la libera
    > > fruizione del bene (vedi anche
    > > DRM).
    >
    > Nulla da eccepire il tutto il tuo post, tranne il
    > punto
    > 3.
    >
    > Se io riproduco l'autovettura e la vendo ad un
    > amico ad un decimo di quanto l'ho pagata, penso
    > che il produttore di autovetture s'incazzerebbe
    > un
    > attimino...
    >
    > Ferrari l'ha fatto con i cinesi e Piaggio con gli
    > indiani...

    No scusa, e chi mi vieterebbe di comprare macchine a 40k€ e rivenderle a 10k€, perdendoci IO e anche legalmente facendo passaggio di proprietà etc?


    >
    > Se io produco un software e voglio campare la mia
    > famiglia e magari anche qualche altro
    > sviluppatore che collabora con me vuole fare la
    > stessa cosa, devo proteggere in qualche maniera
    > il prodotto del mio
    > ingegno.
    > Che l'idea del prodotto sia inflazionata o meno,
    > magari cerco di vendere un text editor, ma
    > esistono centinaia di text editor sul mercato
    > anche freeware, e' una mia mera scelta
    > commerciale.
    > Il mio software, da me prodotto e
    > commercializzato deve essere tutelato e se scopro
    > che viene piratato, da bravo cittadino mi rivolgo
    > alle autorita' incaricate (polizia postale,
    > guardia di finanza) affinche' tutelino i miei
    > diritti, fisici o intellettuali che
    > siano.
    >
    > Diamo il via libera alle fotocopie dei testi
    > universitari, costano una cifra, ma fotocopiarli
    > e' illegale...
    >
    > Sono opera d'ingegno e VANNO TUTELATI.
    > Cosi come le case editrici o le software house si
    > rivolgono alla legge per vedersi tutelate,
    > facciamo un referendum e chiediamo una riforma
    > alle attuali leggi. Contiuare a piratare e
    > pretendere che non vi siano risvolti legali, e'
    > utopia
    > pura.

    Se io costruisco una casa, quella è opera d'ingegno, oltre che di sforzo fisico e non solo mentale, vorrei delle royalties ogni volta che qualcuno entra dalla porta, e non sto parlando di affitto, perchè quello è giusto altrimenti sarebbe occupazione abusiva, sto parlando del proprietario che invita a casa sua degli amici.
    Non è forse la stessa cosa?

    In fondo anche per usare l'autostrada paghi delle "royalties" che servono a ripagarne il lavoro di costruzione, ma una volta ripagato il lavoro (figurati se per la A1 non è già stato ripagato da largo tempo, togliendo il fattore manutenzione) perchè dovrebbero continuare ad intascare soldi? In fondo hai prodotto un bene, l'hai venduto a piccole dosi, basta.

    [EDIT]Riguardo l'autostrada ha un senso il costo perchè c'è gente che continua a lavorarci, a differenza di qualsiasi altra cosa prodotta e venduta, anche se venduta solo la licenza.

    Con le opere digitali poi le produci una sola volta, magari in 10 minuti di lavoro e poi ci vivi sopra 70 anni fin dopo la tua morte, puoi replicarle a costo pressochè nullo, sono immateriali, si possono spostare ovunque in un attimo e chiunque può accederci e replicarsele, ma pensa, ti tolgono perfino l'onere di fare i cd e la distribuzione, se li fanno da soli
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    Modificato dall' autore il 25 giugno 2009 18.10
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    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Wolf01

    > Se io riproduco l'autovettura e la vendo

    > > Ferrari l'ha fatto con i cinesi e Piaggio con
    > gli
    > > indiani...
    >
    > No scusa, e chi mi vieterebbe di comprare
    > macchine a 40k€ e rivenderle a 10k€, perdendoci
    > IO e anche legalmente facendo passaggio di
    > proprietà
    > etc?

    Infatti c'e' scritto RIPRODUCO non RIVENDO...
    I cinesi hanno clonato la Ferrari e anche la Panda (che coraggio), gli indiani hanno clonato la VESPA
    non+autenticato
  • Ma perche' vuoi usare il mio software e non vuoi pagarlo ??? Non riesco ad entrarci in questo concetto. Ho fatto qualcosa, l'ho messo in vendita, perche' non vuoi pagarlo ma vuoi comunque fruirne dei benefici che ti offre ?

    Ma insomma, il concetto e' semplice !!!

    Ma se fai una fotografia della tua donna nuda e vuoi venderla ai pippomani e farci soldi con quella foto, non ti rode se qualcuno ne compra una, ne fa fotocopie e rivende lui le foto della tua donna nuda sempre ai pippomani che invece avrebbero pagato te ????

