Gabriele Niola

DJ, l'accordo con SIAE funziona

La nuova licenza consentirà maggiore flessibilità di strumenti e supporti. Tutti contenti, anche se per il momento si tratta di una sperimentazione

Roma - Tutti sono contenti a quanto sembra. Il nuovo sistema di licenze sperimentali per DJ, grazie al quale sarà possibile per i disc jokey riprodurre musica senza dover necessariamente utilizzare supporti "originali", alla sua presentazione sembra aver lasciato tutti soddisfatti.

SIAE ha regolamentato un settore della riproduzione di brani sottoposti a copyright che fino ad ora era considerata fuorilegge, i DJ si sentono tutelati e liberi di fare ciò che già facevano ma con le spalle coperte (oltre a vedere la loro figura e quindi il loro lavoro riconosciuti) e gli esercenti dei locali sono soddisfatti di una normativa che comprende tutte le possibilità e le casistiche. Alcuni scontenti ci sono, come del resto ci sono anche degli elementi ancora opachi, ma si tratta di una "sperimentazione" a detta della stessa SIAE mirata a stabilire criticità e possibilità di miglioramento dell'accordo grazie all'applicazione sul campo.

Il problema era che fino a ieri chi si trovava a riprodurre musica in un locale per lavoro (cioè i DJ) a norma di legge era tenuto ad utilizzare unicamente supporti recanti il bollino SIAE (cioè CD, vinili e quant'altro) in modo che da un'eventuale controllo potesse essere stabilito il rispetto delle leggi sul diritto d'autore. Questo non era però quello che accadeva nella pratica, poichè da quando la rivoluzione digitale consente a chiunque di farsi i propri CD e di aggregare la musica in maniere nuove, diverse e migliori, i DJ preferivano trasportare i brani su memorie portatili, notebook, lettori MP3, CD masterizzati e via dicendo. Preferivano cioè portarne delle copie fatte a scopo lavorativo, materiale che dunque non poteva rientrare nel diritto alla copia personale. Ora invece, tramite una dichiarazione e il pagamento di una quota annuale, è possibile fare tutte le copie-lavoro che servono.

Come anticipato da Punto Informatico già a dicembre, la SIAE ha infatti messo a punto assieme alle categorie di settore (A.I.D., A-DJ, ANPAD e ASSODEEJAY) un sistema nuovo di licenze che andranno sottoscritte da tutti i DJ che intendano utilizzare nelle loro serate delle copie e non gli originali musicali.

Si tratta di una dichiarazione annuale (ma comunque aggiornabile nel corso dell'anno) che va fatta agli sportelli SIAE o sul sito internet dell'associazione nella quale il DJ fornisce tutti i dati (titolo, autore, interprete, supporto originale acquistato ecc) dei brani per i quali richiede il diritto alla copia-lavoro. Fino a 2mila brani copia-lavoro si dovranno pagare 200 euro, fino a 5mila si pagheranno 400 euro e dai 5mila in su 600. Tariffe a forfait che consentono poi la libera riproduzione dei brani dichiarati. In caso di controllo poi il DJ sarà tenuto a mostrare licenza, i brani riprodotti e se poi richiesto gli originali, questo anche qualora si trattasse di file acquistati online o anche non acquistati ma scaricati tramite servizi legali gratuiti.

SIAE ovviamente offre tutto il supporto del caso ai DJ sia tramite gli sportelli (dove è possibile effettuare tutta la procedura di registrazione della licenza), sia tramite il proprio archivio dove poter recuperare i dati utili alla registrazione dei brani per i quali si richiede il diritto alla copia-lavoro. Non è chiaro quando la Guardia di Finanza comincerà ad effettuare controlli in questo senso ma la possibilità di sottoscrivere la licenza già è aperta.

Al momento, infatti, SIAE stessa dichiara che sono state già 422 le licenze emesse e 600 sono invece in attesa (che cosa si intenda per "in attesa" purtroppo non è stato possibile chiarirlo) e al momento gli unici elementi di criticità ammessi dalla stessa societa degli autori ed editori sono i casi di DJ provenienti dall'estero che suonano in locali italiani e la logistica del controllo sul campo (poichè i DJ spesso lavorano a gruppi e in tal caso sarebbe difficile stabilire chi debba rispondere di un eventuale CD masterizzato che è stato usato). Elementi riguardo i quali è stato ribadito il carattere sperimentale della licenza e sui quali si provvederà a piccole correzioni sempre insieme ai rappresentanti di categoria.



La domanda è se i DJ si adegueranno o meno. I rappresentanti della categoria invitati alla conferenza (che sono essi stessi DJ) dichiarano sia formalmente che informalmente che secondo loro almeno il 90 per cento lo farà poichè le tariffe sembrano eque (un DJ mediamente in una serata guadagna circa 100 euro e la licenza di livello più basso sembra esaustiva per molti).

A questo va poi aggiunto che gli esercenti da parte loro sostengono che non faranno lavorare chi si dovesse presentare con materiale non originale e sprovvisto di regolare licenza, anche per loro infatti è prevista una sanzione in caso di irregolarità. Sanzione pecuniaria decisamente più lieve di quella (penale) che si abbatterebbe invece sul DJ incriminato di diffusione abusiva ai sensi dell'Art. 171.ter della legge sul diritto d'autore.

