massimo mantellini

Contrappunti/ La maturità di Internet

di M. Mantellini - Può un tema degli esami di stato segnare la svolta? Dipende. Quello che conta è tenere conto dell'esistenza della Rete, e della sua presenza nella vita di giovani e meno giovani

Roma - Qualche giorno fa mi chiama un giornalista della Rai e mi fa: "Ehi Massimo hai visto? È uscito un tema alla maturità sui social network, che ne pensi?". Bella domanda: che ne penso? La prima cosa che ho pensato è che forse era il caso di chiamare a casa per chiedere a mia moglie che tema avesse scelto nostra figlia grande, che giusto quest'anno affronta la maturità classica. Poi ho pensato che si trattava certamente di una buona notizia, una specie di accettazione implicita dell'esistenza di uno strumento che ormai è utilizzato anche in questo paese da molti milioni di persone.

Ora a freddo confesso che qualche dubbio in più mi è invece venuto. Intanto il tema è stato classificato come tema di interesse tecnico-scientifico e questo è sintomatico di un noto fraintendimento. Lo studio delle tematiche che interessano i rapporti fra le nostre vite e gli strumenti di rete sono oggi la tematica più umanistica fra quelle a nostra disposizione. Attraverso lo stretto percorso della comprensione di questi "giochetti" passa la nostra possibilità di essere domani uomini e donne culturalmente evoluti, persone informate dei fatti, cittadini capaci di scelte responsabili. La riduzione della rete Internet a strumento tecnologico è insomma la sottovalutazione solita di chi non ha capito bene di cosa sta parlando.

Poco male comunque se è vero che un ragazzo su tre ha scelto questa traccia, sebbene gli spunti di discussione fossero per nulla leggeri ed eccessivamente lunghi. Per conto mio ne sarebbero bastati un paio comprendendo fra questi la bella frase di Y. Benkler
"Ciò che conosciamo, il modo in cui conosciamo, quello che pensiamo del mondo e il modo in cui riusciamo a immaginarlo sono cruciali per la libertà individuale e la partecipazione politica. Il fatto che oggi così tanta gente possa parlare, e che si stia raggruppando in reti di citazione reciproca, come la blogosfera, fa sì che per ogni individuo sia più facile farsi ascoltare ed entrare in una vera conversazione pubblica. Al contempo, sulla Rete ci sono un sacco di sciocchezze. Ma incontrare queste assurdità è positivo. Ci insegna a essere scettici, a cercare riferimenti incrociati e più in generale a trovare da soli ciò che ci serve. La ricerca di fonti differenti è un'attività molto più coinvolgente e autonoma rispetto alla ricerca della risposta da parte di un'autorità"
che da sola vale come possibile apertura alla discussione.
Moltissimi maturandi oggi utilizzano Facebook o hanno un blog, oppure frequentano Youtube o Myspace: proporre loro di meditare sulla essenza degli strumenti che utilizzano ogni giorno, magari obbligandoli a dissertare su argomenti ai quali non hanno mai molto pensato, resta comunque una ottima idea, anche se la qualità dell'elaborazione culturale di quegli stessi temi è in questo paese ai minimi storici, non solo nelle scuole secondarie, ma anche nelle università, nelle discussioni pubbliche e sulla stampa.

Forse è anche per via di questa specie di vuoto di comprensione che gli insegnanti chiamati a correggere le tracce delle migliaia di maturandi che si sono misurati con l'analisi del testo sugli strumenti sociali in Rete, sono in questi giorni di fronte ad un compito assai difficile. Perché la riduzione folcloristica che i media fanno nella stragrande maggioranza dei casi alle tematiche sociali su Internet è in grado di scatenare discreti disastri prima ancora sui docenti chiamati a giudicare che sui discenti invitati ad esprimere pareri e punti di vista.