    Devo scendere piu' in basso con gli esempi per far capire il concetto ????
    non+autenticato
  • - Scritto da: RObn
    > Ma perche' vuoi usare il mio software e non vuoi
    > pagarlo ??? Non riesco ad entrarci in questo
    > concetto. Ho fatto qualcosa, l'ho messo in
    > vendita, perche' non vuoi pagarlo ma vuoi
    > comunque fruirne dei benefici che ti offre
    > ?

    Perché tu non mi vendi il software, ossia il lavoro che hai fatto. Tu mi cedi una COPIA del software e mi dai una LICENZA.
    E' come se invece di vendermi la casa (oggetto unico e irripetibile, e per vendere altre case devi metterti a costruirla daccapo) mi vendi la sua fotografia. E pretendessi pure, ridicolo del ridicolo, che io dopo avertela comprata e pagata coi soldi non ne faccia ciò che mi pare.
    Visto che tu non vendi il software, ma vendi una licenza su una COPIA del software, ti va bene se ti pago con soldi FOTOCOPIATI? in bianco e nero, eh, mi raccomando, non mi metto a sprecare costose fotocopie a colori.
    Se un pittore fa un quadro vende il quadro e si intasca GIUSTAMENTE i soldi per il SINGOLO quadro. Vuole prendere altri soldi? DEVE DIPINGERE UN ALTRO QUADRO E TROVARE CHI GLIELO COMPRA. Qui invece con il digitale chi produce pretende di vendere copie come se fossero l'originale. Allora ti rispondo che io la COPIA del tuo software non solo non te la compro ma me la faccio da solo. Tanto copia per copia, non vedo perché dovrei pagarti per una COPIA di cui nemmeno mi dai il diritto di fare ciò che voglio dopo avertela pagata.
    Vendimi l'UNICA copia del tuo software, e poi dopo avertela comprata ne faccio quel cavolo che mi pare, perché te l'ho comprata ed è diventata di mia proprietà, esattamente come il quadro di cui sopra se voglio distruggerlo o ridipingerci sopra sono cavolacci miei, così come se voglio regalarlo prestarlo o venderlo o noleggiarlo, PERCHE' NEL MOMENTO IN CUI TE LO PAGO E' DIVENTATO MIO E HO TUTTO IL SACROSANTO DIRITTO DI FARCI CIO' CHE VOGLIO compreso prendere un'altra tela e ricopiarlo tale e quale, e tu non puoi dirmi proprio un bel niente... e se lo fai non solo mi ridai indietro i soldi (se il tuo software dopo un po' vedo che non mi serve più te lo posso restituire e mi ridai indietro tutti i soldi?) ma ti spacco pure il quadro in testa perché sei arrogante.
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    Modificato dall' autore il 25 giugno 2009 23.55
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  • Tu sei un mito, prima o poi dovrò offrirti una birraA bocca aperta
    Wolf01
    3342
  • Vorrei dire che non ho nulla contro l'idea dei brevetti, ma in realtà un pensiero mi è venuto poco fa (ma lo esprimo in coda a questo post).

    Il problema del giorno d'oggi è che i prodotti intimamente legati alla gestione digitale (e parlo quindi sostanzialmente di software, testi ed audio/video) hanno un costo di produzione che ormai tende a zero (ho detto 'produzione' e non 'progettazione').

    L'esempio che hai fatto della Ferrari esula da questo concetto, in quanto la produzione di un veicolo clonato non può venire a costo zero (materie prime e manodopera hanno un costo reale, così come la catena di distribuzione, vendita ed assistenza).

    Internet ha n-uplicato il mercato di pochi anni fa, ma i prezzi dei contenuti sono rimasti pressoché uguali, nonostante le incredibili economie di scala, la grande riduzione dei costi di produzione (stampa di testi e supporti), ed il trasferimento di parte dei costi sugli utenti (la banda per scaricare i contenuti, così come il supporto su cui lo salvo, e l'iniquo equo compenso, il packaging, il magazzino che non esiste più, etc.).

    Sostanzialmente oggi tutti vorrebbero che comperassimo di più (pensa alla quantità di titoli disponibili), dimenticandosi che non possiamo comperare tutto ciò che ci vogliono vendere con gli stessi soldi che guadagnavamo anche pochi anni fa.

    A peggiorare la situazione c'è il mancato riscontro agli autori, che in generale non riescono a rientrare neanche dei costi della quota di associazione alla SIAE di turno.

    La qualità si paga: chi più spende meno spende, si diceva un tempo ...
    La borsetta griffata comperata in spiaggia dura una stagione (se va bene); l'originale ti dura una vita.
    E che dire della Ferrari tarocca? Ti fideresti tu ad andare in giro a 300 all'ora con dei freni fatti al risparmio? È una tua scelta.

