Roma - I fondatori di The Pirate Bay sarebbero stati
convocati da un tribunale olandese imbeccato da
BREIN, l'organizzazione che nei Paesi Bassi rappresenta le maggiori etichette discografiche. I responsabili dell'associazione vorrebbero
dare un taglio alle attività dei pirati scandinavi,
sostenendo che si stanno prendendo gioco del mondo intero, oltre a danneggiare l'industria della musica.
Fin qui nulla di strano, visti anche i recenti guai giudiziari della Baia sarebbe infatti lecito aspettarsi iniziative analoghe. Questa volta Fredrik Neij, Peter Kolmisoppi e Gottfrid Warg non sono però stati raggiunti da alcuna missiva ufficiale da parte della giustizia olandese.
Nonostante la fallita convocazione gli uomini di BREIN non si sono lasciati scoraggiare e hanno proceduto a
contattare la triade via Facebook e Twitter, consapevoli della presenza dei tre su entrambi i social network: "Internet può essere una risorsa anche per i difensori della legge - si vanta il direttore dell'associazione, Tim Kuik - non solo per chi la infrange. Adesso loro sanno che il 21 luglio ci sarà la prima udienza del processo".
I tre non dovranno affrontare un
processo come quello
svedese, ma solamente una testimonianza nell'ambito di un procedimento atto a valutare le possibilità di
inibire l'
accesso alla Baia, come
già fatto anche in
Italia.
Intanto nelle ultime ore il
sito ufficiale di BREIN è stato oggetto di attacchi esterni i cui mandanti, secondo Kuik, sarebbero proprio Neij, Kolmisoppi e Warg. Una notizia che se verificata non farebbe altro che rallegrare il direttore, poiché
a detta dello stesso costituirebbe la prova inequivocabile che i tre siano a conoscenza del fatto di essere attesi in un'aula di tribunale.
Dal canto suo Neij, che risiede a Bangkok in Thailandia, ha fatto sapere di non aver mai ricevuto alcun ordine di comparizione, né in Svezia né tantomeno sui social network di cui fa parte.
Giorgio Pontico