Mauro Vecchio

Google, i morsi di un vampiro digitale

Il Nosferatu è nella città della rete. Rinchiusi in casa gli organi d'informazione

Roma - C'è un vampiro che si aggira in zone non troppo nascoste del web: si chiama Google e si nutre del sangue degli organi d'informazione. Non è l'incipit di un romanzo gotico al tempo di internet, ma una dichiarazione sdegnata del CEO di Dow Jones Les Hinton.
"Offrendo i suoi contenuti gratis sul web - afferma Hinton - l'industria dei giornali ha dato ai denti di Google un grande collo da mordere. Non sapremo mai cosa sarebbe successo se l'informazione avesse assunto approcci differenti".

Approcci, forse, come quello recentemente esposto da Associated Press che ha intrapreso una battaglia contro gli aggregatori di notizie come Google News. Non permettere, in pratica, che i suoi contenuti vengano ripresi e diffusi da altri. L'idea è che l'informazione debba smettere i panni della condivisione libera, per indossare quelli di uno scambio equo tra notizie e quattrini.

Su questo fronte della battaglia si è dimostrata particolarmente agguerrita News Corporation, il gruppo di Murdoch che controlla proprio Dow Jones e il Wall Street Journal. Proprio quest'ultimo è stato un convinto fautore delle news a pagamento, con tanto di abbonamento. Proprio Murdoch ha accusato recentemente l'attuale modello di business dell'informazione che ha regalato a blogger, siti e motori di ricerca la possibilità di "succhiare il sangue".
I contenuti, quindi, vanno pagati e nessuno può appropriarsene liberamente per aggregarli. Ecco, allora, arrivare in soccorso start-up come Attributor, specializzata nel tracking di eventuali riusi in rete di materiali sia audio che video. Oppure piccoli, vecchi strumenti come robots.txt capaci di bloccare l'indicizzazione da parte di Google. (M.V.)
14 Commenti alla Notizia Google, i morsi di un vampiro digitale
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  • L'economia ristagna e i giochi diventano sempre più ardui.
    Immaginate quanto inutile può essere un giornalista che lavora e non viene pagato, così anche come un Programmatore sviluppa e non viene pagato.
    Tutto questo a causa di un solo concetto:

        L'arraffare per sopravvivere e sapere che chi
        arraffa vince sempre sugli altri.
        