    Il tutto comunque, insisto, va letto in un contesto più generale, in cui si sono completamente sbilanciati i rapporti tra gli intermediari ed i produttori ed i consumatori.

    Un tempo la casa di produzione musicale sosteneva dei costi notevoli per il talent scouting, per la selezione e per la promozione dei propri autori.
    Oggi tutti producono e si propongono a costo zero su Internet, ed il valore dell'intermediazione si è ridotto a girare in economia qualche spot da mettere su MTV.

    Senza contare la crisi economica che ha svuotato le tasche dei consumatori, che prima di comperare un disco si preoccupano di mettere qualcosa in tavola.
    Ed altrettanto gli autori, che a fine mese guardano quanto hanno ricevuto dalla SIAE, e si chiedono se non avrebbero incassato di più con un bel bottone 'fai una donazione' sul proprio sito.

    Come la storia insegna, si fa la rivoluzione quando qualcuno ha la pancia vuota e qualcun altro ce l'ha troppo piena.

    Chiudo riprendendo il pensiero che ho introdotto all'inizio di questo post.

    Immaginiamo questa situazione:
    - Continente A: il signor A si scotta togliendo una pentola dal fuoco, ed inventa le presine da cucina;
    - Continente B: stessa situazione, con il signor B;

    Un bel giorno a casa del signor B arriva qualcuno che pretende di pignorargli anche il pigiama perché ha utilizzato le presine senza aver pagato la licenza d'uso al signor A.

    Ah, già ... nel frattempo il signor A aveva brevettato le presine da cucina ...

    Questo esempio serve per evidenziare quanto sia importante stabilire criteri ragionevoli di brevettabilità (cosa che accadrà a breve negli USA).
  • Ci sono precise regole per la convocazione dei testimoni, non possono fare quello che gli pare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: lufo88
    > Ci sono precise regole per la convocazione dei
    > testimoni, non possono fare quello che gli
    > pare.

    già, bisognerebbe risponder loro con quello che loro stessi dicono sempre "internet non è e non deve essere il far west, valgono le stesse regole che valgono fuori"

    ok, quindi non mi contatti scrivendo su un muro di fronte a quello che presumi sia un posto che frequento


    ma si sa che questi della BREIN risponderanno (oh, senza riconoscerlo apertamente, chiaro) alla "le regole per i nemici si applicano, per gli amici si interpretano"

    eh...
    non+autenticato
  • nn conosco le leggi e gli accordi internazionali tra svezia e olanda quindi non ribatto ma mi sembra che sui post in genere nei forum si faccia un gran minestrone di erbe di fasci diversi...

    ogni paese ha le sue leggi

    so che in italia le leggi cambiano anche col tempo molto spesso

    (e che spesso sono assurde ma è un altro discorso questo)

    Di certo se è per testimonianza in italia non c'è l'obbligo di comparire.


    La mia domanda è: il processo è finito? Non sene parla più?
    Non penso abbiano davvero messo in cella tre ragazzi in svezia.
    Una roba così sarebbe immaginabile in Iran non in Svezia.

    Che fine hanno fatto di che si occupano ???
    non+autenticato
  • ROTFL
    Capitasse a me risponderei con una sonora spernacchiata... hanno fatto benissimo a bombardargli il sito. E' veramente il minimo visto quanto BREIN è patetica.
    Che BREIN e compagni spendano i troppi soldi che hanno (e che rubano alle persone oneste che comprano i supporti vuoti per metterci Linux e ciononostante si vedono rubare l'equo compenso dalle major senza peraltro poterci mettere il loro materiale pur avendole pagate) per mandare almeno lettere raccomandate.
    Cos'è, non mi trovi? Sono cavolacci tuoi...
  • quoto.
    Si sa benissimo dove recapitare cio' che si vuole ai 3 di TPB.
    Adesso fa comodo anche far finta di non trovare, sapendo benissimo che le battaglie vinte non rappresentano affatto la vittoria finale, dove le Major spariranno dalla faccia della terra, perlomeno per come le conosciamo oggi.
    Questo dimostra quanto questi signori non sanno dove attaccarsi ! Ti voglio accusare e ti cerco su FACEBOOK ? Ditemi voi quanto devo ridere ! BUFFONI !
    non+autenticato
  • - Scritto da: LuNa
    > quoto.
    > Si sa benissimo dove recapitare cio' che si vuole
    > ai 3 di
    > TPB.
    [...]
    > Questo dimostra quanto questi signori non sanno
    > dove attaccarsi ! Ti voglio accusare e ti cerco
    > su FACEBOOK ? Ditemi voi quanto devo ridere !
    > BUFFONI
    > !

