Mauro Vecchio

Chris Anderson, con un piccolo aiuto da Wikipedia

Il guru della cultura del dono beccato con le mani nel grande sacco dell'enciclopedia online

Roma - Molto presto si potrà sfogliare il nuovo libro di Chris Anderson, frutto della sua fortunata ed innovativa penna. O quasi. I giorni appena trascorsi non sono stati molto sereni per il caporedattore di Wired, accusato di plagio tra le pagine ancora inedite di "Free: The Future of a Radical Price". 80mila copie sono state già spedite in anteprima, aspettando il 7 luglio, data ufficiale in cui il volume arriverà sugli scaffali.
Una di queste, tuttavia, è giunta tra le mani del giornalista e blogger Waldo Jaquith che, sulle pagine del Virginia Quarterly Review, ha curato una recensione del libro. Mani attente e scrupolose.

Nelle parole di Jaquith: "Abbiamo scoperto almeno una dozzina di passaggi che sono stati riprodotti quasi letteralmente da fonti non accreditate. Questi sono stati identificati dopo un'attenta analisi sulle 274 pagine del libro". Il blogger ammette di non aver svolto una ricerca che possa definirsi davvero esaustiva, non potendo accedere alla versione elettronica di "Free", ma riporta una serie curiosa di analogie, quasi tutte con pagine provenienti da Wikipedia.

Ad esempio, una familiarità estrema tra la pagina 37 del libro di Anderson ed uno stralcio dell'enciclopedia libera sulla definizione del termine "usura" da parte della chiesa cattolica. O tra le pagine 41-42 e la spiegazione dettagliata del concetto di "pasto gratis" offerta già nel 2006 dall'utente wiki Dpbsmith. "Sono stati miei errori - ha ammesso lo stesso Anderson - dopo che abbiamo deciso alla fine di non inserire le note come pianificato. Tutto è venuto fuori a causa della mia incapacità di trovare un buon metodo di citazione per le fonti web".
Fonti che non sembrano provenire soltanto da Wikipedia. In un articolo dal titolo "Chris Anderson, Plagiarist?", Edward Champion ha provato ad affrontare la "ricerca davvero esaustiva" non compiuta da Jaquith, scovando altre analogie interessanti. In una sezione del libro ("The Three Prices"), Anderson ha parlato dei "modelli di business reversibili" di Derek Sivers, modificando poco o nulla interi paragrafi da un articolo dello stesso Sivers, postato su un blog nell'agosto 2008. "L'abitudine di Chris Anderson di citare un libro senza una parafrasi accettabile - continua Champion - è evidente a proposito della sezione sui transistor dal capitolo 4 del libro di Kevin Kelly, New Rules For The New Economy. Citato, ma non modificato in maniera accettabile".

Č una situazione abbastanza imbarazzante per Anderson, visti i suoi innumerevoli sforzi a difesa di modelli di business basati sulla gratuità. "Free", il nuovo libro, parlerà della cultura del dono, ma uscirà solo dopo alcune fondamentali correzioni. "Č colpa mia - ammette il caporedattore di Wired - mea culpa. Pubblicheremo quelle note come avremmo dovuto fare all'inizio. Riparerò ai miei errori online entro la data di pubblicazione e per tutte le edizioni future". La sua casa editrice ha detto che questo basta. Sarà sufficiente anche per i sostenitori della cultura del dono?

Mauro Vecchio
11 Commenti alla Notizia Chris Anderson, con un piccolo aiuto da Wikipedia
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  • Io sono abbonato a wired italia e non ho notato molti errori bensì pochi rispetto ad altre riviste del campo.Nel numero successivo fanno sempre mea culpa e danno sempre spazio ai lettori critici ed è cosa rara!
  • Da questa vicenda credo che si possa evincere un'interessante osservazione.

    A parte quella (banale) che Internet non offre nascondigli, quella più interessante è che per il futuro potremo attenderci una crescita della qualità dei lavori pubblicati.

    Opere che nulla aggiungono all'esistente, o che addirittura sono assemblate a suon di 'copia e incolla' non solo avranno sempre meno lettori, ma addirittura potranno rovinare l'immagine di un autore.