Gabriele Niola
96 Commenti alla Notizia DJ, l'accordo con SIAE funziona
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  • PER LA COMPILAZIONE AUTOMATICA DEL FILE XML RICHIESTO DALLA SIAE PER LEGALIZZARE LE COPIE LAVORO VAI SU QUESTO SITO: http://www.activetimes.it/area-dj/
    non+autenticato
  • SALVE, VORREI AVERE DEI CHIARIMENTI DI COME MI DEVO COMPORTARE E SI DEVO FARE QUESTA LICENZA DJ. IO POSSIEDO DUE VALIGE UNA CON TUTTI CD ORIGINALI MENTRE L'ALTRA CON LE COPIE DEI ORIGINALI, TENENDO CONTO CHE NON FACCIO SERATE A LIVELLO PROFESSIONALE MA D'AMATORE, COME MI DEVO COMPORTARE?? BASTA CHE PORTO VIA I CD ORIGINALE SENZA FAR NIENTE???? E I CD MASTERIZZATI SI POSSONO USARE SE UNO A LA COPIA ORIGINALE A CASA??? GRAZIE
    non+autenticato
  • Può aver lasciato tutti contenti tranne per i Digital Jockey.

    Un dj che utilizza supporti digitali per suonare ed utilizza mp3 acquistati regolarmente in siti quali Beatport o iTunes, paga i diritti d'autori all'acquisto della canzone stessa.

    Mettiamo per esempio che un digital jockey scarichi le canzoni [legalmente comprate] direttamente sull'hard disk del pc, e non le copi su hard disk o memory card o cd (ovvero non effettui le suddette "copie lavoro").
    Questo dj si troverà a dover pagare 250€ di Licenza sperimentale SIAE senza aver fatto nessuna "copia lavoro"!

    Almeno così mi è stato detto all'ufficio SIAE della mia zona.
    Correggetemi se sbaglio perchè mi risolvereste un bel dubbio.

    "Un DJ mediamente in una serata guadagna circa 100 euro e la licenza di livello più basso sembra esaustiva per molti"

    Un dj che suona per passione e che magari ha appena iniziato a suonare si trova in una situazione dove nei locali i dj suonano solo per conoscenze, o dove il dj non viene pagato o al massimo viene pagato il "minino sindacabile".

    Come fa un dj principiante o comunque un dj appassionatom, che suona per passione e non per professione [il quale in un anno arriva a stento a guadagnarsi 100€], a pagare una Licenza Sperimentale SIAE di 250€ annui?

    Considerate anche l'attrezzatura!
    (Prendo ad esempio il digital jockey perchè mi riguarda personalmente)

    Pc / Mac
    Controller
    Scheda audio
    Programma professionale
    Cuffie dj
    Musica legalmente acquistata (Beatport - iTunes)

    A parer mio per molti non è sostenibile una spesa simile!

    Accetto volentieri critiche, suggerimenti ed informazioni più accurate in merito!
    non+autenticato
  • concordo pienamente con te...mi piacerebbe avere dei chiarimenti...visto ke io suono al massimo 5 volte all'anno...e se sono fortiunato vengo pagato 50€ ...non lavoro...quindi come potremo fare noi a sostenere una spesa del genere?...
    non+autenticato
  • Io ho 3000 vinili a casa, ovviamenete nonme li porto per fare le serate, meticolosamente me li sono tutti riversati su CD e uso quelli. PER QUALE MOTIVO debbo pagare uan tassa per potere usare materiale acquistato regolarmente? E su cui già pago una tassa, perchè sui supporti su cui li trasferisco (i CD) è già applicata una tassa SIAE? Questa è la classica porcata all'italiana, dove posso mangiare mangio, e per conto mio non farò mai questa licenza e se mi beccano coi miei supporti masterizzati affronto il processo, che tanto chiunque sia stato denunciato per utilizzo di supporti non originali ed ha dimostrato di avere gli originali ha vinto la causa. Al di là di ciò, tutto questo casino è nato semplicemente da quella minchiata della legge anti pirateria il cui fulcro era la presenza del bollino SIAE; bollino la cui validità legale mi pare sia stata negata da una sentenza dell'unione europea, il risultato è sempre lo stesso, ci stanno pigliando per il culo, e quelli che ci rimettono (al solito) solo le persone che hanno sempre fatto il loro lavoro onestamente (che usualmente NON SONO i titolari dei locali, che regolarmente ti fanno lavorare in nero senza pagarti i contributi ENPALS). E SEMPRE A MIO PARERE, di fatto tutte queste sedicenti associazioni DJ si sono piegate al ricatto della SIAE semplicemente per tutelare i loro interessi, non certo quelli dei loro utenti.
    non+autenticato
  • Ma non è possibile che come ci si muove creano una ulteriore tassa!
    Io acquisto un cd e pago la siae, poi per farlo ascoltare in discoteca pago la siae, chi entra paga il biglietto e paga e la sie si prende la sua parte, il gestore del locale paga la siae, mi sembra esagerato pagare due volte la siae per il medesimo acquisto, perchè devo pagare due volte la siae? Non mi sembra corretto! Basta! Quando è troppo è troppo! Ma non c'è un giudice che dice che questa è una legge esagerata?
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