    Dovesse arrivarmi una cosa del genere la segnalerei come spam prima di cancellarla senza leggerla.
  • - Scritto da: LuNa
    > la vittoria finale, dove le
    > Major spariranno dalla faccia della terra,
    >

    Quante illusioni. La "vittoria finale" sarà l'asservimento totale della rete agli interessi dell'alleanza tra Economia e Politica. Non c'è finale possibile che non sia il trionfo del denaro e la cancellazione di ogni forma di libertà individuale.
    non+autenticato
  • Concordo, purtroppo la storia insegna.


    - Scritto da: Get Real
    > - Scritto da: LuNa
    > > la vittoria finale, dove le
    > > Major spariranno dalla faccia della terra,
    > >
    >
    > Quante illusioni. La "vittoria finale" sarà
    > l'asservimento totale della rete agli interessi
    > dell'alleanza tra Economia e Politica. Non c'è
    > finale possibile che non sia il trionfo del
    > denaro e la cancellazione di ogni forma di
    > libertà
    > individuale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: LordAzuzu
    > Concordo, purtroppo la storia insegna.
    >
    >
    > - Scritto da: Get Real
    > > - Scritto da: LuNa
    > > > la vittoria finale, dove le
    > > > Major spariranno dalla faccia della terra,
    > > >
    > >
    > > Quante illusioni. La "vittoria finale" sarà
    > > l'asservimento totale della rete agli interessi
    > > dell'alleanza tra Economia e Politica. Non c'è
    > > finale possibile che non sia il trionfo del
    > > denaro e la cancellazione di ogni forma di
    > > libertà
    > > individuale.

    Ma perchè tu e il tuo "amico" getreal non parlate per voi?
    Se uno non ha idea di cosa sia e come sia la cosidetta rete farebbe meglio a tacere!
    è molto complicato "asservire" qualcosa che letteralmente concretamente non esiste e presumibilmente non esisterà mai!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala

    > è molto complicato "asservire" qualcosa che
    > letteralmente concretamente non esiste e
    > presumibilmente non esisterà
    > mai!

    Concretamente non esiste, dici? Quindi non hai bisogno di un ISP per collegarti?

    Presto gli ISP saranno acquistati dall'industria dei contenuti, che può comprarsi interi governi.

    Le catene sono pronte.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Get Real
    > - Scritto da: ullala
    >
    > > è molto complicato "asservire" qualcosa che
    > > letteralmente concretamente non esiste e
    > > presumibilmente non esisterà
    > > mai!
    >
    > Concretamente non esiste, dici? Quindi non hai
    > bisogno di un ISP per
    > collegarti?
    >
    > Presto gli ISP saranno acquistati dall'industria
    > dei contenuti, che può comprarsi interi
    > governi.
    >
    > Le catene sono pronte.

    Male che vada riprenderemo a passarci cassette registrate o comprare cose pirata dalla mafia come si e' sempre fatto... Qual e' il problema ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Get Real
    > Presto gli ISP saranno acquistati dall'industria
    > dei contenuti, che può comprarsi interi
    > governi.
    >
    > Le catene sono pronte.

    che si sprighino allora, che qui http://en.wikipedia.org/wiki/Netsukuku c'è bisogno di sviluppatori motivati Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Get Real
    > - Scritto da: ullala
    >
    > > è molto complicato "asservire" qualcosa che
    > > letteralmente concretamente non esiste e
    > > presumibilmente non esisterà
    > > mai!
    >
    > Concretamente non esiste, dici? Quindi non hai
    > bisogno di un ISP per
    > collegarti?
    >
    > Presto gli ISP saranno acquistati dall'industria
    > dei contenuti, che può comprarsi interi
    > governi.
    >
    > Le catene sono pronte.

    E come faranno a evitare certi protocolli e certi sistemi di anonimizzazione? Chi ci ha provato in passato (vedi Cina) s'è ritrovato con un pugno di mosche.
  • - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > ROTFL
    > Capitasse a me risponderei con una sonora
    > spernacchiata... hanno fatto benissimo a
    > bombardargli il sito. E' veramente il minimo
    > visto quanto BREIN è
    > patetica.
    > Che BREIN e compagni spendano i troppi soldi che
    > hanno (e che rubano alle persone oneste che
    > comprano i supporti vuoti per metterci Linux e
    > ciononostante si vedono rubare l'equo compenso
    > dalle major senza peraltro poterci mettere il
    > loro materiale pur avendole pagate) per mandare
    > almeno lettere
    > raccomandate.
    > Cos'è, non mi trovi? Sono cavolacci tuoi...
    non+autenticato