Esiste una grandissima confusione sotto il cielo dell'analisi dei fenomeni sociali legati all'utilizzo delle nuove tecnologie. Si è per esempio fatta spazio in questi anni l'idea di una segmentazione sociale netta fra "nativi digitali" (i giovani nati e cresciuti ai tempi dei nuovi strumenti di relazione) e altri soggetti con accessi e comprensioni tecnologiche intermedie o nulle. Ma è davvero così? È corretto affidarsi sempre al luogo comune secondo il quale su tematiche tecnologiche l'allievo supera sempre il maestro? Oppure esiste una sopravalutazione consolatoria della tendenza dei giovani ad approcciare Internet e gli strumenti di rete, investendo loro di aspettative diffuse che non saranno comunque del tutto soddisfatte?

In un contesto del genere Contrappunti sostiene con entusiasmo la piccola proposta di Mario Tedeschini Lalli, di Repubblica, e di Giovanni Boccia Artieri, sociologo dei nuovi media dell'Università di Urbino, affinchè il Ministro Gelmini renda almeno in parte accessibile il materiale di questa prova d'esame per uno studio etnografico sulla penetrazione delle nuove tecnologie in questo paese. Per una volta dai temi della maturità, invece che bignamini variamente rieditati su Montale o Svevo, sarebbe possibile - come scrive Boccia Artieri sul suo blog - farci raccontarci un pezzo del futuro a venire.

Massimo Mantellini
Manteblog

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17 Commenti alla Notizia Contrappunti/ La maturità di Internet
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  • Anche io quest'anno sono stato di maturità, e anche io ho scelto questa traccia. Sinceramente fin da subito mi ha un po' stranizzato averla categorizzata come Tecnico-Scientifica, dato che era più da Attualità. Comunque ho cercato di darle una parvenza tecnica, senza trascurare il forte aspetto sociale. Inoltre anche io sono stato limitato dalla necessaria citazione di quasi tutte le fonti per evitare problemi con i proff. In genere comunque ho fatto un elaborato molto interessante, spero solo che i proff lo capiscano e non premino chi invece ha scopiazzato le fonti solo perché non ne capiscono nulla!
    non+autenticato
  • Marco scrive: spero solo che i proff lo capiscano e non premino chi invece ha scopiazzato le fonti solo perché non ne capiscono nulla!

    Te lo auguro. In genere i prof. che non ne capiscono nulla hanno il fiuto necessario per capire chi strapazza le fonti e chi le conosce. In bocca al lupo.
  • Condivido completamente l'articolo e, particolarmente, le osservazioni sulla deludente cultura dei media, tra opinioni giornalistiche e difficoltà dei docenti a stare al passo.
    Davvero interessante poi la richiesta di studiare i testi dei maturandi. Quando mio figlio mi ha detto di aver scelto quella traccia e mi ha raccontato cosa ha scritto, confesso di aver pensato (rispetto ad alcuni passaggi un po' ingenui): va beh, tanto chi corregge ne sa quanto lui ..

    So per esperienza che gli insegnanti provano ad aggiornarsi su questi temi, ma disgraziatamente leggono solo in italiano, e generalmente giusto qualche articolo di giornale. Se poi decidono di leggere un libro su una delle tematiche del digitale, spesso è stato scritto da uno di quei giornalisti di cui parla Mantellini.
  • Visto che siamo in tema di esami, dai documenti per la traccia di ambito "artistico-letterario", vi propongo un semplice quiz "trova l'intruso":

    a: Caio Valerio Catullo, poema 85 (I secolo a.C.)
    b: F. Alberoni, "Innamoramento e amore", (Milano, 2009)
    c: Dante Alighieri, "Inferno", c. 5, versi 97-107 (XIV secolo d.C.)
    d: Guido Gozzano, "La signorina Felicità", versi. 290-301, da "I colloqui" (1911)
    non+autenticato
  • Intruso trovato e soppresso. Cylon
    non+autenticato
  • Dimmi che stai scherzando... dal ministero della Pubblica Distruzione hanno inserito tra le traccie d'esame un testo di un pseudo psicologo, in mezzo ad autori di ben altra storia?
    non+autenticato
  • Veramente Benkler è economista e professore di diritto.
  • Che c'entra Benkler? Parlavo di alberoni
    non+autenticato
  • Josafat mi rassicura: che c'entra Benkler? Parlavo di alberoni.