    Niente altro può essere deleterio.
    Io lo chiamo Poggiolinismo.
    Si può vivere anche senza giornali e software, ma se lo vuoi lo paghi.
    I blog non sono la causa della "rivolta", si deve essere LIBERI di esprimere il proprio punto di vista a chiunque se si vuole o si ha la necessità di volersi fare ascoltare.
    A un valore ciò che è utile ed è quello che si dovrebbe mettere a pagamento. Anche la fonte ha una grossa importanza, ma soprattutto come i fatti vengono ritrasmessi.
    non+autenticato
  • Caro Murdoch, sei un povero illuso!...
    Vedo dura la possibilità di far pagare gli internauti per ciò che si sono da sempre abituati ad avere gratis...
    In più credo che le varie possibilità offerte dalla rete, come il netizen journalism e le notizie veicolate dal basso, in tempo reale dai siti di social network e di microblogging non faranno altro che accentuare la crisi della carta stampata, che già si trova in difficoltà.
    La realtà è che i modelli di business consolidati e validi per i vecchi ecosistemi di informazione "analogica" non sono più applicabili alle nuove prospettive che la rete sta offrendo. Il paradigma unidirezionale produttore-consumatore non regge più da tempo...
    E - senza nemmeno tener conto della attuale crisi economica - di tutto questo ne sta risentendo non solo la carta stampata, ma anche tante aziende, soprattutto vecchio stile, burocratizzate e poco aperte all'innovazione e disinteressate alle molteplici possibilità offerte dalla rete...
    Se tutte queste realtà non avranno il coraggio di ripensarsi, di innovare e di fare business in forme nuove, creative e differenti, sfruttando in primis le opportunità offerte dalla rete e dai nuovi social media, presto dovranno (benauguratamente) chiudere i battenti...
    La realtà è che la gente si è stufata di ascoltare le lamentele di aziende che vedono i loro utili in calo per via del mondo che cambia e dell'innovazione che sta modificando i paradigmi sociali ed economici; si è stufata di sentire le lamentele di Murdoch sulla crisi della carta stampata e le sue pretese di far pagare le notizie on-line; si è stufata di sentire le lacrime di coccodrillo delle tradizionali aziende di marketing, non più capaci a spennare polli come facevano fino a cinque anni fa; si è stufata del baccano dei processi legali e mediatici, ingaggiati dalle major cinematografiche e discografiche contro singoli peerer o contro siti di tracking, pretendendo di continuare a lucrare vergognosamente sulle opere della conoscenza e dell'ingegno umano...
    Hanno già incassato abbastanza, ora finalmente le feste per loro sono finite! Incominciassero a proporre qualcosa di nuovo, ad avere nuove idee, ad offrire vero valore aggiunto ai loro prodotti e servizi e ad adattarsi al mondo che cambia, altrimenti ben venga che falliscano e che chiudano i battenti, spazzati via dal vento dell'inevitabile cambiamento. Se non altro, il mondo si sarà finalmente liberato di molesti parassiti e del loro insopportabile tanfo...
    Penso allora che è un bene che anche questa crisi abbia un po' svecchiato e fatto un po' piazza pulita di entità scomode e superflue, che non avevano nemmeno ragione di esistere... I tempi cambiano e, nel bene o nel male, il vecchio deve cedere il passo al nuovo.
    non+autenticato
  • Io mi abbonerei alle versioni elettroniche dei quotidiani e riviste che mi interessano, purché non costino uno sproposito, non abbiano DRM che mi intralcino la fruizione, e non siano troppo infestate di pubblicità.
    Il problema è che mancano ancora dispositivi di lettura comodi ed economici.
    Funz
    12980
  • Tanti anni fa un giornale si avvide dell'arrivo di un certo "web". Notando che cani e porci registravano un dominio e creavano un proprio sito, pensò "E perché non me lo faccio anch'io il sito? Ci metto qualche pezzo di notizia, visto che sono un giornale!"
    Gli anni passarono e i giornali su internet divennero una frequentazione abituale per milioni di navigatori. Il giornale pensò bene di infarcire di pubblicità il suo sito, così da guadagnare qualcosina grazie ai visitatori che passavano nelle sue pagine.
    Altri anni passarono, e il giornale si accorse che le notizie che lui creava con tanto sudore della fronte andavano sparpagliate su tutto il web senza generare milioni di visite alla sua pagina. Erano finiti i tempi delle vacche grasse. Decise così che chi avesse voluto leggere una sua notizia l'avrebbe dovuta pagare. "Ma che prezzo faccio pagare? Beh, una copia stampata del mio giornale costa XY € e le notizie che riporto su internet sono le medesime. Perché non far pagare XY € al giorno anche gli utenti di internet?"
    Il povero giornale non aveva fatto i conti con il fatto che le notizie sul suo sito erano tutt'altro che uguali a quelle di un giornale stampato, e che il valore loro attribuito dai navigatori era nettamente inferiore (e questo valeva specialmente per le rubriche 'Scienza & Tecnica'...).
    Happy ending: dopo averci perso un sacco di soldini, il giornale decise di vendere le notizie su internet ad un prezzo equo.

    Non sono molto convinto del finale, anche se personalmente non sono del tutto in disaccordo con il far pagare le notizie in maniera adeguata e avveduta...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Funz
    > Io mi abbonerei alle versioni elettroniche dei
    > quotidiani e riviste che mi interessano, purché
    > non costino uno sproposito, non abbiano DRM che
    > mi intralcino la fruizione, e non siano troppo
    > infestate di pubblicità.

    Approvo e concordo in pieno... lo faccio già con la stampa per iLiad


    > Il problema è che mancano ancora dispositivi di
    > lettura comodi ed economici.

    Comodi sì eccome, economici ancora no.
    Io la mattina mentre preparo il caffè mi scarico direttamente sul lettore iLiad la stampa che poi mi letto sul tram. Per essere comodo e fruibile non ci sono dubbi, sono ancora un poco cari in senso assoluto.
    Io che compero decine di libri di informatica l'anno con solo quello che costano in meno in formato digitale me lo sono ripagato in meno di un anno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: lordmax
    > - Scritto da: Funz
    > > Io mi abbonerei alle versioni elettroniche dei
    > > quotidiani e riviste che mi interessano, purché
    > > non costino uno sproposito, non abbiano DRM che
    > > mi intralcino la fruizione, e non siano troppo
    > > infestate di pubblicità.
    >
    > Approvo e concordo in pieno... lo faccio già con
    > la stampa per
    > iLiad

    Questo è proprio la cosa che mi interessa di piùSorride


    > > Il problema è che mancano ancora dispositivi di
    > > lettura comodi ed economici.
    >
    > Comodi sì eccome, economici ancora no.
    > Io la mattina mentre preparo il caffè mi scarico
    > direttamente sul lettore iLiad la stampa che poi
    > mi letto sul tram. Per essere comodo e fruibile
    > non ci sono dubbi, sono ancora un poco cari in
    > senso
    > assoluto.