    In questo senso la gente starà ben più attenta a citare le fonti, e soprattutto ad aggiungere dei contenuti che portino dell'innovazione ai testi utilizzati o citati.
  • Essendo abbonato a Wired posso dirvi che è costellato di svarioni abbastanza gravi in tutti i numeri.
    non+autenticato
  • per esempio?
    Anche io sono abbonato ma non ho notato tutti questi errori...
  • - Scritto da: Bluedeath
    > Essendo abbonato a Wired posso dirvi che è
    > costellato di svarioni abbastanza gravi in tutti
    > i
    > numeri.

    anche io sono abbonato, più he svarioni direi che c'è una superficialità diffusa, gli atricoli non sono mai approfonditi e danno solo il punto di vista del sedicente esperto interpellato per l'occasione (spesso il faccione incopertina) che viene oltremodo osannato come il nuovo guro di questo e quello. Alle volte è vero, alle volte è un'esagerazione bella e buona. Purtroppo così facendo non si sa mai se le cose scritte sono affidabili oppure no...
    non+autenticato
  • aggiungo solo una precisazione: l'edizione italiana e quella inglese sono lontane anni luce, almeno per quello che è il sito di wired inglese
    non+autenticato
  • altrimenti COSA basta?
    non+autenticato
  • Ritirare il libro.
    Non puoi pensare che, colto sul fatto, si possa rimediare in seconda battuta. Questa è la classica tattica "ce provo".
    non+autenticato
  • Non vorrei aver capito male ma tutta la baraonda si riduce all'aggiungere un paio di paginette di note per le citazioni; dato che il libro non è ancora uscito non mi sembra sta gran colpa.

    Più che altro mi aspettavo di più: un libro sulla freelosophy dovrebbe essere gratuito o utilizzare qualche forma di marketing innovativa; chessò chiavetta USB con formato digitale allegato, prezzo a donazione o una cosa del genere.

    Vedremo un po'...
    non+autenticato
  • Infatti lo sarà gratuito.
    Però non sarà SOLO gratuito. Chi vuole, lo può comprare bello rilegato, oppure in formato tascabile...
    Insomma, il modello di business sarà esattamente come viene descritto nel libro.

    Come i libri di Lawrence Lessig, che puoi comprare su Amazon o che puoi scaricare in pdf dal sito dell'autore.

    Da valutare se possa effettivamente funzionare come modello di business.
    Il fatto che funzioni in certi casi non vuol dire che funzioni sempre. Anzi. Probabilmene sono più casi eccezioniali che la regola.
    non+autenticato
  • - Scritto da: braccino
    > Infatti lo sarà gratuito.
    > Però non sarà SOLO gratuito. Chi vuole, lo può
    > comprare bello rilegato, oppure in formato
    > tascabile...
    >
    > Insomma, il modello di business sarà esattamente
    > come viene descritto nel
    > libro.
    >
    > Come i libri di Lawrence Lessig, che puoi
    > comprare su Amazon o che puoi scaricare in pdf
    > dal sito
    > dell'autore.
    >
    > Da valutare se possa effettivamente funzionare
    > come modello di
    > business.
    > Il fatto che funzioni in certi casi non vuol dire
    > che funzioni sempre. Anzi. Probabilmene sono più
    > casi eccezioniali che la
    > regola.

    Con Q ha funzionato, ma soltanto perché ad oggi manca una piattaforma di e-reading veramente alla portata di tutti.

    Gli ebook sono costosi e limitati ad un singolo ambito operativo, difficilmente diverrà roba di massa, anzi imho falliranno, a meno che non verranno promossi con un utilizzo spinto nella pubblica (d)istruzione.

    Tuttavia man mano che i piccoli display lcd ad alta risoluzione diverranno più economici e assieme agli oled si diffonderanno estesamente in ambito di telefonia mobile, diverrà più semplice leggere libri sul cellulare anziché su carta.

    A quel punto credo che diffondere il proprio libro in formato testuale sarà come diffondere i propri mp3 e sperare che qualcuno acquisti il cd.