    In questo caso concordo in toto Occhiolino
  • STA' DIVENTANDO PEGGIO DEL PREZZEMOLO !
    UN PREZZEMOLO (IN)CULTURALE!
  • - Scritto da: aaa
    > Visto che siamo in tema di esami, dai documenti
    > per la traccia di ambito "artistico-letterario",
    > vi propongo un semplice quiz "trova
    > l'intruso":
    >
    > a: Caio Valerio Catullo, poema 85 (I secolo a.C.)
    > b: F. Alberoni, "Innamoramento e amore", (Milano,
    > 2009)
    > c: Dante Alighieri, "Inferno", c. 5, versi 97-107
    > (XIV secolo
    > d.C.)
    > d: Guido Gozzano, "La signorina Felicità", versi.
    > 290-301, da "I colloqui"
    > (1911)

    ma come!!!
    si sono dimenticati le bellissime poesie d'amore di un certo signore.. qualcuno indovina chi?
    non+autenticato
  • > ma come!!!
    > si sono dimenticati le bellissime poesie d'amore
    > di un certo signore.. qualcuno indovina
    > chi?
    quelle prodotte dall'emulo di zio fester, dici?
    non+autenticato
  • indovina indovinello, sarà mica il poeta che amava le rose che non colse?
  • - Scritto da: etherodox
    > indovina indovinello, sarà mica il poeta che
    > amava le rose che non
    > colse?

    Fortuna per quelle rose...
  • Da maturando e appassionato di computer e internet, devo dire che ho apprezzato la presenza della succitata traccia nella prima prova. Tuttavia devo concordare con Mantellini sull'eccessivo numero di spunti di discussione, che, nel mio caso, mi hanno portato a deviare dal discorso che avrei voluto scrivere (un discorso sulla libertà di informazione e della Rete, che non ho potuto purtroppo affrontare come avrei voluto, pena il rischio di scarsa valutazione a causa dell'aver ignorato troppe fonti), portandomi a chiedermi se tutto ciò non fosse in realtà voluto in qualche modo... Se invece ci fosse stato solo l'intervento citato dall'autore dell'articolo, la mia riflessione sarebbe potuta essere molto più ampia e libera.

    Il tutto, naturalmente, secondo la mia opinione Sorride
    non+autenticato
  • Sì, è una cosa voluta. Tutti gli studenti che hanno affrontato la questione nell'ottica di tematiche sovversive quali "libertà d'espressione", "rischio della privacy" ed altre bestemmie simili saranno schedati e segnalati ai digossini.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Paffo
    > Da maturando e appassionato di computer e
    > internet, devo dire che ho apprezzato la presenza
    > della succitata traccia nella prima prova.
    > Tuttavia devo concordare con Mantellini
    > sull'eccessivo numero di spunti di discussione,
    > che, nel mio caso, mi hanno portato a deviare dal
    > discorso che avrei voluto scrivere (un discorso
    > sulla libertà di informazione e della Rete, che
    > non ho potuto purtroppo affrontare come avrei
    > voluto, pena il rischio di scarsa valutazione a
    > causa dell'aver ignorato troppe fonti),
    > portandomi a chiedermi se tutto ciò non fosse in
    > realtà voluto in qualche modo...

    ovviamente si

    > Se invece ci
    > fosse stato solo l'intervento citato dall'autore
    > dell'articolo, la mia riflessione sarebbe potuta
    > essere molto più ampia e
    > libera.

    cosa che, infatti, esula dagli scopi della formazione liceale e universitaria secondo la "visione" (assolutamente trasversale) della "politica" ufficiale contemporanea: si va a scuola o all'università per essere "formati" come forza-lavoro, mica per imparare a ragionare e pensare in modo autonomo...

    > Il tutto, naturalmente, secondo la mia opinione

    anche il mio commento ovviamente
    Occhiolino
    non+autenticato