    Trovi comodo leggere sull'iliad? Mi piacerebbe saperne di più.
    Com'è la navigazione, si può passare velocemente da un articolo a quello successivo, o alla visione a pagina completa? Per scaricare il nuovo numero devi avere il PC acceso, suppongo, sarebbe bello potesse andare su Internet autonomamente.

    > Io che compero decine di libri di informatica
    > l'anno con solo quello che costano in meno in
    > formato digitale me lo sono ripagato in meno di
    > un
    > anno.

    A me interesserebbe anche per i feed RSS, quindi la possibilità di navigare in Internet è fondamentale.
    Funz
    12980
  • - Scritto da: Funz
    > - Scritto da: lordmax
    > Questo è proprio la cosa che mi interessa di più
    >Sorride

    Sono abbonato anche io, ma non lo uso molto. Il problema è la costanza con il quale scaricare la copia giornaliera e soprattutto lo scarsità di tempo da dedicare alla lettura del giornale.


    > Trovi comodo leggere sull'iliad? Mi piacerebbe
    > saperne di
    > più.
    > Com'è la navigazione, si può passare velocemente
    > da un articolo a quello successivo, o alla
    > visione a pagina completa? Per scaricare il nuovo
    > numero devi avere il PC acceso, suppongo, sarebbe
    > bello potesse andare su Internet autonomamente.

    In quanto a comodità, molto meglio il cartaceo. In una schermo di 8 pollici ci sta un articolo o meno, mentre sul cartaceo in una pagina hai più articoli, foto, didascalie. Se tieni conto che spesso la versione per iLiad della Stampa ha alcuni articoli divisi in più pagine, le quali sono pure in disordine, capirai che il risultato per ora è abbastanza scadente. A mio avviso dovrebbero lavorare di più per portare il contenuto delle notizie in un formato maggiormente adatto al dispositivo.
    In compenso non c'è bisogno di tenere acceso il PC, basta un router, magari wi-fi.

    > A me interesserebbe anche per i feed RSS, quindi
    > la possibilità di navigare in Internet è
    > fondamentale.

    Tramite feedbooks.com c'era tempo fa la possibilità di scaricarsi i feed preferiti sull'iLiad, in modo molto comodo. Non so se funziona ancora però
    non+autenticato
  • GrazieSorride
    non+autenticato
  • E perche i lorsignori non si affrettano a pagare, e profumatamente, le notizie dall'Iran che raccattano su Internet? Ma che c..zo vuoi che gli freghi della vita di qualche ragazzo? Loro pensano al business, il resto....
    desolatamente
    lorenzaccio
  • I giornali ti danno già le informazioni gratuitamente sui loro siti, non ti chiedono di pagarle.
    Vogliono in fondo giustamente che i proventi della pubblicità vadano a loro che pubblicano la notizia, e non a chi aggrega le notizie e le mostra (ricordo che ottenere e produrre informazioni di qualità costa )
    non+autenticato
  • E' perchè anche loro hanno famiglie e non vogliono
    ritrovarsi proprio in situazioni del genere.
    non+autenticato
  • http://en.wikipedia.org/wiki/Robots.txt e che la smettano di rompere ...

    La realtà è che a questi mentecatti gli fa comodo quando google gli porta visite e utenti gratis, ma quando si tratta di dare allora ecco che attaccano a fare i piangina.
  • - Scritto da: eymerich
    > http://en.wikipedia.org/wiki/Robots.txt e che la
    > smettano di rompere
    > ...
    >
    > La realtà è che a questi mentecatti gli fa comodo
    > quando google gli porta visite e utenti gratis,
    > ma quando si tratta di dare allora ecco che
    > attaccano a fare i
    > piangina.
    precisamente.

    Ormai sono anni che, almeno 1 volta a settimana, uno di questi famigerati 'detentori di diritti' si sveglia e dice "oh mio dio, google mi ha indicizzato i libri, le foto, le news, i pdf, i filmati, i progetti segreti(tm)" ,dimenticandosi che son proprio loro i primi a pagare i SEO per essere indicizzati.. salvo poi indignarsi se uno pesca le news da un rss (ke loro avevano messo sulla pagina) o scarica il pdf direttamente all'url linkato (e rigorosamente non impedito dal robots.txt) e non visita la loro meravigliosa homepage flash con 5min di spampubblicitario.
    Vabbe basta vah...
    non+autenticato
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